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Davide Passoni durante una performance
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Poetry Slam a Milano: sfide sul palco tra poeti vivi e nascosti

Il fenomeno, nato a Chicago negli anni ottanta, coinvolge ormai da anni i locali milanesi e non solo portando la poesia fuori dai circoli elitari. Tre gli elementi: i poeti, il pubblico e il presentatore – MC, Maestro di Cerimonia

Salone 14 del Yellow Square di Milano

«C’è tanta melma e merda e piogge torrenziali, mi servono stivali in questa terra di fagiani. (…)/Il traffico è lento, strapieno di trattori, la tangenziale est è rasa di cattivi odori./La gente resta senza pazienza, ma ricca di valori/Sui muri le scritte “prima gli italiani”, occhio se le copri che ti tagliano le mani». 

Siamo al Salone 14 del Yellow Square di Milano, è la sera del 26 ottobre 2022 e il duo Poesia Potente e Chitarra Tonante rimano sul palco le peculiarità della Brianza mentre il pubblico si alza in piedi, applaude e ride.

Slam Poetry e Poetry Slam

«I Poetry Slam sono sfide tra poeti vivi e nascosti tra noi, è il tuo idraulico che la sera si trasforma in un performer in grado di infuocare le genti» Davide Passoni, artista e produttore musicale, spiega così uno dei fenomeni più diffusi sulla scena milanese: la Slam poetry.

Quando si parla di Poetry Slam ci si riferisce a un evento specifico: un duello tra poeti che si sfidano a suon di versi, mentre il pubblico di ascoltatori decreta il vincitore. Il termine Slam Poetry, invece, si riferisce a tutti i generi di poesia, tipicamente performati durante i Poetry Slam, riconducibili genericamente alla Spoken word, ovvero alla poesia recitata ad alta voce senza l’impiego di musica. 

Le regole del duello

Sono tre gli elementi di ogni Poetry Slam: i poeti, il pubblico e il presentatore, in gergo MC, Maestro di Cerimonia. Il poeta può essere chiunque, l’iscrizione è aperta a tutti e non richiede alcun prerequisito. L’esibizione – che non può superare i tre minuti nel campionato italiano  – è svolta a cappella: nessuna messa in scena, sono ammessi solo il poeta e la sua voce. Ogni duello si compone di due o tre round, che vedono susseguirsi gli stessi partecipanti, di volta in volta armati di un componimento diverso. A eleggere il vincitore è il pubblico stesso. La giuria, diversa per ogni round, si compone di cinque ascoltatori, scelti casualmente dall’MC, che assegnano un voto a ogni poesia. 

La nascita del genere

Non ha ancora compiuto trent’anni il Poetry Slam. Era il 1984 quando l’operaio/poeta diciannovenne Marc Kelly Smith organizzò, in un jazz club di Chicago, incontri di lettura dove anche il pubblico era ammesso sul palcoscenico. L’idea piacque in particolar modo a Dave Jemilo, il proprietario del Green Mill Cocktail Lounge – il club che serviva di rifugio ad Al Capone – , dove, il 20 luglio 1986, nacque ufficialmente il Poetry Slam.  Smith trasse il termine dal gergo del baseball, dove lo slam indica un colpo che vale quattro punti, il massimo possibile. E mentre il Green Mill ospitava un duello ogni lunedì, il Poetry Slam superò i confini statali, iniziando da New York e San Francisco. Pochi anni dopo, nel 1990, si tenne il primo National Poetry Slam degli Stati Uniti.

Oggi, la Slam Poetry è un’arte diffusa a livello internazionale. I poeti si sfidano in Francia, Inghilterra, Paesi Bassi, Germania e, a partire dal 2001, anche in Italia. È stato lo scrittore e performer Lello Voce, con la complicità del poeta Nanni Balestrini e del musicista Luigi Cinque, a portare il Poetry Slam in Italia in occasione del romapoesia festival organizzato da Anna Paola Bonanni. Così, Voce, si è guadagnato il titolo di Presidente onorario della L.I.P.S. – Lega Italiana Poetry Slam, l’associazione che dal 2013 riunisce le scene slam del Paese.

Terra di poeti, innanzitutto

Arrivano rispettivamente da Bari e Terni gli ultimi due campioni globali. Il già rapper ventisettenne Giuliano Logos ha trionfato alla XV Coppa del mondo di Poetry Slam nel 2021 con sette componimenti i cui temi spaziavano dalla vita di Federico II di Svevia alla degradazione della plastica sino al rapporto tra l’uomo e il tempo. Logos è membro del collettivo romano di artisti Wow – Incendi Spontanei, così come Lorenzo Marangoni, vincitore della Coppa del mondo 2022, che ha portato la Slam Poetry al grande pubblico con la sua partecipazione al programma televisivo Italia’s Got Talent

Lampoon intervista Davide Passoni

Non è stata Milano ad accogliere per prima il Poetry Slam all’italiana, seppur, ad oggi, la scena milanese è tra le più attive del Paese. A contribuire al diffondersi dei poetici duelli, Davide Passoni, poeta, illustratore, slammer e coordinatore regionale della L.I.P.S., intervistato da Lampoon durante una serata nel ruolo di MC. Passoni è anche l’organizzatore del primo Poetry Slam lombardo: era il 2005, «il periodo d’oro del Poetry Slam milanese, che aveva il suo tempio nel circolo Arci del quartiere Bovisa». Erano gli anni del primo vero torneo italiano e di nomi noti come Paolo Agrati e Guido Catalano. Se i primi anni duemila rappresentano la golden age del Poetry Slam, oggi ci troviamo nel suo Rinascimento. Il boom degli Insta-poet, però, non c’entra: «la poesia di Instagram, la cosiddetta Insta-poetry, ha una fruizione completamente diversa da quella recitata dal vivo su un palcoscenico. Per riempire i tre minuti di un duello, non bastano i versi da leggere nel tempo di uno scroll». 

Fama e follower non rientrano tra gli obiettivi dei poeti Slam, che per lo più nella vita sono ben altro che performer: «spesso si trovano sul palco poeti dall’incredibile talento e poi si scopre che sono programmatori informatici o chimici del farmaceutico. Certo, c’è anche chi arriva dal mondo del teatro e dello spettacolo e, in questo caso, vincere uno Slam può essere utile, ma a livello personale più che professionale. Non esiste il lavoro di slammer. Il Poetry Slam è una palestra, l’opportunità per testare i propri pezzi, che magari potranno poi andare a comporre uno spettacolo teatrale o di spoken-poetry». Nel Poetry Slam non si vince nulla, se non la possibilità di condividere la propria poesia. È il mantra del fenomeno, lascito dell’inventore del genere Marc Smith: «Il punto non sono i punti, il punto è la poesia e ogni poeta deve lasciare il proprio ego alla porta prima di entrare».

La scena milanese

Prima della chiusura dei locali imposta dal lockdown, di eventi di Poetry Slam a Milano ce n’erano anche sei a settimana. Adesso l’attività è ripresa e, spiega Passoni, «ci si incontra principalmente nei locali con una predisposizione all’ascolto, come bar o sale concerto. Seppur siano stati improvvisati duelli anche al fast food e nei parcheggi». Tra gli appuntamenti fissi della scena meneghina, rientrano i tornei in Santeria Palladini e Santeria Toscana, al Salone 14 del Yellow Square, allo Zelig e, nella bella stagione, al Base. Attivi anche i circoli Arci, con l’Arci Bellezza a far da capofila e le biblioteche di quartiere. 

La poesia nasce anche in carcere

In una delle biblioteche del Comune, in occasione della BiblioBaggio Poetry, troviamo Elena Gerasi, membro del coordinamento lombardo della L.I.P.S. e fautrice, assieme al collega Alberto Figliolia, di Poetry Slam, poesie in carcere. Torneo che si svolge all’interno del carcere di Opera. «A gareggiare, accanto a slammer esterni, ci sono anche i poeti del laboratorio in stato di detenzione. È un grande evento annuale che, dopo lo stop imposto dalle restrizioni, vedrà di nuovo la luce nei primi mesi del nuovo anno».  

Siamo tutti poeti

L’iniziativa promossa da Gerasi e Figliolia sottolinea la democraticità della Slam Poetry, nonché l’universalità della poesia stessa. Chiunque può nascondere in sé una poesia, a prescindere dall’esperienza di vita e nonostante la giovane età. Non c’è da stupirsi, dunque, se a primeggiare alla BiblioBaggio Poetry dello scorso 21 ottobre, sia stato Diego Augusto Castellani, classe 2010, tra i prossimi semifinalisti al torneo regionale della lega. «Lo Slam è un ottimo modo per avvicinare i ragazzi alla poesia – commenta Davide Passoni – Uno strumento per far capire loro che la poesia non è solo quella che viene insegnata a scuola, che si è costretti a imparare a memoria. La poesia è un vettore di emozioni che spazia per tutto lo spettro di sensazioni che l’essere umano è in grado di provare. C’è la malinconia, certo, e c’è l’amore perduto, ma ci sono anche protesta politica, violenza, dramma e comicità. Nella poesia c’è tutto». 

Lello Voce 

Poeta, scrittore e performer è stato tra i fondatori del Gruppo 93 e della rivista Baldus e  ha introdotto in Italia il Poetry Slam.

Davide Passoni 

Musicista, poeta e grafico illustratore. Animatore sociale esperto in musicoterapia. Campione nazionale di Poetry Slam a Squadre 2018 con il progetto Eell Shous. Autore e co-conduttore di “Poetry Slam!” su ZeligTv.

Elena Gerasi

una delle figure più importanti della scena slam italiana ha preso parte al progetto “Laboratorio di lettura e scrittura creativa di Opera” nato nel 2016.

Mariafrancesca Moro

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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