Fuorisalone, Maserati Gran Turismo Prisma, immagine redazione Lampoon
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Modelli virtuali, motori elettrici e colori cangianti: può l’auto essere un’opera d’arte?

I modelli in edizione limitata della Maserati GranTurismo presentati al Fuorisalone aprono una riflessione sul futuro dei motori, al crocevia tra artigianato e tecnologia

L’auto da corsa, dal Futurismo a oggi

Può l’auto essere un’opera d’arte? Nel secolo scorso, la risposta sarebbe sicuramente stata affermativa. «La magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova, la bellezza della velocità», scriveva su Le Figaro nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti nel quarto punto del Manifesto sul Futurismo, dedicato all’automobile da corsa. «Ruggente», la definiva più bella da vedere «della Vittoria di Samotracia». L’auto è senza dubbio stata considerata un’opera d’arte soprattutto in Italia, da sempre terra di ricerca per l’avanguardia del motore. Basti pensare alla città di Torino, che sopra ci ha costruito il suo carattere e la sua fortuna per decenni, o all’Emilia-Romagna e le sue auto sportive di lusso: Maserati, Ferrari, Lamborghini.

Il mercato automobilistico in Europa 

Poco più di cent’anni dopo, non è un segreto che il comparto automobilistico stia attraversando un momento difficile. Il calo numerico delle immatricolazioni delle auto di medio livello si accompagna a sfide che impongono al settore di ripensarsi. Su tutti: la crisi ambientale e i tentativi europei di togliere dal mercato, dal 2035, i modelli inquinanti. La domanda può allora essere riproposta, sotto un’altra prospettiva. Può l’auto, concepita come opera d’arte, sopravvivere a tutto questo? È un discorso di prospettiva. Forse no, se la intendiamo come mezzo a motore e basta, al solo fine di traghettare il conducente da un luogo a un altro. Forse sì, se si guarda più che altro all’auto sportiva di lusso, risultato di un lavoro che mette insieme arti, scienze e competenze in cui l’Italia, più di altri Paesi, continua a imporsi: design e artigianato. Tra motori elettrici e altri mezzi di riduzione del rischio inquinamento, si può anche uscire dall’assunto per cui l’auto è sempre e comunque antagonista dell’ambiente. Senza dimenticare che le quattro ruote sono, ancora oggi, bandiera italiana nel mondo. 

Dal Futurismo alla Maserati al Fuorisalone 2023: 75 anni della GranTurismo

Tra i simboli del Tricolore, e della sua concezione di lusso, ci sono la terra emiliana e le sue auto. Solo cinque anni dopo il Manifesto di Marinelli, in territorio bolognese, nasceva ad esempio Maserati. Fu un uomo di Voghera, Alfiero Maserati, ad aprire lì una fabbrica – di soli cinque dipendenti – specializzata proprio in quelle automobili da corsa che per il Futurismo erano sinonimo di progresso. Durante l’ultimo Fuorisalone milanese, Maserati ha presentato tre nuove versioni della sua GranTurismo, per celebrare i 75 anni dal lancio del primo modello, insieme ai 300 esemplari prodotti della GranTurismo Launch Edition PrimaSerie 75 th Anniversary. L’esempio può essere uno spunto per capire come, in un secolo, sia cambiato il concetto di auto sportiva e per riflettere sul suo futuro in un periodo storico incerto. 

Maserati Granturismo One Off Prisma: il colore come memoria del passato

Uno dei modelli presentati alla Design Week è stato GranTurismo One Off Prisma. Al di là del motore V6 Nettuno a combustione interna, il più potente mai montato su una GranTurismo, per capire l’evoluzione del posto dell’auto sportiva nell’industria italiana bisogna vedere come Maserati ha concepito il suo esterno. Sulla carrozzeria va in scena un sodalizio cromatico di 14 colori diversi, in cui ogni vernice sfuma in quella successiva. Da qui, il nome Prisma. Dodici colorazioni, verniciate a mano, sono state ripescate dai designer del brand tra quelle che hanno dipinto diversi modelli, dalla fondazione dell’azienda alla fine degli anni Novanta. Altre due – il Blu Inchiostro e il Nero Cometa – vengono da tempi più recenti. 

La verniciatura, fatta con aerografo e pennello, ha richiesto 130 ore di lavoro agli artigiani Maserati, che sull’auto hanno poi applicato a mano 8500 lettere per ricordare i nomi delle vetture riprese, creando una sorta di secondo livello di sfumatura cromatica. Il lato sinistro ha il Grigio Cangiante della A6G54 del 1954, il Verde Gemma della Indy del 1972, il Rosso Capannelle della Sebring del 1962, il Rame della Ghilbi 1962 e il Blu Inchiostro che commemora il 100esimo anniversario Maserati. Il lato destro ha il Blu Sera della 500 GT del 1959, il Celeste della A6G del 1951, il Bianco Polo Parc della 3500 Ghibli Coupè del 1957, il Verde Bosco della Mexico 1972 e il Giallo della Kyalami 1973. Sulla parte superiore si alternano l’Oro Longchamps della Khamsin 1973, l’Argento della Mistral 1963, l’Amaranto della A6 1.500 del 1947 e il Nero Cometa per i 75 anni della GranTurismo. 

Il motore elettrico di GranTurismo One Off Luce

Se Prisma è stata pensata per celebrare la qualità dell’artigianato italiano, l’altro modello presentato – GranTurismo One Off Luce – guarda più al futuro, sia di Maserati che dell’intero comparto. La domanda su cui riflettere in questo caso è: può l’auto essere sia opera d’arte che sostenibile? Il motore di questo modello è un Folgore full-electric, gli interni sono realizzati in ECONYL®, filato di nylon prodotto solamente con materiali di scarto rigenerato. Tendenzialmente sì, quindi: l’automobile può quantomeno provare a rispettare l’ambiente. Se è vero che qui si parla comunque di auto di lusso, la strada tracciata potrebbe essere ripresa su larga scala negli anni a venire.

Anche GranTurismo One Off Luce è comunque prova dell’arte italiana. L’allestimento è un originale monolite cromatico a specchio, inciso a laser e verniciato in un colore quasi assente. L’obiettivo è che i contorni della vettura si uniscano a quelli dell’ambiente circostante. Le forme dei sedili sono invece messe in risalto anche dalle poche grafiche presenti sulle parti centrali, create al laser con una sfumatura invertita. 

Maserati: L’auto sportiva virtuale

Il terzo modello presentato vive soltanto nel mondo virtuale, aprendo un altro grande tema del presente che le aziende si trovano ad affrontare. È la GranTurismo One Off Ouroboros, immaginata in collaborazione con il marchio giapponese Fragment e disegnata dall’artista Hiroshi Fujiwara come interpretazione creativa della GranTurismo contemporanea nella versione full-electric Folgore. Alla base dell’ispirazione del modello c’è l’ouroboros (o uroboro), rappresentazione grafica del ‘serpente che si morde la coda’, presente tanto nell’arte egiziana che nello gnosticismo ellenico e nella mitologia norrena. Simbolo delle cose che non scompaiono mai, ma cambiano continuamente forma in un eterno ciclo di istruzione e ricreazione, è stato utilizzato da Fujiwara come fusione degli elementi di design dagli archivi Maserati. Così, la griglia anteriore della A6GCS Berlinetta Pininfarina e le prese d’aria laterali della 3500 GT vengono dalle auto degli anni ’50. I fari tondi coperti sono invece presi in prestito dalle vetture da corsa degli anni ’60, come la Maserati Tipo 151. I nuovi cerchi forgiati si ispirano ai cerchi in lega di magnesio introdotti dalla Bora negli anni ’70, mentre la fascia di luci posteriori collegate è retaggio diretto del design della Shamal del ventennio Ottanta – Novanta.

Il futuro dell’auto di lusso è anche nell’elettrico

Con il tonfo del mercato dell’auto di medio livello, il settore può guardare al lusso per continuare a mantenere alto il suo impatto economico. Nel 2022, un report McKinsey sul futuro dell’automotive sembrava prefigurare proprio questo. Si prevedeva che, da qui al 2031, l’industria dei motori di alto profilo sarebbe cresciuta tra l’8% e il 14% ogni anno. L’analisi mette in luce, tra i punti di forza, la personalizzazione dei mezzi e l’elettrificazione dei motori: più del 70% dei proprietari di auto considerate di lusso ha dichiarato di essere disposto a passare a un motore elettrico per il prossimo acquisto. 

Maserati

Maserati è stata fondata nel 1914 con sede a Bologna. Con la sezione interna Squadra Corse è stata protagonista in diverse categorie automobilistiche di competizione, a partire dalla Formula Uno. L’azienda, dal 1937, ha spostato la sua sede a Modena. Dal 2021 fa parte del gruppo Stellantis.

Giacomo Cadeddu

Fuorisalone, Maserati Gran Turismo Prisma, immagine redazione Lampoon
Fuorisalone, Maserati Gran Turismo Prisma, immagine redazione Lampoon
Maserati Gran Turismo Prisma, presentazione Fuorisalone. immagine redazione Lampoon
Maserati Gran Turismo Prisma, presentazione Fuorisalone. immagine redazione Lampoon

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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