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Motorefisico, allestimento sala W Rome
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Dalla tape art alle video installazioni: viaggio nell’universo di Motorefisico

Salagiochi, un evento a tema videogiochi anni Ottanta e Novanta tra reale e digitale, ospitato al W Rome, parte di Marriott International Inc

Salagiochi W Rome: musica, arte digitale, design e e architettura

Il W Rome, hotel di lusso della catena Marriott, per l’inizio del nuovo anno ha ospitato l’evento Salagiochi W Rome: un sapore vintage che si ispirava alle sale giochi anni ’80 e ’90 e ha visto la partecipazione di artisti emergenti nel campo digitale, del design e dell’architettura, e il coinvolgimento del pubblico attraverso giochi, premi in palio e filtri interattivi.

Le installazioni del duo artistico Motorefisico: Millefili, Into The WindoW

Il duo artistico romano Motorefisico ha realizzato, appositamente per il party, due installazioni site-specific, che sono rimaste visibili durante tutto il periodo festivo. La prima, Millefili, era un’installazione aerea, situata nella living room dell’hotel e impreziosita da animazioni laser; la seconda, Into The WindoW, era costituita da videoproiezioni su vetro a tema videogame, visibili dall’esterno dell’edificio. 

Il visual artist Karol Sudolski e l’istallazione di NeonFlexmood

Il visual artist polacco naturalizzato italiano Karol Sudolski è invece la mente creativa dietro al filtro Instagram a tema videogame, creato ad-hoc per la festa. Sudolski si definisce ‘un artista per caso’: la sua arte nasce a seguito di alcuni ‘incidenti di percorso’. Prima la scoperta della fotogrammetria, tecnica che permette una resa distopica della pelle umana scansionata e degli errori di digitalizzazione dei corpi, poi l’incontro con la musica, a partire da LIM a Mecna, fino a Mahmood, che gli hanno permesso di sperimentare, infine l’ideazione del filtro Instagram per Valentino, che gli ha aperto le porte dell’AR (Augmented Reality). Il suo stile è il risultato di un mix di errori digitali e «immagini che anni di Mtv e videogiochi hanno incastrato nel mio cervello».

Il team dei romani NeonFlexmood ha curato la realizzazione di neon a led in stile pop a basso impatto energetico, che hanno fatto da scenografia alla festa.

Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo: architetti, designer ma artisti per scelta

Lampoon ha incontrato Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, architetti e designer romani dietro a Motorefisico, per parlare delle installazioni realizzate per l’evento, del loro percorso artistico e dei programmi per il nuovo anno. «Ci siamo conosciuti per caso alla facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre». racconta Gianmaria Zonfrillo. «A venticinque anni, ho avuto un problema di salute e sono finito in ospedale. Ho subito due operazioni al cervello per via di una complicanza legata a una banale sinusite. Superato questo travaglio, non avevo voglia di rimettermi a studiare e così, insieme a Lorenzo, ci siamo messi a pensare a un lavoro alternativo, più creativo. Qualcosa che ci permettesse di esprimere la nostra creatività e allo stesso tempo di vivere. Non siamo diventati architetti per scelta. Lorenzo ha completato la triennale, io non ho completato gli studi. Ci siamo messi a ragionare su quale potesse essere l’idea più valida e la prima che è venuta fuori è stata quella dei pattern realizzati con il nastro adesivo (tape art). Lorenzo aveva già disegnato delle forme con il nastro adesivo per un evento che avevamo organizzato insieme in un locale romano».

La ricerca artistica: l’utilizzo della resina e l’interior design, e poi installazioni, street art e video art

Zonfrillo spiega quali sono state le prime messe nel mondo dell’arte: «Tutto è cominciato sotto il Ponte della Musica: andavamo lì a disegnare perché era un posto molto tranquillo e perfetto per riprenderci dall’alto mentre eravamo all’opera. Era autopromozione. In un secondo momento abbiamo aperto anche i nostri canali social e abbiamo iniziato a farci conoscere attraverso attività low profile nei bagni dei locali e in realtà underground. Uno dei primi materiali che abbiamo utilizzato è stata la resina, che serve a proteggere i nostri disegni e a renderli calpestabili. Un lavoro che si avvicina di più al mondo dell’interior design». 

Nel percorso del duo Motorefisico, l’architettura sembra però essere una costante, anche involontaria: «Lavoravo in uno studio d’architettura dove si realizzavano delle pavimentazioni in resina e collaborazioni con diversi artisti» racconta Lorenzo Pagliara. «Col tempo abbiamo acquisito competenze e capacità che un semplice street artist non possiede: quest’ultimo di solito si limita a disegnare, noi invece siamo autonomi in tutte le fasi di realizzazione del progetto, da quella di ideazione fino all’esecuzione finale. Uno dei primi progetti a cui abbiamo preso parte come artisti è stato quello curato da uno studio creativo che, nel 2015, ha decorato i bagni di un palazzo di dieci piani, ciascuno dei quali affidato a uno street artist diverso».

Il contesto che influenza l’opera 

Sul loro sito si legge «Costruiamo le nostre geometrie direttamente in loco, questo ci permette di entrare nello spazio in maniera liquida, adattandoci ad esso. Ogni singola linea è risultato di un lungo pensiero compositivo». Ilp processo creativo si lascia ispirare dalla location, cercando di essere sempre coerenti con il contesto. «Non accade sempre però. Soprattutto quando lavoriamo con i privati, spesso capita di dover raggiungere dei compromessi con i clienti e di ideare il disegno in anticipo, a prescindere dal luogo di realizzazione. Quando però ci viene fornita carta bianca, ci piace andare sul posto e improvvisare completamente. Utilizzando il nastro adesivo, inoltre, per noi è facile, indipendentemente dalla conformazione del luogo, far scorrere il disegno sulla superficie in modo coerente con le forme dello spazio».

Lo stile geometrico optical: le installazioni al Mana Wynwood Convention Center di Miami e al Rome E-Prix

Lo stile che ha reso riconoscibile Motorefisico prima a Roma e poi in tutto il mondo è sicuramente quello geometrico optical. Serie geometriche, inizialmente solo in bianco e nero, che sembrano distorcere, dilatare o animare lo spazio. Una delle opere più iconiche in questo senso è la scalinata di 300 metri quadrati che il duo ha realizzato a Miami, al Mana Wynwood Convention Center in occasione del III Points Festival. In Italia, una delle ultime installazioni realizzate dal duo artistico è stata quella per il Rome E-Prix , il campionato del mondo di Formula E, che da quattro anni fa tappa anche nella capitale, in cui un disegno geometrico – stavolta a colori – realizzato con nastro adesivo, ha ricoperto parte del circuito di gara e impacchettato anche un albero.

Materiali comuni rielaborati per le installazioni: dalla lycra allo scotch fino allo strip led e il laser

Le tecniche espressive spaziano dallo scotch, utilizzato per disegnare e per costruire maschere per la vernice, all’utilizzo della Lycra per realizzare tensostrutture e sculture wireframe, fino a progetti video e visual. 

«La lycra è il nostro tessuto preferito quando dobbiamo realizzare sculture aeree, che sono tendenzialmente composte da fili» spiega Lorenzo Pagliara. «Si tratta di un materiale molto elastico, è quello che si usa per realizzare i costumi da bagno. Il nastro adesivo è invece il materiale chiave dei nostri lavori. Ultimamente  abbiamo aggiunto inoltre le luci, strip led, laser. Possiamo dire che la luce è diventata quasi il terzo materiale caratteristico delle nostre installazioni».

Le geometrie sono invece il centro dei loro disegni, come spiega Gianmaria Zonfrillo. «Siamo partiti dal geometrico puro e abbiamo finito per spaziare anche nel figurativo. Ad esempio, quando abbiamo lavorato con Zalando per il gay pride abbiamo realizzato un’installazione con i colori identificativi della comunità Lgbt+, ossia quelli arcobaleno. Mettersi in gioco è importante anche per capire cosa ti piace davvero, imparare cose nuove, cosa vuoi approfondire e cosa no».

La genesi delle installazioni Millefili e Into The WindoW

Parlando delle installazioni presenti all’evento del W Rome, Zonfrillo racconta: «Millefili è un’installazione aerea costituita da centinaia di fili che scendono ‘a baionetta’ dal lucernario del salone, valorizzata da un laser. Questo viene puntato sui fili e si blocca sui singoli elementi verticali dell’opera, formando un disegno tridimensionale al suo interno. Inizialmente volevamo utilizzare del fumo al posto dei fili, ma non era possibile per motivi di sicurezza. I fili vanno a sostituire il fumo esplicitando il fascio del laser, che va anche a tempo di musica. Into The WindoW è invece un’opera di video mapping su vetro. Dietro le finestre, abbiamo dovuto posizionare dei teli che bloccassero la luce, in modo tale che la proiezione fosse visibile dall’esterno dell’edificio. Inoltre i teli sono semi-trasparenti, quindi è possibile intravedere da fuori anche ciò che si cela dietro le finestre. Durante le vacanze, le proiezioni erano a tema natalizio, mentre per l’evento di Capodanno sono state adattate al tema videogiochi, partendo da elementi iconici e riconoscibili, resi via via più concettuali e astratti».

Le differenze tra la scena artistica italiana e internazionale: la relazione tra committente e artista

Da Roma a Miami, da Parigi a Milano, in questi anni Motorefiscio ha realizzato opere e installazioni in diverse città del mondo. Parlando con  Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo capiamo che se esistono delle differenze fra il contesto artistico italiano e quello del resto del mondo è soprattutto nell’approccio tra committente e artista che bisogna ricercarle. «Di solito, quando ci chiamano dall’estero avverto maggiore professionalità perché l’interlocutore sta già investendo dei soldi e il livello è un po’ più alto che in Italia. I problemi però ci sono anche lavorando all’estero, come è ovvio». Ci dice Zonfrillo, mentre Lorenzo Pagliara precisa che: «La stessa cosa accade anche all’inverso: quando viene chiamato un artista in Italia dall’estero,  i committenti si comportano in modo più serio e formale, per fare bella figura. Esiste poi un tema di lungimiranza e mancanza di progettualità: «In Italia si punta molto sull’evento singolo, non c’è un discorso strutturato a lungo termine. Non è radicata, per esempio, la cultura dei festival musicali e quelle poche realtà di respiro internazionali, come Outdoor Festival, che ha animato la capitale dal 2010 al 2018, non esistono più».

La burocrazia è un ostacolo anche per l’arte, ma bisogna superare l’idea che all’estero funzioni tutto meglio

Viene dunque naturale chiedersi quanto l’idea che l’Italia sia ‘un paese di artisti’ sia ormai più che un cliché una falsità. Soprattutto se si pensa a quanto poco il nostro Paese investa nell’arte e nella formazione degli artisti. «Sicuramente c’è una considerazione diversa degli artisti, ma dal punto di vista economico non ho visto grandi differenze con l’estero. Dipende sempre con chi lavori» è l’opinione di Zonfrillo. «C’è anche da dire che noi lavoriamo poco con le Istituzioni e di più con i privati. Qui la burocrazia rende spesso i passaggi più macchinosi e complessi e così si sprecano delle belle occasioni». Per Lorenzo Pagliara bisogna superare l’idea che fuori dai confini nazionali sia tutto più bello e funzionante:  «Questo è un pensiero tipicamente italiano: pensare che all’estero funzioni sempre tutto meglio.  Le istituzioni hanno molta paura del dissenso. Se avvertono un minimo di critiche o di dissenso da parte dell’opinione pubblica, preferiscono non rischiare e non fare nulla. Dal punto di vista economico, invece, si può essere ben pagati in Italia così come sottopagati all’estero. Non c’è una differenza particolarmente marcata».

La voglia di opere maestose, le nuove sfide la ricerca dell’apprezzamento del pubblico 

Dove vi vedete da qui a dieci anni? Pagliara è molto onesto nel dichiarare le ambizioni del duo artistico: «Il nostro lavoro ci permette di essere abbastanza liberi. Se vogliamo viaggiare, sia per lavoro che per piacere, possiamo farlo. L’idea è comunque quella di fare sempre cose sempre più grandi, maestose. Alla fine la soddisfazione di un artista sta nell’accettare sempre nuove sfide e ricevere apprezzamento da parte del pubblico». «Di per sé, puoi fare questo lavoro ovunque» aggiunge Gianmaria Zonfrillo. «Attualmente abbiamo un nostro studio, che apriamo occasionalmente al pubblico, all’interno del Villaggio Globale, centro sociale in zona Testaccio. Abbiamo anche dei collaboratori che coinvolgiamo nei progetti più grandi, ma il vero obiettivo è quello di scalare e avere dei dipendenti a tempo pieno nello studio con noi».

 Il Balloon Museum e l’opera Never Ending Story

«Siamo risultati tra i sei vincitori di un bando indetto dal Comune di Roma per decorare le garitte, le cabine della polizia municipale dismesse. Nell’anno nuovo contiamo poi di continuare la collaborazione con il Balloon Museum, il primo museo di arte gonfiabile al mondo, che ha già riscosso grande successo a Roma, Parigi e ora a Milano, e che verrà aperto prossimamente anche a Torino, Madrid e Londra. All’interno è presente una nostra installazione, Never Ending Story: una vera e propria infinity room composta da 1300 palline sospese nell’aria, dove luci e suoni alterano la percezione dello spazio».

W Rome: una piattaforma per artisti emergenti realizzato da Meyer Davis Studio

Il W Rome è stato inaugurato nella capitale ad aprile 2022, segnando il debutto della catena W, parte di Marriott International Inc., in Italia. L’hotel punta a diventare una vera e propria piattaforma per artisti emergenti e per tutte le forme d’arte. Nel corso dell’anno sono previsti, infatti, altri interventi e collaborazioni con alcuni dei protagonisti della scena artistica contemporanea.

L’albergo da 162 camere si sviluppa su due palazzi adiacenti del XIX secolo e mira a ridefinire il concetto dell’ospitalità di lusso nel cuore della città eterna. Con il suo design contemporaneo, realizzato da Meyer Davis Studio, il progetto pone a confronto l’architettura tradizionale e il patrimonio culturale della città con un’interpretazione unica dello stile romano. Un mix eclettico di mobili in pelle dai colori accesi incontra pareti originali che raccontano il passato dell’edificio, mentre le superfici riflettenti offrono un tocco moderno e contemporaneo. 

Il Ristorante Giano guidato da Nicola Zamperetti e dallo chef stellato Ciccio Sultano, i dolci di Fiorani e gli aperitivi a firma di Pier Daniele Seu

L’albergo ospita al suo interno il Ristorante Giano, guidato dall’executive chef Nicola Zamperetti e dallo stellato Ciccio Sultano, che propone una cucina siciliana rivisitata in chiave romana.

Completano l’offerta il Giardino Clandestino, cortile e cuore pulsante di W Rome, Zucchero x Fabrizio Fiorani, dove gustare i dolci del pasticcere di fama mondiale Fiorani, il W Lounge che di sera si anima con musica dal vivo, dj set. La terrazza che ospita il WET Deck, con piscina all’aperto e Otto Rooftop Bar, che offre viste panoramiche sulla capitale e aperitivi a firma di Pier Daniele Seu.

Motorefisico

Motorefisico è un duo artistico composto da Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, architetti e designer romani dal background internazionale, che lavorano nell’ambito delle installazioni tridimensionali, proiezioni, allestimenti e video art.

Alessandro Mancini

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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