Vivamayr's pier
Room interiors
View from the balcony

Text Angelica Carrara
@angelicarrara

In Carinzia, in un angolo di Austria, sulla sponda meridionale del Worthersee c’è un posto degno di un idillio: Maria Worth. L’acqua è di colore verde turchese, si dice potabile. I germani reali scivolano sulla superficie, i traghetti fanno la spola da un borgo all’altro. Il lago è un invito al tuffo. O allo stand up paddling. Quando di notte il suo santuario gotico s’illumina, la penisola riluce sull’intero lago. Io credo: la chiesa dedicata a Maria è stata la mia salvezza durante i sette giorni trascorsi a Vivamayr, dove l’energia è azzerata, si vive al rallentatore, e la giornata è scandita dal numero di bicchieri di acqua mixati a Base Powder ed Epsom Salt – sono obbligatori.

La Mayr Medizin fu messa a punto agli inizi del secolo dal Dott. Franz Xavier Mayr, secondo cui tutte le malattie dipendono dal cattivo funzionamento del sistema digestivo e dalla conseguente intossicazione dell’intestino. È necessaria una forma di rieducazione al consumo del cibo: cosa e quanto si mangia, come e in quali momenti della giornata. La formula originaria consisteva in latte e pane secco per allenare la masticazione, alternata a prolungati digiuni per far riposare l’organismo. Il Dott. Harald Stossier ha aggiornato la terapia nella struttura modernista di Vivamayr, un centro sanitario medico. Minimum stay: sette giorni. Astenersi non anglofoni – meglio se deutsch spracher. L’autocontrollo è necessario – morale e fisico. Sono banditi alcol, fumo e caffè.

Disciplina. La sveglia presto, alle 6:30. Al mattino, un bicchiere di acqua calda e Epsom salt – in caso di fortuna, il Magnesium Citrat –, per regoralizzare l’intestino. La Base Powder – bicarbonato di sodio e altri minerali, per quattro volte al giorno, serve a neutralizzare gli acidi nello stomaco. Ha il sapore del gesso. Tre pasti al giorno, vanno consumati in silenzio, seduti al proprio tavolo, da soli, su un patio con vista lago. Vietato parlare, leggere o scrivere: mentre si mangia, massima concentrazione. To chew – voce del verbo masticare, come cammelli ruminanti. Ogni boccone deve essere masticato dalle trenta alle cinquanta volte prima di essere deglutito. «Masticare a lungo aiuta a estrarre tutti i nutrienti anche dalla più insulsa foglia di insalata – spiega il Dott. Stossier – e consumare i pasti lentamente, concentrandosi sul cibo non facendosi distrarre da altro, aiuta a mangiare di meno». Niente cibi crudi dopo le quattro del pomeriggio, mangiare poco e presto la sera per non andare a dormire con la digestione ancora in corso. La boule dell’acqua calda sul fegato prima di andare a letto.

Da ospite a paziente, l’accappatoio h24 e il senso di cameratismo. Questa non è una fancy Spa con gli incensi profumati e la cromoterapia, ma una clinica medica dove il lusso sta nell’atmosfera asettica e nell’aria inodore, nella professionalità del personale. Dal Dottore si va ogni giorno, per il massaggio addominale di quindici minuti. La mia Dottoressa, Adriana Fink, una visionaria. Mi ha guardata dritta negli occhi: «sweet tooth?» – golosa di dolci, ndr. – «yes!». Controprova: il Kinesiology test. Un metodo di forza muscolare, inventato dal chiropratico americano George Goodheart nel 1964, per diagnosticare la malattia. Adriana dispensa singole sostanze sulla mia lingua e valuta qualsiasi cambiamento di forza nel muscolo della gamba mentre spingo contro il braccio. Verdetto: fruttosio, uova, lattosio, grano e lievito banditi per quattro settimane. Diagnosi: crescita di funghi nell’intestino. Cura: Candida Diet, a base di patate. Patate a colazione. Patate a pranzo. Patate a cena. E verdure radicate, perché sono più alcalinizzanti. Buona la cucina, preparata con ingredienti bio, e d’effetto la mise en place – un post su Instagram.

Stato: affamata. Salus per aquam – salute per mezzo dell’acqua. In pratica: una borraccia e la barra del tè. Un apparecchio da parete distribuisce acqua calda, brodo vegetale e dieci diversi tipi di tisane. L’energized drinking water. I cristalli nella caraffa d’acqua in camera. Bisogna bere sempre lontano dai pasti, e almeno trenta minuti dopo aver mangiato. «L’acqua diluisce gli enzimi contenuti nella saliva necessari alla digestione del cibo» – spiega il Dott. Stossier, durante le lecture settimanali.

Detossinazione. Ovvero, a riposo. L’atmosfera è quella da villeggiatura letteraria, peccato non avere le energie per leggere nemmeno il titolo di un libro. Non è obbligatoria l’attività fisica, ma mantenersi attivi con trenta minuti di esercizio giornaliero. La sala fitness è spesso vuota, si preferisce nuotare nel lago. Il detox e le terapie collaterali: l’hydroxeur è un bagno a base di erbe in vasca idromassaggio, il Kneipp per eliminare le tossine con l’elettrolisi, il trattamento di inalazione SalinAir o la terapia della zona del riflesso nasale. Arial yoga e massaggia linfatici, flebo di vitamine e minerali.

Il bisogno di adrenalina del sesto giorno. C’è un senso di mobilizzazione che ti pervade, causato da un’alta dose di relax. Dopo cinque giornate trascorse in giardino ad abbrunire e fare scorta di vitamina D, arriva la pioggia – colpo letale per l’umore, ma forza d’urto sul cervello. Reazione: camminata nordica. Sulla montagna che adombra Vivamayr c’è la torre di legno Pyramidenkogel, cento metri, la più alta del mondo. Si slancia nel cielo a forma di spirale. La vista si perde dalle vette degli Alti Tauri a nord fino alla catena delle Caravanche a sud e ai monti che segnano il confine con l’Italia e la Slovenia. Si scende a terra in ventuno secondi, con uno scivolo lungo centoventi metri e un dislivello di cinquantadue. Oppure con 840 gradini che sembrano sospesi nel vuoto. Sali, respira – you are alive!

VIVAMAYR

Seepromenade 11,

9082 Maria Wörth

Austria

Fischerndorf 222,

8992 Altaussee

Austria