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Non è chiaro se sia stato Giulio Romano – l’architetto dei Gonzaga, lo stesso del Palazzo Te a Mantova e della riedificazione del Duomo dopo l’incendio del 1545 – a progettare Villa Della Torre, nel Cinqucento in Valpolicella. La critica ipotizza possa essere stato Bartolomeo Ridolfi, architetto e stuccatore nei cantieri del Palladio, o ancora il manierista Michele Sanmicheli. Di certo il Sammicheli (non è univoco nemmeno il modo di trascrivere il nome dell’urbanista veronese) ha edificato la chiesetta adiacente alla villa. La pianta della dimora si rifà alle domus romane: tre cortili a piani crescenti, dove il più alto entra nel brolo e quello basso nel giardino. Una scalea curva porta al peristilio, in un dialogo continuo – all’esterno e all’interno – con la natura.

La campagna veronese – dal Lago di Garda fino alle colline della Valpolicella – è territorio di ville venete, costruite tra il Quindicesimo e il Diciottesimo secolo e contornate da orti, broli, giardini e boschi. In quel periodo la Repubblica di Venezia incoraggiava i cittadini a investire nei Domini di Terraferma, che la Serenissima aveva conquistato nei secoli precedenti. L’aristocrazia veneziana trovava qui impieghi alternativi e complementari al commercio mercantile sviluppando insediamenti agricoli. Le ville venivano erette in posizioni elevate, per una protezione maggiore e per godere di una miglior vista sul paesaggio naturale circostante. 

Verso il Lago di Garda, tra le colline ricoperte di ulivi e vigneti di Cavaion Veronese, si trova Villa Cordevigo, una dimora patrizia risalente al Diciottesimo secolo convertita dalle famiglie Cristoforetti e Delibori in un Wine Relais. Situata in un insediamento romano, una volta al centro del feudo dei conti Lombardo, la tenuta ha subito nei secoli interventi di trasformazione. Le fondamenta risalgono al periodo rinascimentale, ma l’architettura del complesso è alterata tra il Diciassettesimo e il Diciottesimo secolo secondo lo stile dell’epoca.

Oggi, prima di arrivare al cortile principale della villa, si passa da un viale in salita ombreggiato da cipressi che crescono ai due lati della strada: qui le prime viste sulle vigne, sul parco e i dintorni della tenuta. Arrivati in cima, si apre la struttura principale che si dirama in due edifici più bassi, intorno a un giardino all’italiana. C’è anche una chiesa, costruita nel Quattrocento e dedicata a San Martino – trasformata poi in cappella gentilizia della villa, comprende una collezione di più di tremila reliquie di Santi raccolte dal Vescovo Marcantonio Lombardo nel Settecento.

Villa Cordevigo unisce un boutique hotel, un centro benessere, una cantina e il ristorante stellato Oseleta, costruito in un’antica barchessa. Il menu è curato da Giuseppe D’Aquino, che dopo aver appreso le ricette tradizionali della cucina campana e napoletana, ha completato la sua formazione in Francia, per poi tornare in Italia nel 2010. Nel 2013 ha conosciuto Antonino Cannavacciuolo, che periodicamente fornisce consulenza per la definizione del menu (l’Oseleta, sempre nel 2013, ha ottenuto la stella Michelin).

Basato sulla stagionalità, il percorso culinario coniuga i sapori della cucina campana con le materie prime e la cultura agricola di Cordevigo – tra le pietanze, il salmerino alpino guarnito da crescione di fiume, fave, mela verde e bergamotto, lo spaghetto al pomodoro del piennolo, la mousse al sedano con cioccolato bianco – immersa in una gelatina al basilico e limone – e il sorbetto alla mela e germogli. La cantina del ristorante ospita oltre seicento etichette di vini – tra cui quelli veneti dell’azienda Vigneti Villabella, fondata nel 1971 dalle stesse famiglie Delibori e Cristoforetti.

Le trentatré stanze di Villa Cordevigo sono distribuite tra il corpo principale della dimora e le ali laterali. Ogni camera è arredata in modo diverso, tutte si distinguono per un décor d’epoca e i soffitti in legno. Alcune di esse dispongono di un angolo benessere – una terrazza con lettini e vasca idromassaggio che si affaccia sul giardino. Messo a disposizione da Villa Cordevigo, un esperto della zona segue gli ospiti nella scelta delle esperienze – dall’itinerario che segue le tappe naturalistiche delle terre venete alle escursioni in bicicletta tra le vigne fino alle uscite in barca sul Lago di Garda.


Villa Cordevigo 

Località Cordevigo, 1

Cavaion veronese

Verona

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