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Il risultato di 25 anni di agricoltura rigenerativa al Parco Agricolo Sud Milano

Parco Agricolo Sud, Milano: problemi e potenzialità dell’agro-ambiente – «La soia prodotta a Binasco o a Giussano ha un valore di mercato che viene fissato al mercato di Chicago»

Lampoon introduce Alberto Massa Saluzzo, agronomo e collaboratore di Simbiosi

Il Parco Agricolo Sud Milano è di nuovo popolato da rare specie animali. È il risultato di venticinque anni di lavoro del progetto Simbiosi – nato come esperimento nel 1995 da un’idea di Piero Manzoni, già manager nel settore energetico. L’obiettivo era di potenziare l’attività agricola, seguendo un metodo neorurale. Si punta a favorire l’accrescimento della biodiversità e a tutelare l’ambiente, spingendo l’economia locale. Il dottor Alberto Massa Saluzzo è agronomo e collaboratore di Simbiosi. Negli anni la percentuale di biodiversità nel Parco Agricolo è così ritornata ai livelli registrati solo ai tempi della pre-industrializzazione. «Un habitat va preparato: si scava un laghetto, si organizza un corso d’acqua, realizzi un prato per le lucciole – gli animali arrivano. Solo i caprioli sono stati introdotti con un ceppo, tutto il resto è arrivato da sé. L’incremento di specie di uccelli, farfalle, insetti, mammiferi è avvenuto in pochi anni. Sono state contate 220 specie di uccelli. Una dopo l’altra arrivano e poi vanno, ma ritornano», spiega Massa Saluzzo.

Parco Agricolo Sud: NeoruraleHub, un modello da esportare fuori Milano

Racconta la storia di Simbiosi e il suo rapporto con il Parco Agricolo Sud Adriano Ravasio, Agri Service Manager di NeoruraleHub. «Il progetto parte dalla riconversione di un territorio agricolo, in un ambiente naturale. L’agricoltura e il settore produttivo della zona si avvantaggiano delle soluzioni proposte dalla stessa natura, studiate in chiave tecnologica. Si recuperano le sostanze nutritive contenute negli scarti delle industrie agroalimentari. Si sono portati benefici alla produzione agricola, ricreando la biodiversità. Rispetto a qualche decennio fa c’è meno bisogno di usare insetticidi, la fertilità del suolo è aumentata».

L’obiettivo dell’azienda adesso è anche quello di portare il modello neorurale fuori dal territorio meneghino. Le richieste da parte delle aziende agricole di portare questo modello di rigenerazione sono aumentate. I risultati raggiunti nel migliorare della fertilità del suolo sono più efficaci di quelli ottenuti con altre tecniche di agricoltura. L’utilizzo dei concimi è stato ridotto o, in alcuni casi, eliminato del tutto. È diminuito l’uso delle risorse idriche. Ciò si traduce in un contenimento dei costi di produzione aziendali e dei consumi energetici per le industrie agroalimentari. Queste, grazie a processi di trasformazione delle sostanze organiche, sfruttano il recupero energetico generato dal processo di digestione dei materiali. 

Adriano Ravasio, Agri Service Manager di NeoruraleHub

«Si produce il biometano necessario per generare energia», spiega Ravasio. Il concetto chiave è sempre quello di rigenerazione ambientale. «Il metodo da noi studiato, in particolare dall’agronomo Saluzzo, può essere applicato nel contesto agricolo e porta a risultati immediati. Non soltanto in termini di aumento della biodiversità, ma anche di miglioramento ambientale e paesaggistico. A beneficio di tutti. Non solo dell’azienda agricola, ma anche delle cittadine vicine al Parco». Il tema dell’ambiente agricolo, rimarca Saluzzo, «non ha degli effetti solo agronomici. Sono anche agrituristici – dedicati alla fruizione della natura. Queste politiche di miglioramento percettivo, oltre che agronomico delle aziende agricole, risultano e possono risultare di mercato».

Metodo neorurale – agricoltura rigenerativa

Il concetto chiave del metodo neorurale è quello di agricoltura rigenerativa. Si definisce così un insieme di pratiche, non solo agricole, che recuperano la biodiversità perduta del suolo. L’Italia, come il resto del Sud Europa, si trova oggi ad affrontare un calo di fertilità. È dovuto alla riduzione della sostanza organica nel terreno. Simbiosi si occupa di recuperare la biodiversità del suolo per salvaguardare i territori dall’incombente desertificazione, già iniziata in alcune zone. L’aumento di sostanze organiche nel terreno permette di recuperare fertilità e avviene attraverso alcune pratiche studiate da agronomi e ingegneri.

«Le lavorazioni che sono state fatte sul Parco Agricolo Sud sono minime. Sono attività che hanno un impatto sul terreno ridotto, in termini di profondità. Arare scavando fino a 40-50 cm espone le parti più profonde all’aria e quindi all’ossigenazione. Si deteriora così la quantità di sostanza organica. Noi lavoriamo il terreno solo fino a 10-15 cm di profondità, senza andare a rivoltare le zolle. Smuoviamo la terra in modo che le radici siano in grado di crescere senza problemi. Il suolo non viene quindi esposto all’atmosfera e non si mineralizza. Il risultato è che le sostanze organiche rimangono fissate nel terreno», spiega Ravasio.

PAC –Politica Agricola Comune 

L’agricoltura è un’attività socioeconomica che ha il suo governo a Bruxelles. L’Unione Europea emana legislazioni che successivamente i Paesi membri adottano. La PAC – Politica Agricola Comune – è una delle politiche comunitarie: impiega più del 39% del bilancio dall’Unione europea. Sono stanziati circa 65 miliardi di euro all’anno, messi a disposizione delle aziende agricole, affinché si occupino e realizzino progetti sostenibili. Anche l’agricoltura rigenerativa – in parte – trova fondamento nelle politiche europee. Già nel 1992, spiega Massa Saluzzo, fu emanato un regolamento comunitario per favorire l’agricoltura rigenerativa. In Italia fu recepito nel 1994. 

Il mercato del Parco Agricolo Sud Milano 

Intervenire sul Parco Agricolo Sud è anche un modo per recuperare un mercato locale a chilometro zero. «Nel grande mercato a Sud di Milano, l’agro-ambiente può essere anche un’attrazione. Si possono vendere i prodotti al dettaglio e ricevere i clienti in casa. Perché passare il riso alle industrie quando si può fare dei pacchettini e venderlo alle persone saltando fasi della filiera? Questo a Sud Milano può succedere, molto più che a Nord. Lì l’acqua è più scarsa».

Molte piccole imprese hanno bisogno di aiuti economici. La difficoltà è soprattutto la commercializzazione dei prodotti coltivati, per la maggior parte riso. È un problema di competitività, spiega Massa Saluzzo. «La soia prodotta a Binasco o a Giussano ha un valore mercato che viene fissato al mercato di Chicago. Come si fa a competere con tutta la soia del mondo? È vero che l’agricoltura rigenerativa permette di risparmiare, ad esempio sui concimi, ma bisogna provare a cambiare altre cose. Ad esempio vendere più al dettaglio, laddove si ha la fortuna di avere un pubblico che può venirmi a trovare. Questo può succedere, ma le aziende devono diventare allettanti anche dal punto di vista percettivo. Non solo per la qualità dei prodotti».

Simbiosi – Neorurale

Nasce come esperimento, nel 1995. Diventa azienda con il nome di NeoruraleHub nel 2018, dopo oltre 20 anni di ricerca e sperimentazione.

Parco Agricolo Sud

Sessanta comuni, 47mila ettari tra la provincia milanese e quella pavese. Il Parco Agricolo Sud Milano è un territorio agricolo e forestale gestito dalla Città metropolitana di Milano, abbonda d’acqua ed è poco urbanizzato, nonostante l’alta densità della popolazione nella zona. Qui, in località Giussago, ha sede e opera NeoruraleHub. Si è iniziato grazie alle intuizioni e alle tecnologie brevettate da Giulio Natta, premio Nobel per la chimica. Siepi, prati, zone allagate e canali sono stati ricreati nel loro ambiente originale. La vegetazione padana è stata ripiantumata. 

Noemi Soloperto

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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