Cerca
Close this search box.
  • EDITORIAL TEAM
    STOCKLIST
    NEWSLETTER

    FAQ
    Q&A
    LAVORA CON NOI

    CONTATTI
    INFORMAZIONI LEGALI – PRIVACY POLICY 

    lampoon magazine dot com

Le luminarie in Via Bagutta
TESTO
CRONACHE
TAG
SFOGLIA
Facebook
WhatsApp
Pinterest
LinkedIn
Email
twitter X

Alberi e filari di luminarie in giro per la città – chi paga il Natale di Milano?

La maggior parte degli alberi e delle illuminazioni sono coperte da 5 milioni di euro versati dagli sponsor. Non è facile però capire quanta energia consumerà il Natale

Natale a Milano 2023 – l’albero in Duomo e le luminarie nei quartieri

La festa per Milano inizia quando in piazza Duomo arriva l’albero. L’anno scorso era un abete di 25 metri, vestito da 700 palline fucsia e argento e da 40mila luci LED bianche, a basso consumo. Non lo aveva pagato il Comune: era stato sponsorizzato da VeraLab, il brand di cosmetica dell’imprenditrice Cristina Fogazzi, più conosciuta sotto il suo alias da influencer Estetista Cinica. Quest’anno si è scelto di percorrere una via più istituzionale. Un abete Nordmanniana di 28 metri, arrivato dalla vicina Varese, si accende davanti alla Madonnina, come da tradizione a partire dal 6 dicembre. Ha 300 sfere, 100mila luci a microled e i Cinque Cerchi Olimpici: è l’albero delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. 

Il 2026 è lontano, ma non così tanto. Sullo sponsor è stato mantenuto un alone di mistero a lungo: adesso si sa che ha partecipato anche Esselunga, per un valore – si dice – di centinaia di migliaia di euro. Sui 181,8 km² di superficie di Milano, l’albero di piazza Duomo non fa però il Natale. Chi illumina il resto della città? L’amministrazione comunale fa il suo, ma un sforzo arriva sempre dai privati.

Natale a Milano oltre il centro: chi illumina il resto della città?

Il 6 agosto il Comune aveva pubblicato un bando per chiamare a raccolta «sponsor tecnici» interessati a «realizzare in città iniziative nel periodo delle festività 2023-2024». Nessuno escluso, dalle imprese agli Enti pubblici e privati. Quattro gli ambiti. Il primo: ‘Il Natale degli Alberi’, cioè l’allestimento di alberi in giro per Milano, fatta eccezione per piazza Duomo. 

Quest’anno sono 22 in tutto. Mai così tanti, annuncia il Comune. Il secondo: la posa di installazioni luminose per le vie della città – a patto che ogni progetto copra però due località, una dentro e una fuori alla circonvallazione esterna. Luci in centro e in periferia. Poi il terzo, per «elaborare progettualità che prevedano una installazione creativa per Il Natale degli Alberi integrata da proposte illuminotecniche». Infine il quarto, per l’albero e la Volta luminosa di Galleria Vittorio Emanuele II. 

Natale a Milano 2023, il ruolo degli sponsor – da Galleria Vittorio Emanuele II al quartiere Corvetto

Buona parte del lavoro la fanno gli sponsor: sono circa cinque i milioni di euro messi in campo per le festività. Dell’albero in Galleria si fa carico Gucci, subentrato a Swarovski. Il progetto vale poco meno di un milione e 90mila euro. I fondi vanno però utilizzati anche per illuminare un chilometro di strade in zona Corvetto. Via Enrico Martini, via Giacinto Mompiani, via dei Cinquecento e via dei Panigarola hanno così le loro luminarie, come anche gli esterni di tre scuole nella stessa area (IC Marcello Candia in via Polesine, IC Fabio Filzi sede primaria via Ravenna, Scuola dell’infanzia in via Oglio 25). 

Poco più in là di Corvetto, Santa Giulia ha i suoi tre alberi finanziati da Lendlease, società immobiliare che sul quartiere della periferia sud-orientale sta investendo in un progetto di riqualificazione dal valore stimato di più di 4 miliardi di euro. Dovrebbe essere completato entro il 2034.

Non troppo lontano dal Duomo, c’è un albero di Natale anche in Galleria del Corso. Dietro ci sono Victoria’s Secret e i suoi 219mila euro, che sempre giocando sul binomio centro-periferia portano un albero anche in zona Foppette, in piazza Berlinguer, subito sopra il Giambellino.

Da Stazione Centrale ai Caselli di Porta Venezia

Investimento anche per abbellire – ripulire – Piazza Duca d’Aosta, Stazione Centrale. Qui si gioca in casa: l’ha spuntata Grandi Stazioni Retail Spa, con un investimento che supera il milione di euro. L’impresa pubblica, nata proprio per gestire – riqualificare – i 14 scali italiani che ha in gestione, tra il cui il più grande milanese, non ha fatto tutto da sola. A vincere il bando l’hanno aiutata Eni Plenitude, onnipresente a Milano e non solo, da gennaio a dicembre, con una miriade di progetti, e AADV Entertainment Srl. I soldi sono stati spesi per luminarie, un albero (14 metri) e anche per una pista di pattinaggio scoperta di 1500 metri quadrati – Plenitude Senstation on Ice. Tutto si accende il 7 dicembre e resta lì fino al 7 gennaio. In piazza XXV Aprile, davanti a corso Como, per 414mila euro si è aggiudicata il bando Jo Malone (Estée Lauder), che alza qualche luminaria anche in piazza Prealpi.

Piazzetta Croce Rossa, a due passi da Montenapoleone, è di Xerjoff Group e del suo progetto da 268mila euro. Ancora più in centro – nella passeggiata che collega piazza del Carmine, via Broletto e via Ponte Vetero – ci sono le luci di Banca Investis, che per 85mila euro si è impegnata anche per il quartiere di Bruzzano (via Fulton e via Rapisardi). E ancora: Baci Perugina finanzia via Padova (ma solo la parte più vicina a Loreto), Chanel si è presa Corso Vittorio Emanuele II, Enel arriva in Corso Buenos Aires e fino ai Caselli di Porta Venezia con un sistema di pannelli solari, Levi Strauss Italia in via Lecco e in via Pietro Crespi.

Quanta energia consumeranno i progetti per il Natale?

Quanta energia consumeranno tutti questi progetti? Difficile dirlo. Forse lo si potrà sapere soltanto dopo che le luci saranno spente. Qualche informazione vaga la si trova nei verbali associati al bando reperibili sul sito del Comune. Per quello di Stazione Centrale, ad esempio, si legge che si è puntato su luci led per garantire il più basso impatto energetico possibile e che Plenitude si fa carico dell’alimentazione energetica dell’intero Villaggio di Natale. 

Nella scheda del progetto di Lendlease in Santa Giulia, al capitolo ‘sostenibilità energetica’ si menziona – oltre all’utilizzo dei led – che l’illuminazione degli alberi sarà gestita attraverso l’allaccio all’alimentazione del building di via Russolo 9, che utilizza una fornitura da fonti al 100% rinnovabili. Per quello di Jo Malone in piazza XXV Aprile si legge: ‘Attenzione ai materiali e ai processi di produzione’.

Le associazioni di negozianti a Milano contribuiscono economicamente all’illuminazione del proprio quartiere 

A portare il Natale a Milano sono quindi in larga parte gli sponsor, che però non arrivano ovunque. Entrano in gioco allora i negozianti – artigiani, ristoratori, bottegai – riuniti sotto le Associazioni di Via. O almeno quelli interessati a illuminare il proprio quartiere. Non tutti lo sono: l’installazione di luminarie da parte delle Associazioni è volontaria. E costa, anche se l’amministrazione comunale aiuta fornendo un contributo di 3mila euro a ciascuna Associazione. Lo scorso anno c’era stato un po’ di panico prima di Natale. La guerra in Ucraina e il vertiginoso rialzo del costo dell’energia aveva spinto il Comune ad agire in anticipo per prevenire sprechi. Si erano quindi fissati paletti nei tempi dell’accensione: solo dalle 16 alle 24, non prima e non dopo. Quest’anno indicazioni in tal senso non sono arrivate. 

Ogni Associazione si organizza da sé. Per fare qualche esempio: le luci sul Naviglio Grande quest’anno rimangono accese fino a dopo la Befana (accensione il 7 dicembre) e costeranno 20mila euro. «Paghiamo un forfait alla società di noleggio. Noi non chiediamo contributi agli associati, è a carico dell’Associazione come ente. È così da 30 anni», spiega il presidente Giovanni Nizzola. Difficile capire il consumo energetico, «compreso nel forfait». In Porta Romana le luci si sono accese il 2 dicembre e anche qui continueranno fino alla prima settimana di gennaio. No comment sulla spesa da parte dell’Associazione Porta Romana Bella – «Non possiamo rispondere, abbiamo un budget che viene diviso tra gli aderenti» – e anche sul consumo: «Una domanda assurda»

Giacomo Cadeddu

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

SFOGLIA
CONDIVIDI
Facebook
LinkedIn
Pinterest
Email
WhatsApp
twitter X