Cerca
Close this search box.
  • EDITORIAL TEAM
    STOCKLIST
    NEWSLETTER

    FAQ
    Q&A
    LAVORA CON NOI

    CONTATTI
    INFORMAZIONI LEGALI – PRIVACY POLICY 

    lampoon magazine dot com

Alessandro Furchino Capria, Mercedes-Benz
TESTO
CRONACHE
TAG
SFOGLIA
Facebook
WhatsApp
Pinterest
LinkedIn
Email
twitter X

Uomini, macchine, futuro: considerazione del lavoro di Alessandro Furchino Capria

La prima posizione di lavoro aperta da Paradigm nell’era post lavorativa: un giullare di corte qualificato che crei un vibe divertente durante il photoshoot di un prodotto – metodo di pagamento: 2NFTs alla settimana

Nel rapporto uomo-macchina il futuro é quello del Web3, AI, NFT e Metaverso

Il secondo volume della raccolta creativa Paradigm (guide to a new creative paradigm) ha scelto come tema di indagine il rapporto uomo-macchina. Alessandro Furchino Capria, fotografo originario di Torino e di base a Londra, è stato incaricato da Paradigm nella realizzazione del contenuto visivo per il pezzo a sfondo provocatorio intitolato Job descriptions of the future. Alla domanda se il lavoro abbia ancora un futuro Paradigm risponde con alcune possibili proposte che fanno riferimento alla nuova sfera di internet chiamata Web3: intelligenze artificiali, NFT, bit coins, Metaverso. 

Alessandro Furchino Capria e intelligenze artificiali

Il 65% del business ha accelerato l’adozione di tecnologie automatizzate a partire dalla pandemia. Nel rapporto uomo-macchina il futuro risponde con una progressiva sostituzione dell’attività creativa umana con una risposta programmata. Le immagini del progetto sul lavoro del futuro di Paradigm sono state prodotte da un fotografo in carne e ossa piuttosto che da un AI – Alessandro Furchino Capria. Le AI condizionano tutto quello che vediamo online, i feed dei nostri social network sono il risultato della proprietà e gestione privata all’interno di un sistema che utilizza i dati personali degli utenti per vendere pubblicità mirata. L’atteggiamento di Paradigm oltre che provocatorio, soddisfa una necessità semplice: quella di chiedere ad un fotografo di produrre immagini, cioè  «chiedermi di fare quello che in questo momento mi riesce meglio. Le tecnologie sono diverse dall’uomo che le produce e alternative l’una all’altra, di conseguenza le possibilità dovrebbero essere sfruttate per generare diversità e non un risultato univoco» spiega Capria.

Alessandro Furchino Capria: le immagini di Andy Warhol del 1988 per Commodore International

Secondo quanto riportato da Il Post il sito di news CNET nell’ultimo anno ha pubblicato diversi testi scritti da intelligenze artificiale senza che questo fosse dichiarato in modo trasparente. Per la quantità di errori e luoghi comuni, e la resa noiosa delle notizie, sono stati riconosciuti inadeguati. Alcune persone non sono in grado di riconoscere la differenza tra un articolo scritto da una giornalista ed uno da un’intelligenza artificiale. 

Potrebbe capitare lo stesso anche nel mondo visivo? John Fontcuberta sosteneva come la nostra cultura sia quella delle immagini, ovunque circondati da esse siamo abituati a credere e fidarci delle cose perché le vediamo in fotografia. Questo però ci rende capaci di riconoscere come e da chi sono prodotte? Alessandro Furchino Capria porta l’esempio delle immagini 8bit prodotte da Andy Warhol nel 1988 con l’Amiga 1000 per la Commodore International. Queste sono rimaste intrappolate anni su un floppy disk per essere recuperate solamente nel 2014 dai membri e dagli studenti del Carnegie Mellon University Computer Club.

Le immagini erano state richieste a dimostrazione della qualità di elaborazione grafica delle macchine Commodore e Warhol si era prestato alla figura di promotore della macchina, rispetto alla creatività umana. Il fotografo torinese spiega come «le tecnologie utilizzate sono (solo) una parte del processo, mentre il processo si genera su una capacità espressiva personale e riconoscibile». Che dia alle immagini un’espressione singolare rispetto all’automa che produce la macchina, non tanto un discorso di autorialità ma di riconoscibilità, per riuscire a non essere sostituiti.

Paradigm apre nuove posizioni di lavoro

Le immagini associate alle future proposte di Paradigm già appartenevano all’archivio di Capria la cui ricerca si basa sulla sintesi e familiarità degli oggetti che descrive, estrapolandoli dal loro contesto di uso quotidiano per diventare contenitori di sensazioni. La sua estetica appartiene all’uso tradizionale della fotografia analogica prodotta in medio formato. Le immagini descrizioni del lavoro futuro sono legate al mondo della macchina fotografica, della produzione e condivisione. La prima posizione aperta da Paradigm nell’era post lavorativa è quella di un ‘giullare di corte qualificato’ che crei un ‘vibe’ divertente durante il photoshoot di un prodotto, metodo di pagamento: 2NFTs alla settimana. La fotografia di Alessandro Furchino Capria è l’immagine dello schermo di una macchina anni Ottanta e Novanta dal quale screen si vede il ritratto scattato ad un giovane con baffi finti (simbolo dell’intrattenimento richiesto?). 

Alessandro Furchino Capria, fotografo prima di Instagram

Il futuro del lavoro in ambito visivo è legato al mondo virtuale e dei social network. Oggi Instagram sostituisce il sito web e portfolio digitale, le “info in bio” estinguono in pochi caratteri i curriculum vitae. Il consumo della cultura, la ricerca di un impiego e il lavoro stesso passano attraverso i social network. Instagram nasceva per rendere la fotografia immediatamente fruibile e condivisibile, Alessandro Furchino Capria che lavora nel sistema visivo da più di dieci anni dice: «mi viene in mente MySpace e quando più o meno tutto è iniziato. Quello è stato il momento che ha cambiato le carte in tavola. Da lì Facebook e poi Instagram. Ognuno di questi social network si è portato dietro un metodo di proporre il proprio lavoro non attraverso i classici modelli. Sono veicoli. Ogni era si muove con dei vettori attraverso cui le persone distribuiscono informazioni verso l’esterno. Instagram ha cambiato ulteriormente il modo di percezione del lavoro dall’esterno ma il mio lavoro non cambia. Cambiano i veicoli che uso per diffonderlo. Il mondo cambia continuamente e non facciamo altro che adattarci da sempre».

Alessandro Furchino Capria non si augura un lavoro in cui passare la giornata fermo sul divano

Per il futuro si pensa ad un’era “post social” dove questi veicoli saranno sostituiti da mondi più di nicchia riservati a gruppi uniti dalle stesse passioni ed interessi che condividono contenuti personali e socializzanti (forse questi mondi esistono già e sono i magazine cartacei indipendenti ndr) Nel 2021 sono stati investiti circa 30 miliardi di dollari nelle applicazioni del Web3 ma ancora chi rappresenta la maggior parte del capitale sono i soliti nomi appartenenti alla Silicon Valley e le solite dinamiche di accentramento.

I giovani immaginano un mondo in cui lavorare sarà sempre più un tempo ridotto e in prevalenza svolto da casa – lo smartworking sarà per il 52% alternato con la presenza in ufficio, se non addirittura preponderante (34%). Lavorare, presenziare ad eventi ed interagire con gli altri sarà possibile immergendosi in una realtà virtuale nuova. Una prospettiva che non rappresenta l’obbiettivo del lavoratore: essere produttivi significa essere attivi, come essere un fotografo significa muoversi dal proprio punto fisso, spostare la macchina seguendo l’istinto di cogliere le cose più interessanti che ci circondano. Capria stesso non si augura un lavoro in cui passare la propria giornata stando tutto il tempo fermo sul divano. Fuori c’è il sole.

NFT secondo Alessandro Furchino Capria 

Gli NFT (non fungible token) sono la nuova frontiera della proprietà intellettuale online (un ossimoro se si pensa a come di proprio e online non esista niente nel web come lo conosciamo adesso). Sono certificati che attestano la proprietà virtuale delle immagini e che nel Web3 e Metaverso di Facebook è possibile acquistare in cambio di criptovalute. Non ricevi nessun’immagine, solo il certificato.

Come le AI stanno sostituendo parte del lavoro di scrittori e creativi, gli NFT stanno forse sostituendo il valore della fruizione tradizionale delle immagini? Capria segue il metodo analogico nella sua produzione ma: «se ci sono persone con la necessità di possedere proprietà virtuali sono libere di farlo nel momento in cui esiste qualcuno che è disposto a vendergliela»

Secondo Forbes le nuove tecnologie sono alla base del futuro del lavoro. In quel Metaverso che prende ispirazione dal romanzo di fantascienza del 1992, Snowcrash, le figure lavorative di cui ci sarà più bisogno sono gli sviluppatori e programmatori esperti di blockchain e NFT.

Claudia Bigongiari

Alessandro Furchino Capria, Small talks with stranges
Alessandro Furchino Capria, Small talks with stranges
Alessandro Furchino Capria, Paradigm, Web3, AI, NFT e Metaverso
Alessandro Furchino Capria, Paradigm, Web3, AI, NFT e Metaverso

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

SFOGLIA
CONDIVIDI
Facebook
LinkedIn
Pinterest
Email
WhatsApp
twitter X