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Ebollizioni: In edicola il nuovo numero, The Boiling Lampoon

Esce in edicola, in libreria in Italia e nel mondo: The Boiling Lampoon, il nuovo numero per la primavera 2024: Antonio Gutierrez prevede il Global Boiling – tra terrore e intelletto, raccontiamo le ebollizioni

Antonio Gutierrez, dal Global Warming al Global Boiling: il 2024 l’anno più caldo di sempre

Antonio Gutierrez lo ha detto con precisione: non stiamo più vivendo il Global Warming – stiamo vivendo il Global Boiling. L’immagine che si produce nella nostra testa spaventa come i fiori a gennaio. Il 2024 si teme possa essere l’anno più caldo di sempre, con le temperature previste elevate a giugno nell’emisfero nord – ma ciò che più sfianca, è che il record a oggi è dell’anno scorso, il 2023.

Le ebollizioni: acque che esplodono, sudore tra le ciglia, bolle di sapone, il sesso ci consola, luglio e l’incubo

Lampoon, the Boiling issue – un numero dedicato alle ebollizioni. Alle acque che esplodono, come le vescicole della nostra pelle camminando scalzi sull’asfalto. Al sudore, che scende dalla fronte, tra le ciglia e le palpebre, si mescola alle lacrime e arriva in bocca, sa di sale, muscoli e capelli. Alla saliva con cui soffiamo bolle di sapone. Al sesso che riscalda la nostra delusione – forse ci rimarrà solo il sesso a consolarci. Al lago ghiacciato che si rompe a febbraio, alla neve che diventa valanga o acqua per cascata. Ai fasci dei nostri neuroni che si agitano, stanchi e furiosi, saltando come Emma Stone per Lanthimos. 

I nostri figli vivranno luglio come un incubo, non come il periodo più bello dell’anno. L’estate davanti, il sole in alto, temporali di luce invece che pozzanghere e arcobaleni di smalto. Le stagioni, non solo le mezze stagioni, non ci sono – noi perdiamo il più stupido tra i convenevoli. 

Nuova definizione di Boomer – bisogna di trasparenza, non usiamo la parola sostenibilità

Ci sono i Boomer che si annoiano a leggere queste righe – forse perché sanno che non sarà un problema loro, nonostante continuino a promettere di lavorare per il futuro dei loro – non dei nostri – figli. Io vorrei aggiornare la definizione di Boomer: non è più una questione generazionale, ha un’accezione troppo negativa per poterlo essere. Boomer oggi è chi si annoia quando gli si chiede di comprendere cosa significhi essere positivi, etici, sostenibili, e trasparenti – e di provare a decidere nel proprio quotidiano, in tal senso. Su Lampoon, cerchiamo di evitare la parola sostenibilità – è stata troppo usata, abusata, ripetuta, è diventata troppo generica ed essenziale – preferiamo usare la parola trasparenza

La differenza tra costume e cultura

The Boiling Lampoon è il 29esimo numero che abbiamo mandato in stampa – il primo fu a febbraio del 2015. La direzione editoriale è cambiata: nel 2015 si poteva dare attenzione ai fenomeni digitali, alle condivisioni dei social media – era un nuovo fenomeno di costume, non di cultura. Oggi, la stessa attenzione è fuori luogo. La differenza tra costume e cultura è che il costume trascorre, la cultura si evolve. Oggi, esiste solo una forma di comunicazione che possa apparire attuale, e proiettata a coltivare un valore nel prossimo futuro: la comunicazione di valori etici, su cui l’imprenditoria che tale comunicazione procede, possa operare in trasparenza. 

Benjamìn Labatut, The Maniac, la bomba atomica, il Manhattan project, Poalo Giordano e Lee Sedol

Nella prime pagine di questo numero, c’è una introduzione di Benjamín Labatut, autore di The Maniac – un libro, tra ricerca storico-scientifica e letteratura, che elabora l’argomento sul quale ci stiamo schiantando: la potenza della tecnologia e la conseguenza di questo potere. La costruzione della bomba atomica rimane sostanza oggettiva del dilemma: la ricerca non si è mai fermata e mai si fermerà, non esiste illusione, ma potrà mai l’uomo mantenerne il controllo?

Il libro di Labatut attraversa la vita di John von Neumann, entrando nel Manhattan Project e incontrando Oppenheimer. Sembra un caso che un libro come questo sia uscito a ridosso del colossal cinematografico vincitore di Oscar? Il libro di Paolo Giordano, Tanzania (2022), toccava lo stesso sgomento. Labatut ricorda – o immagina – come, nel corso degli esperimenti, gli americani ipotizzassero che l’energia nucleare avrebbe un giorno permesso di controllare i fenomeni atmosferici e le precipitazioni. Se non fosse solo un’utopia? The Maniac chiude sulla partita di Go giocata a marzo 2016 da AlphaGo, un computer, contro Lee Sedol, campione coreano, e vinta dal computer – la prima vittoria di un calcolo informatico sull’abilità intellettiva umana.

Ebollizioni a Noviglio: il Data Center, la campagna della Pianura Padana, il terreno e l’arsenico

Le ebollizioni non sono solo figurate, letterarie o figurate. Alle porte di Milano, a Noviglio, è in costruzione uno dei più grandi Data Center d’Europa. Sono stati utilizzati due ettari di campo d’erba – un terreno che sarebbe potuto diventare un bosco, un piccolo quanto utile polmone alla Pianura Padana. Il Data Center darà lavoro agli abitanti della zona, permetterà una riqualificazione urbana tramite alberature lungo le strade. Un altro pezzo di campagna è perso – ma a favore del futuro – si dice. Lavorando alle fondamenta, a pochi metri sotto terra, sono state trovate infiltrazioni di arsenico dovute ai capannoni industriali attivi da decenni, quando alcune pratiche di smaltimento idoneo non erano state ancora implementate. Il cantiere ha bonificato l’area. Di fronte a quello che sarà il Data Center, ci sono almeno due edifici industriali, abbandonati e in rovina. Non credo che sia previsto, tra gli oneri e gli obblighi urbanistici del cantiere, il loro recupero – mentre intanto hanno costruito quelli nuovi. Il Data Center produrrà calore ed energia – che speranza vuole possa essere utilizzato invece che sprecato nell’immobiliare dell’area, residenziale e industriale.

Martin Parr torna a Brighton, Jordan Firstman e uno stereotipo superato, Cini Boeri e Nanda Vigo, Il Garage Traversi

The Boiling Lampoon: abbiamo chiesto a Martin Parr di tornare nella sua spiaggia di Brighton; a Silvia Prada di trasformarsi in un frutto; Jordan Firstman interpretava se stesso in Rotting in the Sun e ribolliva di opinione, per un senso di appartenenza a uno stereotipo superato. Siamo andati in giro per Milano, e abbiamo fotografato le sale da bagno, tra piastrelle fredde. Specchi, e ceramiche dove l’acqua possa scivolare via e raffreddare le pareti così come le nostre guance. Abbiamo cercato cucine costruite con l’alluminio: tutto quanto firmato dai maestri del design italiano: Cini Boeri, Luigi Caccia Dominioni, Claudio Salocchi, Nanda Vigo. Milano ha uno stile identitario e identificativo – dobbiamo, vogliamo, recuperarlo e riproporlo – al netto di tutto il decoro retorico e provinciale in tappezzeria stampata e tovaglie damascate. Il Garage Traversi ha appena riaperto le porte degli ultimi piani: Louis Vuitton resta all’entrata da strada, le terrazze sono la nuova sede di Audemars Piguet. Una volta, tutto quello che fosse legato a un motore appariva moderno – adesso, tutto quello che va veloce è fuori tempo.

Il valore etico del mondo del lusso, il settore tessile, le microplastiche nelle placche aterosclerotiche, il PVC

La moda, il mondo del lusso, non ha altra possibilità: deve recuperare un valore etico e un’industria positiva nel distretto in cui opera. I fatturati possono anche crescere a doppia cifra – ma presto, gli analisti finanziari inizieranno a valutare gli impatti locali delle manifatture che consegnano i prodotti abili ad aumentare tale fatturato. 

Sappiamo che il settore tessile è uno dei tre maggiori colpevoli per il rilascio di microplastiche. Le microplastiche sono dentro il nostro corpo: sono state trovate nel contesto delle placche aterosclerotiche, e qui raddoppiano il rischio di infarto. Le microplastiche provengono da pneumatici, dai trucchi, e dai vestiti. Bisogna precisare: dall’uso, dei vestiti. Dal lavaggio in casa, dei vestiti, dall’abrasione dei tessuti. Tessuti cosparsi di PVC, neri come la pece perché il nero è fissato nella plastica. Il riciclo tessile, nel caso di queste fibre o fissanti sintetici, non è indicato: aumenta soltanto il rilascio su punti esausti. L’unico futuro per il tessile è il ritorno alle fibre naturali, entrando ne dettagli di trasparenza e coerenza della loro produzione e reperimento, senza cercare scorciatoie. Il lusso ha la responsabilità di rendere operativa questa unica soluzione, disegnando capi pensati su questa soluzione, moltiplicando la desiderabilità e il mercato di questa soluzione.

Ebollizioni: la pirolisi è la combustione senza ossigeno, per sciogliere plastica e rifiuti organici

Ancora ebollizioni – o meglio, il potere del calore che potremo usare a nostro vantaggio. La pirolisi sarà una soluzione concreta in futuro che si spera prossimo. Pirolisi è la combustione in totale assenza di ossigeno – che porta alla produzione di prodotti solidi, liquidi e gassosi abili a produrre nuova energia. Con la pirolisi si potranno sciogliere sia la plastica sia i rifiuti organici – e quindi anche i residui tessili – fornendo carburante positivo sia ai motori sia alle caldaie industriali e domestiche. La pirolisi è un processo che non è ancora entrato in pieno nella gestione industriale, né in quella della vita quotidiana della gente. Arriverà e alla pirolisi, è dedicato questo numero di Lampoon sull’ebollizione. Le aziende del lusso potrebbero essere tra le prime a investire su impianti sperimentali alimentati tramite processi pirolitici. 

Lampoon: moda e manifattura – mescolando argomenti scientifici e culturali: la ruvidità e la fragilità

Lampoon resta un giornale che racconta la moda e la responsabilità del settore lusso: mescolando la moda, il design, la manifattura che solo il settore del lusso può veicolare, ad argomenti scientifici, culturali, sociali, umani. Argomenti vari, a volte scoordinati ed entropici, introdotti da queste mie righe. L’entropia è l’energia della confusione, forse la prima forma di calore. L’entropia è una metafora della cultura intellettuale. 

Due sono le parole che sanno dare sintesi della nostra identità, per Lampoon: la ruvidità e la fragilità. Sono le stesse parole che si trovano in ogni storia d’amore che si rispetti. Siamo innamorati, tu e io – così come Lampoon è innamorato della moda. Quando siamo innamorati, non si può andare d’accordo su tutto – ma è sulla ruvidità della nostra bellezza e sulla fragilità delle nostre contraddizioni, che questo nostro amore – si spera – rimarrà più forte anche della scienza.

Carlo Mazzoni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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