Zucca a poin in vetro resina, Yayoi Kusama e Louis Vuitton
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Le zucche colorate a pois di Yayoi Kusama appaiono in Piazza San Babila

Le tre zucche colorate sono apparse sulle tre colline della piazza, in contrasto con l’architettura fascista – LV si prenderà cura del verde di queste aiuole per tutto l’anno a venire

Louis Vuitton le zucche alter ego di Yayoi Kusama in piazza Piazza San Babila: pois anche dal fioraio Giovanni 

La mattina del 13 gennaio 2023, Piazza San Babila è diventata teatro dell’immaginario di Yayoi Kusama con tre grandi zucche a pois. La zucca è l’alter ego dell’artista già dal 1946, come parte dell’opera in una mostra itinerante nella sua città natale, Matsumoto. Sono determinata a creare un mondo Kusama che nessuno abbia mai visto. Le sculture in vetro resina dimorano sulle collinette della piazza, che Louis Vuitton ha ripristinato. Per tutto l’anno la maison si impegna nella riqualificazione e cura del verde della Piazza, attraverso una collaborazione tecnica con il Comune di Milano. Anche il chiosco di fiori di Giovanni Borgonovo, attiguo a via Bagutta si è vestito di pois colorati che replicano la pennellata di Kusama – e forse proprio qui, dal fiorista Giovanni, si tocca il vero cuore milanese di Piazza San Babila.

Piazza San Babila: da Palazzo del Toro alla Torre San Babila di Alessandro Rimini fino all’eterno cantiere della linea della metropolitana M1 – progettata dal Compasso d’Oro Franco Albini

Piazza San Babila, collega il Duomo al Quadrilatero della Moda con i grattacieli anni Trenta.  In epoca fascista,, la piazza si trasformò in uno snodo viabilistico per la città, e le architetture ne ricordano i dettami estetici. Tra il 1935 ed il 1939 fu edificato Palazzo del Toro così battezzato per avere ospitato l’azienda Toro Assicurazioni. all’angolo della Piazza svetta quello che fu il primo, grattacielo di Milano, Torre San Babila. Edificata dall’architetto Alessandro Rimini nel 1937, la torre di sessanta metri di altezza ospita quindici piani. In Piazza si è circondati da alte architetture razionaliste con grandi finestre dalle linee squadrate- che oggi in questa austerità tra la nebbia di gennaio sembrano guardare con sospetto le tre zucche di Yayoi Kusama. I lavori al cantiere per la realizzazione della Stazione San Babila della M4 sono iniziati nel 2016 e dovrebbero terminare nel 2023: la nuova linea della metropolitana andrà a incontrare la M1. Non tutti i milanesi, e non tanti di chi a Milano è di passaggio, sanno come la M1 portà Franco Albini a vincere il vinse il Compasso d’Oro nel 1964 per il design di tutti le parti della metropolitana – dalle linee di colore della segnaletica, alla curvatura dei corrimani in tubolare all’uso della gomma nera di Pirelli per le pavimentazioni. 

Da Gisele Bundchen a Bella Hadid fino a Christy Turlington: le top model della campagna LV x Yayoi Kusama

Le modelle ballano su She’s a Raimbow dei Rolling Stones. La campagna era stata anticipata dagli scatti che ritraevano Gisele Bundchen con il Louis Vuitton Monogram rivisitata col con i pois di Kusama. Bella Hadid, fotografata da Steven Meisel scrive, vuole sottolineare lo spessore del progetto: mi sento in sintonia con lei per quanto riguarda la guarigione della salute mentale attraverso la libertà e creazione artistica. Christy Turlington posa con la Neverfull, tinta di rosso e infinity dots, un ciondolo a forma di zucca.  Ancora: Liya Kebede, Malick Bodian, Fei Fei Sun, Parker Van Noord, Karlie Kloss, Rianne Van Rompaey, He Cong e Anok Yai. Vuitton dispiega un esercito di potere mediatico ed economico, oltre che di bellezza femminile per un artista novantenne.

Yayoi Kusama: Pois, visioni oniriche e allucinazioni visive

Eternamente fanciullesca, l’artista Yayoi Kusama, è conosciuta per il ripetersi ossessivo dei pois delle sue opere. Le visioni oniriche delle sue installazioni celano un tentativo di evasione dalle allucinazioni visive di cui Kusama soffre sin da bambina e che tenta di esorcizzare tramite la pittura. Nata nel 1929 a Matsumoto, nella prefettura di Nagano, Kusama proviene da una famiglia dell’alta società giapponese, proprietaria di un impianto di semi. L’educazione rigida e formale della famiglia non la aiuta ad affrontare i disturbi psichici di cui soffre. La prima allucinazione accadde in un campo di fiori, l’artista racconta che si sentì accecare dai fiori e dalle immagini che la circondavano. Trova nella pittura una via di espiazione alla sofferenza. Inizia a dipingere pois, forme facili e veloci, in modo da poter concludere il quadro prima che la madre, contraria alla passione artistica, glielo strappasse.

La lettera a Georgia O’Keeffe, il viaggio dell’artista negli Stati Uniti e la consacrazione 

Un giorno Yayoi Kusama trova in libreria un libro con i dipinti dell’artista Georgia O’Keeffe, se ne appassiona tanto da scriverle una lettera. Alla risposta della O’Keeffe, nel 1958 Kusama parte per gli Stati Uniti

In America Georgia O’Keeffe, l’aiuta e la sostiene cercando gallerie che potessero esporre e vendere le sue opere. Espone alla galleria Brata, dove ottiene l’attenzione del critico John Donn e inizia a farsi conoscere nel panorama artistico della città. Negli anni Sessanta Kusama consolida la sua posizione nell’avanguardia newyorkese e viene considerata una rivoluzionaria per l’epoca. L’ambiente artistico è maschile e Kusama risponde in modo provocatorio sfidando il patriarcato con installazioni falliche e performance esplicite. Kusama girava New York con un vestito e un cappello decorati con membri maschili, organizzava happening nelle piazze e nei parchi newyorchesi, dove dipingeva corpi nudi di ragazzi con pois colorati. 

Le opere Accumulatium, Sex Obsession e l’installazione One Thousand Boat Show

Di questo periodo sono le opere d’arte Accumulatium, Sex Obsession e l’installazione One Thousand Boat Show, esposta nella galleria di Gertrude Stein nel 1964.  Nel 1966 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia l’opera Giardino dei Narcisi. Kusama installò 1500 sfere specchianti davanti al Padiglione Italia vendute a i visitatori a due dollari ciascuna, con dei cartelli con la scritta Your Narcisism for Sale. Oggi l’opera ha fatto il giro del mondo: Hayward Gallery di Londra, Bellagio Gallery of Fine Art di Las Vegas, Central Park e Fort Tilden a New York, il giardino delle Tuileries di Parigi, Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca, la Art Gallery of Ontario di Toronto. 

Giardino dei Narcisi: prima la Biennale poi il mondo, da Hayward Gallery di Londra a le Tuileries di Parigi fino all’Art Gallery of Ontario di Toronto

Nel 1973 Yayoi Kusama torna in Giappone. Dal 1977 si fa ricoverare spontaneamente nell’istituto psichiatrico Seiwa Hospital, dove vive ancora oggi. Qui continua la sua opera artistica dipingendo quadri e scrivendo poesie surreali recandosi quotidianamente nel suo studio di Shinjuku (Tokyo). Nonostante la sofferenza e le angosce che la tormentano le opere di Kusama sono luminose: Traducendo le allucinazioni e la paura in dipinti, ho cercato di curare la mia malattia. La mia arte vuole essere una sorta di guarigione per tutta l’umanità. 

Creare l’infinito: i mondi di Yayoi Kusama e Louis Vuitton: in principio fu l’Ellipse Bag e il Monogram Vernis Dots Infinity

Il primo incontro tra Kusama e Louis Vuitton, risale al 2006 a Tokyo quando l’artista customizzò con i suoi caratteristici pois la borsa, Louis Vuitton Ellipse Bag. Nel 2012 grazie a Marc Jacobs, direttore artistico Louis Vuitton, Kusama e il brand strinsero una delle primarie collaborazioni artistiche della maison francese. Furono realizzati capi dipinti a pois, e  fu lanciata una linea di borse in cui il Monogram fu sostituito e mescolato con i Pois di Yayoi Kusama . Nel 2023 Yayoi Kusama e Louis Vuitton tornano insieme: Parigi, Londra, New York e Milano sono le città protagoniste scelte per celebrare la seconda collaborazione con l’artista giapponese.

Il restauro dell’ex Garage Traversi di via Bagutta: oggi, gli Infinity Dots di Yayoi Kusama

Il nuovo spazio Louis Vuitton di via Bagutta, è sito nell’ex Garage Traversi.  I nuovi spazi si sviluppano su tre livelli, ospitano spazi dedicati al retail (piano terra e secondo piano) e progetti speciali (primo piano) della maison con un calendario che alterna pop up immersivi ad esibizioni dalla vocazione artistica e culturale.

Con il lancio mondiale della collezione Louis Vuitton x Yayoi Kusama, la Maison celebra l’apertura del nuovo spazio milanese dedicato ai progetti speciali, con un allestimento aperto al pubblico ispirato ai motivi ricorrenti dell’artista giapponese. I suoi pois ossessivi invadono lo spazio e contaminano tutte le superfici offrendo ai visitatori un’esperienza distopica: ci si ritrova circondati da pois gialli e neri e dalle Metal Ball, le maxi sfere in metallo che riflettono lo spazio, moltiplicandolo.

Il progetto dell’architetto Giuseppe De Min e il restauro del Comune di Milano con Bnp Paribas

Progettato negli anni Trenta dall’architetto Giuseppe De Min, fu la prima autorimessa multipiano di Milano. Un esempio di architettura razionalista, sviluppato su otto piani dalle linee curve era dotato di sistema monta-vetture all’avanguardia per l’epoca. Rimasto chiuso dal 2003, oggi il Garage Traversi, è di nuovo un’icona dell’architettura della città e vede un nuovo splendore con 5550 mq dedicati al retail e due rooftop e terrazze panoramiche. Con il restyling è stato ripristinato il vecchio colore dell’edificio, un verde salvia scelto da De Min, così da creare un collegamento visivo con la torre di Piazza San Babila. Bnp Paribas, con un investimento di 30 milioni di euro, ha ridato vita agli spazi mantenendo la facciata razionalista seguendo i vincoli imposti dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici e Culturali.

Domiziana Montello

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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