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Demna Gvasalia per Balenciaga, Pi 2023
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Le spalle larghe di Balenciaga e Saint Laurent: somiglianza, ripetizione e distanza

Appunti tecnici e letterari: le macro spalle sia da Anthony Vaccarello sia da Demna Gvasalia – tanto diverse quanto simili, nelle differenze possiamo capire quello che vogliamo

Paris Fashion Week 2023 – giacche con macro spalle: sia da Saint Laurent sia da Balenciaga

Le avevamo viste qualche giorno prima da Saint Laurent, quando Vaccarello faceva uscire, uno dopo l’altro, i modelli con giacche che vestivano ampie sulle spalle. Domenica mattina, apre la sfilata di Balenciaga: una forma che ricorda le stesse macro spalle. Non sono identiche, anzi sono diverse: da Saint Laurent le macro spalle sono geometriche e bidimensionali, la linea orizzontale è netta partendo dalla base del collo, agli estremi si forma un angolo preciso; la vita è stretta. Da Balenciaga gli angoli sono stondati e lo spessore è tridimensionale, meno geometrico, più volumetrico; la vita resta morbida. In entrambe le presentazioni, di tanto in tanto, dal retro sulla schiena, scendono linee di stoffa, come strascichi decorativi.

Le giacche con le macro spalle oggi, domani e nei prossimi anni

Non si tratta di una novità: queste spalle erano presenti già nelle collezioni precedenti, sia per queste due case sia per altri brand che replicano le idee primarie creando le cosiddette tendenze. A chi appartiene l’originalità di questa forma che è probabile invaderà il gusto comune e i grandi magazzini a prezzi scontati tra uno o due anni?

Paris Fashion Week 2023 – le giacche grandi sulle spalle: Anthony Vaccarello, Demna Gvasalia

Doppio o mono petto – qualcuno dice che possono essere capi per sempre, quelli che concedono valore da collezione al tuo armadio. La storia del costume ci ricorda come siano proprio queste forme eccessive quelle che meglio hanno identificato un momento stilistico, se non addirittura una decade diventando superate all’inizio del periodo successivo. Torniamo agli anni Settanta per le spalle geometriche che oggi vediamo in sfilata da Saint Laurent; torniamo agli anni Ottanta, quelli dei bomber, per le spalle di Balenciaga. 

Anthony Vaccarello: i codici, i modi e le maniere di Yves Saint Laurent

Vaccarello è stato capace sia di reinventare sia di rispettare l’identità di Saint Laurent. Le macro spalle, non così macro, le disegnò Yves Saint Laurent rinforzando l’imbottitura un poco oltre la produzione sartoriale del tempo, e prevedendola sulla donna – a reazione di Chanel che aveva già destrutturato l’uomo nella sua moda femminile. Vaccarello oggi gioca con foulard ingombranti annodati a fiocco sul collo; usa scialli drappeggiati come mantelli sopra un’armatura. È tutto un richiamo all’atteggiamento che si permetteva Yves quando sapeva fermare la stoffa piegandola con le mani. I modelli di Vaccarello escono con occhiali scuri, tipo Ray Ban a Los Angeles, tributo al lavoro che Hedi Slimane fece da Saint Laurent quando assistemmo a una crasi nella moda: l’estetica di Yves Saint Laurent e l’estetica di Slimane si unirono in una base di logica comprensibile. Una logica che Vaccarello ha saputo approfondire, rendendola meno sofisticata ma urlandola di più, più pop e più commerciale, così che oggi si possa rilevare sia il successo numerico per fatturato, sia un punto di moda confermato dal sistema.

I volumi di Demna Gvasalia e la rielaborazione dell’identità di Cristobal Balenciaga

Gvasalia si è ispirato alle invenzioni di Yves Saint Laurent, ma diversamente da quanto procede Pier Paolo Piccioli da Valentino che ne riprende le maniere, Gvasalia si limita a un riferimento culturale. Si concentra con precisione sull’eredità di Cristobal Balenciaga, presa che dovrebbe essere scontata ma non lo è considerando che in tanti nell’industria ritengano che Gvasalia abbia sterminato i codici del fondatore. Gvasalia lavora su un argomento specifico di Cristobal Balenciaga, che è il volume. Dicevo sopra, Vaccarello lavora sulla geometria, Gvasalia sulla volumetria. I volumi, e le forme che questi volumi disegnano nello scatto di un’immagine fotografica, si discostano dal corpo, sia maschile sia femminile: questo è una cifra inventata da Cristobal Balenciaga nei suoi anni. L’espansione dei volumi è una cifra identificativa della tradizione e dell’identità di Balenciaga. 

Allo specchio, le spalle sono le parti del nostro corpo più vicine al viso

Mentre la sfilata di Saint Laurent rimaneva ferma nel suo ragionamento sartoriale, lo show di Balenciaga si muoveva su altri discorsi. Le spalle sono la parte del nostro corpo che rientrano nello specchio quando ci osserviamo. Più della pancia, più del petto o delle gambe. Vestendoci sulle spalle andiamo a interferire con il nostro modo di presentarci a noi stessi prima che agli altri. È un modo di dire comune: avere le spalle larghe, quando si tratta di sopportare, di resistere, di reggere. Le spalle larghe sono l’attributo più sensuale per un uomo, la parte fisica che di un uomo affascina una donna. Per un altro uomo più che l’attrazione, le spalle larghe suscitano desiderio di emulazione: i generi che variamente vogliano scegliere elementi maschili, è facile che prevedano spalle almeno più larghe della vita. 

Il caso della campagna di Balenciaga a novembre del 2022 e l’arte di fare vestiti che può essere sufficiente

Balenciaga esce a pochi mesi dall’argomentazione sulla campagna pubblicitaria. Era novembre dell’anno scorso, 2022. Il caso esplose, lo scandalo, imputando una mancanza di rispetto, una violenza cinica, o un’ingenuità. L’imputazione coinvolse tutti – dallo stilista ai fotografi al management (alcuni, in disaccordo, pare abbiano firmato una manleva prima del rilascio delle immagini). Il bondage e i bambini e i giornali con gli articoli riguardo la violenza sui minori. Che sia stata una mancanza di rispetto verso l’opinione pubblica o diversamente, un avanzamento della cancel culture americana in Europa non è l’argomento di queste righe. Successivamente a quel clamore era stata rilasciata una dichiarazione da parte di Gvasalia sull’intenzione a tornare a disegnare moda invece che progettare narrazioni alternative: un messaggio che è stato ribadito sulle sedute degli spettatori presenti a questo ultimo show. L’arte di fare vestiti può essere sufficiente. 

Moda a Parigi, le spalle di Balenciaga: le macro forme, accollate, o bombate sull’estremità

Le giacche con le macro spalle hanno baveri in raso, non sono stirate alla ricerca della rigidità, danno un movimento più naturale alla stoffa. Non si stringono scendendo sul busto. C’è molto nero. Le giacche si perdono in pieghe disordinate, diventano cappotti con maniche troppo lunghe. Si incontra qualche gessato, che c’era anche da Vaccarello, e il primo modello che esce da questa narrazione è il tredicesimo, che sembra un merchandising – ma al numero quattordici si torna a un chiodo in pelle che ci porta negli occhi tutto quello che era la fine del Novecento, e che saranno questi nostri anni Venti. Dopo uscite che servono alle vendite, il ragionamento ritorna sulle spalle, che diventa il cappio per la ghigliottina: indossiamo capi e con loro noi stessi siamo appesi al cielo o alla gruccia. Respiriamo male, c’è troppo inquinamento. Soffochiamo, per un virus. Viviamo l’incubo di una nostra guerra, di cui non capiamo se siamo all’inizio o alla fine. Ancora sulle spalle: non sono più macro adesso, ma esili e fragili, si sollevano all’estremità, come ossa infiammate e gonfie: le nostre clavicole diventano uncinate, i volumi si sollevano in alto, come funghi atomici o velenosi che nascono scuri dal fango bagnato di un autunno in un campo profughi. Sono le nostre ossa, che si sono evolute – oppure sono le ossa di alieni arrivati sulla Terra e con cui impariamo a convivere una volta che abbiamo spento il cellulare. Sono immagini forse deliranti: ma sono queste le suggestioni che una sfilata vuole produrre in chi la studia.

Il colore nero nella moda: non è sostenibile, ma lo diventerà – il pigmento si produce dal carbone vegetale

Il nero intenso non è un colore che si potrà continuare a produrre: è una tinta che si può raggiungere con consumo di acqua, con componenti plastiche su fissanti chimici. Il nero è il colore della moda di oggi e lo sarà anche domani: tutti vogliamo vestirci di nero, a quanto pare. Più prima che poi, il nero diventerà il colore più gestibile in manifattura, perché il pigmento sarà dato dal carbone vegetale, frutto degli scarti della filiera alimentare – ma non sarà un nero intenso. Sarà un nero grigio scuro, antracite, sfumato e in gradazione, non compatto. I volumi sulle spalle: come sono generati? Da rinforzi in poliuretano tagliati a laser? I capi non sono ancora disponibili per un tocco a mano – queste ipotesi si basano su come le produzioni sono state condotte negli anni passati. La creatività reagisce a quello che stiamo vivendo, ma non c’è ancora uno sforzo necessario a reagire nei limiti di una manifattura trasparente, e sostenibile. Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma presto o tardi, ci sarà. La creatività, quando è costretta dai limiti del rigore, invece che espandersi in superficie, entra in profondità e quando qualche spina tocca l’uomo nel profondo, l’uomo non solo risponde, ma reagisce.

Carlo Mazzoni

I rimandi a Saint Laurent, Balenciaga, Parigi 2023
I rimandi a Saint Laurent, Balenciaga, Parigi 2023
Saint Laurent e Balenciaga, Parigi Fashion Week 2023
Saint Laurent e Balenciaga, Parigi Fashion Week 2023

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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