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Peekaboo è un libro – Silvia Venturini Fendi: la semplicità è il design più complesso 

La Peekaboo diventa un libro. Fendi pubblica un volume che rende omaggio alla borsa disegnata da Silvia Venturini Fendi nel 2008. Tre donne che parlano di ironia, famiglia e significato dell’eredità

Peekaboo-k: Fendi pubblica un volume per raccontare 15 anni di evoluzione della borsa disegnata da Silvia Venturini Fendi nel 2008

Silvia Venturini Fendi

Quando lavoro a un disegno applicato alla manifattura, semplicità significa arrivare al volume senza decoro. Cogliere la forma senza tensioni. Il segno distintivo di una Peekaboo è un quadrante che si piega in avanti – una flessione che si ottiene con la giusta misura tra la morbidezza della tela o della pelle e la compostezza del volume che mantiene la forma. Questa flessione del quadrante è funzionale: la borsa si apre da sola come a invitare la mano di chi sta cercando quello che sa già di trovare. Il quadrante ha anche un ruolo emotivo, se vogliamo, umano: si inchina, sorride, ti strizza l’occhio. Peekaboo è un gioco di confidenza e complicità – tra una borsa e chi questa borsa la possiede. 

Delfina Delettrez Fendi – la Peekaboo codifica uno stile: attitudine, complicità e ironia nel design

Delfina Delettrez Fendi

Semplicità significa anche intimità. L’intimità di una famiglia, di generazioni di donne che possono anche appartenere a età diverse, ma comprendono lo stesso atteggiamento – che poi significa stile. Sono due concetti simili, atteggiamento e stile, forse sinonimi – ma non voglio entrare troppo nelle definizioni. Mi piace che ognuno possa dare la propria interpretazione, a questi due concetti, stile e atteggiamento, su cui spesso io mi soffermo. Sono intersecati tra loro, o meglio, intrinsechi. La Peekaboo codifica uno stile perché mantiene il suo atteggiamento. Complicità e ironia – entrambe compongono la semplicità che esiste nel rapporto tra noi tre.

Leonetta Luciano Fendi – una storia familiare: ragazze che diventano donne, madri, sorelle

Leonetta Luciano Fendi

In un rapporto intimo, in una stanza intima, nel tuo nucleo intimo, ti puoi permettere di essere complice e di scherzare, di comprenderti e di prenderti in giro ma anche di mostrare le tue vulnerabilità. Qui dove ti senti a tuo agio. All’esterno, fuori da questo involucro, c’è un mondo che va in direzione opposta. Un mondo dove la dimensione umana e privata sembrano essere messe in secondo piano rispetto all’autocompiacimento estremo della condivisione costante, di una vanità. FENDI non sta lì fuori, FENDI rimane dentro l’involucro famigliare e intimo a cui mi sento di appartenere. FENDI vuol dire Famiglia, di un passato che si trasforma in Futuro – con le F maiuscole. FENDI è la storia di bambine che diventano donne, donne che diventano madri, che restano sorelle. 

Fendi Peekaboo design: il nome deriva dal gioco che si faceva da bambini

Delfina Delettrez Fendi

Ci piace essere in tre, ci piace ancora di più essere parte di un legame più ampio. Mia nonna e le sue sorelle, noi, mia figlia e i miei figli. Gruppo di Famiglia in un Interno è un film che per FENDI è un riferimento. La Peekaboo è una borsa che usi in un interno, in casa tua, nelle tue stanze – dove puoi lasciarla aperta. Se esci, se cammini per strada la potrai chiudere volendo, quantomeno un lato – ma quando sei in casa, quando sei in famiglia, la Peekaboo rimane aperta. La Peekaboo parla con te, ti lancia uno sguardo. 

Leonetta Luciano Fendi

Il nome Peekaboo viene dal gioco che si fa ai bambini: con una mano ti copri gli occhi, e quando togli le mani gridi “peek-a-boo” e il bambino rivede i tuoi occhi aperti, e sorride. Nella sua modernità, Peekaboo è una borsa che mi ricorda quando ero bambina – avevo 12 anni quando mia madre la presentò nel 2008. Come se fosse l’anagramma di ogni borsa, come se un bambino che volesse disegnare la borsa di sua mamma, riuscisse a disegnare la Peekaboo.

Silvia Venturini Fendi

Volevo disegnare una borsa che parlasse di questo. Un legame, quando sincero, è composto da leggerezza – da un sorriso. Per questo la Peekaboo sorride. Questa per me era la chiave – lo ha detto bene Leonetta – una borsa che ti sapesse prendere un po’ in giro, rassicurandoti con un’ironia che ti potesse far sentire l’affetto. 

Il primo design Peekaboo è stato presentato alla fine del 2008 ed è stato immesso sul mercato nella primavera del 2009

Delfina Delettrez Fendi

Mi ricordo che le modelle sfilarono con modelli diversi di Peekaboo già in quella prima sfilata. Camminando, mia madre decise che alcune ragazze avrebbero sfilato con la borsa aperta, altre come più di consueto, con la borsa chiusa, e quella è stata la chiave.

Leonetta Luciano Fendi

Il gioco con un bambino che si sorprende e ride quando rivede gli occhi dell’adulto nascosti dalle mani, è un moto di scoperta, di sorpresa. In questa sua ironia, FENDI non perde un senso di austerità – che forse come è esagerata – ma se tutto viene filtrato dalla leggerezza di FENDI, anche la serietà diventa un indovinello. Il concetto di Fun è stato spesso associato a FENDI, sia per assonanza, sia per alcune idee di Karl Lagerfeld che aggiungeva allo svago e al divertimento un tocco di irriverenza, a volte dissacrante. FENDI non è mai effimero, non è mai rumoroso – non è divertimento, ma ironia. Potrebbe essere stupore, sì – ma senza diventare eclatante.

Silvia Venturini Fendi

Nel 1997, ho lanciato la Baguette che ebbe un forte endorsement con Sarah Jessica Parker in Sex and the City – qualcuno dice che il concetto di It Bag nacque anche in considerazione del successo della Baguette. Fu un lancio forte, a gran voce. Il primo modello di Peekaboo è stato presentato a fine 2008 e andò sul mercato nella primavera 2009. L’ultimo episodio di Sex and the City era andato in onda forse cinque anni prima. L’America e tutto il mondo finanziario stava vivendo un momento critico. Peekaboo non sarebbe dovuto diventare un trend, una hit del momento – io volevo che Peekaboo vivesse negli anni, crescesse con il tempo per permanere nell’immaginario collettivo al di là di un successo di mercato. 

Quiet luxury: imprenditoria etica nel settore, design di moda no gender

Delfina Delettrez Fendi

Il valore di Peekaboo, l’atteggiamento e lo stile di questa borsa sarebbe stato raccontato nel tempo. Un messaggio, un passaparola – quasi un sospiro. Questa è una parola che racconta il modo di FENDI – sospirato, whispered – come a voler dire che scegliere un accessorio – una borsa ma anche un vestito – di FENDI è un’idea che ti avvolge, leggera ma persistente, fino ad appartenerti raccontando un poco della tua identità.

Leonetta Luciano Fendi

Oggi questo concetto di whispered è un valore ancora più attuale di prima. Nell’industria della moda si parla di quiet luxury, di oggetti e capi – più che di accessori e abiti. Lontano dai trend, lontano dalla differenza di genere, lontano dalle stagioni commerciali. Si parla di oggetto e non più di accessorio – per enfatizzare il valore di un oggetto che non è più un accessorio a corollario di qualche cosa altro. Una borsa, una giacca, un cappotto – questi oggetti hanno un valore alto. Buy less buy better. Un valore così alto non si produce più soltanto sull’abilità della manifattura italiana, ma sulla capacità della manifattura di essere un asset positivo nel tessuto sociale e sull’ambiente, certo.

Silvia Venturini Fendi

La sfilata uomo di giugno 2023 è stata presentata nella nostra nuova manifattura di Capannuccia, Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. Uno stabilimento che è stato progettato con efficientamento energetico, con autonomia sulle risorse – che ha ottenuto la certificazione LEED Platinum. In questa nuova sede saranno realizzate tutte le borse di FENDI d’ora in poi – e tra queste, logicamente, la Peekaboo.

Che cos’è una It Bag? Una borsa che conserverete, che vostra figlia userà e che continuerà a essere usata anche da vostra madre

Leonetta Luciano Fendi

Questi argomenti dovrebbero esser approfonditi da tutti i brand del lusso. Argomenti che riguardano le nuove generazioni, inclusi i ragazzi più giovani di me. Quello che interessa ai giovani è capire come il lusso sia positivo per il mondo in cui dovranno vivere – e su queste considerazioni si innamorano e si identificano in un brand. 

Delfina Delettrez Fendi

Il mondo di domani è diverso da quello di trenta anni fa, quando la parola chiave della moda e di tutto il mondo del lusso era glam e cool. La Peekaboo oggi è una It Bag ma per le ragioni opposte a quelle per cui una borsa era una hit nei primi anni Duemila. Oggi una It Bag è la borsa che conserverai, che userà anche tua figlia e che continuerà a usare tua madre. La campagna Me and My Peekaboo raccontava con immagini il rapporto tra madre e figlia, tra sorelle – tutte donne con un legame tra loro. Catherine Zeta Jones e sua figlia Carys Douglas, Grace e Jossylin Pen – e altre. Un tempo si desiderava il trend e il successo di una stagione – oggi, quasi si sceglie l’opposto, si evita quello che hanno tutti, si sceglie quello che riassume al meglio il proprio atteggiamento, che lo dico ancora, precede il proprio stile.

Leonetta Luciano Fendi

Chi sa fare queste scelte è l’unico vero influencer di mercato. La parola influencer è stata abusata. Vero, ci sono persone, sia nel mondo reale sia nel mondo digitale, che godono della stima del pubblico e che sanno influenzare con le loro scelte le tendenze di mercato. Queste persone influenti non sono quelle con maggior seguito. Queste persone influenti sono quelle che esprimono coerenza e rispetto. Bisogna parlare di community, oggi, non di following o di fan base. 

Dal design di Silvia Venturini Fendi in poi, variazioni sulla Peekaboo sulle capacità produttive

Silvia Venturini Fendi

Non è la prima volta che lo dico, ma mi piace ripeterlo: io disegno quello che mi piace, e quello che suppongo piacerà un giorno alle mie figlie. Questo è il mio centro. Tutto intorno ci sono le regole dell’industria della moda, le evoluzioni del mercato e il supporto alla forza vendita dell’azienda che come direttore artistico deve avere la mia concentrazione – ma prima ci deve essere l’onestà del mio disegno, la sincerità del sogno che sto inseguendo e che gira intorno alla mia idea. Le mie figlie sono le persone che mi influenzano e i miei giudici più severi. Con questi presupposti, abbiamo realizzato più di mille varianti sulla Peekaboo – passando dalle pelli più rare ai tessuti con le complessità di ricamo. Abbiamo lavorato con artisti e talenti e abbiamo sviluppato le loro visioni sperimentando la nostra abilità manifatturiera. Con questo archivio, mi piace definire la mia famiglia come una community allargata. 

Delfina Delettrez Fendi

Mia madre è un archivio che parla, io sono un archivio che cammina. Da ragazzina, uscivo da scuola e andavo allo studio dove potevo toccare e guardare i materiali, la ricerca dell’ufficio creativo, le nuove prove. Ho avuto la possibilità di vedere l’intero processo con occhi ingenui, ed evolvermi pensando alla pragmaticità di questo lavoro che, al di là della fantasia, ha una controparte operativa quasi ossessiva, una precisione di calcolo. Crescendo mi sono concentrata sui gioielli che forse potrei dire essere la sublimazione di ogni difficoltà manuale. Ho cercato di coltivare la mia indipendenza, di precisare i miei riferimenti senza rimanere ancorata a quello che scoprivo, trasformando il mio gusto e spero il mio talento in una firma autoriale.

Per la famiglia Fendi la parola chiave è trasparenza

Silvia Venturini Fendi

Lo stile nella moda è anche styling – ovvero la capacità di decodificare un’idea di indosso, di accostamenti, di ritmo. Questo è quello che cerco nelle mie figlie, e non solo in loro – anche nelle persone che mi circondano nel mio quotidiano. Una borsa può provocare lo styling. La Peekaboo potrebbe avere un contesto formale, cittadino – ma l’ho vista diventare il focus di uno street style intellettuale; l’ho compresa in un’ottica di branding e di logo mania. Delfina sa giocare con i toni più scuri dei neri; Leonetta sceglie i colori più neutri, forse più vicini al tono della sua pelle. Lo styling – se ben fatto – è un’indagine psicologica.

Delfina Delettrez Fendi

Da bambina, mia madre non mi vestiva di rosa. Neanche sua madre con lei – in una famiglia di donne era un modo per prepararsi a un mondo governato da uomini. Oggi, la Peekaboo è stata disegnata anche per gli uomini. Dopo mia figlia Emma, più recentemente sono diventata madre di due maschi, due gemelli. Ho studiato teatro e costume del teatro. Colleziono figure metalliche della metà Novecento e mobili di Gio Ponti e Carlo Mollino. Sono ancora attratta dal Surrealismo. 

Leonetta Luciano Fendi

Ho dieci anni meno di Delfina – anche se questa anagrafica non sono sicura significhi che apparteniamo a due generazioni diverse. Abbiamo gli stessi riferimenti – che ci rendono parte di un orgoglio, che è FENDI, e di tutto quello le donne di questa famiglia hanno costruito. Questa è la nostra base, sulla quale stiamo costruendo la nostra esistenza con sicurezze e urgenze diverse. Mi sento vicino alle persone preoccupate per il futuro – e questo ancora prima di avere figli. Una parola chiave per me è trasparenza. Quando sarò madre, immagino, questa mia attenzione aumenterà – perché in fondo, è proprio l’attenzione agli altri e all’altro, la prima forma d’amore. Sia dentro sia fuori da una famiglia. 

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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