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La fibra vincitrice del Record Bale che ha raggiunto la finezza di 10,5 micron 2022 Lampoon
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Fattorie, pecore d’Australia, una sera al Poldi Pezzoli: i racconti di Pier Luigi Loro Piana

Le sfide, le attese, le cronache di quegli anni in Australia – Loro Piana ottenne la fornitura della lana migliore: Pier Luigi Loro Piana racconta, in onore del Record Bale 2022

La prima scelta, ma non ancora la migliore: Loro Piana e John Devereaux

Erano gli anni Novanta, Pierluigi Loro Piana cercava la migliore lana in Australia. Viaggiava nel continente, trattava con gli allevatori di greggi per avere il materiale di qualità. I dialoghi procedevano tramite intermediari – tra questi broker, John Devereaux era in grado di procurargli la prima scelta, ma non la migliore in assoluto. La migliore lana australiana, a quei tempi, era riservata a un compratore a cui nessun intermediario osava mancare di rispetto. Pier Luigi Loro Piana restò in attesa – la storia insegna come la pazienza sia la migliore arma in ogni battaglia. La capacità di Loro Piana era già conosciuta nel mondo. Spalle larghe, sorriso pacato – il momento arrivò. John Devereaux si ripresentò a Pier Luigi Loro Piana. Il compratore aveva perso la precedenza – (io che scrivo penso di sapere chi fosse questo compratore, ma non ho informazione certa) – e Devereaux offriva a Loro Piana il diritto di acquisirla.

Pier Luigi e Sergio Loro Piana: gli anni Novanta in Australia

Si trattava di poche balle – venti all’incirca – a un prezzo di vendita alto. Al di là del costo, la preoccupazione di Loro Piana era data dalla quantità – cosa avrebbe potuto fare industrialmente una partita di venti balle, per quanto pregiata? Le operazioni di Loro Piana si calibravano su acquisti di ventimila balle di lana australiana all’anno – i parametri manifatturieri così come le attese commerciali avrebbero trovato un intoppo. Pier Luigi chiamò in Italia Sergio. I due fratelli erano titubanti. Si trattava della migliore lana al mondo, qualche cosa ci avrebbero pur fatto – si dissero. Pier Luigi recepì l’offerta, ottenne il diritto alla precedenza e comperò.

Australia: la migliore lana del continente

Sul tavolo, si pose allora un’altra domanda: quelle venti balle di lana rappresentavano la prima lana del continente australiano, che l’intermediario Devereaux recuperava commerciando con gli allevatori più capaci. Significava che quelle balle provenivano da aree diverse, animali diversi. Significava che le balle, le più pregiate sul mercato, erano una diversa dall’altra. Se tale differenza sussisteva in vero, tra quelle venti balle una sarebbe stata migliore tra le altre. 

Record Bale – l’istituzione del premio 23 anni fa: Damien Betrand, CEO di Loro Piana

Loro Piana istituì un riconoscimento annuale, il premio per la Record Bale – la balla del record – la cui prima edizione ebbe luogo nel 1999. Il parametro principale è il diametro della fibra che ne indica la finezza – più la misura del diametro è minima, più il valore aumenta – raccontava Damien Betrand, CEO di Loro Piana. Da quei primi anni duemila a oggi –- il diametro della fibra si è ridotto del 25 percento arrivando a misurare 10,6 micron (come riferimento, vale pensare che il diametro di un capello sulla nostra testa misura 80 micron). Quali siano i fattori che portano a queste evoluzioni, non ci sono studi confermati. Si osserva l’implementazione genetica, la capacità di allevatori e veterinari nella miglior cura della razza australiana. 

I parametri di valutazione per l’assegnazione del Record Bale

La finezza non è sufficiente – perché una fibra fine e corta, è inutile. Se una fibra è lunga, sarà abile alla filatura, laddove le fibre si devono attorcigliare tra loro. Altro parametro è la tenacia della fibra, che si comprende dal punto di rottura: ponendo i due estremi della fibra a tensioni opposte, con quale forza si spezzerà? E ancora dove si spezzerà? In quale punto? Il primato della Record Bale è dichiarato in micron per la finezza della fibra, ma tale finezza deve essere raggiunta mantenendo gli altri codici ai loro requisiti standard. Tutto il processo viene certificato dalle istituzioni australiane.

Pierluigi Loro Piana: «io faccio»

La Record Bale è consegnata dagli allevatori a Loro Piana allo stato sucido – Loro Piana la trasporta in Italia. Una Record Bale deve pesare almeno 40 chili. Una volta filata, permette la tessitura di 140 metri di tessuto utili per realizzare 40 abiti. Il titolo del filo è all’incirca sul 120 – perché anche se possibile, non avrebbe senso portare all’estremo il titolo: con un filo titolo 170 la tessitura produrrebbe un velo di lana, poco utile alla sartoria – evenienza che rimbalza contro una frase che Pierluigi Loro Piana sembra ripetere facilmente: «io faccio». Ovvero: per quanto incredibile possa apparire un tessuto, se non serve a niente, non mi interessa. 

Loro Piana – filiera italiana su materie prime che arrivano da lontano

Vero è che tutte le fibre lavorate da Loro Piana sono di importazione – vicunha, cachemire, lana merino – ma una volta che il materiale sucido arriva in Italia, la filiera è locale. La catena italiana oggi è un vanto e un impegno etico – ma per un imprenditore come Loro Piana è un asset di controllo e anche di risparmio. Se qualcosa va storto e non ce l’hai sotto controllo non risalirai mai al problema. Se il controllo è costante e ossessivo, si può dar luogo alle sperimentazioni – poiché spesso sono gli errori o i problemi In manifattura che costringono a trovare soluzioni – e dalle soluzioni nascono le idee per le innovazioni.

Record Bale 2022, Pamela e Robert Sandlant, Pyrenees Park – Museo Poldi Pezzoli e il giardino degli Attolico

Ogni anno, le fattorie che concorrono a questo premio sono circa cinque o sei, tra tutta l’Australia e la Nuova Zelanda – solo così poche raggiungono l’abilità di evolvere la genetica della razza. Nel 2022, il Record Bale è andato a Pamela e Robert Sandlant, titolari della fattoria Pyrenees Park – vincitori per il sesto anno consecutivo. La premiazione ha avuto luogo, a Milano, al Poldi Pezzoli – Mr e Ms Sandlant sono arrivati volando dall’altra parte del mondo per essere applauditi dalla buona borghesia cittadina. Entrando da via Bigli, invece che dalla porta principale da Via Manzoni, si attraversava il giardino della famiglia Attolico, aristocrazia lombarda che per generazioni mantiene la proprietà di alcuni palazzi della contrada, tra cui il palazzo che ospita il museo. La visita alle stanze del primo piano, salendo per la scalinata barocca intorno alla fontana, superando i fondi oro, il Pollaiolo e la miniatura di Raffaello, conduceva alla galleria dedicata a Fra Galgario, il cui ultimo dipinto per ordine espositivo, è il cavaliere con le labbra rosse. 

Pier Luigi Loro Piana e Donald Burnett, Mount Cook Station

Nella veranda del Poldi Pezzoli che affaccia sul giardino degli Attolico, una cena seduta era il contesto per la premiazione. Pier Luigi Loro Piana raccontava tanto di quanto sopra ho scritto. In chiusura del suo discorso, tornando a quegli anni Novanta quando la sfida per la finezza della fibra lo coinvolse, ha dedicato qualche parola a colui che ha voluto indicare come suo mentore – Donald Burnett, un fattore già anziano in quegli anni. Donald Burnett è stato capace di trasmettere l’ossessione per la cura delle pecore: tutto le sere, in quei giorni dell’anno in cui la temperatura scende, Burnett andava a coprire il gregge con un cappotto, tenendo un diario per ogni informazione: alimentazione, clima, piogge – oltre alla genetica, la salute dell’animale e la salubrità ambientale sono i fattori empirici che possono più influire sulla qualità del vello. In quegli anni, Loro Piana voleva aiutare Donald Burnett in quella che sembrava una ossessione, più che una missione – entrando in società con lui e finanziando la fattoria. Il ranch si chiamava Mount Cook Station – si disteneva ai piedi di questa montagna. In quel periodo, Donald Burnett venne a mancare e l’accordo si fermò. Pier Luigi Loro Piana non poté essere presente il giorno del funerale. La prima volta che tornò nel continente, chiese di poter far visita al luogo di sepoltura. In elicottero fu trasportato sul ciglio del Mount Cook, da lì camminò cinquecento metri e arrivò sull’orlo di un dirupo. Una lapide riportava il nome dell’uomo che tanto gli aveva insegnato, e che nel suo riposo voleva continuare a controllare il bene – dall’alto, insieme a Dio – nei campi, la lana delle sue greggi.

Carlo Mazzoni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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