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Boom, pubblicato da CAM Sugar Music, colonne sonore jazz italiane
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Se Drake e Flying Lotus attingono da Nino Rota e Morricone: CAM Sugar Music

Come valorizzare il più grande archivio italiano di colonne sonore? Dai film di Fellini agli spaghetti western, dalle musiche di Trovajoli a quelle di Piccioni, Ortolani e Buonvino

CAM Sugar Music, molto più di un archivio: produzione di colonne sonore e progetti come Paura, cortometraggi di Tommaso Ottomano

C’è stato un periodo, nella storia del cinema italiano, in cui succedeva che il successo di un film dipendeva dalla sua colonna sonora. In alcuni casi la colonna sonora poteva avere un successo addirittura maggiore del film stesso. Quel periodo è rinchiuso in tre decadi: dagli anni Sessanta agli Ottanta. Quelli del realismo magico di Fellini prima e dei B-movie dopo: gli horror, i thriller, gli spaghetti western e i poliziotteschi.

Oggi, il ricordo di quegli anni – o meglio, la loro custodia – si lega con filo indissolubile al nome di un’etichetta: CAM Sugar Music. Nei suoi archivi vivono oltre duemila colonne sonore. Più di quattrocento i compositori, italiani e non. Ma capire cosa fa CAM Sugar Music, per chi non lavora nell’industria discografica, o cinematografica, non è immediato. Definirla soltanto un archivio sarebbe riduttivo. Attiva nella produzione di colonne sonore originali, tra le ultime quella di Yakamoto Kotzuga per la serie La Mala, è anche l’entità dietro altre iniziative ibride. Come Paura, il progetto composto da due cortometraggi di Tommaso Ottomano, uscito lo scorso ottobre su MUBI.

Giuseppe Campi fonda nel 1959 Creazioni Artistiche Musicali; Nino Rota e le colonne sonore di La Dolce Vita e Amarcord e Casanova di Fellini 

Tutto inizia per volere di Giuseppe Campi, figlio del proprietario di Tv Sorrisi e Canzoni Agostino Campi. È il 1959 quando nasce CAM – Creazioni Artistiche Musicali, negli anni d’oro della Roma di Cinecittà. Nel decennio seguente l’industria cinematografica della Capitale sarebbe diventata terreno ancora più fertile per sperimentazioni sonore che, oggi, definiremmo avanguardia. L’Italia come Paese stava cambiando. Così anche il suo cinema. E di conseguenza il suo suono.

Per fare un unico esempio che basti per tutti: nel 1960 usciva La Dolce Vita. Che vuol dire Anita Ekberg, Marcello Mastroianni, la Fontana di Trevi, certo. Ma anche le musiche di Nino Rota, lo stesso che tornerà a lavorare insieme a Fellini per Amarcord e Il Casanova. Ecco, le colonne sonore di questi tre film – quella de Il Casanova è in uscita il 10 febbraio – fanno oggi parte dell’archivio di CAM Sugar Music. Che altro non è se non l’erede in vita della CAM di Campi, ribattezzata nel 2020 dopo essere stata acquistata, nel 2012, dal Gruppo Sugar di Caterina Caselli. Insieme a Rota, dell’archivio fanno parte Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Riz Ortolani, Luiz Bascalov, Paolo Buonvino.

Colonne sonore inedite, rimasterizzate e restaurate: non solo un archivio sonoro digitale

«Gran parte del nostro lavoro è prenderci cura del catalogo», piega il team di CAM Sugar Music. Il patrimonio culturale nelle loro mani va in parte ancora scoperto: «molte colonne sonore che abbiamo in archivio, a oggi, sono del tutto inedite». Una volta tolto dagli scaffali, un suono va restaurato, rimesso a posto, rimasterizzato. Non si tratta di colonne sonore moderne, disponibili su Spotify il giorno del lancio del film.  «È musica che non nasceva nemmeno per essere pubblicata, restava custodita negli archivi. Il 10-15% è uscito in copia fisica all’epoca di CAM – Creazioni Artistiche Musicali». Fino al 2020, quando CAM Sugar Music diventa una vera etichetta, i titoli venivano lavorati in licenza, dandoli ad altre label. Oggi quel lavoro viene svolto da CAM stessa, che pubblica il proprio catalogo. 

CAM Sugar: colonne sonore, utili sia per gli ascoltatori che per i producer; l’esempio di Mary’s Theme di Stelvio Cipriani, dalla colonna sonora di Femina Ridens di Piero Schivazappi

Qualcosa viene stampato, anche in vinile. La maggior parte dei nuovi progetti esce però soltanto in digitale. «Questo ci permette di lavorare in maniera molto trasversale. Ripeschiamo molti piccoli film, con grandi colonne sonore. Siamo convinti che sia musica interessante sia per gli ascoltatori che per i producer. Si possono trovare melodie e sperimentazioni inaspettate. Grazie al digitale, oggi queste raggiungono una platea di pubblico che non ci sarebbe mai entrata in contatto altrimenti, perché non ha conoscenza del cinema popolare o il feticismo dell’amarcord». È successo ad esempio con Mary’s Theme di Stelvio Cipriani, dalla colonna sonora di Femina Ridens di Piero Schivazappi (1969). Durante la pandemia il brano è diventato virale su YouTube grazie a dinamiche algoritmiche ed è poi stato scelto e rilavorato da diversi produttori Lo-Fi. 

Il mercato dei samples: quando Drake, James Blake e Flying Lotus attingono dal catalogo di CAM Sugar 

Un archivio come quello di CAM Sugar Music non può non finire sotto la lente di produttori musicali alla ricerca di suoni cult da incorporare in nuove composizioni. Anche in quelle apparentemente molto lontane dai brani originali. Se la tecnica di campionare produzioni di altri artisti non è più certo una novità, fa ancora riflettere il suo largo impiego nel pop e nell’hip hop di oggi. Così, le melodie del catalogo di CAM Sugar si ritrovano in brani di Drake, James Blake e Flying Lotus. Per Used To, insieme a Lil Wayne, Drake ha messo le mani su Synthotango di Marcello Giombini (1973). Per I’ll Come Too, James Blake ha preso in prestito La Contessa di Bruno Nicolai, 1969, dalla colonna sonora del film Love Birds, di Mario Caiano. C’è chi nel sampling vede una forma di omaggio e chi – in toni più polemici – della pigrizia. L’attualizzazione degli archivi di etichette come CAM Sugar sta a metà tra le due cose: non una riverenza nostalgica verso il passato, ma la consapevolezza del valore che l’estrapolazione di un suono dal suo contesto originario può regalare a un nuovo brano. Sul fronte imprenditoriale, il mondo dei samples «è da leggere in due modi diversi. La parte prevalente è solo business», ci spiega il team di CAM. L’etichetta ha in mano i diritti: si contratta rispetto alla richiesta che arriva e, se non si tratta di progetti in cui è previsto anche un coinvolgimento artistico, «non è nostro dovere metterci bocca».

La tutela del diritto morale degli autori e i compositori originali, anche per gli eredi

Niente di romantico nel preservare questa miniera di suoni e la sua integrità artistica. Come si diceva c’è anche un altro modo di guardare a questo mercato: «samples e sincronizzazioni devono sempre rispettare però un diritto, quello morale: dobbiamo tutelare gli autori e i compositori originali, anche per gli eredi, i direttori artistici ad honorem che dovranno poi approvare tutto». In altri casi succede che CAM stessa propone a un producer una serie di brani per farli rielaborare. Subentra qui anche il ruolo di direzione artistica.

Le playlist di CAM, melodie per indagini antropologiche: Morricone Segreto, A Modern Gentleman: The refined and bittersweet sound of an Italian Maestro con i brani di PIero Piccioni, e poi Paura, Piombo e Boom!

I progetti più riconoscibili del marchio CAM, oltre alle riedizioni delle colonne sonore, restano le playlist tematiche. Iniziative editoriali che ruotano intorno a un artista o a un periodo storico. Oppure a una suggestione estetica o culturale: prima dell’attitudine commerciale, viene quella antropologica e sociologica. È successo con Morricone Segreto, pubblicato nel 2020, nel giorno in cui il Premio Oscar avrebbe compiuto 92 anni. Qui si è voluto indagare sugli aspetti più nascosti della sua produzione. Ventisette tracce – sette inedite – che scavano tra gli anni Sessanta e Ottanta, concentrandosi sulla sua parte più alternativa, dal rock progressivo al pop psichedelico. Nel dicembre 2021, per i 100 anni dalla nascita di Piero Piccioni, CAM ha pubblicato A Modern Gentleman: The refined and bittersweet sound of an Italian Maestro, mosaico delle varie anime musicali dell’artista torinese: il jazz, la samba, la Bossa nova nel suo filone mediterraneo, il funk. Con Paura ci si è concentrati su rarità ripescate dai film horror, firmate tra gli altri da Morricone, Micalizzi e Cipriani. Boom! racconta il jazz del decennio che va dal 1959 al 1969, Piombo restituisce le colonne sonore di un altro genere feticcio del cinema italiano, i poliziotteschi, i polizieschi all’italiana degli anni di Piombo.

Il 10 febbraio uscirà il vinile della colonna sonora de Il Casanova: il film di Fellini vincitore dell’oscar ai migliori costumi che ridicolizza la figura del maschio tossico

È il 1976 quando esce nelle sale cinematografiche italiane Il Casanova, diretto di Federico Fellini con Donald Sutherland come protagonista. Il film l’anno seguente vince il premio Oscar ai migliori costumi: si tratta di una ricostruzione grottesca, caricaturale ed esasperata del tombeur des femmes veneziano. Seguono le vicende del personaggio le musiche di Nino Rota: oniriche, esoteriche, misteriose. È una delle colonne sonore meno ‘rotiane’ che esistano. C’è musica sperimentale, elettronica. Con i suoni, così come con i costumi, si ridicolizza la figura del maschio tossico come è appunto il Casanova. «L’osservazione critica della società che ci regala l’opera è attualissima. Per questo ci sembrava opportuno riportarla in vita oggi. Senza dimenticare che nel 2023 cade l’anniversario della morte di Fellini», sottolinea la label.

CAM Sugar Music: l’attenzione al sound design dell’ambientazione musicale nei film di oggi e la mancanza di compositori

Rispetto al passato nei film di oggi sembra essere cambiato l’approccio alle colonne sonore: «Dal punto di vista estetico si dà forse più importanza all’ambientazione musicale, intesa come sound design», spiega il team di CAM Sugar. «È raro trovare un tema che si faccia sentire con lo stesso impatto che le colonne sonore avevano un tempo. Sicuramente sono cambiati i gusti. Forse possiamo dire che ai registi e ai produttori manchi un po’ il coraggio di spingere sulla musica. Ci sono anche meno compositori di quello che c’erano un tempo».

Il lavoro sulla musica per le produzioni contemporanee: The Ruthless e Masters of Florence e La Mala

Il nostro è però anche un momento di transizione, a cavallo tra tendenze nuove e la riscoperta di quelle più antiche. Anche qui si inserisce CAM Sugar Music. Grandi produzioni a cui ha lavorato recentemente sono ad esempio The Ruthless e Masters of Florence, oltre a La Mala, uscita nel novembre 2022. «Con Kotzuga è stato un lavoro molto interessante. Ha preso la tradizione del nostro archivio dei polizieschi e l’ha fatta sua immergendola nel suo campo, la musica elettronica. A noi interessa molto il lavoro sulla musica per le produzioni contemporanee. Crediamo che nei film ci sia quel margine di creatività che si fatica a trovare nel pop. È il terreno dove arrivare a una felice sintesi tra ascoltabilità e sperimentazione, che poi è la nostra ambizione». 

Giacomo Cadeddu

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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