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Carlo Mazzoni, 30 dicembre 2018

Il volo parte la sera tardi e l’unico peccato è che la tratta dall’Italia sia un poco troppo breve – rispetto alle sei previste, se ci fossero quelle due ore in più necessarie da altre città d’Europa, la notte sarebbe di riposo. Si atterra la mattina– se potete, fate in modo che sia un venerdì e di restare fino a lunedì sera, dove sempre tardi partirà il volo di rientro. La fuga meglio strutturata al momento – che sia per un compleanno o per un amore clandestino che non sapevate immaginare, quattro giorni in Oman giocano di sensualità.

Il venerdì mattina al The Chedi è disposto il brunch per chi esce dalla Moschea dopo le preghiere – l’equivalente della colazione domenicale in Sud Italia. I banchi e le tavole ricordano un banchetto per il matrimonio di Aladino: ogni nettare di frutta e verdura, ostriche di varietà, scampi e pesce crudo. C’è il banco per la cucina calda giapponese, per gli hamburger americani, le pizze e le focacce di Liguria e Toscana, i formaggi francesi, e potremmo andare avanti a conversarne come in un film che commuove, quando Paolo Villaggio in carattere serio ascolta un bambino orgoglioso della cucina di casa. Per finire su dolci e macaron – qui la caduta, perché se si vuole puntare così in alto non bisogna avere pruderie. Se arriva il desiderio di un gusto di macaron diverso da quello disposto ad arte, chi risponde non può tergiversare – a questi livelli di lusso una risposta negativa non deve mai sussistere.

Il giardino è un disegno moderno all’italiana rivisto su diagonali islamiche: giochi d’acqua su vasche basse e quadrate, tagli di flussi che li collegano come una laguna in geometrie – l’alternanza tra prato raso, pietra bianca, erba lunga, dune. L’albergo è diviso in due parti – la prima ad accesso inferiore, la seconda per il club alla qualità che qui descriviamo e su cui contiamo: guardando la spiaggia, uscendo dalla lobby, bisogna andare a sinistra. Le stanze sono padiglioni per figli di sultano: un salotto, la camera da letto e un bagno con una vasca in marmo opaco interrata come un hamman tra il grigio e il verde, frutta secca, datteri e latte di mandorla. L’arredo gioca con pavimenti in parquet lucido, mobili e specchi in legno massiccio, candelabri che la notte restano accesi, divani esterni per il vento tra le foglie: di fronte la sabbia e la flora della costa. Il mare qui non conta – non si tratta di mare, il mare non è da considerare al The Chedi. La piscina è tra le più lunghe del mondo arabo, avanguardia di design: cento metri corrono come un corridoio verso il cielo, prima del quale sorge dall’acqua una sorta di tempio grafico, e un fuoco acceso al centro – sui lati, piatti di brace come un percorso per la porta dell’Olimpo. La struttura per la palestra – che vale ogni sforzo: disegnata e rifinita ancora in legno e parquet, è curata nei dettagli e nella dimensione come fosse un salotto – negli spogliatoi, sia le sauna sia i bagni turchi. Bastano quattro giorni, tra sport e sesso, per poter ritrovare ogni piacere terreno – in Oman.

Il sovrano dell’Oman è anziano – è un re che il popolo ama, si sente la gratitudine del suo popolo. Non ci sono eredi figli – non è certo chi salirà al trono dopo di lui, ma forse è meglio così, considerando che la sua salita al potere avvenne con un colpo di stato deponendo il padre, il quale a sua volta, fece la stessa mossa con il genitore predecessore suo. La tecnologia porterà alla desalinizzazione del mare (adesso problematica, la produzione porta a scarti di salamoia di difficile smaltimento): si percepisce l’innovazione su cui si ripromette l’Oman grazie alla spinta del governo in questi ultimi anni. Alberi e fiori spuntano dalle rocce aride. Un tempo in Oman potevano accedervi per turismo solo cittadini svizzeri, la cui ricchezza prometteva clientela adeguata – negli anni recenti, l’accesso è più ampio, ma si percepisce la strategia.

Il The Chedi è il migliore albergo di Muscat – tra i migliori anche di questa pagina. Non considererete per un viaggio a Muscat lo Shangri La, in nessuna delle sue proposte – ricorda un villaggio vacanze degli anni Novanta. Non regge il Bustan Palace, antica residenza reale che, anche se meglio di un villaggio vacanza, produce la sensazione  di parco Disney. Le guide turistiche mostrano i Wadi, luoghi visitabili solo se il vostro viaggio non coincide con festività internazionali – la folla ne rovinerebbe ogni percepito. Se cercate il mare a Muscat non lo troverete – dovete prendere un volo e scendere a sud. Se cercate le montagne, quello è un altro discorso – ed è un viaggio che si può fare anche d’estate, raggiungendo l’Alila, nei pressi di Jabal Al Akhdar.


The Chedi

133 18th November St, Muscat, Oman

+968 24 524400

The Chedi è membro di The Leading Hotels of the World
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