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Lois Weinberger, Portable Garden, Ausstellungsansicht, Biennale Liverpool, 2004, Foto Paris Tsitsos
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Art Basel – Parcours porta l’energia dell’arte negli spazi pubblici di Basilea 

Tra rigenerazione urbana, globalizzazione ed ecologia, l’edizione 2024 di Parcours – settore di arte pubblica di Art Basel – è curato da Stefanie Hessler e si snoda in spazi quotidiani del centro di Basilea

Lampoon in conversazione con Stefanie Hessler, curatrice di Parcours – il settore di arte pubblica di Art Basel a Basilea 2024

All’interno di una delle fiere d’arte più rilevanti a livello globale Stefanie Hessler ha curato Parcours – il settore di arte pubblica di Art Basel che inaugurerà l’11 giugno a Basilea. Il nome di questo progetto sottende un’idea di itinerario, un percorso in cui è stato necessario trovare un equilibrio tra la natura commerciale di questa fiera e il desiderio di offrire al pubblico un progetto curatoriale che esaltasse il patrimonio locale della città attraverso opere d’arte contemporanea. 

Spiega la dott.ssa Hessler, «Parcours è il settore pubblico della fiera e quest’anno si sposterà in una nuova sede. I progetti degli artisti saranno tutti situati sulla Clarastrasse di Basilea o nelle sue vicinanze. Mentre le precedenti edizioni di Parcours si sono svolte per lo più nel centro storico, questa nuova impostazione curatoriale porterà il pubblico in una zona diversa della città. Non si tratta tanto di una passeggiata, quanto di una mostra che risponde a vari luoghi di Basilea: vetrine vuote e negozi in funzione, un’area di ristoro, un hotel, una rampa di accesso a un bunker e luoghi all’aperto che includono pennoni portabandiera e un parco»

L’impegno umano di Stefanie Hessler nella promozione della cultura contemporanea tra New York e Basilea 

Stefanie Hessler è direttrice dello Swiss Institute di New York, un’istituzione d’arte contemporanea indipendente e senza scopo di lucro, dedicata alla promozione di mostre, formazione e programmi innovativi. L’istituto, a partire dal contesto svizzero, instaura conversazioni internazionali nei campi delle arti visive e dello spettacolo, del design e dell’architettura. Come il progetto curato dalla dott.ssa Hessler a Basilea si lega con l’attività portata avanti presso lo Swiss Institute di New York?

«Per Parcours sto lavorando con artisti di tutto il mondo: dalla Thailandia al Brasile, dal Perù alla Francia, dalla Cina al Sudafrica, dall’Indonesia alla Svizzera. Il progetto è strettamente connesso al contesto espositivo e si svolge all’interno di uno spazio pubblico. Allo stesso modo, all’Istituto Svizzero, lavoro con artisti internazionali e con un approccio curatoriale che risponde a temi di attualità nella nostra specifica località, ma che parla anche di problemi globali più ampi. Nel settembre 2024,  inaugureremo allo Swiss Institute una mostra collettiva ispirata a un pezzo di storia locale dell’East Village degli anni Settanta. Qui  gli abitanti di una cooperativa popolare installò pannelli solari e una turbina eolica sul tetto del loro edificio, incanalando l’energia nella rete elettrica e vincendo alla fine una causa contro Con Edison, che contribuì a cambiare le normative energetiche in tutti gli Stati Uniti. Presenteremo progetti di artisti che esplorano l’energia e le sue dimensioni sociali, ecologiche e politiche e, come per Parcours, la mostra sarà diffusa anche in spazi non artistici del nostro quartiere».

La rigenerazione urbana attraverso l’arte: riscoprire e riabitare gli spazi urbani di Basilea 

Parcours rappresenta anche un’occasione per conoscere alcuni spazi locali della città che ospita Art Basel: negozi vuoti e in attività, un hotel, un ristorante, una birreria. Come è nato questo obiettivo sociale di riscoprire alcuni luoghi della Clarastrasse di Basilea?

Stefanie Hessler: «tutti i siti di Parcours si trovano sulla Clarastrasse o nelle sue immediate vicinanze. Dopo la pandemia, molti spazi urbani sono in fase di trasformazione. Durante i miei sopralluoghi a Basilea ho visto più di settanta luoghi diversi. Gli spazi e i loro usi sono incredibilmente diversi, così come i progetti artistici che si svolgono al loro interno. Dal video di Nina Canell e Robin Watkins incentrato sull’uso di piume di struzzo femminili per la produzione di un ambiente privo di polvere nella fabbricazione di automobili – installato all’interno di una rampa per auto – all’animazione digitale di Lap-See Lam, realizzata a partire da scansioni 3D del ristorante cinese della sua famiglia a Stoccolma e installata all’interno di un’area di ristoro. Fino al video a tre canali di Peng Zuqiang, ospitato in uno spazio urbano vuoto. Parcours è un progetto peculiare  per la località di Basilea e la specificità dei suoi siti locali; allo stesso tempo, parla di temi e idee che collegano la città a questo mondo globalmente connesso, se pur ancora in modo non uniforme».

I temi affrontati in Parcours: dall’ecologia alle economie circolari, passando per la spiritualità 

«Parcours consiste in ventidue progetti, in gran parte site-specific, e tre performance durante la Parcours night. Quest’anno il settore abbraccia una varietà di temi interconnessi tra loro: la trasformazione e la circolazione nel commercio e nella globalizzazione, l’ecologia e l’ambiente, la migrazione e i media, nonché la spiritualità». 

Prosegue Stefanie Hessler, «ho deciso il tema curatoriale del settore basandomi sull’osservazione degli interessi degli artisti: dalla trasformazione, alla globalizzazione e l’iperlocalità, dalla circolazione delle informazioni e del loro trattamento ai flussi ecologici e gli ecosistemi. Una volta conosciuti i progetti, ho selezionato, in stretto dialogo con i proprietari e i gestori dei siti, oltre che con gli artisti e le gallerie, quali opere fossero concettualmente e praticamente adatte a ciascun luogo. Molti degli artisti sono venuti a Basilea per visitare i siti in cui si dirama Parcours. È un’opportunità per pensare all’arte in spazi non artistici». 

Le opere create per Parcours parlano di diversità, inclusione ed identità delle minoranze 

In questa ottica di riappropriazione e scoperta di luoghi pubblici nel centro urbano di Basilea, ci si domanda come sia avvenuto il riutilizzo di alcuni luoghi abbandonati a fini artistici e come abbia influenzato la creazione delle opere che ospitano. 

«Metà delle opere di Parcours sono state create appositamente per l’occasione. I negozi vuoti e funzionanti, il parco, la birreria, la rampa per le auto e altri luoghi hanno favorito la riflessione sulla selezione dei progetti. Molti artisti amano lavorare in modo specifico e reattivo al contesto. Per esempio, il nuovo progetto di Alvaro Barrington nel negozio Tropical Zone, specializzato nell’importazione di prodotti dall’Africa a Basilea, prenderà la forma di una struttura ispirata alla casa di sua nonna a Grenada in cui si trovano abitualmente   i prodotti in vendita nel negozio. Qui il pubblico potrà osservare alcuni nuovi dipinti dell’artista. Mentre  Tadáskía lavorerà per la prima volta con le bandiere, sulle quali ha trasferito disegni che celebrano quello che lei chiama il “viaggio delle donne trans nere attraverso il cosmo”, utilizzando gli striscioni come vessilli  di affermazione». 

Un esempio di rigenerazione urbana attraverso l’arte: il giardino portatile di Lois Weinberger in Parcours

Tra le varie opere presentate all’interno di Parcours c’è un giardino portatile dell’artista austriaco Lois Weinberger (1947-2020), che traspone la natura in un contesto urbano con l’obiettivo di attirare insetti e uccelli. Come si relaziona questa attenzione all’elemento naturale con il tessuto cittadino?

«Lois Weinberger ha lavorato a lungo con le piante selvatiche negli spazi urbani, con l’obiettivo di mettere in discussione il divario tra natura e cultura. Era un artista e un giardiniere, o come lui diceva un “lavoratore dei campi”.  Spesso lavorava attraverso processi e interventi a lungo termine negli spazi urbani. A Parcours, le piante cresceranno da decine di sacchi riempiti di terra con i semi lasciati cadere dagli uccelli e trasportati dal vento. Nel suo approccio poetico, Weinberger era interessato all’effimerità del progetto, che sperava si sarebbe integrato completamente nell’ambiente naturale, una volta che i sacchi si fossero dissolti e i segni del suo autore fossero scomparsi»

Lois Weinberger, Portable Garden, Ausstellungsansicht,Kro_ller-Mu_ller Museum, 2 022, Foto Paris Tsitsos
Lois Weinberger, Portable Garden, Ausstellungsansicht,Kro_ller-Mu_ller Museum, 2 022, Foto Paris Tsitsos
Installation view, Alvaro Barrington – Grandma's Land, Sadie Coles – Kingly Street – Settembre 21 Ottobre 2023
Installation view, Alvaro Barrington – Grandma’s Land, Sadie Coles – Kingly Street – Settembre 21 Ottobre 2023

Materie prime e industrializzazione: l’opera Conversion systems di Ximena Garrido-Lecca

In una distilleria, verrà presentata l’opera Conversion systems dell’artista peruviana Ximena Garrido-Lecca. L’opera collega il processo artigianale con quello industriale, attraverso una scelta di materiali tra loro dicotomici, come la ceramica e l’acciao. 

Stefanie Hessler, «le sculture di Ximena Garrido-Lecca saranno installate all’interno della Stadtbrennerei, una distilleria artigianale. Le sculture combinano ceramica e acciaio, materiali utilizzati rispettivamente nell’artigianato tradizionale e nella produzione industriale, oltre che nel design minimalista. L’artista ha realizzato diverse opere in risposta a Lobitos, una città del Perù segnata dall’industria petrolifera e dalla colonizzazione, che sta per diventare un sito turistico. I lavori precedenti di Garrido-Lecca si sono concentrati sul mais e sulla produzione di bevande tradizionali in America Latina, che subiscono fasi di distillazione simili a quelle del petrolio».

Spazio alla performance: il progetto Parcours Night

All’intero di questa sezione di arte pubblica promossa da Art Basel, trova spazio anche la Parcours Night.  Mercoledì 12 giugno, dalle 20.00 alle 23.00, si terrà una serata di festa con spettacoli dal vivo e altre attività lungo la Clarastrasse e al Merian. Una dimensione all’interno della quale primeggia la pratica performativa. 

Afferma la dott.ssa Hessler, «la nuova performance commissionata da Madeline Hollander vedrà quattordici danzatori guidare una processione dall’edificio della fiera verso il ponte Mittlere Brücke. Hollander ha preso come punto di partenza la settimana carnevalesca di Basilea all’insegna della trasgressione santificata e le infrastrutture nascoste della città: dai bunker sotterranei e altri spazi dove i gruppi carnevaleschi si esercitano durante l’anno, al sistema fognario cittadino. I performer faranno passare avanti e indietro sculture ispirate ai tombini locali, mentre si muovono lungo la strada vestiti con maschere fatte di coriandoli, un sottoprodotto comune dei festeggiamenti, e vestiti con gli abiti delle squadre che puliscono le strade dopo le processioni. La performance sarà seguita da una serata di karaoke bar a cura di Wendy’s Wok World, da un progetto culinario performativo di Sam Lui al Merian, con tre cocktail d’autore creati con il Savory Project di Hong Kong e l’opportunità di esibirsi con canzoni che contengono parole, o nozioni, che guidano Wendy. Chuquimamani-Condori, condotto da Mathis Altmann e Jan Vorisek, sarà l’ultima performance della serata». 

Stefanie Hessler, una nota biografica 

Stefanie Hessler è curatrice, scrittrice, editrice e direttrice dello Swiss Institute (SI) di New York. Al SI, Hessler ha co-curato le mostre personali di Ali Cherri, Lap-See Lam e Raven Chacon, oltre ad aver avviato il progetto curatoriale Spora, che invita gli artisti a trasformare l’istituzione attraverso quella che lei chiama “critica istituzionale ambientale”. In precedenza, come direttrice della Kunsthall Trondheim in Norvegia, Hessler ha co-diretto la mostra Sex Ecologies e ha curato il compendio che l’accompagnava su ecologie queer, sessualità e cura in mondi più che umani (con Seed Box e The MIT Press, 2021). Attualmente fa parte del comitato dell’Institut Valencià d’Art Modern (IVAM), è membro del comitato fondatore della sezione newyorkese della Gallery Climate Coalition (GCC) e fa parte del collettivo editoriale On Seeing tra The MIT Press e la Brown University Library.

Art Basel a Basilea 2024

Fondata nel 1970 da galleristi baṡileési, Art Basel organizza oggi le più importanti fiere d’arte moderna e contemporanea del mondo con sede a Basilea, Miami Beach, Hong Kong e Parigi. Quest’anno, Art Basel a Basilea si svolgerà dal 13 al 16 giugno, con giornate di anteprima l’11 e il 12 giugno.

Federico Jonathan Cusin

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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