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Majorino: serve un superassessorato per i fondi europei e un garante dei diritti civili

Intervista al candidato alla presidenza della Lombardia: transizione ecologica un’opportunità di crescita; la sanità è stata privatizzata dai miei avversari; la salute mentale è un diritto

Pierfrancesco Majorino: basta con il negazionismo climatico, la Lombardia è la regione più inquinata d’Europa

«Bisogna farla finita con il negazionismo sugli effetti della crisi climatica. La nostra è la regione più inquinata d’Europa e non solo per una questione morfologica. La realtà dei fatti è che non vi è stata mai nessuna politica volta alla sostenibilità, a una svolta ambientale per l’indotto industriale per esempio.  È mancata inoltre una scelta coerente a sostegno del trasporto pubblico, basti vedere le condizioni dei treni di Trenord, e non c’è stata una politica ambiziosa sulle questioni energetiche: recupero, riqualificazione, efficientamento energetico. Per le aziende del territorio lombardo si poteva fare molto in questa direzione, si è scelto di non farlo». 

Majorino: la transizione ecologica non è solo difesa del territorio, ma un’opportunità di crescita 

Pierfrancesco Majorino sta puntando molto della sua campagna elettorale sulla transizione ecologica, non solo come risposta all’allarme inquinamento ma è anche un’opportunità di crescita. «Va compreso che queste battaglie non sono solo difensive, e quindi tacciate di immobilismo da chi le vuole criticare. Qui c’è sia la necessità di preservare il nostro territorio, l’acqua, l’aria. Ma la transizione ecologica è una grande occasione per il futuro e lo sviluppo. È un’opportunità per politiche che generano lavoro. Nel nostro programma c’è un piano per il lavoro green che ambisce a realizzare trecentomila posti di lavoro nel 2030 proprio attraverso la riqualificazione e le scelte legate alle energie rinnovabili»

La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia, la transizione ecologica passa prima dall’agricoltura

Nonostante nell’immaginario nazionale la Lombardia venga vista, anche dai politici stessi, come quella della ‘fabbrichetta’ o degli uffici di consulenza finanziaria dei grattacieli di MIlano, la Lombardia si conferma da diversi anni la prima regione agricola d’Italia: produce il 37% del latte italiano, il 42% del riso italiano, il 40% dei prodotti suinicoli italiani. È prima anche per superficie dedicata all’agricoltura, le cui attività coprono il 69% del territorio. Per questo se si vuole parlare di sviluppo e transizione ecologica non si può non partire da un ragionamento sull’agricoltura:  «Sono convinto che il mondo dell’agricoltura lombardo debba accompagnare la politica  nella transizione ecologica, è un tema essenziale per l’efficacia stessa delle scelte da realizzare. Attenzione a pensare che si possa imporre dall’alto, con regole o impedimenti, un cambiamento senza ascoltare le istanze e le necessità del mondo agricolo. Non è sufficiente dire o pensare di essere nelle condizioni di trasformare il modello perché questo cambi. I soggetti interessati vanno accompagnati nella transizione». 

Il superassessorato per i fondi europei di Majorino:  bisogna saper usare gli aiuti che l’Europa mette a disposizione 

Una delle problematiche più ricorrenti quando si parla di transizione ecologica sembra essere la mancanza di risorse, aspetto sul quale il candidato Majorino, che da 2019 è europarlamentare, ha idee molto chiare: «Non è vero che l’Europa è solo quella delle regole e delle restrizioni. È anzi l’Istituzione che mette a disposizione maggiori risorse: il problema è che le risorse vanno usate bene. In tal senso la scelta più forte che voglio fare è quella di realizzare un superassessorato per i fondi europei. L’Unione Europea mette a disposizione ingenti risorse per accompagnare i soggetti che lavorano nell’agricoltura in questa fase di transizione, sta alla Regione fungere da collegamento: è lei che deve comprendere, ascoltando gli agricoltori, dove, in che modo, e in che misura concentrare le risorse.  Altrimenti si rischia di attuare provvedimenti inefficaci perché impossibili da rispettare o, peggio, di creare dei danni sociali. Il settore agricolo è fatto anche di piccoli imprenditori che possono uscire massacrati da scelte di conversione imposte senza ascoltare le specifiche necessità». 

La Regione Lombardia si apra a un dialogo costruttivo con l’Europa

Il rapporto con l’Unione Europea è al centro della visione politica di Pierfrancesco Majorino: «È sempre mancata la volontà politica di aprire la Regione al dialogo costruttivo con l’UE. Anzi, questa è sempre stata l’escamotage politico da evocare quando c’era la necessità di scaricare colpe in realtà addossabili solo alla politica nazionale e regionale. Oppure, viceversa, si è guardato all’Europa come a una entità cui attingere risorse senza però avere dei progetti concreti. È più comodo dire che Bruxelles sia una matrigna brutta e cattiva e intanto attingere ai suoi fondi senza essere capaci di adoperarli nel modo più efficace possibile».

Trasporto pubblico regionale, Majorino: ribaltare la gestione di Trenord,  biettivo biglietti gratis  per gli under 25 e trasporto pubblico su gomma elettrico

La mobilità regionale è un altro tema centrale nel dibattito, anche perché connesso alla tematica della sostenibilità: «Abbiamo bisogno di intensificare e sostenere una rivoluzione positiva del trasporto pubblico, ribaltare la gestione di Trenord, come anche pensare ad aiuti per gli utenti. Nel programma stiamo prevedendo tra gli obiettivi da raggiungere la gratuità del trasporto pubblico per gli under 25. Una misura per aiutare le fasce più giovani ad utilizzare il trasporto pubblico regionale. Bisogna proporre un’alternativa valida all’automobile, che ad oggi non c’è. Sul versante della riduzione dei consumi e dell’inquinamento è necessario anche un sostegno al trasporto pubblico su gomma più ambizioso. Il trasporto pubblico su gomma deve virare sull’elettrico». 

Il caso Milano: l’area B che non fa diminuire gli ingressi di autovetture e i costi sostenuti dal Comune per la nuova metro; Majorino: ha ragione Sala, il governo non può lasciare solo il Comune

In merito al trasporto pubblico e al collegamento tra trasporto regionale e comunale, Milano rappresenta un caso di studio. Da un lato i dati dimostrano che l’introduzione dell’Area B non ha determinato un calo degli ingressi delle auto private – proprio a causa dell’inefficienza dei treni di Trenord – dall’altro è stata fonte di polemica l’aumento del costo del biglietto ordinario per i mezzi. Proprio in merito ai costi Pierfrancesco Majorino sottolinea: «Milano in questo momento si sta facendo carico da sola dei costi del potenziamento della metropolitana. Una spesa (42 milioni di euro ndr.) – che in futuro avrà una ricaduta positiva, ma finché la città sarà costretta a farsi carico di questo costo avrà un problema di bilancio. Proprio oggi (7 febbraio ndr) il sindaco Sala ha denunciato il fatto che il Comune è lasciato del tutto solo dal governo nel sostegno di questi investimenti e dei costi aumentati a causa del rincaro energetico». 

Majorino: l’autonomia differenziata di Calderoli? Non ha senso, lo dicono anche i sindaci e di loro mi fido

In questo senso, il disegno di legge sull’Autonomia differenziata presentato dal ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli e approvato dal Consiglio dei ministri il 2 febbraio può essere d’auto? «Secondo me non ha alcun senso» sentenzia Majorino che aggiunge: «Innanzitutto non sapremo quale sarà l’esito del lungo iter parlamentare, ma poi sono gli stessi sindaci a dichiarare che il rischio è quello di avere meno risorse. Io mi fido molto delle istituzioni locali». 

Sanità lombarda e liste d’attesa, Majorino: se non si cambiano le persone che hanno privatizzato la sanità in Lombardia, la situazione non può cambiare 

Principale terreno di scontro della campagna elettorale per l’elezione del Presidente della Regione Lombardia sono state le liste d’attesa nella sanità lombarda: «Trovo assurdo che oggi parli di tagli alle liste d’attesa chi le ha generate. Il tema è proprio questo: se non si cambiano le persone che hanno creato e alimentato il sistema alla base della crescita esponenziale delle liste d’attesa, e quindi Fontana e Moratti, non vedo come la situazione possa cambiare. Bisognava intervenire prima, e impedire la privatizzazione sistemica della sanità lombarda». Durante la pandemia di COvid 19, al centro del dibattito è stata messa proprio la ripartizione dei fondi tra pubblico e privato, rea di lasciare la sanità pubblica senza le risorse necessarie ad accogliere l’enorme bacino di malati. «Oggi c’è la necessità di rimettere al centro l’interesse della sanità pubblica, ci vuole più equilibrio».

Majorino: voglio un garante per i diritti civili, e se divento presidente il simbolo della Regione sarà presente al Pride 

Pierfrancesco Majorino è stato Assessore alle politiche sociali del Comune dal 2011 al 2019, prima con il sindaco Giuliano Pisapia poi con il primo mandato di Giuseppe Sala. In quegli anni si è occupato molto di diritti civili, istituendo per esempio il Registro delle Unioni civili,  il Registro delle dichiarazioni anticipate di fine vita e la Casa dei Diritti, o Casa Arcobaleno, un progetto che vuole utilizzare come modello a livello regionale. «Vorrei un garante sui diritti civili in Regione Lombardia, voglio un piano anti disciminazione e sostegni a favore di progetti come Casa Arcobaleno, che dà sostegno a chi viene allontanato dalla propria famiglia di origine in ragione del proprio orientamento sessuale. E ovviamente con me il simbolo della Regione sarà presente al Pride». 

Giovani generazioni e diritto alla salute e al benessere mentale: in Lombardia abbiamo operatori eccellenti in strutture indecenti. I fondi per rifondare ci sono, basta impiegarli a favore del pubblico

Tra i diritti che le giovani generazioni richiedono con sempre maggiore insistenza c’è il diritto alla salute mentale. Tema, anche questo, che troppo spesso si scontra con la mancanza di fondi. Su questo Pierfrancesco Majorino sembra avere pochi dubbi: «Bisogna rifondare da zero i servizi territoriali per la salute e il benessere mentale, che nonostante abbiano straordinari operatori versano in condizioni sono indecenti in Lombardia. Gli operatori lavorano in condizioni di enorme difficoltà». Serviranno dei nuovi fondi allora, dove trovarli?: «I fondi ci sono in Regione, basta impiegarli a favore del pubblico e non per fare favori agli amici».

Pierfrancesco Majorino

Nato a Milano nel 1973 è europarlamentare per il Partito Democratico dal 2019. Nel 2011 l’allora sindaco di Milano Giuliano Pisapia, lo nomina Assessore alle politiche sociali. In vista delle elezioni amministrative del 2016 si candida alle primarie del centro-sinistra per nominare il candidato della coalizione come successore proprio di Pisapia. Majorino si classifica terzo. Giuseppe Sala, poi eletto a Palazzo Marino, lo sceglie nuovamente come Assessore alle politiche sociali. Nel 2019 entra a far parte della direzione nazionale del Partito Democratico. È candidato a presidente regionale nelle elezioni in Lombardia del 2023 con il sostegno delle forze di centro-sinistra e del Movimento 5 Stelle, in contrapposizione al candidato del centro-destra, il presidente uscente Attilio Fontana (Lega), ed alla candidata del Terzo Polo Letizia Moratti.

Giuseppe Francaviglia

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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