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The Garden of Time: quello del Met Gala è un giardino per pochi privilegiati

Olivia Laing con The Garden against Time restituisce la verità del Met Gala – una lettura parziale di The Garden of Time di JG Ballard ispira il dress code del Met Gala 2024, tralasciando la parte scomoda del racconto

Sleeping Beauties: Reawakening Fashion: il Met Gala 2024 trae ispirazione da The Garden of Time, racconto del 1962 di JG Ballard

Scrittore riconosciuto e apprezzato dall’establishment britannico, fino a qualche tempo fa il nome di JG Ballard non aveva mai varcato i confini dell’analisi letteraria. Lo fa oggi con The Garden of Time, nella veste di ispirazione per il dress code del Met Gala 2024. 

La mostra inaugurata dalla cerimonia del Met è stata poi annunciata con il titolo di Sleeping Beauties: Reawakening Fashion – «Belle Addormentate: il Risveglio della Moda». Il nesso tra il giardino di Ballard e la mostra è stata spiegata dal suo curatore, Andrew Bolton, nei termini di abiti dal passato nobile, realizzati da grandi couturier e indeboliti dal tempo. Dei duecentocinquanta pezzi esposti dal prossimo 10 maggio nelle stanze del Costume Institute, cinquanta sarebbero infatti così fragili da non poter essere nemmeno indossati: sono loro le belle addormentate che Andrew Bolton ha risvegliato. 

The Garden of Time – una breve sinossi

In un luogo senza nome e senza età, il conte Axel, impaludato in un completo di velluto nero, osserva senza emozione i fiori di cristallo del suo giardino. Il conte Axel è un uomo alto e distinto, dalle solide abitudini: ogni sera lascia la sua biblioteca, scende i larghi scalini rococò della sua residenza, e dalla terrazza guarda il sole calare all’orizzonte delle sue terre, mentre ascolta indifferente la contessa Axel suonare al clavicembalo un rondò di Mozart. Un’esistenza razionale, fatta di una squisita routine, che viene tuttavia turbata da una macchia scura all’orizzonte. Si tratta di «una vasta folla confusa di persone, uomini e donne, intervallati da alcuni soldati in uniformi logori, che si spingono avanti in una marea disorganizzata […] schiene curve illuminate dal sole fugace». Ultimo baluardo di antichi privilegi destinati ad estinguersi, la villa palladiana dei conti Axel è un luogo di noiosa desolazione, di consuetudini cristallizzate sul punto di infrangersi sotto al peso di una «moltitudine volgare»

L’unica difesa di cui il conte Axel dispone è il suo giardino di fiori-gioiello: steli sottili, simili a verghe di vetro, con foglie lucide come glassa, e, all’apice, un fiore di cristallo grande quanto un calice di champagne. Sono i cosiddetti fiori del tempo che, una volta colti, si dissolvono, causando una repentina «inversione temporale». Le lancette dell’orologio tornano indietro e, con esse, la macchia all’orizzonte si riduce ad una tenue screziatura. Si tratta di una soluzione precaria: esauriti i fiori, niente è più in grado di bloccare il tempo e la folla. Il bel giardino viene calpestato, la tenuta sopraffatta e i conti Axel tramutano in statue di pietra. 

Sleeping Beauties: Reawakening Fashion: la moda dorme nel giardino di JG Ballard

Della serie pressoché illimitata di fantasie apocalittiche che la biblioteca di JG Ballard offre, The Garden of Time è un caso raro di allegoria totale. Il giardino dei conti Axel è una natura di vetro, morta in senso letterale. La folla che si ammassa sul fondo di questa natura morta è paragonata dallo stesso Ballard agli agglomerati umani delle tele di Goya, pittore vissuto durante l’occupazione napoleonica e illuminato da forti ideali rivoluzionari. Al centro della tela campeggiano i conti Axel e la loro villa palladiana che, fiore dopo fiore, cercano invano di congelare la storia per custodire un privilegio e un ordine arcaici. 

La rivoluzione, inesorabile, avanza, mentre i conti rimangono congelati nella loro storia. Al pari di Kafka e dell’aggettivo che gli è derivato – «kafkiano», sinonimo di «paradossale, inquieto, assurdo» – anche la letteratura particolare di Ballard si è guadagnata un suo aggettivo. Alla voce «ballardian» del Collins English Dictionary si parla di fiabe nere, paesaggi distopici e umanità allucinate. Le forme delle catastrofi descritte da Ballard non sono quasi mai plausibili, o addirittura possibili. Quel che conta è la rete interpretativa che si staglia dietro ai mondi che egli descrive, variamente sommersi dall’acqua, induriti dal sole, desertificati dalle guerre o cristallizzati da inverni perpetui. 

The Garden of Time di JG Ballard: allucinazioni kafkiane, moderne paranoie e giardini fantastici ispirano il Met Gala 2024, lasciando indietro la parte scomoda del racconto

Una distopia di allucinazioni kafkiane, moderne paranoie e creazioni fantastiche piegata a simbolo di una moda dormiente. Questo, in sintesi, l’asse tematico attorno cui gli stilisti, chiamati a raccolta per la creazione degli abiti dei partecipanti al Met Gala, hanno guardato. In una lettura pressoché parziale del racconto, le fonti e i media vicini all’evento si sono spesi in ipotesi vestimentarie che con Ballard e il suo giardino di ambiguità hanno poco a che fare. Si è parlato di stilemi fantasy, con abiti di petali caduti come avviene alla rosa della Bella e la Bestia, di specie floreali sinistre come rovi spinosi e belledonne velenose riprodotte sui tessuti o, ancora, di metalli arrugginiti, velluti sbiaditi e intrecci logori. 

L’Eden apocalittico dei conti Axel si svilupperebbe quindi in abiti opulenti, belli, come il titolo Sleeping Beauties richiede, con qualche struggimento qua e là – macchie, strappi o fiori appassiti su orditi preziosi. Eppure, andando oltre a tale, superficiale, lettura, quello di cui Ballard ci racconta è una rivoluzione, un sollevamento delle masse operaie di contro alla società raffinata, ben rappresentata dalla coppia dei conti. Pur presenti, i temi del floreale e dello scorrere del tempo passano in secondo piano, schiacciati dall’inevitabile caduta dell’aristocrazia degli Axel. The Garden of Time è, insomma, una critica al privilegio, ad un mondo di pochi, annoiato e vissuto a suon di rondò di Mozart, dove il giardino di fiori di vetro è solo una metafora di quel mondo, e non il tema in sé.

Che di questa parte di racconto non si sia parlato non stupisce: anche quello del Met Gala è un mondo di pochi, che nella villa palladiana degli Axel si sentirebbe a proprio agio. La partecipazione al Met Gala, possibile solo se inseriti nella lista redatta dalla madrina Anna Wintour, prevede una tassa di cinquantamila dollari. A ciò, vanno aggiunte le donazioni, che spesso toccano cifre milionarie. Dietro alle finalità di offrire sostegno economico al mantenimento del museo, si cela una disputa su chi si aggiudicherà il titolo di meglio vestito o chi avrà il portafoglio più pesante. L’ironia: l’arrivo delle masse operaie sul finale di The Garden of Time pone fine ad ogni privilegio, mentre degli Axel (controfigura passatista dei ricchi di oggi) non rimane che un triste cartonato. Nella scelta di un racconto intellettuale e articolato, al Met si sono forse scordati che gli Axel sono loro. 

The Garden against Time di Olivia Laing – perché la moda non è esente dalla politicizzazione del giardino?

In The Garden against Time Oliva Laing sostiene che, dal giardino dell’Eden ai cortili suburbani, «I giardini sono innatamente politicizzati, dalla loro separazione dal mondo». L’uscita del volume di Laing nella data del 2 maggio precede di poco la cerimonia del Met Gala, di cui condivide il titolo, a eccezione del nesso connettivo: quello di Laing è un giardino contro il tempo, e non del tempo. Il sottotitolo al volume di Laing è In Search of a Common Paradise In Cerca di un Paradiso Comune – a sottintendere che l’Eden, per come lo conoscevamo, non esiste più, e che un nuovo Paradiso va ricercato, o meglio, ricostruito. Della nozione di giardino come preludio all’intera umanità tutti conosciamo la storia: il serpente tentatore, il frutto proibito, Adamo ed Eva e la cacciata dal Paradiso. È a questo punto che inizia l’età dei mortali e della storia in senso proprio. 

Come spiega Laing, il termine paradiso deriva da pairidaeza, parola che trae le sue origini dal vocabolario avestico e che significa «giardino recintato». Quando il racconto di The Garden against Time ha inizio, ritroviamo Oliva Laing, protagonista di una narrazione autobiografica, costruire il suo. Acquista una dimora semi decaduta, fronteggiata da un giardino selvaggio che tempo prima era curato dal giardiniere Mark Rumary, poi si dà ad un’approfondita ricerca, consulta manuali e indaga le origini di un’attività, il giardinaggio, con cui sente di poter affievolire il trascorrere del tempo e della mortalità. Nella modifica del nesso connettivo fra tempo e giardino, Olivia Laing si oppone alle brutture operate dai conti Axel sul loro giardino di cristallo. 

Olivia Laing The Garden against Time
Olivia Laing The Garden against Time

Anche l’opera di Laing si imbatte in una dolorosa evidenza dei fatti: il giardino romanticamente dipinto come un rifugio dal mondo e dai suoi disordini non esiste (quasi) più. Le distese di fiori e prati all’inglese che circondano la maggior parte delle tenute signorili sono stati finanziati da profitti derivanti dalla schiavitù, mentre successivi atti parlamentari relativi all’uso delle recinzioni hanno privato la gente comune dal diritto di coltivare i giardini statali. 

Il giardino è diventato privilegio dei pochi che possono permetterselo. Nel racconto di Laing non c’è distopia né alcuna ambizione al surrealismo – come invece in Ballard – ma solo una riflessione politica e sociale, posta attraverso il tema del giardino. A questa rete di nessi, tra giardini reali e fantastici, masse e privilegiati, sfruttati e sfruttatori, che gli abiti del Met Gala dovrebbero guardare, piuttosto che presentarci, con la solita tendenza alla semplificazione, un bell’abito dall’archivio di Mugler, magari con qualche fantasia floreale o iper tecnologica, così da poter dire di aver rispettato il tema di un racconto surrealista incentrato sul tempo e ambientato in un giardino. Quando, come si è dimostrato, in The Garden of Time c’è molto altro. 

Una lettura eco-critica del giardino di JG Ballard: surreal o super-real

Un ulteriore livello di significato è quello delle implicazioni ambientali del racconto di Ballard. I temi della transitorietà, della morte e della decadenza del pianeta sono una costante nella narrativa ballardiana, laddove il ruolo dei cattivi è svolto dagli uomini. In The Garden of Time Axel, con un procedimento al limite del chirurgico, strappa i fiori per riportare indietro le masse rivoluzionarie e il tempo del privilegio: «Il fiore nelle mani di Axel si era ridotto alle dimensioni di un ditale di vetro, con i petali che si contraevano attorno al nucleo che andava svanendo. Un debole scintillio lampeggiò, e poi si spense, e Axel sentì il fiore sciogliersi come una perla di rugiada ghiacciata nelle sue mani». Il tempo viene comprato da Axel al prezzo del suo giardino, di cui, quando la massa informe dei lavoratori arriva alla villa, non rimane che un muro di spine. 

La natura è erosa dalla doppia minaccia dell’avidità aristocratica dei conti e dalla brutalità dell’industria di massa, senza lasciare scampo al giardino. Non è difficile vedere in questa dinamica i segni di un presente quanto mai attuale, dove il mancato giardino dell’Eden descritto da Ballard non appartiene più al dominio del surreal ma, piuttosto, del super-real. In questa realtà, schiacciata tra il privilegio di pochi, abili, sfruttatori e il menefreghismo della grande industria degli sfruttati, il settore moda, produttore di quaranta milioni di rifiuti tossici all’anno, ha un ruolo centrale. La contraddizione, più che il trascorrere del tempo negli archivi della moda, sembra essere a questo punto il tema del Met Gala – ma nessuno se ne è accorto. Piuttosto che abiti floreali o fintamente strappati, sarebbero forse più calzanti dichiarazioni eco-politiche e riflessioni sull’impatto del tessile. 

Stella Manferdini

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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