Elly Schlein ospite di Otto e Mezzo
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Elly Schlein: la domanda sulla somiglianza con Pippo Franco umilia tutti noi

Elly Schlein, prima segretaria del Partito Democratico: dai trend su Google, si evinceva l’interesse per una somiglianza con Pippo Franco – è sintomo sociologico di che cosa?

Elly Schlein e la somiglianza a Pippo Franco

Elly Schlein è la prima donna alla guida del Partito Democratico. A trentasette anni è anche la più giovane di sempre – Renzi al primo mandato ne aveva compiuti trentotto. La ricerca più digitata su Google dopo la vittoria è stata la presunta somiglianza della neo eletta con il presentatore Pippo Franco. 

Elly Schlein e Giorgia Meloni, donne in politica in Italia

C’è chi in Elly Schlein rivede il professore di Harry Potter, Severus Piton e chi Gianna Nannini agli esordi. ‘Ma la Schlein è trans?’ twitta Carlo Taormina. «Sono una donna. Amo un’altra donna e non sono una madre, non per questo sono meno donna» aveva dichiarato Elly Schlein al comizio finale per le ultime politiche a settembre 2022 in Piazza del Popolo a Roma. Parafrasando il credo di Giorgia Meloni «Sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana». Ci si chiede perché questa necessità di definizione. A chi servono queste etichette, agli uomini per inquadrare o alle altre donne per identificarsi?

Elly Schlein e Giorgia Meloni parlano i loro linguaggi corporei

La borgata e la borghesia. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, è cresciuta nella sede del Fronte della Gioventù della Garbatella; Elly Schlein, la nuova segretaria del PD, si è formata durante la campagna elettorale di Barack Obama negli Stati Uniti. A dividerle anche il loro linguaggio non verbale: parlano le loro mani. Giorgia Meloni, le mani al leggio, anche nel discorso di vittoria alle elezioni. Non mostra mai il palmo, sempre il dorso della mano, la parte esterna e meno vulnerabile. I movimenti delle braccia perentori, le labbra strette. Elly Schlein al contrario porge il palmo verso chi la ascolta, segno di disponibilità. Le braccia salutano e accolgono chi le sta innanzi, il volto disteso in un sorriso. Una presenza scenica all’americana.

Entrambe pontificano puntando l’indice e unendo l’indice e il pollice. Una rigorosa nell’abbigliamento, giacche formali, e completi abbinati per la neo Presidente. Elly Schlein informale nei modi e nel guardaroba, jeans, t-shirts e giacche fantasia. All’indomani della vittoria, dalle sale del governo, Giorgia Meloni sembrava esprimere rispetto e a modo suo solidarietà femminile, dicendo: Mi aspetto un’opposizione durissima. Con toni della piazza, Elly Schlein prometteva: saremo un bel problema per Giorgia Meloni. Ancora la risposta della Meloni: Per me la democrazia non sarà mai un problema

Sessismo, politica e gender gap in Italia

La prima ministra donna è stata nominata nel 1976 da Giulio Andreotti: Tina Anselmi, Ministra del Lavoro. La prima presidente del Senato è stata eletta nel 2018: Maria Elisabetta Alberti Casellati. Giorgia Meloni è diventata Presidente del Consiglio nel 2022. La rappresentanza femminile in parlamento è bassa. Nella classifica mondiale del divario di genere stilata ogni anno dal World Economic Forum, l’Italia è al sessantatreesimo posto su 146 Paesi. Nell’ultimo governo Draghi su ventitré ministri le donne erano otto, oggi sono sei su ventiquattro. 

Margaret Thatcher divenne la prima donna Primo Ministro britannico nel 1979. Angela Merkel è stata eletta la prima volta Cancelliera nel 2005, rimanendo in carica fino al 2021. Secondo i dati Eurostat la percentuale di donne membri dei governi dei Paesi UE è attorno al 30%.

Otto parlamentari su dieci sono state vittime di insulti sessisti: i casi Boschi, Bellanova e Kyenge

La vignetta satirica di Mario Natangelo pubblicata dal Fatto Quotidiano nel dicembre 2017 dipingeva Maria Elena Boschi in quattro diversi look in base alla difficoltà politica, più la difficoltà si alza più l’orlo della gonna si accorcia: ‘Il cosciometro. Utile strumento che, misurando l’altezza della gonna, permette di capire a che livello di difficoltà è la Boschi’.  L’ex ministra alle politiche agricole Teresa Bellanova, durante la campagna del 2020 a sostegno della candidata alla presidenza Daniela Sbrollini di Italia viva, ricevette insulti legati al suo aspetto fisico che la definivano ‘un tricheco’ in un climax che raggiunse minacce di morte. Il senatore della Lega Roberto Calderoli nel 2019 è stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi dal tribunale di Bergamo per aver definito nel luglio 2013 ‘un orango’ l’ex Ministro Cecile Kyenge, durante la festa della Lega Nord di Treviglio.

Leadership femminile e leadership femminista

«C’è una differenza tra una Leadership Femminile e leadership femministaha affermato Elly Schlein a Di Martedì – Non ce ne facciamo niente di una Premier donna che non si batta tutti i giorni per migliorare le condizioni di vita di tutte le altre donne di questo Paese. Ho fatto l’esempio su opzione donna. Non aiuti le donne colpendole sulle pensioni o discriminandole sul numero di figli a sessant’anni che hanno avuto quarant’anni prima. Le aiuti con un congedo paritario pienamente retribuito di tre mesi non trasferibile tra i genitori. Quella è una misura che aiuta davvero l’occupazione femminile. (…) Se servo a qualcosa, servo ad aprire un varco per tante donne che sono rimaste schiacciate da logiche di cooptazione. Vorrei guidare un partito in cui nessuno si sente padrone né delle tessere né delle persone né tanto meno delle donne». 

Cosa propone il programma di Elly Schlein: crisi climatica, sanità, diritti sociali e sostegno alla comunità LGBTQ+

Oltre un milione di persone ha votato alle ultime primarie del PD. Il voto popolare – che ha richiamato alle urne i giovani – ha premiato Elly Schlein, che ha raccolto consensi a nord-ovest e al centro, andando oltre il 60 per cento – secondo Youtrend.  Bisessuale, la Schlein è vicina alla comunità LGBTQI+ di cui è sostenitrice. In programma politiche sulla parità di genere, che agevolino l’occupazione femminile. A proposito della legge 194 ha dichiarato: «Noi difendiamo il diritto delle donne di decidere sul proprio corpo, a interrompere volontariamente una gravidanza in modo sicuro e legale, di vivere una vita libera dalla violenza maschile. Ad attuare la legge 194 ed andare anche oltre, garantendo una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture, l’applicazione delle nuove Linee guida sulla Ru486 (Il mifepristone, il farmaco utilizzato per l’aborto) che dovrebbe essere accessibile gratuitamente nei consultori».

Schlein propone il salario minimo e l’abolizione dei tirocini non retribuiti. «L’apprendistato deve diventare il canale ordinario di ingresso nel mondo del lavoro e gli stage extracurriculari gratuiti vanno aboliti – si legge le programma della Schlein – Bisogna limitare il ricorso ai contratti a tempo determinato a partire da quelli di brevissima durata, come hanno fatto in Spagna coinvolgendo organizzazioni datoriali e sindacali, e rendere strutturalmente più convenienti per le imprese i contratti stabili».

Nel programma di Schlein sì a Eutanasia legale e cannabis per sottrarre «il 40% degli introiti alle narcomafie»; no a nucleare e trivelle «Il nucleare? Non è la strada da seguire». Inoltre, il programma propone fondi a sanità e scuola, obbligo scolastico fino a 18 anni. Un programma che ad oggi non si sa con che fondi verrà finanziato. Davanti a tutto questo impegno, forse utopico, forse non sempre condivisibile, ma propositivo e pragmatico, gli italiani cercavano su Google informazioni sulla somiglianza tra Elly Schlein e Pippo Franco.  

Elena Ethel Schlein

Tripla cittadinanza, svizzera, italiana e americana. Elena Ethel Schlein, i nomi delle nonne, nasce a Lugano da Melvin Schlein, politologo e accademico statunitense e da Maria Paola Viviani, professoressa universitaria di diritto pubblico comparato. Il nonno materno era l’avvocato antifascista Agostino Viviani, senatore del partito Socialista Italiano e presidente della Commissione di Giustizia del Senato. Dal lato paterno la Schlein ha origini ebraiche aschenazite. Originari di un villaggio vicino a Leopoli, Ucraina, arrivarono a Ellis Island dove il nonno cambiò il cognome originario Schleyen, in Schlein. La sorella maggiore, Susanna Schlein, consigliere diplomatico all’Ambasciata italiana ad Atene è stata recentemente vittima di minacce da parte degli anarchici in sostegno ad Alfredo Cospito. Lo scorso dicembre gli anarchici bruciarono la macchina dell’ambasciatrice come protesta per il regime del 41bis in cui è detenuto il leader anarchico.

Schlein studia giurisprudenza e si laurea a Bologna con una tesi di diritto costituzionale nel 2011. Nel 2012 collabora, alla realizzazione del documentario Anija – La nave, che indaga l’immigrazione albanese negli anni novanta in Italia. Il film vince il David di Donatello 2013 come miglior documentario. Nel 2008 è a Chicago come volontaria alla campagna elettorale di Barack Obama per le elezioni presidenziali statunitensi e ci ritorna nel 2012. Da sempre si identifica nell’ala sinistra del parlamento, Elly Schlein nel 2014 si candida col PD al Parlamento europeo ed è eletta europarlamentare. In dissenso con la linea politica del segretario e presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbandona il PD nel 2015 e aderisce a Possibile di Giuseppe Civati.

Nel 2020 si candida per le regionali dell’Emilia-Romagna con la coalizione Articolo Uno, Sinistra Italiana, èViva e realtà politico-associative locali. Viene nominata vicepresidente della regione Emilia-Romagna e assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima. Presidente presidente della regione Emilia-Romagna è Stefano Bonaccini di cui sarà vice fino dimissioni a ottobre 2022. Alle elezioni politiche 2022 è eletta alla Camera dei deputati come indipendente, capolista del collegio plurinominale Emilia Romagna.

Domiziana Montello

Elly Schlein la sera della della vittoria alle primare del PD, Febbraio 2023
Elly Schlein la sera della della vittoria alle primare del PD, Febbraio 2023

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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