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Gianni Biondillo, 16 aprile 2019

È stata una fuga d’amore. Ne avevo bisogno. Quindi cellulare spento, lontano da figlie, lavoro, preoccupazioni, impegni. Due giorni con mia moglie, dall’altra parte del mondo – a neppure tre ore di treno da casa. Ché usciti dalla stazione, salendo la collina, lasciandosi alle spalle una Alassio vacanziera e caotica, ci si ritrova all’improvviso in un pezzo di paradiso. Romantico, e lo dico da filologo: Villa della Pergola nasce dalla temperie romantica anglosassone, da quella comunità di inglesi che a fine Ottocento avevano scoperto la Riviera di Ponente, deponendo fra gli ulivi e carrubi, fra i cipressi e la macchia mediterranea, ville dal gusto eclettico, con terrazze dalla vista mozzafiato. Agli inizi del Novecento la comunità dei figli d’Albione era già così numerosa da costruire ad Alassio una chiesa, un tennis club e persino la stazione ferroviaria dal gusto liberty. Chi a Ventimiglia, chi a San Remo, chi ad Albenga, ognuno voleva portare la propria raffinata cultura nordica per amalgamarla con la prepotente, rivitalizzante natura mediterranea. Così fece anche il generale scozzese William Montagu Scott Mc Murdo, che dopo una carriera militare in India cercò il suo buen retiro in una villa eclettica, con tanto di cupola a pagoda e portico neocoloniale. Tutto, è chiaro, con gusto ineccepibile. Lo stesso dei padroni che si sono susseguiti negli anni, Sir Walter Hamilton Dalrymple e Daniel Hanbury.

Siamo seduti sul terrazzo, in attesa di un caffè, e penso che sotto questa scaglia di cielo è passata la storia della nobiltà e dell’intellighenzia europea, inglese, francese, italiana. Artisti, condottieri, poeti. Un luogo fiabesco, che ha avuto, come in ogni fiaba, un momento dove il pericolo sembrava incombesse senza scampo. Agli inizi di questo secolo, dopo anni di abbandono e degrado, sembrava che i ventidue ettari del parco fossero destinati a una operazione di speculazione devastante. Ma le fiabe sono tali perché poi arriva sempre un eroe. In questo caso una cordata di amici liguri – fra questi la famiglia Ricci – che acquistò la proprietà all’asta giudiziaria e si mise d’impegno per ripristinare lo splendore perduto. Oggi essere ospiti della villa o del villino adiacente, finemente restaurati, è un dono che almeno una volta bisogna regalarsi. Non è solo la storia che si respira. È il gusto. Il senso palpabile, domestico, della raffinatezza. Anche solo questo caffè dalla terrazza, investiti da un sole generoso, può rinfrancare da ogni stress quotidiano. Tutte le camere del relais – quindici, ampie, assolate, comode – hanno un affaccio sul mare. Nessuno deve perdersi il bagno di sole, la vista sull’infinito, il silenzio ornato solo da qualche cinguettio.

Poi il parco. La semplice visita giustificherebbe tutto il viaggio. Se parlo di paradiso sono, ancora una volta, filologico. Per i persiani e poi i greci, ‘giardino’ si diceva ‘paràdeisos’. Mai come in questo posto se ne ha la piena convinzione. Il lavoro di ripristino del parco da parte del paesaggista Paolo Pejrone ha momenti di poesia: gli altofusti recuperati, le palme salvate dal punteruolo rosso, gli agrumi profumati, la collezione di agapanti, una delle più preziose d’Europa. Stiamo camminando, io e mia moglie, sotto le pergole cariche di glicini in fiore che piovono su di noi, bianchi, rosa, azzurri. Ovunque si posi lo sguardo è una meraviglia, un incanto: i cactus, le agavi, le vasche con le carpe giapponesi, i putti ricoperti di foglioline tremanti al primo soffio di brezza, i rampicanti fioriti che abbracciano i cipressi.

Vista, udito, tatto, olfatto. Manca solo il gusto per completare l’estasi dei sensi. A questo ci pensa Giorgio Servetto, chef al ristorante Nove, ospitato a Villa della Pergola. Ci lasciamo guidare nella scelta dei vini e dei piatti ed è un tripudio di carciofi d’Albenga, seppie, tonno scottato, acciughe al verde, dolci di mandorle, vermentino ligure. Non riesco neppure a star dietro a tutte le informazioni che ricevo dall’inappuntabile sommelier o dai zelanti camerieri. Giungo piatto dopo piatto al caffè, accompagnato da piccole delizie al cioccolato. Persino un fiore di glicine colto nel parco, glassato e brinato.


Villa della Pergola

Via Privata Montagu 9, Alassio (Savona)

Small Luxury Hotels of The World

Giardini di Villa della Pergola

Ristorante NOVE