Body painting al Soda Party, foto di Giulia Spinelli
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Soda: un party sessualmente esplicito per rovesciare la morale cattolico-borghese

Può una festa sessualmente esplicita diventare strumento culturale? A Milano il Soda party a sesso esplicito di WOVO ha questo obiettivo: nudità, consapevolezza, consenso e divertimento

Al Soda party, la sega solitaria è metafora della società italiana – vietato masturbarsi

«No masturbazione: Se osservare è legittimo, masturbarsi non sarà tollerato. tratteremo le seghe solitarie come un atto sessuale non-consensuale». Può una festa sessualmente esplicita diventare strumento culturale, mezzo educativo? Può esserlo in un paese come l’Italia, che ha fra le sue tradizioni la morale democristiana, sintesi della morale cattolica impiantata nella società borghese? Nel paese del ‘si fa ma non si dice’ la sega solitaria diventa metafora dell’atteggiamento prodotto da una cultura che porta tutti a diventare guardoni della sessualità, propria e altrui. Quella citata all’inizio è una delle regole da accettare, e condividere, se si vuole partecipare al SODA, il party sessualmente esplicito organizzato da WOVO. Una norma che riassume il fine culturale di questo progetto: imparare a vivere la propria sessualità in condivisione con quella altrui.

In Italia si impara l’educazione sessuale e affettiva dai porno: i dati della polizia postale e dello Studio Nazionale Fertilità nel paese de ‘si fa ma non si dice’

Il divieto non ha nulla a che fare con la guerra contro l’onanismo tipica della società borghese-cattolica. Come dimostrano le più recenti ricerche, in Italia si apprende – meglio, non apprende – l’educazione sessuale-affettiva dal porno. I dati della polizia postale dicono che il 30% dei ragazzi dai 12 ai 13 anni guarda regolarmente contenuti pornografici, mentre l’ultimo report dello Studio Nazionale Fertilità evidenzia come otto studenti tra le medie e l’università su dieci cercano le informazioni in ambito sessuale e riproduttivo su internet.

Solo uno su quattro chiede in famiglia ma il 94% ritiene sia la scuola a dover garantire l’informazione su sessualità e riproduzione. Peccato che l’Italia sia una delle poche nazioni in Europa prive di programmi curricolari nel merito (le altre sono Cipro, Bulgaria, Polonia, Romania e Lituania). E dire che dal 1977 a oggi sono 16 le iniziative parlamentari avviate nel corso del tempo per prevedere l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole. Tutte finite male. Risulta chiaro quindi che nel paese del ‘si fa ma non si dice’, si impara a relazionarsi affettivamente e sessualmente con l’altro grazie a porno, con le sopracitate seghe solitarie.

Soda, il party sessualmente esplicito organizzato da WOVO: sensibilizzazione e consapevolezza sulla sessualità: Frida Affer, fondatrice di Wovo e ideatrice di Soda

«Milano sintetizza la società italiana, una società per natura escludente, in cui ognuno è costretto ad allinearsi a una norma o ad appartenere a un gruppo, una classe, una categoria. O sei dentro o sei fuori», racconta Frida Affer, fondatrice di WOVO e ideatrice di SODA. «Attraverso WOVO lavoro da anni per scardinare questa dinamica sociale: un lavoro di sensibilizzazione e consapevolezza sulla sessualità attraverso un dialogo non iper sessualizzato con il fine di rendere le persone più portate a sentirsi a proprio agio con se stessi».

Il Soda party è costruito su questo principio: per vivere la sessualità a pieno non devi appartenere a nessun gruppo, puoi partecipare per come sei e chi sei lavorando sulla tua consapevolezza. «È una festa sessualmente esplicita: si scopa, se vuoi. Non è un club privè oscuro e iper sessualizzato dove si va solo se vuoi godere con degli sconosciuti o delle sconosciute. Al Soda vieni per divertirti, essere ciò che sei, per fare ciò che vuoi nel rispetto di chi hai attorno. Puoi anche decidere di ballare tutta la sera. Se hai voglia ti togli il reggiseno, se vuoi resti nudo. Se vuoi puoi scopare nella dark room, se vuoi puoi fare o ricevere del sesso orale in pista. Se vuoi, e se si è in due a volerlo».

Non è un caso che la prima regola del Soda da accettare per poter partecipare si riferisca al consenso: «Il no è sempre no, il sì è consenso solo se esplicito. Il consenso non deve mai essere dato per scontato, lo si può ritirare in qualsiasi momento e può venire solo da una persona cosciente».

Soda Party: un esperimento sociale di educazione al consenso, sul concetto articolato del consenso

«Soda è un progetto, non un prodotto. WOVO è la mia attività, Soda il mio hobby» dice Frida Affer. Il senso di questo progetto è evidente anche grazie alla comunicazione che viene fatta a contorno della festa. Video pillole di istruzioni, consigli, esperienze dirette sul sesso e sulla sessualità, su come relazionarsi con quella propria e con quella altrui. È sul concetto di consenso che lavora il Soda Party. «Se oggi è vero che c’è maggiore consapevolezza diffusa, non solo nelle donne che non accettano più determinati comportamenti, è vero anche che siamo fermi allo scontro uomo-donna. Il livello successivo è evitare questa polarizzazione, per giungere alla collaborazione tra entrambi i sessi. Serve raggiungere una consapevolezza condivisa che elimini anche il vittimismo da entrambe le parti, perché alimenta l’approccio individualista senza tentare di risolvere la questione. Il party è lo strumento per fare un lavoro sul concetto di consenso. Perché ce l’hai davanti a te. Nella vita di tutti i giorni non è semplice portare esempi concreti, pragmatici che possano essere utili a spiegare un concetto così articolato, che può essere anche personale perché ognuno ha la propria percezione del consenso. C’è chi accetta cose che altri non accetterebbero mai». 

Il contesto sessualmente esplicito del Soda costringe a imparare la gestione del rifiuto: gli Angels sono le persone addette a far rispettare le regole

Proprio perché è sessualmente esplicito, al Soda ti scontri con la necessità di comprendere e accettare che una persona possa non volere scopare con te. Non perché «è frigida» o «è frocio» o «ma come, sei salita da me e non me la dai?». In un luogo libero da preconcetti e da vincoli socio-culturali, dove è esplicito che se c’è una volontà condivisa possiamo scopare, la volontà stessa diventa più evidente e quindi più comprensibile. «Al party devi imparare a leggere la stanza, è ciò che ripeto anche agli Angels, le persone addette a far rispettare le regole e l’atmosfera della festa» spiega la sua ideatrice. «Al Soda non puoi entrare facendo quello che vuoi quando vuoi, perché pensi che tutto ti sia dovuto. Niente è tuo, sei tu che devi capire il contesto. Al Soda devi comprendere che le tue voglie possono essere diverse da quelle dell’altra persona. Non sei in un night club svizzero, dove ci sono persone che offrono un servizio. Il Soda non è così, devi imparare a leggere gli altri a prescindere da come sono vestiti o da come ballano».

Soda Party – comunicare oltre la parola: sessualità, linguaggio del corpo, la morale cattolico borghese; imparare a leggere la stanza e accettare un rifiuto

Recita un’altra regola del Soda: «Prima di partecipare al Soda stabilisci le tue intenzioni e i tuoi limiti per la serata, sia come singolo sia come coppia o gruppo. Sii consapevole dei tuoi limiti, non sentirti obbligato a superarli ma se vuoi farlo sii responsabile. Comunica sempre agli altri in modo chiaro quello che non ti va bene». La capacità di comunicare, il linguaggio del corpo, la capacità o l’incapacità verbale. Leggere la stanza significa leggere le persone.

«In una serata come il Soda devi comprendere come ci si relaziona con la controparte, con la sua volontà, con il suo rifiuto. Sapendo che il carattere della serata è aperto, che abbraccia la sessualità nel suo insieme, sai che devi essere pronto a comunicare e rendere manifesta la tua volontà e sai che puoi ricevere un sì come un no. Il rifiuto è una delle cose che spaventano di più, un progetto come il Soda può servire al singolo per normalizzarlo, imparando a gestirlo». Nell’incapacità di comprendere e accettare un possibile rifiuto, l’essere umano è portato a trovare fuori da sé una giustificazione al suo reagire – come dimostra la cronaca troppo spesso con violenza: «Sono stato provocato».

Una situazione come quella del Soda elimina questa eventualità. Elimina la possibilità di trovare giustificazioni che vadano al di là del tuo agire. Obbliga all’accettazione che l’eventuale rifiuto abbia a che fare con te, non con un generico rifiuto del piacere. Al Soda il desiderio del piacere è esplicito, non può essere messo un dubbio. Sul piano culturale è qui che risiede l’elemento di rottura. Nel tempo siamo stati costretti a celare le volontà ‘proibite’, a mascherarle, a renderle passibili di giudizio da parte degli altri. Nella morale cattolico-borghese è sulla volontà che si agisce, sul desiderio, generando i meccanismi di repressione che sono alla base dei più diffusi disturbi legati alla sessualità.

Foucault: la società borghese-cattolica apogeo della repressione sessuale: Storia della sessualità del 1976

Foucault si è occupato di riflettere sul rapporto che vi è tra potere, sapere e sessualità. In Storia della sessualità del 1976 ricostruisce una genealogia della sessualità, indagando la relazione che esiste tra il sesso e i dispositivi di potere, storicamente atti a normarlo. Il filosofo sottolinea la relazione tra il potere come dimensione repressiva e la sessualità come dimensione costruita da tale potere. Foucault dimostra come l’idea stessa di sessualità sia stata contenuta e normata prima dalla morale cristiana e cementificata nella società borghese dell’Ottocento, producendo l’inibizione della sessualità individuale. La morale borghese-cristiana come morale della negazione della sessualità, che è parte, invece, co-esistenziale dell’essere umano. La società borghese è «l’apogeo della repressione sessuale, del divieto, dell’inesistenza, del mutismo». Il conformarsi a ruoli stabiliti socialmente ha portato alla nascita della categoria anormalità, che raccoglie tutto ciò che si discosta dalla ‘norma’ convenzionale e che quindi va represso o, al più, ‘curato’.

Al Soda Party il dress code è stimolo alla consapevolezza, la cultura e il livello culturale, la preparazione mentale, accettare il proprio corpo

Si collega direttamente alla capacità di ognuno di accettarsi, ed è a questo livello che acquista rilevanza il dress code, che diventa stimolo e non divieto. Il divieto riguarda l’abbigliamento casual, la nudità è accettata. «La cosa più difficile al party è far capire a una persona che il suo abbigliamento non è consono perché è, e vuole restare, troppo vestita».

Come detto il SODA lavora a livello culturale: la cultura – intesa come «il complesso delle manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo o di un gruppo etnico» – è lo sfondo dentro cui una società si muove. Una festa è una riproduzione in scala di una società, reale o possibile: l’ambiente, inteso come predisposizione o attitudine della festa, è la sua cultura. Ed è su quel piano che il Soda lavora.

L’obiettivo è plasmare una cultura dove l’essere umano è libero e capace di vivere la propria sessualità, partendo dalla consapevolezza e dall’accettazione di sé. Questo passaggio però interessa in primis l’individuo. «Soda non è una serata clubbing come le altre. Non ci capiti per caso, non ti ci portano gli amici quando sei ubriaco e devi smaltire l’alcool. È un appuntamento per cui ci si deve preparare. La preparazione, mentale soprattutto, è parte stessa del progetto».

Non esiste nessun accessorio di pelle con borchie capace da solo di far approdare ad uno stato di accettazione di sé, della propria sessualità, delle proprie voglie. Cresciuti in una società che obbliga alla repressione di tutto ciò che va oltre un determinato canone (sociale, morale, religioso, estetico), comprendere il carattere arbitrario di quella repressione non è semplice. Svestirsi diventa quindi strumento. Accettare il proprio corpo e imparare a sentirsi a proprio agio sono passaggi che fanno parte di quella ‘preparazione’ al Soda di cui parla Frida Affer: «Il dress code all’interno del party è funzionale per permettere a tutti e tutte di essere a proprio agio, non c’entra con l’estetica. Se è la prima volta che mi metto in gioco lasciando che la mia vulnerabilità sia esplicita, vedere qualcuno che mi guarda in camicia e pantaloni mi inibisce. La nostra volontà è invece che tutti si mettano in gioco allo stesso modo».

Selezione senza etichette per lasciare aperte tutte le possibilità d’incontro: si paga il biglietto e l’equilibrio uomo donna, nessuna etichetta etero e gay, la pista e la dark room

Su questo principio si basa anche la selezione. Come detto al Soda non ci si capita per caso, non si arriva davanti al locale, si paga l’ingresso e si entra. Per accedere al party bisogna prima compilare il form presente sul sito, rispondere a qualche domanda e accettare le regole dell’evento. Questa è l’unica selezione che viene fatta prima di dare la possibilità di acquistare il biglietto. Esiste un numero massimo di biglietti ma non esistono ticket specifici per genere.

«L’unica differenziazione che facciamo è quella uomo donna, per cercare di mantenere un equilibrio tra i due sessi. Quello che succede dentro il Soda può anche andare oltre il modo di definirsi di ognuno nella quotidianità. Non vogliamo eliminare a priori la possibilità di farti entrare al Soda da etero per poi magari trovarti a voler fare la tua prima esperienza omosessuale, e viceversa. Etichettare le persone equivarrebbe a limitarle, farle entrare con un ruolo predefinito senza dargli la possibilità di lasciarsi andare. Per lo stesso motivo non ci sono aree in cui è possibile accedere solo con un determinato biglietto: chiunque può andare ovunque.

Al piano inferiore c’è la pista, un’area dungeon con dei cordari dove chi vuole può farsi legare, e alcune cabine. Il piano superiore è tutto dedicato alla dark room. Se vuoi stare tutta la sera in dark room puoi, se vuoi ballare tutta la sera in pista, puoi».

Soda party, un party sessualmente esplicito: la selezione non avviene alla porta, ma inizia due mesi

È un progetto nato nel 2022, ideato da WOVO. Vuole essere una sintesi tra la cultura clubbing europea e il club privè. È un party sessualmente esplicito, strutturato con performance, team interno di accoglienza, kit personalizzati in omaggio. La selezione non avviene alla porta, ma inizia due mesi prima attraverso un form di domande cui rispondere sul sito di WOVO. Se il tema ritiene la persona idonea al party, dà la possibilità di acquistare il biglietto.

L’associazione Futura per eventi inerenti all’educazione sociale e l’associazione Asx Assolocali

La festa è organizzata attraverso l’associazione Futura, creata a settembre 2022, e che si occupa di eventi culturali inerenti all’educazione sessuale. Per accedere alla festa è necessario avere la tessera Asx. L’associazione Asx Assolocali persegue finalità di promozione sociale e volontariato, formazione ed istruzione, divulgazione e approfondimenti anche di natura scientifica riguardanti i costumi sessuali. Svolge attività sociale dal 2011 sulle tematiche di uguaglianza, parità dei diritti e lotta a tutte le discriminazioni.

Wovo

Brand dedicato all’erotismo femminile. Nato sette anni fa, si occupa della vendita di lingerie e sex toys e di consulenza sessuale. Concepito come negozio, lo store di via Savona è diventato il centro di una galassia incentrata sulla sessualità e sull’educazione sessuale e affettiva. La pagina WOVO Health Education pubblica quotidianamente contenuti dedicati alla salute sessuale.

Giuseppe Francaviglia

La pista da ballo del Soda Party, foto di Giulia Spinelli
La pista da ballo del SODA Party, foto di Giulia Spinelli
Una delle ballerine del Soda Party, foto di Giulia Spinelli
Una delle ballerine del SODA Party, foto di Giulia Spinelli

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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