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Il nuovo singolo di Busdeez aka Bassi Maestro
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Dall’house al pop elettronico – i suoni di North of Loreto, aka Bassi Maestro

Bassi Maestro, Mr. Cocky, Busdeez, Cock Dini, Cock Dizu, Busdiggy, North of Loreto. 30 anni di carriera e svariate identità da rapper, produttore, dj. Davide Bassi è il nome di battesimo

Lampoon intervista North of Loreto aka Bassi Maestro

La maggior parte di noi lo conosce soprattutto come Bassi Maestro, simbolo del rap italiano dalla lirica ricercata e poetica che ha segnato tutti gli anni Novanta e i Duemila. Sono un po’ di anni che ha appeso il microfono al chiodo. Se Bassi Maestro nelle vesti di producer e dj non morirà mai – ha appena prodotto Madreperla di Guè – Davide Bassi ora è soprattutto North of Loreto. 

Progetto fluido e multiforme, dai contorni sfumati e sempre in divenire, dal 2018 sta seminando qua e là produzioni che vanno dall’italodisco al funky, dall’house all’elettronica. E continua a muovere i suoi passi anche nella produzione di brani pop. C’è lui dietro a quella che è stata definita ‘la canzone estiva 2023 fatta bene’, Robot con Mecna e Gaia (Universal). Che però non era stata pensata per essere «per forza» un tormentone estivo. E che prepara la strada a nuove incursioni nella musica pop. 

L’addio al rap di Bassi Maestro e la nascita del nome North of Loreto

North of Loreto nasce dalle ceneri di Bassi Maestro rapper e dall’esigenza di «di cambiare completamente percorso», spiega Bassi. «Volevo mettere in luce tutta una parte di produzione che mi interessa di più rispetto alla staticità del percorso nell’hip hop. Per 25 anni è stato un blocco unico: roba sempre uguale, stessi pezzi, stesse produzioni. Avrei potuto continuare a fare la stessa roba di 20 anni fa. Ma non mi stimolava più. E l’ultima cosa che avrei fatto sarebbe stato mettermi in competizione con nuova gente, si finisce per essere ridicoli».

North of Loreto non è nato dal nulla. Più che una novità, è un ritorno alle origini: «Mi è sempre piaciuto suonare, da ragazzino lo facevo alle feste».  Mentre finiva l’ultimo tour di Bassi Maestro – quello per l’album Mia Maestà, 2017 – iniziava a prendere forma North of Loreto. Il primo album sarebbe poi arrivato nel 2019. Il titolo era lo stesso del nome del progetto, dedicato alla zona – multietnica, e adesso anche un po’ radical – dai confini incerti che a Milano si estende alle spalle di piazzale Loreto per coprire parte di quello che circonda viale Monza e via Padova. «Ho avuto lo studio lì per 15 anni, è stata una scelta naturale»

North of Loreto – il primo album, M e le Nolo Edits 

Nel 2019 arrivano le undici tracce di North of Loreto. «La mia aspirazione era il funk elettronico, modern funk, boogie californiano, ma anche un po’ East Coast. Queste sono produzioni che non mi stancano mai. Però parliamo di un genere di nicchia. Ho capito che non solo equivale ad avere zero pubblico in Italia, ma che è anche difficile da proporre all’estero. A parte in Giappone, che è stato molto ricettivo su questo progetto. Era un album un po’ immaturo dal punto di vista della produzione. Però mi ha fatto capire molto», racconta Bassi. 

Mentre North of Loreto muoveva i primi passi, scoppiava la pandemia da Covid-19. Niente live, collaborazioni ridotte all’osso. In questo periodo nasce il secondo album, M, che finisce per essere «un progetto più strumentale, anche se poteva non esserlo», in parte a causa del lavoro in solitaria imposto dal coronavirus. Qui le produzioni sono più criptiche e virano verso la house, accompagnata da tutta una serie di pezzi più acid, minimali, su drum machine 909 e 303. Subito dopo su Bandcamp esce la serie di produzioni in limited edition dei NoLo Edits, in vinile e in digitale, distribuiti da Bordello a Parigi, label di Amsterdam tra le più conosciute per i cultori dell’elettronica nelle sue varie declinazioni. 

Nolorican e The House Sound of Nolo 

L’anno scorso tocca a Nolorican, EP-tributo al quartiere di NoLo. In copertina c’è la foto di uno dei palazzi più riconoscibili di piazza Morbegno, scattata negli anni ’60, con elementi che rimandano alla musica africana e latino-americana. «Dovevo cercare di parlare un linguaggio che fosse comprensibile in Italia. E devo dire che è il primo progetto che mi ha portato più attenzione anche qui. Rispetto agli altri è più suonato dagli addetti ai lavori», spiega Bassi. L’EP – dal «concept molto semplice» – è costellato di sample sparsi e qua e là, come nella miglior tradizione già propria di Bassi Maestro producer. A suoni lo-fi orientati al dancefloor si aggiungono elementi di jazz e richiami sonori alla multietnicità di NoLo. 

L’ultimo progetto di North of Loreto sono state le quattro tracce che danno vita a The House Sound of NolodovE, dosE, lovE e dopE. «Mi sono aperto una strada verso una dimensione più europea, anche come suono. C’è qualcosa del Regno Unito, la modalità di produrre è più attuale, più delineata. È meno anni ’80 e un po’ più nuova come tiro rispetto a robe vintage», dice Bassi. E svela che questo è stato l’ultimo progetto in omaggio al quartiere, anche se «il nome North of Loreto rimarrà».

Ti Pretendo XXX con Raf e Guè, Robot con Mecna e Gaia e il pop italiano

Il prossimo album potrebbe uscire l’estate prossima. Bassi punta a coprire «territori inesplorati» – british wave anni ’80, house di Chicago e dintorni, stile 1986, 1987, 1988. La direzione da prendere è in costruzione: «Adesso stanno tornano molto anche gli anni ’90. Io dubito che lo farò, a meno che non si parli di french house. Vedremo». Nel frattempo, North of Loreto si è mosso anche su un altro terreno, guardando più al mercato discografico nazionale: quello della musica pop. Bassi non è nuovo a incursioni nella produzione più popolare. Nel 2003 aveva accompagnato Syria a Sanremo con L’amore è, ha lavorato con Tricarico e Alexia. Questo però era Bassi Maestro. Nel 2022 ha dato il via a un nuovo filone anche North of Loreto. Ha rivisitato la italodisco di Ti Pretendo di Raf, 1989, attualizzandola e cucendole addosso una veste più elettronica. È venuta fuori Ti Pretendo XXX, dove lo stesso Raf canta insieme a Guè. 

Bassi Maestro, Robot

Un pezzo veloce, tra italodisco e pop elettronico – sempre anni ’80 – arrivato alla fine di un periodo di lavorazione «molto lungo». Bassi racconta di aver avuto in testa, anche in questo caso, «un concept semplice». E cioè «un amore non corrisposto perché una delle due persone è fredda come un robot, in un periodo in cui si parla sempre di intelligenza artificiale»

Da tempo era nell’aria l’idea di fare «qualcosa di elettronico» con Mecna. «Abbiamo fatto un provino con ritornello con vocoder, la prima versione era molto italodisco. Quello che mi ha rimandato indietro mi ha illuminato: è nato un arrangiamento completamente nuovo. Poi abbiamo pensato a Gaia. Non è facile trovare un’artista con una voce che può essere retro e fresca allo stesso tempo». A livello di arrangiamento, in Robot è chiaro il riferimento a un pop dalle scale black, quasi soul anni ’90. «Strizza l’occhio anche al pop americano: io ascolto molto ‘pop facile’, se fatto bene, come quello di Charlie Puth».

Dopo Mecna e Gaia, arriveranno altre collaborazioni a dar vita a nuova musica pop. Quali potrebbero essere? «Penso a realtà diverse, da cantanti classici anni ’80 a nuove voci. Sono convinto che riuscirò a mettere insieme un bel mix di vecchio e nuovo. Non escludo anche qualche rapper che sta andando più verso una direzione canora. Madame, per fare un esempio, l’abbiamo conosciuta come rapper. Ma ascoltando l’ultimo disco si vede tutta la sua potenzialità come cantante». Bassi menziona poi Calcutta, Coez, Frah Quintale, Tananai – «viene dall’elettronica ma sta facendo canzoni enormi» – e Annalisa – «mi è sempre piaciuta moltissimo»

Davide Bassi

Nato a Milano nel 1973, Bassi Maestro esordisce come dj hip hop tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90. Dopo le prime demo – Furia solista e Bastian contrario – nel 1995 esce il primo album Contro gli estimatori, con l’etichetta Mixmen, da lui fondata. L’ultimo album da rapper, Mia Maestà, è del 2017. Ora- mentre Bassi Maestro continua la sua carriera da produttore e dj – Davide Bassi si è lanciato nel nuovo progetto North of Loreto. 

Giacomo Cadeddu

Davide Bassi
Davide Bassi

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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