Cerca
Close this search box.
Cerca
Close this search box.
Emilio Isgrò, La pigrizia del discobolo, 2013, acrilico su tela, 118 x 170 cm, Foto Andrea Valentini, Courtesy Archivio Emilio Isgrò
TESTO
CRONACHE
TAG
Facebook
WhatsApp
Pinterest
LinkedIn
Email
twitter X

Brescia, una città cancellata dall’arte: Emilio Isgrò

Una moltitudine di api in volo cancellano le iscrizioni presenti sulle epigrafi romane delle pareti del museo. «La mia tecnica del cancellare sembra nata per la digitalizzazione». Isgrò cancella Brixia

Pittore, poeta, scrittore, drammaturgo e regista, Emilio Isgrò realizzò le prime cancellature su enciclopedie e libri nel 1964. Nella cancellatura dell’Enciclopedia Treccani, l’artista volle mettere in discussione la valenza del sapere nozionistico quando ordinato senza relazione tra i contenuti, esplicitando un dubbio sull’utilità della cultura quando non pone domande. Le cancellature valsero a Emilio Isgrò diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia e il primo premio alla Biennale di San Paolo nel 1977.

L’Incancellabile Vittoria Alata a Brescia

In occasione del ritorno della Vittoria Alata a Brescia nel 2022, dopo un’operazione di restauro, Emilio Isgrò realizzò l’Incancellabile Vittoria per la parete nord della fermata Stazione FS della Metropolitana di Brescia. Si trattò di un’installazione di circa 200 mq composta da duecentocinque pannelli di fibrocemento fresati. La silhouette della dea romana, tratteggiata di rosso e riconoscibile dalle ali e dalla posizione alzata delle braccia, emerge da una griglia di cancellature nere su un brano tratto dall’Eneide di Virgilio.

Il poeta classico racconta nell’Eneide la fondazione di Roma e la grandezza del suo impero di cui Brixia – il nome antico di Brescia – faceva parte ed era una delle città più di rilievo. L’Incancellabile Vittoria fu donata dall’artista alla città, in linea con lo sviluppo dei progetti di arte contemporanea gestiti dalla Fondazione Brescia Musei. A distanza di due anni, Emilio Isgrò torna in città in vista di Bergamo-Brescia Capitali Italiane della Cultura 2023 con il progetto artistico Isgrò cancella Brixia che si estende lungo il Corridoio Unesco che congiunge il Capitolium al Museo di Santa Giulia.

Lampoon introduce Emilio Isgrò

Isgrò cancella Brixia è nato dalla sinergia con Francesca Bazoli, presidente dei Musei Civici di Brescia e il direttore Stefano Karadjov. L’obiettivo del progetto è porre in dialogo l’archeologia e l’arte contemporanea, la storia e il presente, la cultura classica e la sua persistenza nei giorni nostri. «Il recupero del classico –  spiega Emilio Isgrò – non significa passo fermo e nostalgia, significa voler ripartire dopo una crisi epocale in cui l’arte brancola». In questa mostra l’artista ha avuto come un «mandato ad agire per mostrare il volto e l’energia della città al mondo»

La mostra è composta di lavori inediti allestiti negli spazi del Museo Santa Giulia: installazioni fisiche, digitali e performative, alcune permanenti e altre effimere presso il Chiostro rinascimentale del museo. Alcune opere sono situate al Capitolium, nel Teatro del Parco Archeologico e alla stazione della metropolitana FS. «Ho provato a scuotere la bottiglia per vedere che cosa sarebbe successo, dimenticando tutto il Novecento e la mia stessa produzione artistica. È stato un azzardo che ho corso per una comunità culturalmente potente come Brescia».

Il percorso espositivo di Emilio Isgrò Cancella Brixia: Le api di Virgilio

La mostra inizia dalla sala centrale del Capitolium che ospita l’opera Le api di Virgilio. Si tratta dell’opera digitale più grande prodotta da Emilio Isgrò, realizzata con la collaborazione di DrawLight_Me Young Immersive Studio, il quale si è dedicato alla creazione del videomapping. Una moltitudine di api in volo cancellano le iscrizioni presenti sulle epigrafi romane delle pareti del museo. La cancellatura, grazie alle tecniche digitali utilizzate, si manifesta nella vivacità delle immagini in movimento. Le api, simbolo di socialità e di operosità, oltre a coprire le epigrafi compongono nuove parole, evocando un dialogo temporale tra i vocaboli antichi e quelli della contemporaneità. Un richiamo alla visione di Enea dello ‘sciame di anime’ che si aggiravano nella valle del mitologico fiume Lete, raccontato da Virgilio nel Libro VI dell’Eneide. «La mia tecnica del cancellare sembra nata per la digitalizzazione, ma non bisogna radicalizzare il discorso e pensare che esista solo l’arte digitale».

Il complesso del Museo di Santa Giulia: L’armonium delle allodole impazzite

Nel Chiostro rinascimentale, all’interno del complesso del Museo di Santa Giulia, s’incontra L’armonium delle allodole impazzite, una tastiera ziqqurat in onore di Arturo Benedetti Michelangeli, pianista solista bresciano. Nell’opera il pianista è raffigurato dal cinguettio di un’allodola accompagnato da un coro di uccelli. Per continuare il filo logico del progetto espositivo legato al romano e al classico, dalla tastiera fuoriescono le note della Norma di Vincenzo Bellini, una delle opere più potenti della tradizione lirica italiana ambientata nelle Gallie Romane.

Questa opera è presentata per la prima volta a Brescia ed è stata realizzata da Fondazione Brescia Musei in co-produzione con Arte Sella, importante parco d’arte contemporanea immerso nella natura della Val di Sella, nella Valsugana. Qui, al termine della mostra, l’opera l’Armonium delle allodole impazzite verrà collocata permanentemente nello spazio all’aperto individuato dall’artista stesso.

Brixia come Atene 

Le sale espositive del Museo di Santa Giulia ospitano un ciclo di tredici tele, realizzate a partire dal 2013 dal titolo Brixia come Atene. Raffigurano pagine illustrate di un libro sulla vita quotidiana di un’antica polis greca cancellate in bianco. Rispetto a Le Api di Virgilio, qui Isgrò riconduce la cancellatura a una piena pratica pittorica e soprattutto non più concettuale, così da recuperare la modalità operativa sperimentata negli anni Ottanta. È presente, inoltre, la scultura di un discobolo coperto da formiche, topos ricorrente nei lavori di Isgrò, che esprimono sia il decadimento che una rinnovata vivificazione dell’opera.

Il percorso espositivo si conclude nei giardini del Viridarium, parco pubblico sito all’interno all’area di Santa Giulia, dove un grande mappamondo del diametro di quattro centimetri si presenta come caduto sul prato.

Tutti i toponimi sono stati cancellati da Isgrò eccezion fatta di quello di Brixia. Questa opera pubblica resterà in permanenza alla città andando ad arricchire le collezioni civiche cittadine; inoltre sarà realizzata in acciaio inossidabile con una tecnologia di stampa digitale all’avanguardia.

Il teatro di Emilio Isgrò

Il dialogo tra l’antico e il contemporaneo è un tema utilizzabile per riproporre le pièce teatrali di Isgrò che, nei primi anni Ottanta, segnò un passaggio nella drammaturgia contemporanea con la trilogia dell’Orestea, andata in scena sulle rovine del terremoto di Gibellina vecchia (TP). «L’arte degli ultimi cento anni prende naturalmente dal teatro» commenta Isgrò, «si può parlare di teatralizzazione delle arti».

Adonàis Dòmine 

Giovedì 22 giugno 2022, in un luogo storicizzato come il Teatro Romano, è stata ospitata la prima di Didone Adonàis Dòmine. Uno dei drammi scritti da Isgrò con protagonista l’attrice Sandra Toffolatti insieme a Elena Antonello, Giacomo Mangiola e Gianluca Pantaleo, con la regia di Giorgio Sangati.

Gian Mario Bandera 

Gian Mario Bandera è direttore del Centro Teatrale Bresciano. Vorrebbe ridare vita a un luogo simbolo della storia come il Teatro Romano attraverso nuove iniziative. Brescia ambisce a diventare, insieme a Bergamo, Capitale della cultura 2023. «Traguardo atteso che ci vedrà protagonisti di una proposta artistica pensata per interpretare la nostra città attraverso il teatro».

Giulia De Sanctis

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

CONDIVIDI
Facebook
LinkedIn
Pinterest
Email
WhatsApp
twitter X