Forestazione e PNRR_ in gioco 17 milioni di fondi europei per Milano
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Alberi a Milano tra PNRR e Parco Agricolo Sud: un bilancio di metà anno

Il 30 agosto chiude l’avviso pubblico per la forestazione – dopo aver perso i fondi della scorsa annualità, Milano e Città Metropolitana puntano a nuove candidature

Forestazione e PNRR

La riforestazione urbana rimane un nodo da sciogliere per Comune di Milano e Città Metropolitana. A renderlo ancora più intricato, le ultime difficoltà emerse durante la prima metà del 2023. Nell’ambito della Missione 2 relativa a transizione ecologica e rivoluzione verde, il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – aveva previsto la piantumazione entro la fine del 2024 di sei milioni e seicento mila alberi in seimila e seicento ettari di foreste urbane in quattordici città metropolitane italiane: Milano, Roma, Napoli, Torino, Venezia, Firenze, Bari, Bologna, Genova, Palermo, Cagliari, Reggio Calabria, Catania e Messina. 

Il bando per la forestazione urbana, l’Europa ha stanziato finanziamenti per 330 milioni di euro

Per raggiungere l’obiettivo, l’Europa ha stanziato finanziamenti per trecentotrenta milioni di euro. Il bando del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) suddivideva le risorse da investire su un piano triennale: settantaquattro milioni per il 2022, la medesima cifra per l’anno corrente e 139 milioni per le piantumazioni da effettuare nel 2024.

Nonostante l’auspicio di una distribuzione dei fondi che procedesse senza intoppi sul territorio nazionale, così non è stato. Il 16 marzo scorso la Corte dei Conti ha reso pubblica una delibera da cui emergevano diverse perplessità. Due in particolare i punti critici risultati dalle indagini del Comando dei carabinieri forestali Cufa, Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca ambientale, Istat e Ciribises, il centro universitario sulla biodiversità dell’università Sapienza di Roma: l’equiparazione tra piante e semi, adottata per garantire la piantumazione di sole specie autoctone, e la disponibilità delle aree. 

Forestazione urbana: Milano senza fondi

Proprio quest’ultimo punto è costato a Milano i fondi per l’ultima annualità, a causa della mancanza di singole aree della superficie minima di tre ettari – requisito minimo per le città con alto tasso di abitanti – con cui raggiungere la soglia dei trenta ettari complessivi per i comuni con alta densità di popolazione (cinquanta per i comuni classificati come rurali). Una mancanza che ha precluso la possibilità di presentare candidature idonee all’avviso pubblico e rimandato ogni valutazione al prossimo bando di oltre 203 milioni: «relativo alle annualità 2023 e 2024 per la presentazione di proposte progettuali finalizzate alla realizzazione di interventi di forestazione urbana, periurbana ed extraurbana nel contesto territoriale delle 14 Città metropolitane nell’ambito del PNRR, Missione 2, Componente 4, Investimento 3.1 “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano”, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU».

Giorgio Mantoan, Consigliere Delegato a Politiche Giovanili, Rapporti con Sistema delle Università e Progetto Forestami per Città Metropolitana di Milano

«La notizia è uscita in merito a una relazione fatta dalla Corte dei Conti all’inizio dell’anno, ma per noi era ben nota da un pezzo» commenta Giorgio Mantoan, Consigliere Delegato a Politiche Giovanili, Rapporti con Sistema delle Università e Progetto Forestami per Città Metropolitana di Milano. «Quando è nato, il PNRR Forestazione si articolava in tre annualità, e il lavoro dell’anno scorso, quello che non ha permesso di produrre le candidature al bando, si era concluso già nella primavera. A luglio noi avevamo indirizzato al Ministero una lettera a sei mani scritta da me – l’allora vicesindaca Palestra e l’allora consigliere delegato all’ambiente Negri – per chiedere perché le condizioni avevano tagliato fuori un territorio come il nostro, e non solo. La stessa situazione ha investito Firenze. Voglio dare atto ai comuni dello sforzo fatto con noi lo scorso anno. Li abbiamo incontrati e c’è stato anche un tentativo da parte del territorio di candidarsi, ma abbiamo poi preso atto in corso d’opera che le condizioni poste erano lontane da quello con cui noi lavoriamo, su un territorio come Città Metropolitana». 

«Si è parlato molto del fatto che non ci fossero aree. Non è proprio così» precisa Mantoan. «Non c’erano aree che corrispondessero ai criteri del bando. La richiesta di aree di tre ettari di estensione su comuni densamente urbanizzati implica una specifica dimensione territoriale: aree che devono essere già bonificate, vergini, idonee a processi di forestazione. Un territorio che in questo momento noi non abbiamo. Le aree a disposizione ci sono, ma sono di piccola entità, e sono zone su cui si dovrebbero avviare altri tipi di ragionamenti. Come, per esempio, il tema delle bonifiche, o della de-pavimentazione: significherebbe togliere la superficie impermeabile come cemento e asfalto, rendendo delle aree nuovamente permeabili, immaginando quindi degli interventi di forestazione. Tutto questo sarebbe da sperimentare, ma non poteva trovare posto nella cornice del PNRR dello scorso anno». 

Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia

La città ha così dovuto rinunciare a dodici milioni di euro di fondi europei, e alla riforestazione di oltre duecentosettanta ettari della città metropolitana. «L’obiettivo era riforestare e creare nuovi boschi su 276 ettari di territorio della Città Metropolitana, grazie a un finanziamento complessivo di 12 milioni di euro, fondi già disponibili» afferma Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia. «La stampa durante gli scorsi mesi ha già evidenziato come il problema fosse la mancanza di spazio. L’Europa aveva chiesto il rispetto di elementi specifici per il trasferimento di fondi e il raggiungimento degli obiettivi per rendere efficaci questi interventi. Quelle piante servono, ma le gare di bando sono andate deserte. Evidentemente a qualcuno non interessa il benessere dei cittadini».

La modifica dell’avviso: da tre ettari a uno 

Per prevenire il ripetersi di un buco nell’acqua anche per il 2024, il nuovo avviso prevede una diminuzione della superficie minima da tre a un ettaro. «Il 30 agosto 2023 avremo la chiusura delle candidature per il PNRR Forestazione» continua Mantoan «e da qui al prossimo anno vedremo la messa a terra delle progettazioni». L’obiettivo fissato per Milano e Città Metropolitana è accedere agli oltre diciassette milioni di risorse allocate per l’annualità 2023/24 e realizzare così la messa a dimora di quasi quattrocentomila piante, per recuperare quanto perso in mancanza di fondi.

«Abbiamo proposto al Ministero una serie di cambiamenti sulla nuova annualità, che in parte sono stati accolti», spiega Mantoan. «Questo ci permetterà di presentare una candidatura solida. Siamo partiti avvantaggiati nel 2023. Avevamo già una mappatura completa e i dati di Forestami, che si conferma un alleato sul tema della forestazione. Siamo potuti partire da una conoscenza di dettaglio di tanti Comuni che senza il programma non avremmo mai potuto avere. Entro il 30 di agosto presenteremo le nostre candidature, e siamo fiduciosi di portare degli elementi di qualità. Non abbiamo ottenuto dal Ministero tutto quello che speravamo di ottenere. Quest’anno le aree dovevano avere una dimensione minima di un ettaro, il tema è sempre forestazione e non alberi diffusi, ma abbiamo fatto dei passi avanti da riconoscere». Un’occasione persa? «Il PNRR non ha offerto grandi possibilità per nuove culture e modalità di gestione delle filiere. Si tratta di un’occasione persa, anche se ci rendiamo conto che i finanziamenti nascono da contrattazioni non immediate» sottolinea Mantoan.

Verde a Milano e città Metropolitana

La rilevanza mediatica che il tema della riforestazione urbana ha assunto per la comunità milanese negli ultimi anni è motivata anche dall’alto tasso di consumo di suolo registrato dalla città: secondo il Rapporto Ispra 2022, si parla di quasi 50mila ettari nel 2021, pari al 31% della superficie dell’area metropolitana. Numeri che hanno spinto diverse iniziative sia a livello politico che cittadino. Al netto delle risorse mancate, qual è la situazione attuale per la forestazione di Milano e Città Metropolitana?

«I boschi ricoprono la Città Metropolitana di Milano per una superficie pari a 9.105 ettari» sottolinea Comazzi. «Anche per quanto riguarda il capoluogo in sé possiamo notare come le aree verdi ricoprano una superficie pari a 283 ettari. L’impegno di Regione Lombardia per la riforestazione è costante, grazie ai bandi Infrastrutture Verdi a rilevanza ecologica e di incremento della naturalità, aperti nel 2016 e nel 2021, sono stati complessivamente investiti quindici milioni di euro per la realizzazione di nuovi boschi in pianura e collina. Compreso l’eventuale acquisto delle superficie per la realizzazione degli stessi, oltre a sistemi verdi complessi, composti da bosco, anche non prevalente, unitamente a siepi, filari, fasce tampone, prati stabili e aree umide».  

Parco agricolo sud tra pubblico e privato 

Il vincolo della responsabilità giuridica deputata ai Comuni è stato decisivo: scandagliando nel privato, le aree in linea con il bando sarebbero state disponibili nel Parco Agricolo Sud, area sottoposta a tutela paesaggistico ambientale dalla forte vocazione agricola, con circa 47mila ettari di estensione totale comprensivi di una significativa fetta dei circa dieci milioni di alberi presenti nella Città Metropolitana. La natura pubblico-privata del polmone verde (sono oltre novecento le aziende presenti) si scontra con i requisiti segnalati nel bando. 

Prosegue Mantoan, «il Parco Agricolo Sud è un unicum. Non abbiamo altre realtà di tutela ambientale legate all’uso agricolo che nel tempo è stato fatto in un territorio di proprietà prevalentemente privata. Il PAS è elemento di tutela, ma anche proprietà privata, quindi attività economica. Ci sono centinaia di imprese agricole che trasformano il territorio e tengono vivo il Parco, che non è un luogo di sola tutela, ma anche produttivo». 

Cambi di Governance del Parco Agricolo Sud

La perdita dei fondi ha riproposto la questione della gestione del PAS, storicamente complicata per i diversi attori che vi operano tra gestione e produzione, dai Comuni della Città Metropolitana a Regione Lombardia. Il 2023 si è aperto con il passaggio gestionale a Palazzo Regione. A maggio si è verificato un significativo cambio di governance, con la nomina da parte della giunta regionale di Maurizio Federici a nuovo commissario del PAS:

«La nuova governance del Parco Agricolo Sud Milano prevede che il Commissario si occupi delle attività di ricognizione delle risorse patrimoniali, economico-finanziarie, umane e strumentali del Parco», commenta Comazzi, «oltre che occuparsi dei rapporti giuridici attivi e passivi e dei beni mobili e immobili, di proprietà o in utilizzo, funzionali a garantire la gestione e la tutela dell’area. Sono attività rilevanti che devono concludersi entro novanta giorni dall’incarico, e che vedono l’invio alla Giunta di una relazione conclusiva. I nuovi organi si insedieranno indicativamente entro fine anno». 

Daniele Del Ben e Rino Pruiti sul Parco Agricolo Sud Milano

La notizia era stata accolta dal presidente del PAS Daniele Del Ben con un invito a fare chiarezza sulla gestione del parco e una puntualizzazione sul rilievo che il territorio dovrebbe continuare a mantenere indipendentemente dal diverso posizionamento della Regione all’interno dell’ente. «Mi preme sottolineare che [Federici] non sostituirà il presidente» si legge in un comunicato «e che il direttore e il direttivo rimangono pienamente operativi e con gli attuali poteri. [..] Ribadisco che un ruolo determinante nella definizione degli assetti futuri della governance del Parco Sud lo svolgeranno, nel rispetto della legge regionale, i territori e i sessanta Sindaci delle aree interessate». A Del Ben aveva fatto eco Rino Pruiti, presidente dell’assemblea dei Sindaci del Parco Sud: «Il Parco Agricolo Sud Milano è un bene che sta a noi amministratori locali custodire e valorizzare. I sessanta Comuni del Parco avranno l’onere di riscriverne lo Statuto e di nominare il Consiglio di gestione, insieme alla Città metropolitana per quanto di competenza».

Immaginare un Parco Agricolo Sud diverso 

A margine delle frizioni gestionali, rimane il peso di una realtà con un ruolo da preservare nell’ottica di un’inversione di marcia ambientale resa quanto mai complicata da un contesto in cui si continua a costruire. Anche per questo, di fronte alla possibilità di edificare all’interno del Parco Agricolo Sud il nuovo stadio del Milan, si è levato un deciso ‘No’ da più voci interne al PAS. Per decifrare l’immediato futuro del Parco, in attesa della chiusura della call per la forestazione e di definire la nuova governance per il 2024, la Città Metropolitana suggerisce di compiere un ragionamento più d’ampio respiro, in concomitanza con l’inizio di un’estate che potrebbe riservare morse di calore più soffocanti dell’anno precedente:

«Per il futuro, visto il tipo di indirizzo e i cambiamenti che affronterà, c’è un punto da affrontare e che il territorio e Città Metropolitana saranno chiamati a sviluppare: come immaginare un diverso tipo di sviluppo all’interno del parco» suggerisce Mantoan. «Ci sono nuove forme di agricoltura da promuovere, oltre che il cambiamento climatico e il conseguente cambiamento del modello economico da affrontare. Serviranno risorse che ci auguriamo la Regione possa mettere, nel momento in cui ha immaginato una configurazione diversa del PAS. Immaginare dunque un diverso sistema di parco, e non solo un cambiamento di norma».

Interventi di Gianluca Comazzi (Milano, 1980), Assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, e Giorgio Mantoan (Milano, 1994), Consigliere Delegato a Politiche Giovanili, Rapporti con Sistema delle Università e Progetto Forestami per Città Metropolitana di Milano.

Filippo Motti

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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