Interni studio 019, foto Giacomo Cadeddu
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Da Adelaide a New York a Milano: Studio019 e la collaborazione con Prototipo Studio

«Prima erano gli italiani a cercarmi perché conoscevo l’inglese, poi gli americani perché conoscevo l’italiano» Enrico Migliaccio, materie prime e tracciabilità delle fibre

Studio 019: creazione, studio di fibre tessili e product development

Milano Lambrate, via privata Oslavia 17, edificio numero 16. Studio019 si è installato qui, negli spazi dove fino a qualche anno fa un imprenditore tedesco lavorava la pelle. Concepito verso la fine del 2018, Studio019 è un’idea di Enrico Migliaccio, fondatore e managing director di una realtà ibrida che alla creazione di modelli affianca l’attività di ricerca di fibre tessili e sviluppo di prodotto per i suoi clienti. Nonostante il nome, Migliaccio è nato in Australia, ad Adelaide. Dopo trent’anni di lavoro nella moda in diversi settori, tra un Continente e l’altro, è arrivato a Milano.

Enrico Migliaccio, fondatore di Studio 019: da Adelaide all’Italia, da New York a Milano

Genitori campani, Migliaccio arriva in Italia la prima volta a 19 anni. Il padre era tornato al paese natio per aiutare dopo il terremoto che nel 1980 ha distrutto la zona dell’Irpinia. Muove i primi passi come designer e inizia a lavorare con «i migliori degli anni Ottanta», George Gross e Harry Who. Il campo si allarga: lavora anche come pattern maker, impara a cucire. «La ragazza che frequentavo aveva inviato il mio curriculum a un po’ di aziende italiane. Una notte, erano le tre di mattina, mi arriva una chiamata dall’Italia. Cercavano un pattern maker che sapesse parlare inglese». Migliaccio entra così in GFT, Gruppo Finanziario Tessile. Fa avanti e indietro tra Firenze e Torino, lavora per Chiara Boni e per Valentino. Poi vola a New York: «prima gli italiani mi cercavano perché conoscevo l’inglese, poi gli americani mi volevano perché conoscevo l’italiano». Calvin Klein, Donna Karan, di nuovo Calvin Klein. Di nuovo avanti e indietro tra gli Stati Uniti e l’Italia. Fino al 2007, da quando si è stabilito a Milano. 

Pattern making e attenzione alle nuove realtà creative con Studio 019 

Dopo più di trent’anni a lavorare per altri, Migliaccio decide di mettere insieme tutto il bagaglio di esperienza fatto e di creare qualcosa di suo, insieme alla sorella Rossana, che si occupa della parte economica. «Quando lavori per grandi aziende alla fine sei inscatolato in una mansione specifica. Designer, product developer, pattern maker. Io volevo un posto dove avrei potuto fare tutto quello che avevo imparato in questi anni». Studio019 lavora soprattutto con start up e nuove realtà. «Aiutiamo persone che hanno già le loro idee ma non tutti i mezzi necessari a metterle in pratica», racconta Migliaccio. Lo stesso si può dire di chi lavora per Studio 019. «Non mi interessa che ci siano grandi nomi sui curriculum. Preferisco giovani curiosi, anche con poca esperienza, che vedano tutto il ciclo di vita di un capo: prototipo, sample, fitting, prodotto finale».

Il processo creativo di Studio019, fibre tessili e produzione controllata; la tecnica del moulage

 «Alcuni clienti sanno già cosa vogliono, altri no. Discutiamo con i designer e poi in questi casi cerchiamo noi i materiali per loro», spiega Migliaccio. Si passa poi alla creazione vera e propria. La tecnica che usano a Studio019 è quella del moulage (draping). «A New York si lavorava così. Il tessuto viene modellato direttamente sul manichino, così si vede subito il risultato. È un po’ come se stessi scolpendo. Rispetto ad altri metodi permette anche di risparmiare tempo e materiali: solitamente il primo prototipo che esce va già bene». Per le rifiniture e gli ultimi dettagli si passa al computer. Studio019 collabora con una rete di piccole realtà della Lombardia. Solo per lavorare la pelle si sposta un po’ più fuori, in Toscana. «Cerchiamo aziende familiari che siano vicine a noi, così se qualcosa non va secondo i piani è più facile mantenere i contatti. Vogliamo rimanere in una dimensiona piccola, la produzione di massa non ci interessa», dice Migliaccio, che aggiunge: «Non facciamo colore, è un passaggio che non mi è mai piaciuto». Tra gli altri servizi di cui si occupa lo studio c’è l’eventuale ricerca dei modelli per i brand e la messa a disposizione dei propri spazi per i servizi fotografici.

Studio019 x Prototipo Studio: canapa, sostenibilità e trasparenza

La maggior parte dei clienti di Studio019 vengono dall’estero. Stati Uniti, Svizzera, Germania. «Guardo all’aspetto creativo di chi si rivolge a noi. Quello che mi interessa è il concept del progetto, la visione d’insieme. Il guadagno viene dopo: a volte abbiamo anche perso dei soldi, ma se il risultato è buono fa lo stesso», dice Migliaccio. Tra le collaborazioni attive c’è anche quella con Prototipo Studio. Laboratorio di ricerca del Made and Sourced in Italy, Prototipo Studio è introdotto e supportato da Lampoon Magazine: trova il suo punto di partenza in una fibra naturale e vegetale, la canapa. Non è facile lavorare la canapa e i suoi fili, grezzi e ruvidi. Un tempo, in Italia, non era insolito farlo. Oggi molti laboratori artigiani non sanno più come lavorarla. Si perde così la possibilità di creare capi con la più sostenibile delle fibre tessili. Studio019 sta lavorando con Prototipo un bomber senza maglieria e una giacca sarner. Migliaccio spiega che «Quello che mi ha attratto di più del progetto è che ci è stato chiesto di lavorare solo e soltanto la canapa. Punto. Nient’altro da aggiungere. È un approccio difficile, una sfida»

Anna Baroni – designer e referente di produzione nel team di Prototipo Studio

Spiega Anna Baroni: «Grazie al lavoro con Studio 019 abbiamo potuto realizzare capispalla evitando di inserire fodere e colle per dare una struttura al capo. È stato un processo d’incontro e dialogo per studiare la forma, le finiture, la tipologia di chiusura, le cuciture di un tessuto pregiato, per peso e texture». Caratteristica di Prototipo «non è solo l’utilizzo della fibra di canapa, ma anche evitare la fase di prototipia della tela, mantenendo come obiettivo capi unici che rappresentino  il concetto di Made and Sourced in Italy, realizzabile solo con la canapa, perché la canapa è ll’unica fibra tessile vegetale conltivabile in Italia». C’è la ricerca di «ai nostri clienti offriamo servizi su misura in Via della Spiga 30, grazie alla collaborazione con Studio 019». La sostenibilità, dice Baroni, «deve comprendere un aspetto emozionale , oltre che logico e pratico. Di che cosa abbiamo davvero bisogno? Della cura, che può venire dall’abbigliamento, dal vestirsi, dal sentirci unici e portatori di una storia e di un incontro fatto nella fase di acquisto».

Prototipo Studio e tracciabilità delle fibre 

Alla base di tutto c’è un concetto tanto diffuso quanto abusato: la sostenibilità. «Sostenibile,non è un aggettivo sfruttato per attrarre potenziali consumatori. Non c’è niente nei capi che lavoriamo con Prototipo Studio che abbiamo creato che non sia biodegradabile», dice Migliaccio. Un altro punto fisso su cui si fonda Prototipo è la trasparenza verso i consumatori. Anche questo ha ispirato Migliaccio: «Per anni nessuno ha detto chiaramente da dove prendeva le fibre, come era fatto un vestito. Era un aspetto che alle vecchie generazioni non interessava nemmeno. Lo prendevi e te lo mettevi addosso, senza fare domande. Senza sapere quanto avrebbe inquinato. Conoscere questi dettagli fa capire che ci sono persone dietro a un capo, è un po’ una logica ‘anti-big brand’».

Moda Vintage, ricercatezza ed esclusività dei piccoli brand

Migliaccio riflette sul percorso che l’industria della moda ha intrapreso verso una dimensione che sia più attenta alla Terra. Il presupposto è che «la strada è ancora lunga. Ci sono limitazioni. Le fibre naturali al 100% sono più costose delle mischie o di quelle sintetiche, ed è più difficile trovarle rispetto a un tempo». È vero però che qualcosa si sta muovendo. Grazie ai consumatori. «I più giovani sono più attenti. Anche per quanto riguarda il vintage, che alla fine non è altro che un metodo di riciclo e oltretutto ha molta più personalità dei capi di grandi label. Perché comprare tutti le stesse cose?»

Studio019 

Società di consulenza di moda italiana eco-compatibile fondata nel 2017. Enrico Migliaccio, amministratore delegato, ha maturato oltre 30 anni di esperienza nel settore della moda, avendo lavorato in Australia, Stati Uniti e Italia.  

Giacomo Cadeddu 

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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