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Manon Clavelier, Vivienne Westwood
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Il ricordo di Vivienne Westwood nel 2024: due aste, una mostra, Cafè Society

A un anno e mezzo dalla scomparsa di Vivienne Westwood, Christie’s mette all’asta capi e accessori appartenuti alla stilista, mentre Cafè Society torna di attualità al photocall londinese di Challengers

Christie’s mette all’asta capi del guardaroba di Vivienne Westwood

A circa un anno e mezzo dalla scomparsa di Vivienne Westwood, avvenuta il 29 dicembre 2022, Christie’s mette all’asta una serie di capi d’abbigliamento e accessori appartenuti alla stilista britannica. Gli oggetti destinati alla vendita sono stati selezionati dal marito della designer, Andreas Kronthaler. L’evento, che ha per protagonisti più di duecento lotti, si snoda su due appuntamenti. Il primo, dal vivo, ha luogo nella città di Londra in data 25 giugno mentre il secondo, un’asta online, si tiene dal 14 al 28 giugno.

Le proposte in vendita plasmano uno spaccato formato moda di alcuni momenti rappresentativi degli ultimi quarant’anni di vita di Westwood. Dell’assortimento presentato da Christie’s fa parte un completo in due pezzi della collezione autunno inverno 1983 1984 Witches, ispirata alle opere dell’artista Keith Haring. La collezione rappresenta, inoltre, l’ultima collaborazione tra la designer e Malcolm McLaren. Tra i capi messi all’asta figura anche una creazione della proposta Dressed to Scale per l’autunno inverno 1998 1999. Altresì prenderà parte all’occasione un abito della collezione autunno inverno 2005 2006 Propaganda, instillata di riferimenti al punk.

Christie’s non si occuperà esclusivamente della vendita dei lotti, ma anche di ospitare una mostra gratuita, aperta al pubblico, su Vivienne Westwood. L’appuntamento con “Vivienne Westwood: The Personal Collection” è fissato per il periodo dal 14 al 24 giugno 2024 presso la sede di Christie’s di King Street, a Londra.

Moda e attivismo: l’impegno di Vivienne Westwood 

L’asta supporterà The Vivienne Foundation, Amnesty International e Médecins Sans Frontières. Inoltre per raccogliere fondi a favore di Greenpeace, per cui la stilista britannica è stata ambasciatrice e autrice del logo ufficiale della campagna “Save the Artic”, sarà messo in vendita THE BIG PICTURE – Vivienne’s Playing Cards, un progetto di The Vivienne Foundation.

The Vivienne Foundation poggia le proprie fondamenta su quattro pilastri di cambiamento, uno dei quali è rappresentato dallo stop al cambiamento climatico. A tal riguardo, come descritto sul sito della fondazione stessa, la strategia di The Vivienne Foundation propone di ridurre le emissioni globali e la deforestazione, oltre che di proteggere e ripristinare la natura che ci circonda.

Westwood è stata per decenni accanto a organizzazioni che si occupano del tema del cambiamento climatico. Ha sostenuto Cool Earth nel tentativo di salvare la foresta pluviale ponendo le comunità locali in una posizione centrale rispetto alla soluzione del problema. Ha supportato Amnesty International, War Child e Liberty e, nel 2012, ha lanciato il movimento Climate Revolution. L’inaugurazione di quest’ultimo ha avuto luogo durante la cerimonia di chiusura della quattordicesima edizione dei Giochi paralimpici estivi, tenutisi nella capitale del Regno Unito.

Lampoon the Muscle Issue – look Vivienne Westwood. ph. Manon Clavelier
Lampoon, the Muscle Issue – look Vivienne Westwood, photography Manon Clavelier

Biografia di Vivienne Westwood – l’impatto della collezione Cafè Society 

Il lascito culturale di Vivienne Westwood nell’anno 2024 si dispiega anche attraverso il ricordo della collezione primavera estate 1994 Cafè Society. Ai tempi della sfilata, svoltasi il 13 ottobre del 1993, sono trascorsi circa sette mesi dalla presentazione della collezione Anglomania, avvenuta a Parigi il 16 marzo. Per la stilista, da non molto Officer of the Order of the British Empire, l’anno è anche quello del matrimonio con Kronthaler.

In tema di interpretazione della figura femminile, Cafè Society è annoverabile fra le proposte più ricordate della designer britannica. Essa costituisce una carrellata di riferimenti al passato al cui centro è incastonata la rappresentazione di un modello di seduttività che suscita scalpore. A questo proposito, l’esagerazione nelle fogge e nei colori tipica degli anni Novanta assume i contorni di un contenitore. Al suo interno, ogni dettaglio concorre a costruire un impianto di immagini scolpite nell’immaginario collettivo senza, tuttavia, alcuna traccia di fissità. La staticità viene superata dal rinnovamento della percezione e della considerazione della sessualità, che diventa spunto di riflessione.

L’Hotel InterContinental di Parigi ospita la sfilata, che procede come una vera e propria antologia del costume. Ci sono riferimenti al Quattrocento, l’aspirazione alla piena autodeterminazione delle donne e un omaggio a Charles Frederick Worth, designer del diciannovesimo secolo considerato fondatore dell’haute couture. La ripresa di elementi stilistici appartenenti al passato per generare una visione radicata nel presente è un archetipo della moda di Westwood. Il ruolo assunto dai corsetti nell’opera della stilista britannica sostiene tale tesi. Essi, infatti, portano a compimento una metamorfosi che guarda alla libertà d’espressione, manifestata soprattutto dalla loro modalità di indosso. Da nascosti oggetti di costrizione, i bustier diventano lo strato più in vista dell’abbigliamento femminile. Nella realtà disegnata da Cafè Society, a interpretare i personaggi in bilico sui cliché seduttivi sono, tra le altre, Naomi Campbell, Christy Turlington e Kate Moss. Tra le istantanee più ricordate dell’intero show c’è quella di quest’ultima che, in topless e viso incipriato, calca la passerella mangiando un gelato dall’alto di un paio di tacchi rosa.

Zendaya in Challengers – per il photocall londinese, un ricordo di Cafè Society

Il 24 aprile è uscito nelle sale cinematografiche italiane il film Challengers, con la regia di Luca Guadagnino. Le vicende dei personaggi principali Tashi (Zendaya), Patrick (Josh O’Connor) e Art (Mike Faist) sono strettamente intrecciate a ciò che accade sui campi da tennis. I tre, infatti, sono rispettivamente un’allenatrice e due giocatori in attività. Il microcosmo ritratto dalla pellicola ha generato, ancor prima della sua uscita, un’iconografia di ispirazione per la Generazione Z.

Dopo la capillare diffusione sui social network del trend Barbiecore, eco dei look indossati da Margot Robbie nell’opera Barbie diretta da Greta Gerwig, l’universo tennistico di Challengers fa da perno all’impostazione di una nuova tendenza, anch’essa alimentata dal passaparola. A tal proposito, il press tour del film assume i contorni di una sfilata distribuita su più location. Gli interpreti principali sono il contesto sportivo della produzione e un omaggio a proposte moda del passato. Tra gli assaggi di anni Novanta, epoca crocevia di minimalismi e sontuosità, spicca un abito bianco. Si tratta del vestito Ralph Lauren indossato da Zendaya in occasione del photocall milanese. A sfilare nel 1991 con indosso tale creazione era stata la modella Cindy Crawford. 

Una testimonianza dello sfarzo dei tempi delle supermodelle e della giustapposizione di dettagli emerge in data 11 aprile. L’abito vestito da Zendaya per il photocall londinese di Challengers è la rivisitazione di una proposta della collezione Cafè Society di Vivienne Westwood. L’idea vista in passerella, con giacca a maniche lunghe, nella versione immortalata al Claridges Hotel appare trasformata nella parte superiore. Il gilet dalle linee pulite sostituisce l’antico blazer. Il risultato è in sintonia con l’estetica di quel trend sportivo ormai battezzato Tenniscore. La storia di Cafè Society, fatta di scarpe con vibratori, rouche e recitazione irrompe così sugli schermi della Generazione Z.

Vivienne Westwood e Zendaya: l’incontro tra il brand e la Gen Z

Non è la prima volta che l’attrice volto di Rue Bennett in Euphoria veste una creazione Vivienne Westwood. Uno degli abiti più ricordati è quello indossato da Zendaya in occasione della ottantasettesima edizione degli Academy Awards. Un vestito lungo, color avorio, che le lasciava scoperte le spalle.

Pochi mesi più tardi, Zendaya viene immortalata al fianco di Vivienne Westwood nel backstage dello show del brand. La cornice è quella della Paris Fashion Week primavera estate 2016. L’attrice viene fotografata vicino alla stilista britannica anche in occasione del party di Hunger Magazine e Vivienne Westwood.

In tema di photocall, quello londinese di Challengers non è l’unico che vede Zendaya presentarsi agli obiettivi dei fotografi con indosso una proposta Vivienne Westwood. Nel 2021 per il photocall a Londra del film Dune l’attrice veste ancora il marchio. In particolare, indossa una gonna a quadri nei toni del crema e del caffè e un top di catene della collezione Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood primavera estate 2020.

Irene Anna Gasparello

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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