Cerca
Close this search box.
  • EDITORIAL TEAM
    STOCKLIST
    NEWSLETTER

    FAQ
    Q&A
    LAVORA CON NOI

    CONTATTI
    INFORMAZIONI LEGALI – PRIVACY POLICY 

    lampoon magazine dot com

Edga, camiceria, cartamodelli
TESTO
CRONACHE
TAG
Facebook
WhatsApp
Pinterest
LinkedIn
Email
twitter X

Edga e Prōtotipo studio: la tradizione tessile italiana incontra la fibra di canapa

Tra gli scaffali degli anni Cinquanta, etichette e tessuti del secolo scorso oggi rappresentano un’eredità culturale di tradizione tessile. In dialogo con Niccolò Donatacci di Edga

Le tre generazioni di Edga

Edga è stata fondata nel 1937, quando il signor Edgardo decise di acquistare una camiceria milanese che era stata messa in vendita. Nel 2023 a continuare la storia di famiglia è la terza generazione Niccolò Donatacci, nipote del fondatore. Nel corso di questi anni Edga ha rappresentato il Made in Italy in tutto il mondo. 

«Quando il nonno capi che il business delle camicie era in forte crescita, soprattutto in quegli anni li, decise di trasformarla piano piano in una camiceria più industriale. Con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale e i bombardamenti decisero di spostare tutto da Milano perché era ovviamente troppo rischioso e si trasferirono in un paesino sperduto in mezzo ai campi, nonché Carmignano di Brenta dove non c’era ancora nulla, intorno c’erano solo campi. Il nonno decise di investire e di creare una camiceria industriale e fu proprio la prima in Europa a esportare Worldwide», racconta Niccolò. 

Nei primi anni di attività la camiceria contava circa settanta dipendenti, ma non visse mai il boom economico degli anni Sessanta a causa di problemi famigliari che si riversarono sull’attività. Per questo motivo le mura di Edga hanno mantenuto celato uno stato industriale degli anni Cinquanta, conservando macchinari, tessuti e materiali di produzione. Dal 1972 l’azienda è stata portata avanti dai figli di Edgardo, che senza cambiare l’assetto industriale hanno mantenuto attiva la confezione. 

«È un posto molto affascinante perché è rimasto agli anni Cinquanta. A partire dal 2020 ho rimesso in ordine alcune sale: ho avuto la fortuna di aver trovato tante fotografie di una volta e tramite quelle sono riuscito a riorganizzare la camiceria com’era a fine anni Cinquanta. È tutto storico qui, è l’ambiente com’era una volta. I macchinari che abbiamo sono degli anni Cinquanta e sono tutti funzionanti: è molto interessate anche il mantenimento che abbiamo avuto dell’azienda, soprattutto il mantenimento di questi macchinari che per un motivo o per l’altro non abbiamo rinnovato». 

Storia è sostenibilità della camiceria Edga

La storia di Edga è la chiave per leggere la contemporaneità dell’azienda che al primo posto pone l’attenzione per l’ambiente. Le collezioni nascono a partire da un archivio di tessuti e bottoni acquistati negli anni Settanta: dei tremila metri di tessuto 100% cotone e seta e lino vengono ogni stagione selezionati i colori e le stampe da proporre ai clienti. Dopo aver scelto le gradazioni, le pezze vengono tagliate a mano: «I tessuti vengono controllati ad occhio e non dalle macchine, quindi qualsiasi difetto viene evitato e potenzialmente viene risparmiato del tessuto. In più gli incastri vengono fatti a regola d’arte in modo eccellente; in questo modo riusciamo a vedere qualsiasi micro-difetto, risparmiando quasi un metro di tessuto perché quel pezzo lì non lo andiamo a buttar via, ma lo utilizziamo in modo diverso. Io sono consapevole del valore di queste migliaia di metri di tessuti accumulati e preservati negli anni: il loro impatto ambientale è già stato totalmente assorbito e quindi anche riuscire sempre a proporli ai negozi o ai clienti per i quali lavoro secondo me è una cosa eticamente parlando molto interessante». 

Gli scarti del taglio non vengono buttati via, ma vengono conservati per almeno dieci anni, garantendo al cliente finale un servizio di supporto per il ripristino delle camicie: «Abbiamo proprio una sala di archivio di scampoli di tessuto: le nostre camicie essendo fatte a mano a regola d’arte da maestranze italiane che lavorano nel settore da tanti anni hanno una durabilità superiore alla media. Durano minimo dieci anni, dopo magari si sono consumati i polsi o il collo. Seppure il tessuto vada ad esaurirsi, tutti gli scampoli di tessuto vengono messi da parte per dare la possibilità ai clienti privati, che ogni tanto vengono a trovarci, di poter sostituire le parti di camicia usurate con il tessuto originale. Un concetto chiave che sta all’interno di Edga è che sia le macchine sia i prodotti debbano essere sempre riparabili, noi non ci teniamo mai indietro quando c’è bisogno di riparare qualcosa, di aggiustare o di stringere, cerchiamo di lavorare piuttosto su un prodotto già fatto». 

Identità, sostenibilità, cultura : Edga con Nicolò Donatacci

«Ho sempre cercato di continuare a lavorare e di inserire il brand insieme ad altri brand che io apprezzo molto e che mi piace come lavorano e cosa cercano di comunicare con i prodotti che creano. Un conto è lavorare per fatturare e un conto è lavorare per creare qualcosa nel quale realmente credi e di cui hai realmente stima: parlo di un prodotto che, oltre a essere esteticamente all’interno dei tuoi canoni, riesca anche a soddisfare determinate esigenze, non deve solo essere un prodotto tra mille altri prodotti. L’idea è quella di inserire piccole produzioni all’interno di boutique con uno standing molto alto, che apprezzino un prodotto d’eccellenza e che vogliano una storia da raccontare».

L’obiettivo è quello di creare dei capi che non siano solo esteticamente belli e afferenti ai canoni della moda, ma che abbiano anche delle prestazioni funzionali. È per questo motivo che Niccolò Donatacci ha ideato e realizzato una camicia outdoor dedicata al mondo della montagna, adatta sia per lo scii sia per escursioni estive. «È un capo studiato: ha due tasche molto semplici sulla parte anteriore, un porta occhiali da sole sul petto e sulla manica ha un porta skipass. Ha un bavaro per il vento che viene fuori se necessario; essendo un prodotto sportivo ha la possibilità di aprirsi dietro per favorire la ventilazione e avere più spazio aggiuntivo».

La camicia è realizzata con tessuti in flanella d’archivio e per l’imbottitura sono state impiegate delle ovatte riciclate per rimanere in linea con la filosofia sostenibile dell’azienda. «È una camicia che ti scalda e che ti permette di portare degli oggetti e di stare outdoor tutto il giorno sia d’estate che d’inverno. D’inverno viene utilizzata con un gusto in goretex sopra e d’estate la si può portare proprio come giacca. Quindi è anche un capo quattro stagioni, di conseguenza una può essere usata sempre. Siamo tutti pieni di cose: la versatilità è un concetto vincente. Compreremo, a mio avviso, sempre meno ma se troviamo un prodotto che ha delle caratteristiche diverse dagli standard normali».

Edga e Prōtotipo Studio 

Il know-how di Edga, costituito dalla storia e dalla tradizione della manifattura tessile dell’azienda, assieme alla ricerca di Prōtotipo Studio ha dato vita a bluse con vestibilità senza tempo. All’interno di ogni capo è presente una doppia etichetta che attesta il lavoro a due dei marchi: da una parte la devozione per i tessuti in fibra di canapa e dell’altra la tradizione tessile italiana del fatto a mano. 

«La collaborazione dura da quasi due anni. Sono due anni che tagliamo tessuti di Lampoon, sempre uno ad uno e uno diverso dall’altro. La bellezza di poter fare i prodotti uno ad uno, metterci la creatività, confrontarsi e creare dei prodotti che siano tutti dei prototipi, gli dà un imprinting e un valore secondo me eccezionale. Oggi si cerca di fare delle produzioni sempre più potenziate a livello numerico, sempre più numerose, mentre riuscire a lavorare in questo modo qui e trovare anche la chiave di far funzionare questo progetto è stata una bella soddisfazione. Anche perché Prototipo e Lampoon sono due progetti assolutamente allineati con quello che io sto facendo qui, perché in realtà io sto mantenendo, sto curando, non è che voglio creare qualcosa di nuovo, voglio semplicemente continuare ad alimentare questa azienda affascinante, mantenendo e ritirando fuori la sua antica identità».

Prōtotipo Studio 

Prōtotipo Studio è un concept di Lampoon Magazine, alla cui base si fondono gli impegni civili della trasparenza, dell’onestà intellettuale e della dignità umana. L’abbigliamento di Prōtotipo Studio è prodotto in Italia solo con fibre di canapa naturali, pensando all’atemporalità e alla qualità. 

Noemi Soloperto

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

CONDIVIDI
Facebook
LinkedIn
Pinterest
Email
WhatsApp
twitter X

Gabbriette per Lampoon, the Boiling issue

Una dark lady gotica – oggi l’appellativo è ‘Succubus Chic’: Gabbriette, dalle ricette nella cucina di Los Angeles al contratto con l’agenzia IMG Models – Lampoon The Boiling issue, gli scatti di Coni Tarallo