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Social Freezing o crioconservazione degli ovociti, per ritardare la maternità

Per ragioni personali o mediche una donna può congelare i propri ovociti e utilizzarli in futuro: cos’è e come funziona Social Freezing o crioconservazione degli ovociti: CPO, rischi, questioni bioetiche e costi

Prima del Social Freezing, gli esami del sangue per capire quanto si è fertili: ormone antimulleriano e ormone follicolo-stimolante

Prima del Social Freezing per capire se ha senso sottoporsi alla terapia e le possibilità di riuscita è necessario sottoporsi a diversi esami del sangue per capire lo stato di fertilità: valutazione della riserva ovarica mediante dosaggio ormonale, ecografia trans vaginale con conta dei follicoli antrali e misurazione della volumetria ovarica.  Per capire lo stato della riserva ovarica di una donna attraverso gli esami del sangue vengono effettuati i controlli sui dosaggi ormonali. Il primo ormone che viene dosato è l’ormone antimulleriano (AMH), rilasciato dagli ovociti e che cala con il diminuire degli stessi. Il dosaggio di questo ormone è un buon indicatore sul numero di ovociti rimasti e sulle possibilità di procreazione. Insieme all’AMH viene solitamente dosato anche l’ormone follicolo-stimolante (FSH),  ormone che aumenta quando il numero di ovociti diminuisce e può indicare il numero di ovociti medi per l’età. A questi esami si possono sottoporre tutte le donne in età fertile in qualsiasi momento e possono essere prescritte dal proprio medico. 

Che cos’è il social freezing? Perché decidere di congelare il propri ovociti?

La crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale è una terapia dell’infertilità futura. È chiamata anche “Social Freezing” o “Freeze Eggs”quando vi si ricorre non per ragioni di salute ma personali. Vengono applicate le tradizionali tecniche di crioconservazione dei gameti femminili (ovociti) per poi accedere, qualora non si riesca a concepire in modo spontaneo, alle procedure di procreazione medicalmente assistita. È sempre più richiesta dalle donne che per motivi personali vogliono preservare la fertilità o ricercare una gravidanza più avanti nel tempo, quando possono subentrare difficoltà nel concepimento naturale per riduzione della fertilità. Le motivazioni che spingono a ricorrere alla CPO possono essere l’assenza di un partner, la necessità di posticipare la maternità per completare un percorso di studi o di formazione in attesa di essere più stabili a livello professionale, economico, sociale o personale.

Sessualità e rispetto – questioni bioetiche e limiti della crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale

Il Social Freezing ha suscitato dibattiti etici e sociali in  termini di sessualità e rispetto – su questioni come la sicurezza e l’efficacia della procedura, il suo impatto sulla salute riproduttiva delle donne, e questioni legate alla maternità tardiva e al concetto di “orologio biologico”. È stata presa in esame anche la promozione dell’autonomia riproduttiva e le scelte sul destino degli ovociti eventualmente inutilizzati. Bisogna inoltre considerare le diseguaglianze di genere e socio-economiche nell’accesso a queste procedure.

Non tutte le donne possono permettersi di accedervi anche se in Italia questa pratica ha un costo inferiore che in altri Stati. Ci sono poi anche implicazioni connesse al posticipare la genitorialità oltre il naturale limite della propria fertilità legato all’età, sia dal punto di vista del benessere delle madri e dei nascituri, sia considerazioni più generali che riguardano questioni di giustizia intergenerazionale.

Quali sono le fasi del Social Freezing o crioconservazione degli ovociti

Il procedimento di crioconservazione degli ovuli inizia con la stimolazione ovarica. Chi decide di affrontare la procedura deve sottoporsi a delle iniezioni di farmaci ormonali per indurre lo sviluppo di più follicoli ovarici rispetto a quello che avviene naturalmente durante un ciclo mestruale. Una volta che gli ovociti raggiungono la maturità, vengono prelevati attraverso una procedura chirurgica chiamata aspirazione follicolare, ovvero l’inserimento di un ago attraverso la parete vaginale per aspirare gli ovuli dai follicoli ovarici. Dopo il prelievo, gli ovuli vengono immediatamente “crioconservati” in azoto liquido in apposite biobanche, che li mantengono inalterati nel tempo, per anni o decenni. Per procedere con la fecondazione viene attuata la fecondazione in vitro. Gli ovociti possono essere inseminati con un gamete maschile, – fresco o crioconservato, da partner o donatore – per ottenere un embrione da impiantare nell’utero materno. Grazie al Social Freezing una donna può concepire un proprio figlio biologico anche dopo essere diventata infertile.

Social freezing, immagine generata con IA
Social freezing, immagine generata con IA

Quanto conta l’età nella pratica di Social Freezing

La fertilità femminile raggiunge il suo massimo tra i venti e i trent’anni, e declina in modo rapido dopo i trentadue, e ancora più dopo i trentasette anni, arrivando a essere quasi vicina allo zero negli anni che precedono la menopausa. L’età più indicata per iniziare la procedura di crioconservare gli ovociti è entro i 35 anni.  L’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è invece regolato su base regionale, con differenze notevoli rispetto all’età massima consentita. Quindi l’età massima in cui una donna può utilizzare i propri ovuli che ha congelato varia da luogo a luogo. La Fondazione Veronesi riporta che in Umbria il limite massimo è fissato a 42 anni, mentre in Veneto il limite massimo è di 50 anni. Con l’avanzare dell’età nonostante la PMA, aumenta il rischio di anomalie genetiche e di complicazioni durante gravidanza e parto. 

Rischi associati alla crioconservazione degli ovuli

La crioconservazione degli ovociti non offre la certezza di riuscire a concepire e procreare, ma solo una ragionevole probabilità che accada. Non ci sono garanzie. La percentuale di successo dipende da vari fattori, tra cui l’età della donna al momento del congelamento degli ovuli e la qualità degli ovuli stessi. Per quanto riguarda il ridurre o eliminare il rischio aggiuntivo di anomalie cromosomiche e genetiche derivanti dal concepire in età avanzata, diversi studi affermano che gli embrioni ottenuti da ovociti crioconservati tramite vitrificazione sono comparabili per percentuale di fertilizzazione, impianto e gravidanze portate a termine a quelli ottenuti da donatrici sane dopo superovulazione ormonale. I bambini nati tramite Crioconservazione Pianificata degli ovociti (CPO) non presentano percentuali di anomalie congenite superiori a quelle di altri bambini nati tramite altre tecniche di PMA. Tuttavia il reimpianto dell’embrione in età avanzata e una gravidanza tra i 40 e i 50 anni può comunque aumentare il rischio di complicanze ostetriche e perinatali.

Chi può sottoporsi al social freezing?

La possibilità di gravidanza futura utilizzando gli ovociti crioconservati dipende dal numero e dalla qualità degli ovociti recuperati. In generale questi fattori sono dovuti all’età e alla riserva ovarica della paziente al momento della raccolta. Patologie come il diabete o l’ipertensione arteriosa non precludono la possibilità di sottoporsi alle tecniche di procreazione assistita. La crioconservazione degli ovociti per la preservazione della fertilità viene proposta alle donne che sono pazienti oncologiche e devono sottoporsi a chemioterapia, radioterapia o a chi deve affrontare interventi che incideranno irreversibilmente sulla capacità riproduttiva. Il Social Freezing è suggerito anche in caso di familiarità per menopausa precoce. Questo processo offre alle donne la possibilità di preservare la loro fertilità quando sono giovani e le loro riserve ovariche sono ancora alte, permettendo loro di utilizzare gli ovuli congelati più avanti nella vita quando si sentono pronte per la maternità fisicamente e psicologicamente.

I costi del Social Freezing – quanto costa congelare gli ovuli

Il social freezing, o crioconservazione preventiva degli ovuli, è diventato sempre più popolare negli ultimi anni anche in Italia. In Europa ha un costo inferiore che in America, dove si aggira sulle decine di migliaia di dollari. In ogni caso il costo del social freezing può variare notevolmente in base a diversi fattori, tra cui la regione geografica, la struttura medica o il centro di fertilità scelto, la qualità dei servizi offerti e il tipo di protocollo di trattamento utilizzato.

Quanto costa il social freezing? Il prezzo per la procedura e la conservazione per tre anni degli ovociti si aggira attorno ai tremila euro e comprende: consultazioni mediche e visite di controllo,  farmaci per la stimolazione ovarica, i materiali e le apparecchiature necessarie per il congelamento e la conservazione a lungo termine. Ogni anno in più deve essere pagato separatamente e ha un costo variabile tra le trecento e le cinquecento euro. Oltre ai costi di procedura devono essere calcolati anche i costi delle visite e degli esami del sangue preventivi che però possono essere prescritti dal proprio medico e sono rimborsate dalle casse malati.

Bianca Balti regalerà alla il Social Freezing alla figlia

In occasione della Giornata Mondiale della donna Bianca Balti è tornata sul tema del Social Freezing, di cui aveva già parlato nel 2022 definendolo una scelta di indipendenza e rinascita dalla relazione tossica da cui stava uscendo. Nella sua newsletter la modella aveva raccontato la sua scelta di congelare gli ovuli per rimandare un’eventuale maternità. «Ho deciso di non limitare la mia possibilità di diventare ancora madre alla presenza di quell’uomo e in generale di una relazione». Bianca Balti ha affermato di essersi sottoposta alla crioconservazione perché «Vorrei avere un altro figlio, e mi sono detta che se non troverò il partner giusto lo farò da sola». La pratica di crioconservazione per la modella è stata impattante anche a livello psicologico. Per questo motivo oggi sente di dover fare informazione sul Social Freezing, di cui si parla ancora troppo poco.

Bianca Balti ha dedicato una live Instagram alla  crioconservazione preventiva degli ovociti, insieme alla dottoressa Marina Bellavia del centro di medicina della riproduzione Procrea di Lugano. Recentemente Balti ha anche affermato di voler regalare alla figlia Matilde il Social Freezing per il suo ventunesimo compleanno nel caso la figlia lo desiderasse. 

Domiziana Montello

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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