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Carlos Cruz-Diez, l’euforia di Galleria Continua per un anniversario

A San Gimignano l’installazione di Galleria Continua, parte del ciclo di opere sullo spazio urbano cui Carlos Cruz-Diez lavora dalla metà degli anni 50 – il racconto di Lorenzo Fiaschi e Carlos Cruz-Diez Jr

Il disegno grafico nella poetica di Carlos Cruz-Diez

Geometrie e intersezioni: il valore del disegno grafico per Carlos Cruz-Diez. Un momento preliminare all’opera d’arte. «Le linee, le intersezioni, i colori che creano forme geometriche, sono gli elementi che mio padre ha sviluppato per essere efficace in ciò che voleva comunicare con il colore. Il suo lavoro non è di ispirazione ma di riflessione. Queste linee dosano e modulano i colori giustapposti, rivelandone altri che non esistono sul piano. Sono create dall’occhio dello spettatore. Per concepire un’opera, era solito disegnarla prima a mano libera e poi, a partire dagli anni Novanta, al computer. Credo che il valore della grafica disegnata a mano non sia un momento precedente all’opera d’arte, ma l’opera d’arte in sé».

Dinamismi cromatici per un nuovo linguaggio con Carlos Cruz-Diez

Pioniere dell’arte cinetica e dello studio delle cromie, Carlos Cruz-Diez ha delineato con la sua arte la natura evolutiva del colore e la sua percezione soggettiva. Come si relaziona l’andare oltre una ricerca cromatico-scientifica con il risultato estetico delle opere che si traduce in linguaggio? Spesso per l’osservatore si tratta di un’esperienza visiva ipnotica, mutevole e allo stesso tempo equilibrata.

Carlos Cruz-Diez Jr: crescere attorno all’arte 

Carlos Cruz-Diez Jr è cresciuto frequentando lo studio del padre. «Ho passato gli anni della mia formazione ad aiutarlo a realizzare le sue opere d’arte e conoscere da vicino il suo lavoro e il suo pensiero di artista, ma anche incontrando le persone che andavano a trovarlo in laboratorio e che parlavano di argomenti diversi come l’arte, la letteratura, la storia, la musica e molti altri argomenti, come gli scavi archeologici, le scoperte scientifiche o le complessità della politica, quelle che non arrivano al pubblico. Mi ha insegnato che si può imparare da tutti e che nessuno è privo di interesse».

«Mio padre non è solo un pioniere dell’arte cinetica, ma anche uno degli ultimi pensatori del colore, come testimonia il suo libro Riflessione sul colore. Le sue opere non sono dimostrazioni scientifiche di fenomeni cromatici. Al contrario, i comportamenti del colore, con la loro natura ambigua e mutevole, fanno parte del linguaggio. Sono mezzi espressivi con la stessa portata del punto, della linea, del chiaroscuro per esempio, che gli permettono di esprimere il suo discorso. È lo stesso caso dello scrittore e del poeta, del ginnasta e del ballerino: il primo non vuole andare oltre le parole, il secondo riesce ad andare al di là delle parole e dei movimenti. La scienza si esprime con un linguaggio diretto, l’arte con un linguaggio figurativo».

1970. Carlos Cruz-Diez alla Biennale d’arte di Venezia

Durante il centenario della nascita di Carlos Cruz-Diez, la sua arte torna in Italia con una mostra personale dopo molti anni. L’artista era già stato in Italia nel 1970 per rappresentare il Venezuela alla 35ª Biennale d’Arte di Venezia. Che valore storico ha questa mostra e cosa è stato presentato al pubblico?

«Il movimento cinetico, a cavallo degli Sessanta e Settanta, è stato un momento in cui artisti di diversi paesi sono venuti in Francia per presentare nuovi linguaggi che hanno rinnovato l’arte. Mio padre faceva parte di quegli artisti innovativi per il loro tempo. All’epoca della 35a Biennale di Venezia, la sua prospettiva teorica era già matura, ma il corpus della sua ricerca non era ancora completamente sviluppato. A quella Biennale mio padre espose diverse opere tra cui
Physichromies, Inductions Chromatiques, Couleurs Additives, Chromointerférences, Transchromie e una Chromosaturation».

San Gimignano, la mostra Carlos Cruz-Diez. L’euforia del colore a Galleria Continua

«Si tratta di un’artista il cui lavoro ha origine negli anni Cinquanta ed è tutt’oggi attuale. Non si può essere insensibili alla storia e alla carriera di Carlos Cruz-Diez tra il Venezuela e la Francia. Ho avuto occasione di visitare lo studio di Carlos Cruz-Diez grazie alla curatrice cubana Laura Salas Redondo che vive a Parigi. Sono rimasto colpito ancor di più dall’arte di Cruz-Diez, per quanto già la conoscessi, e ho apprezzato anche la dedizione con cui Carlos Cruz-Diez Jr e la sua famiglia portino avanti la ricerca e i progetti dell’artista. 

All’interno della sala dell’ex cinema-teatro, oggi sede della galleria, è presentato un ambiente artistico che fa parte della serie Environnement Chromointerférent. In che modo il medium del video ha influenzato l’arte di Carlos Cruz-Diez, dandogli la possibilità di creare ambienti immersivi? Quest’opera potrebbe rappresentare la quintessenza della sua ricerca sul rapporto tra colori e movimento nello spazio. 

«L’opera Environnement Chromointerférent si discosta dal genere dell’installazione perché le installazioni sono allegorie con riferimenti letterari, storici o politici. Questo è un ambiente che è uno spazio immersivo e partecipativo senza riferimenti letterari, storici o aneddotici. La prima è stata realizzata nel 1974 con proiettori di diapositive, adattando un motore che faceva girare una ruota che a sua volta proiettava uno schermo nero. Le linee colorate erano dipinte sulle pareti di fronte ai proiettori. L’accesso ai videoproiettori ha aperto molte altre possibilità per lo sviluppo di questo lavoro. Il video, come il computer e altri mezzi tecnologici, sono strumenti che non sono fini a se stessi, ma piuttosto mezzi. Cruz-Diez li vede come strumenti utili che lo aiutano a dimostrare il suo discorso sul colore. La Chromointerférence di San Gimignano, a differenza degli altri allestimenti, che sono basati su una stanza, il perimetro di quest’opera va oltre la proiezione, poiché si svolge in uno open space. C’è qui un dialogo tra lo spazio fisso dell’immagine proiettata nel tempo e lo spettatore che interrompe e si vive l’immagine in tempo reale».

L’arte e il sociale per Carlos Cruz-Diez

Sono molti i progetti di Carlos Cruz-Diez legati al valore sociale dell’arte. Quanto conta questo tema nella sua visione degli spazi pubblici e della natura? Il prossimo autunno sarà presentato un nuovo  progetto in Asia ideato da Carlos Cruz-Diez nel 2016.

«Il tema sociale è sempre stato presente nell’opera di Cruz-Diez. Le sue prime opere figurative erano di denuncia sociale, all’epoca si pensava che l’artista fosse una sorta di cronista che, attraverso i suoi dipinti, catturava il mondo così come lo percepiva. Le opere d’arte concepite appositamente per gli spazi pubblici sono presenti nel suo lavoro dal 1954 con i Proyectos Murales, progettati per edifici e parchi in modo che i meno abbienti potessero avere accesso all’arte e anche per condividere con la gente il piacere delle sue scoperte. Il progetto in Asia nasce da un disegno che mio padre aveva presentato nel 2016 e che non aveva avuto l’opportunità di realizzare. Si tratta di una Chromostructure per un ponte in un parco di Shanghai che si affaccia su Püdong e la cui inaugurazione è prevista per novembre di quest’anno».

Nella cornice medievale di San Gimignano, Galleria Continua propone un’installazione che fa parte del ciclo di opere collegate allo spazio urbano su cui Carlos Cruz-Diez ha lavorato dalla metà degli anni Cinquanta. Un omaggio al luogo d’origine della galleria e alla dimensione partecipativa che si origina dalle opere dell’artista venezuelano. 

«In Piazza delle Erbe abbiamo ancora una volta voluto portare l’arte a chiunque si trovi a passeggiare per San Gimignano. È stato un progetto impegnativo che ha potuto realizzarsi grazie anche al Comune e alla Soprintendenza delle Belle Arti, considerando che questo borgo è sito UNESCO dal 1990. I colori di Carlos Cruz-Diez si sono espansi tra i tipici mattoni di San Gimignano e le sue torri». 

Il suono secondo Carlos Cruz-Diez

Una passione per la chitarra e una sorta di tentativo sperimentale di tradurre in suono l’armonia dei colori: il ruolo della musica per Carlos Cruz-Diez.

«Papà ha sempre amato la musica e ha suonato la chitarra folk fin da giovanissimo. Non ha mai avuto intenzione di tradurre l’armonia dei colori in suono. Tuttavia, nella sua opera Expérience Chromatique Aléatoire Interactive, ha preso in prestito il principio delle partiture musicali. Si tratta di un programma per computer, un software, che permette all’utente di creare composizioni di forme e armonie di colori, penetrando lo spirito dell’artista con i suoi strumenti, proprio come un musicista esegue il lavoro di un compositore per mezzo della partitura che ha scritto.»

Carlos Cruz-Diez

Carlos Cruz-Diez (1923, Caracas, Venezuela) è stato un artista contemporaneo. Antesignano rispetto allo studio del colore e dell’arte cinetica, dal 1960 ha lavorato e vissuto a Parigi. Nel 2005, su iniziativa dell’artista e della sua famiglia, prende vita la Fondazione Cruz-Diez, un’organizzazione no-profit dedicata alla conservazione, diffusione e promozione del patrimonio artistico e concettuale di Cruz-Diez di cui si contano numerose mostre personali e collettive in tutto il mondo. In occasione dei centro anni dalla nascita di Carlos Cruz-Diez, Galleria Continua, nella sede storica di San Gimignano, presenta la mostra Carlos Cruz-Diez. L’euforia del colore, visitabile fino al 10 Settembre 2023.

Federico Jonathan Cusin

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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