Cerca
Close this search box.
Cerca
Close this search box.
Lucio Corsi al pianoforte negli studi di Sugar Music
TESTO
CRONACHE
TAG
Facebook
WhatsApp
Pinterest
LinkedIn
Email
twitter X

Vorrei che la realtà raccontasse più bugie: Lucio Corsi, il suo terzo album

«Ora Cappuccetto Rosso la trovi in un bosco verticale. Lo spazio è diminuito per gli animali, le città si allargano, tolgono loro lo spazio» tra musica e natura con Lucio Corsi

Lucio Corsi, meglio la vita in Maremma che a Milano

«Quando mio padre mi fece vedere i blues brothers capii di voler fare il cantante». Lucio Corsi, classe 1993, è originario di Vetulonia, Grosseto. Mescola il cantautorato, al folk pop ed al glam rock in un sound figlio di interessi ed influenze musicali diverse tra loro. «A 12 anni, mi regalarono una chitarra e iniziai a suonare. Da lì ho cercato di coltivarlo fino a farlo diventare una professione».

Nel 2014 inizia la carriera musicale, con la pubblicazione dell’EP ‘Vetulonia Dakar’, che gli permette nello stesso anno di partecipare al MIAMI Festival e di aprire il concerto degli Stadio nella serata finale di Festabiente. Nel 2017 pubblica il secondo album Bestiario Musicale, un concept album a tema favolistico: ognuno degli otto brani è dedicato ad un animale della Maremma, dove vive tuttora e che raramente lascia per spostarsi a Milano per lavoro. «Essendoci nato e cresciuto, è un luogo che amo e che mi ispira, difficilmente riesco a farne a meno – racconta Lucio Corsi – Preferisco la campagna alla città, e soprattutto in questo periodo dove si discute sulla vivibilità di Milano sono contento di poterne stare alla larga. Non ce l’ho con Milano, ma con la città in generale. Preferisco uscire e avere un bel paesaggio piuttosto che avere tanti eventi a cui andare».

La gente che sogna, il nuovo album di Lucio Corsi: «bisogna avere anche sogni non realizzati»

Nel 2020 Lucio Corsi pubblica l’album Cosa faremo da grandi?, prodotto da Francesco Bianconi, voce e chitarra dei Baustelle,  con il quale già nel 2017 inizia a suonare e a collaborare, e Antonio Cupertino per la Sugar Music. 

A distanza di tre anni dal suo ultimo disco, il 21 aprile 2023, esce l’album La gente che sogna. Adesso saprebbe dire cosa vuole fare da grande? «No no, assolutamente. Spero che resti così come cosa, e spero di diventare vecchio senza saperlo. Penso sia importante avere anche dei sogni irrealizzati e non sapere cosa fare in futuro, rende la vita più intrigante. In questi tre anni ho cercato un ramo dove costruire una crisalide e cambiare, come le farfalle».

Un disco che in nove brani ci trasporta in una navicella spaziale, a metà strada tra il pianeta terra e l’universo, a scoprire scenari surreali, felliniani, pieno di personaggi, dove si percepiscono influenze da David Bowie, Marc Bolan, ma anche Renato Zero, Edoardo Bennato, Lucio Dalla. 

«Nove brani che ho convinto ad andare ad abitare insieme e che da quando usciranno non ascolterò più. Il processo creativo di un album è complesso e denso. Questi sono brani su cui lavoro dal lockdown, finirlo è una liberazione,  è chiudere un capitolo».

Un mondo ‘senza esseri umani’: il rapporto uomo – natura che cambia 

L’elemento naturalistico è presente nelle canzoni di Lucio Corsi, sin dal suo primo singolo ‘Le api’ fino all’ultimo ‘Astronave giradisco’, che racconta un mondo utopico senza difetti e ‘senza esseri umani’, riferendosi alla presenza dell’uomo nello spazio naturale.  «Il rapporto che l’uomo ha con la natura è cambiato. Ora Cappuccetto Rosso la trovi in un bosco verticale. Lo spazio è diminuito per gli animali, le città si allargano, tolgono loro lo spazio di azione, lo vediamo anche con i recenti avvenimenti dell’orsa JJ4 in Trentino».

Il raccontare la natura e gli animali è legato a una dimensione favolistica, distaccata dalla realtà. Oggi, invece, il rapporto uomo – natura è soprattutto un tema attuale. La musica italiana se ne sta occupando? 

«Il problema non è che non si sta occupando di questo, ma che non si sta occupando di nulla. Io non vorrei sentire canzoni di protesta su temi specifici, ma vorrei che la musica riuscisse a smuovere il cervello. Nick Cave diceva ‘non voglio parlare di politica, ma di anima’. Questo deve fare l’arte».

Lucio Corsi: vorrei che la realtà ci raccontasse più bugie

L’altro singolo La bocca della verità si apre con la frase: ‘e se a mentire fosse la realtà?’ – quali sono le bugie che ci racconta la realtà di oggi?

«Ne racconta troppo poche. Vorrei essere ingannato molto di più, la menzogna nella musica la cerco sempre. Voglio che mi faccia vivere altro al di fuori di questo mondo, la dimensione magica. In questo pezzo cercavo proprio questo: finzione e giocosità, infatti sembra quasi una sigla dei cartoni animati. Da quando l’ho scritta, la canticchiavo in finto giapponese e da lì infatti è nata la collaborazione con due cantanti giapponesi per inserire una parte in lingua. Lo avevo in testa ed è stato divertente realizzarlo».

Dalla musica alla moda con Lucio Corsi

Lucio Corsi, è un cantautore d’altri tempi. Le sue influenze derivano dal glam rock anni Settanta e anni Ottanta. «Mi hanno sempre ispirato artisti come David Bowie, Genesis, ma anche cantanti italiani come Renato Zero. Mi sarebbe piaciuto nascere in un’altra epoca, vivere i miei anni della giovinezza negli anni Settanta».

Da Gucci c’era ancora Alessandro Michele. Per la Cruise 2018 di Gucci tenutasi a Palazzo Pitti a Firenze al fianco di Francesco Bianconi dei Baustelle sfila anche Lucio Corsi: montone blu, camicia di seta azzurra a fiori, camperos e una tote bag con ricami floreali. A incorniciare il viso una corona dorata e i suoi lunghi capelli castani. 

«Devo essere sincero: a me della moda non importa nulla, ma quella è stata un’esperienza pazzesca perché totalmente in linea con quello che sono io e quello che è il mio gusto artistico. Uso la moda senza fini, ma come mezzo per completare ciò che faccio con la musica. Dovrebbe essere così, la moda come modo libero di esprimersi».

Sanremo e i grandi palcoscenici

E Sanremo?

«Non lo so, non credo parteciperei. Con le grandi vetrine c’è da stare attenti: si rischia di diventare facilmente manichini. Bisogna sempre ricordarsi di portare le forbici per tagliare i fili».

Arte figurativa, letteratura e cinema: ‘tutto mi influenza’

Lucio Corsi accogliere tutti gli spunti artistici che riceve, muovendosi in vari contesti, sperimentando e allungando i suoi orizzonti, dalla musica, alla moda, dalla letteratura all’arte figurativa. Le copertine dei suoi dischi sono tutte opere d’arte della madre. «Da piccolo avrei voluto fare il disegnatore, poi ho cambiato strada. Tutte le copertine dei miei album, fin dal primo EP, sono quadri realizzati da mia madre. Lei disegna per hobby, e ci tengo a tenere questa regola, che ogni mia copertina sia una sua opera. L’arte figurativa mi influenza, ma come del resto tutto, anche la letteratura, la poesia, il cinema. Alcuni dei miei scrittori preferiti sono Roald Dahl e Emily Dickinson, e come loro tutti gli autori che evocano dimensioni magiche, avventurose e naturalistiche».

Che progetti ci sono per il Lucio Corsi del futuro?

«Adesso inizia il tour, il 5 maggio ci sarà la prima data. Per il resto sto già scrivendo cose nuove. Sto cercando anche un altro modo per far testi. Sono entusiasta anche di questa cosa, più ‘terra terra’ e meno favola in testa come faccio di solito. Vorrei fare un disco che parli più delle persone, dei lati più bassi. Una sorta di bestiario umano».

Elena Noventa

Lucio Corsi. Lagente che sogna
Lucio Corsi. Lagente che sogna

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

CONDIVIDI
Facebook
LinkedIn
Pinterest
Email
WhatsApp
twitter X
Miu Miu Upcycle denim

Denim e storie di upcycling: da Miu Miu a Vitelli

Un jeans upcycled emette fino all’83% di CO2 in meno rispetto a uno nuovo – l’ultima collezione Upcycled di Miu Miu e altri tentativi per esplorare il potenziale del denim vintage e altri tessuti storici