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Andrea Pontiroli, fondatore Circolo Magnolia e amministratore delegato Santeria
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La musica dal vivo è cambiata, e Milano è un mondo a parte

L’industria musicale dipende dallo streaming, i singoli lanciati sulle piattaforme a mezzanotte e suonati live online: Andrea Pontiroli racconta Nuove economie della musica, un’analisi dei ruoli nel settore musicale

Nuove Economie Della Musica, Andrea Pontiroli

Diversi studi a livello mondiale dimostrano come ogni euro investito in cultura generi un indotto e un aumento occupazionale superiori ad altri settori economici. La musica coinvolge milioni di persone, dai semplici ascoltatori a centinaia di figure professionali. L’intrattenimento, e Milano ne è la città regina, interessa accoglienza, trasporti, food, beverage, commercio. 

Andrea Pontiroli, fondatore del Circolo Magnolia e attualmente amministratore delegato di Santeria S.p.A, nel suo nuovo libro Nuove Economie Della Musica, studiando i nuovi andamenti del mercato musicale, ha fotografato i vari aspetti del business contemporaneo. La prefazione del libro è a cura di Tommaso Colliva, produttore discografico italiano più volte nominato e vincitore di un Grammy Award, oltre ad essere fondatore della band Calibro 35. 

Il libro, dedicato ad addetti ai lavori ma adatto anche agli appassionati, ha visto il contributo di diversi esperti del settore. Qualche esempio? Enrico Molteni, fondatore di La Tempesta Dischi, Francesco Strobbe, Production Manager Sony Music Italy, Francesca Gerardi, Digital Marketing Senior Lead Believe e molti altri.

«Ho cominciato ad approfondire tutti gli ambiti del settore musicale e a studiarne i meccanismi, con l’obiettivo di facilitare alle nuove generazioni l’approdo alle tante professioni che oggi costellano la musica». Santeria, il club in cui lavora, si circonda infatti di persone giovani con l’obiettivo di essere un polo attrattivo e la speranza di generare nuovi operatori culturali. 

I dati di Deloitte/IFPI: La pandemia ha fatto bene alle case discografiche

Il primo capitolo del libro è dedicato alla nuova discografia. Secondo i dati di Deloitte/IFPI, il settore discografico a livello globale è cresciuto del 18,5% nel 2021. Il trend positivo ha interessato tutti i principali mercati che hanno raggiunto quasi 26 miliardi di dollari. Grazie alla forte impennata del mercato discografico nazionale (+27,8%) l’Italia, dopo cinque anni, torna nella top ten dei più importanti mercati a livello globale con oltre 332 milioni di euro di ricavi. I dati del mercato italiano mostrano che sono i ricavi dagli abbonamenti alle piattaforme streaming a trainare il settore: il segmento premium ha registrato +35,6%. 

«Mentre la musica dal vivo ha subito uno stop quasi totale a livello mondiale, le etichette discografiche hanno lavorato con gli artisti sulle nuove uscite e hanno modificato le modalità e i tempi di uscita dei prodotti discografici»spiega Andrea. Le case discografiche, dopo aver inseguito l’innovazione tecnologica per anni, hanno dimostrato di saper rispondere ai continui cambiamenti. L’autore nel libro racconta come funzionano le Major (Sony, Warner, Universal), quali e quante figure lavorano per realizzare un progetto discografico, come funzionano promozione e partnership, collaborazioni e featuring ma anche come lavorano le etichette indipendenti oggi. 

Discografia nel 2023: la potenza delle streaming

L’industria musicale dipende principalmente dallo streaming e il libro spiega come il mercato musicale incentrato proprio questo. I singoli o i dischi vengono lanciati sulle piattaforme a mezzanotte e spesso suonati live online. «La maggior parte degli utenti che ascolta musica utilizza almeno uno tra gli svariati servizi di streaming disponibili. Attualmente la piattaforma leader a livello mondiale è Spotify, ma le percentuali di mercato cambiano di Paese in Paese — ad esempio in Francia il competitor diretto di Spotify è Deezer, mentre negli USA è Apple Music». 

Ad essere cambiato non è solo il modo di ascoltare ma anche di comporre e produrre musica. Quali sono le differenze più incisive rispetto al passato?  «È cambiato tutto. Prima gli artisti lavoravano tanto in saletta e poi facevano lo sforzo economico per andare in un piccolo studio e registrare il proprio demo e vendevano o regalavano le cassettine. Adesso l’autoproduzione spesso avviene in home recording perché è più facile avere l’attrezzatura per crearsi un piccolo studio in casa e fare il balzo può essere più facile. Se prima si andava nei locali, adesso c’è lo streaming. Sono proprio cambiate le modalità».

Circolo Magnolia e Santeria: andiamo a ballare o a sentire un concerto?

Le discoteche o i locali monotematici non funzionano più. Il Circolo Magnolia e Santeria sono due realtà rilevanti nel panorama musicale milanese. Andrea ha organizzato negli anni concerti, serate, eventi, festival e così dedica un intero capitolo del suo libro al mondo dei locali. Il Magnolia è un circolo Arci e ospita concerti, djset, eventi. Santeria è una società che comprende diversi spazi, Toscana e Paladini, e ha una sede in Versilia aperta quest’estate, il Lido Belmare. Santeria organizza e ospita concerti, dj set, proiezioni di film, ma anche corsi, workshop, con un approccio rinnovato e più ampio rispetto al classico concetto di “bar” e ristorante. 

«Il concetto di club dove o si balla o si vedono concerti è stato superato. Le economie di un locale vecchio stile non bastano più, e promuovere una sola tipologia di spettacolo limita giorni ed orari di apertura. I moderni club si sono attrezzati con diverse conformazioni per l’accoglienza del pubblico e la produzione di show diversi. Per spettacoli teatrali, talk e stand up comedy, presentazioni o affitti esclusivi da parte di brand o altre agenzie, i club hanno la capacità di presentare una sala con sedute a platea, per poi in pochissimo tempo trasformare lo stesso spazio in un cocktail bar. La stessa sala sgombra può poi ospitare un concerto o un djset». 

Anche il rapporto del pubblico con la musica dal vivo è cambiato. «La partecipazione ai concerti è molto più alta, anche attraverso la prevendita. Sembra aumentata la capacità di spesa per acquistare un biglietto e le persone sono disponibili ad andare ai concerti in settimana a differenza di prima. Questo è un momento positivo per il settore, dato anche dall’onda del post pandemia che ha portato le persone ad avere tantissima voglia di godersi finalmente gli spettacoli dal vivo».

Discografia: Milano è una bolla?

Milano è un mondo a parte. «A Milano hai la possibilità di organizzare delle cose di nicchia, delle cose grosse, tutte per diversi target di pubblico. Hai una città pronta a partecipare agli eventi. La gente è abituata e questo poi fa sì che si pensi che tutto è come a Milano ma non è così. Non ci sono le stesse economie in ogni città. Qui i brand (che sponsorizzano o sostengono gli eventi) capiscono l’importanza di comunicare con il proprio target. Milano non è paragonabile alla provincia italiana e non lo dico per elogiare la città ma pensando al fatto che bisogna lavorare pensando a chi fa più fatica e non solo alla nostra città.In questo settore, poi, non dovremmo perdere l’artigianalità dell’organizzazione, non dovremmo massimizzare tutto e andare a cercare sempre il mainstream. L’Italia è particolarmente dotata per creare festival, concerti ad hoc e l’organizzazione di concerti ed eventi fatti in una certa maniera è una cosa tipica specifica delle nostre produzioni. Non dobbiamo sempre puntare a cercare il più grosso, la nostra qualità è la cura del dettaglio».

Andrea Pontiroli 

Classe 1979, è stato fondatore del Circolo Magnolia ed è attualmente amministratore delegato di Santeria S.p.A. Ha gestito per anni un’agenzia di booking con cui ha girato l’Italia e l’Europa, è docente presso master di formazione nell’ambito della produzione artistica per spettacoli dal vivo e autore di “Un Concerto da Manuale”, primo e unico libro dedicato agli aspetti pratici per l’organizzazione di un concerto dal vivo. È ideatore della SPA (Scuola di Produzione Artistica) a cui è collegato il podcast FLOW, disponibile sulle principali piattaforme streaming. Negli anni ha svolto il ruolo di direttore di produzione per festival e manifestazioni culturali (ad esempio Piano City, Magnolia Parade, Cascina Monluè, Milano Libera Tutti e molti altri).

Francesca Mandelli

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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