Cerca
Close this search box.
  • EDITORIAL TEAM
    STOCKLIST
    NEWSLETTER

    FAQ
    Q&A
    LAVORA CON NOI

    CONTATTI
    INFORMAZIONI LEGALI – PRIVACY POLICY 

    lampoon magazine dot com

Fabrizio Bonetto, Museo di un amore infranto
TESTO
CRONACHE
TAG
SFOGLIA
Facebook
WhatsApp
Pinterest
LinkedIn
Email
twitter X

Fabrizio Bonetto a Book Pride con Alessandro Cattelan – il Museo di un amore infranto

Fabrizio Bonetto insieme ad Alessandro Cattelan al Book Pride 2024 per parlare di esordi e del suo romanzo per Accento Museo di un amore infranto. Perché conserviamo le reliquie dei nostri amori passati? 

Museum of broken relationships di Zagabria 

A Zagabria, in Croazia, c’è un museo che mette in mostra le reliquie degli amori passati. Si chiama Museum of broken relationships ed è nato nel 2010 da un’idea di due artisti croati Olinka Vištica e Dražen Grubišić – rispettivamente produttrice cinematografica e scultore. La loro storia d’amore durò quattro anni. Quando finì, iniziarono a chiedersi cosa fare dei cimeli che avevano conservato in tutto il tempo insieme. L’oggetto che li spinse a pensare a una seconda vita delle reliquie degli amori passati fu un coniglietto di peluche. Dražen viaggiava spesso per lavoro e si portava appresso il peluche per mandare delle foto a Olinka con diverse ambientazioni. Era un loro rituale d’amore, un modo per dirsi ‘ti sto pensando’. Quando si lasciarono si chiesero ‘chi terrà il consiglio ora?’. Così iniziarono a cercare dei modi alternativi per dargli una seconda vita. Tutto quello che trovarono online erano dei blog femminili che suggerivano di bruciare tutti i ricordi del proprio ex. Non c’era alternativa al bruciare le proprie memorie? 

Gli oggetti degli amori passati al Museum of broken relationships di Zagabria

Sono oltre quattromila gli oggetti conservati al museo Museum of broken relationships di Zagabria che nel 2011 ha vinto il premio Kenneth Hudson per il museo più innovativo d’Europa. La raccolta è iniziata dagli amici di Olinka Vištica e Dražen Grubišić che hanno donato i loro cimeli, e oggi chiunque può spedire i propri in modo anonimo. È iniziata come una mostra itinerante in diversi stati Argentina, Bosnia-Erzegovina, Germania, Macedonia, Filippine, Serbia, Singapore, Slovenia, Sud Africa, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. Fino a trovare una sede definitiva nel centro di Zagabria, città d’origine di entrambi gli artisti.  Tutti gli oggetti in mostra sono accompagnati da una spiegazione con il loro significato, la provenienza e la durata della storia d’amore. Una Wunderkammer di oggetti provenienti da tutto il mondo che raccontano le storie d’amore di sconosciuti. Un museo sociologico tra i più peculiari d’Europa. 

Tra gli oggetti in mostra un tostapane, un barattolo di cetrioli sott’aceto, una bambola gonfiabile, lumini di Padre Pio. Un’ascia descritta come ‘ex-ascia’ con cui una donna di Berlino ha distrutto l’arredamento di casa dopo essere stata lasciata dalla propria compagna per un’altra donna. L’ascia è descritta come ‘strumento terapeutico’.  Un abito da sposa mai indossato a causa della morte del compagno in un attacco terroristico. La voce del padre venuto a mancare inviata dalla famiglia affinché tutti possano ascoltarla. I curatori raccontano una storia emotiva collettiva, a cui chiunque può contribuire. Ma non si tratta solo di storie d’amore: il  concetto di relazione per i curatori del museo è inclusivo e contempla rotture di ogni tipo: con un credo religioso, con uno stato, con il cibo. 

Museo di un amore infranto di Fabrizio Bonetto e il racconto della fragilità di un amore

Il Museum of broken relationships è il fil rouge che percorre anche il romanzo di Fabrizio Bonetto. È il racconto di un prima e un dopo, di un uscio e di un confine che quando lo si oltrepassa farà crollare tutte le certezze che prima si davano per scontate. Giacomo e Veronica sono una coppia sposata da vent’anni, due bambini, due lavori ben pagati e una bella casa. Una sera Giacomo rientra a casa e trova Veronica seduta sul divano, ad aspettarlo insieme ad un altro uomo ‘Coso’, Giovanni, con cui ha intenzione di costruirsi una nuova vita. Un capitolo dopo l’altro viene vivisezionata la relazione tra Giacomo e Veronica, ascoltando prima la voce di lui e poi di lei, ripercorrendo come si sono conosciuti, i rapporti con le famiglie, i problemi e le difficoltà. Ai capitoli si sussegue il racconto e la spiegazione di alcuni degli oggetti in mostra al museo Museum of broken relationships.

«Mi è capitata in mano la guida del museo e me la sono letta e riletta per più sere – racconta Fabrizio Bonetto – Stavo completando la scrittura della parte principale del romanzo e mi è venuta l’ispirazione di collegare le due storie. Entrambe parlavano degli oggetti legati alla fine di un amore. La mia storia racconta di un signore che attraversa un confine e scopre che tutto quello che c’era prima non esiste più. Un passo, e la tua vita che era sistemata con un buon matrimonio,  una bella famiglia, una casa acquistata con un mutuo ventennale, non c’è più. Un passo oltre la soglia di casa e tutto si disgrega e tu rimani lì con un oggetto in mano. Magari l’oggetto che tieni in mano è uno dei tanti oggetti che il museo degli amori infranti conserva assieme alla storia legata alla fine di dell’amore rappresentato dall’oggetto. Quella guida per me è stata di ispirazione tanto da volerla arricchire, costruendo altre storie oltre a quelle che leggevo. Continuavo a pensare a oggetti significativi e poi li ho voluti inserire inframezzando la narrazione principale».

Gli oggetti come simbolo di un amore: Museo di un amore infranto di Fabrizio Bonetto

Alcuni degli oggetti raccontati nel libro sono effettivamente esposti al museo di Zagabria. Come una statuina della madonna con l’acqua santa. «Una ragazza stava facendo una traversata oceanica e ha conosciuto un ragazzo argentino. Lui le regalò una madonnina con l’acqua santa. Un’amore fulmineo, istantaneo. Quando lui fece per andarsene lei si accorse che lo zaino di lui era pieno di statuine. Capì di essere solo una delle tante, e la spedì al museo. Grazie al museo si sta componendo una mappa mondiale delle storie, e sul sito del museo ci sono vari punti che le uniscono. È una storia d’amore collettiva».

Ha mai pensato di mandare qualche oggetto al museo? «Ho avuto un precedente matrimonio. Ho avuto una precedente storia travagliata e lunga. Non posso dire che qualcuno degli oggetti che ho raccontato all’interno del romanzo non siano collegati alle mie vicende personali però non vorrei andare in dettaglio. Vorrei lasciare libera l’interpretazione del lettore».

Perché conserviamo le reliquie dei nostri amori passati, con Fabrizio Bonetto di Accento Edizioni

Tutti abbiamo dei musei degli amori infranti nelle nostre case. Tutti anche i più diffidenti al lasciarsi andare alle emozioni, hanno un reliquiario, una scatola nascosta in fondo all’armadio o giù in cantina, ben sigillata, che conserva le testimonianze dei nostri amori infranti: lettere, bigliettini d’amore, spille, peluches, oggetti vari, fiori essiccati. Perché li conserviamo, perché non riusciamo a separarcene? 

«Perché ci piaceva quella parte di noi. Quel pezzettino di noi che è associato a quell’oggetto ci piaceva e continua a piacerci se torniamo indietro con la memoria. È il nostro modo di essere e di pensarci all’interno della coppia. Anche io ho degli oggetti a cui sono affezionato che riguardano il mio attuale rapporto. Non credo che non rimarrei affezionato a questi oggetti se dovesse finire un giorno, facendo le corna. Non pensiamo all’idea della fine perché come si spiega nel romanzo anche pensarci a volte è come introdurre un piccolo batterio che si insinua nella relazione».

Fabrizio Bonetto e la passione per i numeri riportata anche nel romanzo 

La biografia di Fabrizio Bonetto dice ‘bancario per passione e scrittore per bisogno’. Come concilia queste due anime e come trova il tempo per la scrittura? 

«Vivo delle solitudini serali. Ho una famiglia che va a letto presto e mi lascia solo e disperato nel salotto di casa quasi ogni sera, specialmente nel weekend. Per un periodo mi sono definito lo scrittore del venerdì. Amavo i venerdì sera in questa casa silenziosa, riuscivo a scrivere interi capitoli, tranquillo con la mia tisana. Per lavorare a questo romanzo ci è voluto più tempo. Ho iniziato a lavorarci nel 2021 e poi si è arenato. Alla casa editrice avevo spedito un altro libro. Sono stato contattato per lo stile del primo romanzo e mentre valutavano quello ho detto che ne stavo scrivendo un altro. Siamo partiti a lavorare sul secondo che era appunto Museo di un amore infranto».

Amori e numerologia con Fabrizio Bonetto 

Nel romanzo è riportato in maniera sottile anche l’amore per i numeri che riempie le giornate di Fabrizio Bonetto. Il personaggio principale Giacomo, compila fogli excel per qualsiasi cosa prima, di prendere una decisione, prima di un viaggio. Ma non c’è solo questo, nel libro è riportata diverse volte una frase che afferma che ‘il numero 2 è il numero della fine delle storie che finiscono’. «Conosco un numerologo – racconta Bonetto – e mi diverto a dialogare con lui su queste questioni. La data del mio primo matrimonio era una data a somma 2. Quando mi confidai con il numerologo mi disse ‘Ti stai infilando in un guaio perché non ci si sposa in una data che somma 2’. Io ci scherzavo perché la mia parte razionale respinge queste logiche, però dopo un anno e mezzo il matrimonio è finito. Non è un campione statistico rilevante per determinare una legge universale, ma il secondo matrimonio non è stato celebrato in un giorno a somma 2».

Non c’è un’età per esordire Fabrizio Bonetto con Accento Edizioni al Book Pride 2024

Domenica 10 marzo Fabrizio Bonetto sarà ospite al Book Pride 2024 insieme a Laura Eduati (autrice di La ragazza Garbatella), Matteo B. Bianchi e Alessandro Cattelan, rispettivamente editor e editore di Accento Edizioni.   Un incontro che parla di esordi e che da speranza: non c’è un’età limite per esordire. «Ci ho messo vent’anni ad esordire. Credo nell’occasione, serve essere nel posto giusto al momento giusto anche come scrittori. Sono stato definito da Alessandro Cattelan un signore, un signore di quarantanove anni che esordisce. Mi ero posto come data ultima la soglia Camilleri, che ha esordito a cinquantatré anni con il suo primo romanzo. Ho cinque anni di vantaggio rispetto alla soglia che mi ero posto».

Fabrizio Bonetto 

È nato a Valdobbiadene nel 1974, risiede a Crocetta del Montello con la famiglia. È bancario per passione e scrittore per bisogno. Ha esordito nel 2024, con Museo di un amore infranto per Accento Edizioni. Il libro è uscito nelle librerie il 14 febbraio, il giorno di San Valentino.

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

SFOGLIA
CONDIVIDI
Facebook
LinkedIn
Pinterest
Email
WhatsApp
twitter X