Giorgio Armani Superyacht Regatta, Porto Cervo - immagine di Lucas Possiede
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Le prime regate in Sardegna, il senso di Armani per il mare, i colori di giugno

Un ruolo da sponsor diventa una narrativa allo Yacht Club Costa Smeralda: la prima gara di questo giugno 2023 a Porto Cervo è la Superyacht Regatta titolata a Giorgio Armani

Giorgio Armani SuperYacht Regatta 2023 e il Southern Wind Rendezvous

Mercoledì 7 di giugno. Il primo giorno della regata di questa stagione dedicata a barche a vela oltre i 24 metri, o meglio indicati, Superyacht. Dodici barche prendono il vento che raggiunge i 16 nodi, girano intorno all’isola della Maddalena e virano oltre scogli e secche che delimitano il campo di gara. Due batterie: la prima, quella dei Southern Wind, taglia la partenza alle 11 per una competizione amichevole, senza correre per il podio. La seconda batteria passa la partenza alle 12 e gareggia per il trofeo di questa gara: la Giorgio Armani Superyacht Regatta, organizzata dalla Yacht Club Costa Smeralda. È il primo giorno di quattro giorni di regata. 

Porto Cervo – Nautor’s Swan e i Baltic alla Giorgio Armani SuperYacht Regatta 2023

Il nord della Sardegna è luogo di regate. A nord, la conformazione della terra sul mare prende il nome delle Bocche di Bonifacio, dove si creano giochi di vento per ogni vela, che siano tecniche da competizione come i Nautor’s Swan e i Baltic, che siano storiche e iconiche come può ancora restare nell’immaginario collettivo la Croce del Sud, una goletta a tre alberi che appare di tanto in tanto come fosse un segno di leggenda oltre l’isola di Budelli. Non tutte, ma molte tra le regate che hanno luogo in questi mari sono organizzate dallo Yacht Club Costa Smeralda: oltre al ruolo organizzativo, di coordinamento e racconto che riesce a catalizzare con la sua struttura, lo YCCS concede una sorta di blasone alle gare veliche iscritte al suo programma.

L’Aga Khan, lo Yacht Club della Costa Smeralda e lo Yacht Club Italiano di Genova

Si può indicare lo Yacht Club della Costa Smeralda, come la seconda istituzione del suo genere in Italia, e forse dell’intero Mediterraneo. Mantiene la precedenza soltanto lo Yacht Club Italiano di Genova con la sua storia secolare: le altezze reali come presidenti, la nobiltà variopinta e Ignazio Florio tra i soci fondatori. Fu Beppe Croce, nipote del suo omonimo, presidente dello YCI per oltre vent’anni, a porre la prima sfida di Azzurra alla Coppa America – trovò i finanziamenti da Agnelli, dialogò con Kennedy e ottenne il supporto dell’Aga Khan che già in Sardegna, presidente dello Yacht Club Costa Smeralda, aveva il suo peso. Parte della rinomanza di un club – vale per tutti i club, non solo quelli sul mare, quale gioco formale di snobismo post proustiano – dipende dalla lista di soci che tale club può esporre nel suo board. In Costa Smeralda, l’Aga Khan rimane presidente ed è circondato da un consiglio direttivo in cui siedono Tamburi, Recordati, Traglio – oltre che dalla principessa sua figlia primogenita.

Giorgio Armani, la Superyacht Regatta di Porto Cervo e Italian Sea Group

Questa digressione per introdurre il contesto in cui il nome di Giorgio Armani è stato accolto come titolo della prima regata di giugno: certamente in qualità di sponsor a cui ogni gratitudine è portata, ma altresì per il vanto da parte del circolo. Oltre a essere il secondo anno a patrocinare la Superyacht Regatta di Porto Cervo, Armani è tra gli azionisti di rilievo di Italian Sea Group – holding che detiene i cantieri Perini e Admiral, e non solo questi.

Tra branding e story telling, la narrativa di Armani in Costa Smeralda

Una sponsorizzazione da parte di una casa di moda confermata a favore di un evento sportivo come una regata a Porto Cervo rientra in una strategia che sempre più scavalca i confini dentro i quali siamo abituati a comprende le attività di marketing. Per gestire questa labilità di progetti e operazioni, si è parlato di marketing culturale, o ancora più genericamente, di branding. Invece che da una parola inglese, la sintesi mi viene più facile darla con una parola italiana, che è narrativa. Certo, in inglese, abbiamo story telling con cui si può esprimere questo mio concetto – ma narrativa in italiano mi concede un agio maggiore. Soprattutto in questo caso: Armani in Costa Smeralda, titolando una regata, permette di porre in parole un mosaico di variabili d’azzurro.

Armani Neve in montagna d’inverno a Armani Mare d’estate

I colori di giugno, quando i raggi del sole non sono ancora arrivati al solstizio, e mantengono l’inclinazione della salita, non della discesa. Un anno è come un giorno: la luce del mattino è diversa da quella del pomeriggio. I raggi sono più verticali, tagliano l’ossigeno con una tangente che resta acerba, più lucida. Armani usa scegliere un colore e entrare nelle viscere della sua tonalità, scavarlo in ogni gradazione, dividerlo in pigmenti come note di accordi. Ne nasce un tripudio di stoffe, broccati geometrici, veli e lane, maglierie a intarsio che si moltiplicano nel negozio dietro la piazzetta, sopra al porto. Le parole sono sempre italiane – ci piacciono di più – avevamo Armani Neve per l’inverno, che sia quindi Armani Mare per l’estate. Queste parole italiane, latine: una simmetria, un senso di completezza data dalla vocale finale – mentre l’inglese rimane aspirato nelle sue s, quella via di mezza tra una t e una d quando la lingua si ferma tra i denti. 

Le regate non si vedono da terra, non si riescono a percepire neanche con un motoscafo che si avvicina al campo di gara. Le immagini le recuperiamo nella nostra memoria, immaginando un volo da quel deltaplano che oggi non è neanche un aquilone ma è solo un drone. Sono fotografie che conosciamo. Dall’alto percepiamo la bolina che si stringe per la virata, un passaggio tra le rocce, riconoscendo il fondale dell’arcipelago. Il mondo delle regate ha prodotto così tante immagini per fotografie e quadri, tra onde che si alzano sui colori delle vele. Il mare si taglia senza spaccarsi. Lo scafo come un tratto di china. Qualcuno la vuole ancora chiamare poesia, ma è solo acqua salata.

Giorgio Armani: la moda è attuale, lo stile permane

Armani è una questione di stile. Armani liquida in tre gocce d’oceano il gioco attuale di atteggiamenti e sicurezze, messaggi e leggerezze, convenzioni ansiogene e stupidità intellettive – agitazioni che la storia insegna comporranno ancora la scena attuale, o meglio, la moda. C’è una netta differenza tra moda e stile. La moda è attuale, lo stile permane. La moda è un gioco, lo stile è un esercizio. La moda passa e trascorre, lo stile resta e ritorna. Per uno come me che rimane innamorato della moda come un bambino che sempre vuole alzare la palla, sarebbe bello vedere Giorgio Armani partecipare ancora a quelle partite che ha già vinto, ma che permetterebbero bei colpi. Coco Chanel ha inventato la donna, Armani ha inventato l’uomo – è vero, basta e avanza – ma noi bambini siamo tali perché comunque ne vogliamo di più.

Il Cala di Volpe fu costruito nel 1961 su un progetto di Jacques Couelle, la costa Smeralda la famiglia Mentasti, Luigi Vietti e l’Aga khan

Le barche a vela della Superyacht Regatta rientrano in porto, e così i motoscafi che dalla costa le rincorrevano per le bordate. L’acqua adesso riflette il colore rosa dei muri ed è uno specchio – non più, per oggi, un vetro trasparente per contare le occhiate sul fondale. Il Cala di Volpe fu costruito nel 1961 su un progetto di Jacques Couelle: i pilastri del patio centrale, inclinati, ricordano in dimensione umana l’entrata dalle Sagrada Familia. Tutto è fin troppo umano: l’erba tagliata, il cielo incorniciato in un lago è che è una piscina, gli arancioni, i gialli e il bianco – mentre intorno vive un unico colore cangiante, tra l’azzurro e il verde, sul quale in questi giorni Giorgio Armani ha costruito questa sua narrativa e il suo mosaico. Qualcuno racconta che il nome Costa Smeralda sia dovuto alla figlia di Giuseppe Mentasti, Esmeralda, perdendo la E iniziale come Luigi Vietti suggerì all’Aga Khan; qualcun altro, con meno fantasia, non sa che ricondurre tutto al colore dell’acqua.

Yacht Club Costa Smeralda: la sede alla Marina Nuova di Porto Cervo per il gala in onore della Giorgio Armani Superyacht Regatta: Marco Vogele con Inoui è il vincitore della Silver Jubilee Cup 

La sera del 7 giugno, tutti gli armatori delle barche a vela in gara tra le isole, erano invitati a cena da Giorgio Armani alla Yacht Club nella Marina Nuova. Tra loro, Ken Read, il tattico del Wallycento V – e Marco Vogele, timoniere e armatore di Inoui di 108 piedi, che quattro giorni dopo ha vinto la gara aggiudicandosi il trofeo, la Silver Jubilee Cup. Quella prima sera, c’erano anche gli amici della casa Armani: Christopher Morency e Bonnie Langedijk arrivati da Londra; Naty Abascal da Madrid con Pierre Dolmans, c’è Lorenzo Viotti, il direttore d’orchestra svizzero insieme alla compagna Ai Lien Oei, medico dentista di Amsterdam; c’è Niki Wu Jie che dal nord della Cina vive a Milano e che ci piace sempre di più. Non vestono blazer blu e pantaloni bianchi, ma abiti destrutturati, di lino e seta, lana e cachemire, micro jacquard che diventano giacche a doppio petto come una seconda pelle, ancora scottata dal sole, dalla sabbia di una partita a pallavolo. Le donne usano vestaglie ricamate in blu e verde, che scivolano sulle spalle forti per i muscoli allenati. Vestire Armani è un atteggiamento – così tanto evidente per molti che in pochi ne colgono la leggerezza. 

Carlo Mazzoni

Hotel Cala di Volpe, Costa Smeralda - immagine analogica, Lampoon Magazine
Hotel Cala di Volpe, Costa Smeralda – immagine analogica, Lampoon Magazine
Il giardino al Cala di Volpe - immagine analogica, Lampoon Magazine
Il giardino al Cala di Volpe – immagine analogica, Lampoon Magazine

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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