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In aereo si arriva a Sihanoukville, poi da lì dieci minuti di macchina e altrettanti minuti di barca per arrivare all’isola di Krabey. L’architettura si sviluppa lungo i dodici ettari dell’isola privata. Gli ambienti dell’atrio e della hall sono ispirati alle abitazioni dei marinai locali, realizzate su palizzate sopraelevate, così come anche gli elementi che arredano il soffitto rimandano al mare e alla pratica della pesca. Una scacchiera in legno scolpita dall’artigianato locale è sul divano centrale nella veranda davanti al bar. Reti da pesca sono sospese sopra una vasca per la raccolta di acqua piovana. 

Quaranta stanze – ognuna è una costruzione indipendente nascosta nella foresta: un salotto, la camera da letto e una sala da bagno con i pavimenti in pietra. I dettagli dell’arredo sono opera d’artigianato locale, gli intarsi delle gambe dei mobili si ispirano ai boccioli del Rumduol, il fiore simbolo della Cambogia originario di Krabey.  La struttura in vetro e pilastri in cemento, con pannelli di legno all’interno ricorda il disegno di Van der Rohe e la sua pulizia. Ogni erba usata in cucina è coltivata nel giardino di spezie al centro.

Collane di pietre semipreziose verdi e viola, sono il simbolo delle lezioni di yoga sospeso: le funi tirate su una veranda costruita nel punto più alto dell’isola. La Spa, una palestra, un laboratorio per erbe medicamentose e scrub naturali – sale e pepe, zucchero, minerali vari, erbe fiori e ogni tipo di olio – dall’avocado al cocco, passando per i semi alla polvere di cacao: lo scrub è lavorato, macinato, preparato in flaconi di vetro da poter usare individualmente. Il bagno turco è forte, come lo si desidera – difficile restarci dentro, ma i polmoni ringraziano. La vasca di acqua calda è affiancata a quella di acqua fresca, per offrire un percorso in dialogo con la sauna.

Sulla spiaggia, una riva di sassi è luogo di ricerca per gli occhi di Santa Lucia: formazioni di calcare piatte sulla base, che il mollusco produce per chiudersi dentro la conchiglia. Cercarli tra la sabbia, dove il mare si rompe sulla micro battigia è un gioco per adulti e bambini che fa passare le ore in acqua. Basta allontanarsi di pochi metri con la maschera e boccaglio per trovare la mappa di una barriera corallina e i suoi abitanti. Entrare in mare senza calzature subacquee non è consigliato. Un molo in legno circonda tutta l’isola per la passeggiata: non ci sono moli né piattaforme per il bagno a tuffo –  come succederebbe in Costa Azzurra, in Liguria o in tutte le coste rocciose del Mediterraneo. Questa mancanza è l’unica vera pecca dell’isola, perché impedisce una vita sul mare. Krabey Island di Sex Senses non è un Beach resort, ma un Jungle destination – l’esperienza è in una foresta pluviale sull’oceano.

 Entro pochi anni lo scopo del resort è di eliminare la plastica. Oggi ce n’è poca – i barattoli per il sapone sono stati in vetro; tutti i contenitori in pietra o legno – neanche gli spazzolini da denti sono in plastica. Di plastica rimangono i kway in dotazione per la pioggia così come tutte le protezioni in caso di maltempo, la griglia di riciclo della piscina nella spa, i baggie per muoversi nell’isola.
La sfida è intellettuale e interessante, nell’ottica di eliminare ogni possibile presenza di plastica e sostituirla con naturali, per quanto possibile, artigianali. Sulla via della sustainability, mission primaria della company, c’è il progetto della purificazione e mineralizzazione dell’acqua, che avviene direttamente all’interno della struttura. I rifiuti organici sono raccolti e trasformati in concime per la fattorie che forniscono i ristoranti con materie prime. La frutta si recupera dai cocktail, distillata e mescolata ad altri componenti per fare air refresh e anche per pulire le superfici – al posto dell’aceto. Dal 2017 in ciascun resort è partito il progetto Earth Labs. Aree pensate per concretizzare la sostenibilità attraverso coltivazioni di prodotti utili al funzionamento della struttura in dialogo con il territorio circostante in un’ottica ‘zero waste’.


Six Senses – Krabey

Koh Krabey Island, Ream Commune

18000 Cambogia