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LA FORESTA DI EVA JOSPIN, ATELIER RUINART 2023, LAURE VASCONI
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Eva Jospin per Maison Ruinart: selezionata l’artista francese per Carte Blanche 2023

Promenade(s) en Champagne: passeggiate nei territori del savoir-faire e della biodiversità, con Eva Jospin: i paesaggi di cartone dell’artista francese in mostra per il progetto Carte Blanche 2023 di Ruinart

Eva Jospin, artista Carte Blanche 2023 per Ruinart: una Champagne di cartone 

Promenade(s) en Champagne: passeggiate nei territori del savoir-faire e della biodiversità, con Eva Jospin: i paesaggi di cartone dell’artista francese in mostra per il progetto Carte Blanche 2023 di Ruinart. La regione della Champagne, con le sue architetture e opere naturali, i suoi riti ancestrali e tradizioni centenarie, trova un nuovo racconto attraverso la voce di artisti contemporanei. Per il 2023 Maison Ruinart ha invitato Eva Jospin a unirsi al progetto Carte Blanche – iniziativa inaugurata nel 2008 – affidandole una ‘carta bianca’ su cui dipingere, incidere o cesellare la sua visione del terroir della Maison. 

I paesaggi di cartone di Eva Jospin per Ruinart

La ricerca artistica di Eva Jospin si avvia nelle aule dell’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts de Paris, dove apprende il disegno su tela e la pittura classica figurativa. Eva Jospin, hasempre voluto uscire fuori dal quadro. Nel 2002, conseguita la laurea presso l’istituto parigino, una circostanza casuale per la produzione di opere di larga scala, la cui forma non può essere piegata alla misura del quadro. «All’inizio è stato un caso, perché avevo appena cambiato atelier e avevo voglia di produrre opere molto più grandi. Ho riflettuto sulla produzione e ho visto le scatole del trasloco in un angolo dell’atelier. Da lì ho creato la mia prima foresta di cartone». Demistificando il rapporto artista-materiale, già nel 1912 Pablo Picasso aveva introdotto l’uso di materiali quotidiani e banali in alternativa ai finiti in bronzo e marmo con una chitarra cubista in cartone. Sul medesimo versante di pensiero si pone Eva Jospin facendo del cartone il suo materiale d’elezione.

L’arte di Eva Jospin agisce sullo spazio, e non su piani bidimensionali

Eva taglia, spiana, fora e lacera il cartone dando forma a sculture, installazioni e dispositivi monumentali. Senso del dettaglio e coscienza dello spazio, lavoro di minuziosa oreficeria e libertà creativa definiscono, in un accordo di contraddizioni, opere paesaggistiche con caratteristiche proprie. Facendo un uso «libero e quasi irrispettoso» del cartone, un materiale che nel vocabolario di uso quotidiano è diventato sinonimo di contenitore, Eva Jospin opera un lavoro di composizione e stratificazione che si traduce in foreste, grotte e ninfee dalla natura densa. Il racconto di queste opere si sviluppa sul filo di un processo di ricerca artistica e interiore: i paesaggi di cartone di Eva Jospin sono infatti luoghi della mente e dell’animo che interpretano la natura come uno spazio di libertà in cui è bello perdersi. Non vi è alcuna resa romantica della natura, ma piuttosto la figurazione di un’alternativa al mondo della città e delle macchine. 

Eva Jospin, dal Louvre a Villa Medici a Roma

Nel 2016 l’installazione Panorama viene esposta alla Cour Carrée du Louvre. L’opera, ispirata alle architetture circolari dell’Ottocento, appariva come una foresta conchiusa all’interno di una struttura che all’esterno rifletteva per mezzo di pareti specchiate la corte del Louvre. L’anno successivo, durante la sua permanenza a Villa Medici, Eva Jospin esplora forme paesaggistiche, interagisce con diverse tecniche e materiali e immette nuovi riferimenti storici nel suo immaginario d’ispirazione. Recentemente, a lato di numerose mostre collettive e personali, le è stata affidata la progettazione della scenografia per la sfilata Haute Couture Autunno Inverno 2021 di Christian Dior e nel 2022 ha realizzato un’installazione site specific per il flagship store di Max Mara a Milano.  

Eva Jospin in dialogo con Maison Ruinart 

Elevare il quotidiano a fatto artistico è l’operazione alla base del dialogo tra Eva Jospin e Ruinart.  Come l’artista francese lavora un materiale umile e ne estrae paesaggi scultorei, così lo Chef De Caves estrae aromi e sapori da un frutto della terra ugualmente umile, l’uva. Il gesto artigianale, preciso quanto ripetitivo, la dimensione del tempo, essenziale nel lavoro di modellazione dell’artista quanto nella maturazione del frutto e nell’invecchiamento dello champagne, arricchiscono ulteriormente una visione condivisa e confermata dalle parole di Frédéric Panaïotis, Chef De Caves di Maison Ruinart «Mi ha colpito il modo in cui Eva rivela gli elementi visibili e invisibili di un grande champagne. È un’artista che ha integrato il tempo nel suo processo creativo».

Il paesaggio, con la sua storia e le forme, costituisce il trait d’union tra i luoghi inventati ad arte da Eva Jospin per Carte Blanche e la storia dello champagne, un prodotto intimamente legato al suo territorio. A tal fine l’artista ha svolto uno studio capillare sul sito boscoso delle Montagne de Reims, ha visitato le vigne e le antiche cave di gesso, ovvero le crayères, dove sono affinate le bottiglie di Maison Ruinart. Si tratta di luoghi stratificati, nel tempo e nella conformazione geologica della terra, proprio come le laminazioni del cartone. In questo carattere laminato troviamo la profondità dei paesaggi di Eva Jospin che, in questa occasione, non si è limitata all’uso del cartone, allargando lo spettro dei materiali al filato di seta e alla china per meglio rendere la complessità paesaggistica della regione. «La loro verticalità, che va dalle cantine e dalle cave di gesso fino alle colline coperte di vigneti, rende i paesaggi della regione della Champagne unici. Questa verticalità è valsa loro lo status di Patrimonio Mondiale dell’Unesco» ha sintetizzato Frédéric Dufour, Presidente di Maison Ruinart.

Ruinart: Promenade(s) en Champagne 

Promenade(s), francese per ‘passeggiate’, è il titolo della mostra pensata e realizzata da Eva Jospin per il progetto Carte Blanche. L’installazione, fabbricata per lo più in cartone, si compone di rilievi, disegni e ricami che traducono in gesto artistico un retaggio e una coscienza storica per radicati nella regione della Champagne. Le opere così concepite sono organizzate attorno ad una Carmontelle, un dispositivo inventato nel Diciottesimo secolo dal pittore e disegnatore Louis Carrogis soprannominato, per l’appunto, Carmontelle. Durante le feste da lui concertate per la nobiltà francese, Carmontelle mostrava agli ospiti le sue vedute incise su tela facendole ruotare su un rotolo di carta teso tra due strutture cilindriche. Allo stesso modo, Eva Jospin restituisce il senso e la percezione delle sue passeggiate tra le cave, i vigneti di Ruinart e la vicina foresta in una struttura che si fonda sulla composizione stessa del Carmontelle: «La storia, la geografia, ma anche la cultura e il know-how di questa regione costituiscono il suo terroir. Ed è proprio questo che mi ha affascinata. La mia proposta per la Carte Blanche assume la forma di una passeggiata in un ambiente scultoreo che rende omaggio a questa terra e a tutti i gesti che la rendono viva». 

A comporre la tela di Eva Jospin per Carte Blanche 2023 troviamo dunque chefs-d’oeuvre in cartone, miniature di paesaggi perfettamente cesellati a riprodurre le profondità delle crayères – le cantine destinate alla conservazione e all’invecchiamento delle bottiglie – e le sagome dei luoghi di maggiore tradizione. Gli altorilievi, sempre realizzati in cartone, riprendono invece il motivo topico delle opere dell’artista francese, ovvero quello della foresta, il cui intreccio suggerisce l’immagine della vigna, con i suoi filari e le sue radici sotterranee. Venendo agli altri materiali, troviamo poi le riproduzioni paesaggistiche in ricami di seta, un’arte cui Eva Jospin si è avvicinata durante il progetto per la sfilata Haute Couture Autunno Inverno 2021 di Christian Dior e ha approfondito successivamente durante la permanenza a Villa Medici. Qui, la sala dei ricami in pieno stile indiano all’interno di Palazzo Colonna le ha fornito l’ispirazione per i paramenti ricamati. Infine, lavorando sulla cartografia della regione, Eva Jospin ha completato la sua tela con una serie di rilievi a disegno.

Maison Ruinart, tra art de vivre, arti applicate e arti gastronomiche 

L’art de vivre alla francese appartiene all’immaginario stesso di Ruinart dal 1896, quando la Maison commissiona all’artista ceco Alphonse Mucha il suo primo manifesto pubblicitario. In esso, una figura femminile dal sottile profilo pittorico regge una coppa di champagne e, allo stesso tempo, inaugura un legame, quello tra Ruinart e l’arte contemporanea, che vive ancora oggi. Accanto al già menzionato Carte Blanche, diverse sono le iniziative portate avanti dalla Maison. Si citano i numerosi incarichi commissionati da Ruinart in vista della celebrazione del trecentesimo anniversario nel 2029, le opere monumentali affidate a scultori al fine di celebrare la biodiversità del territorio, il sostegno di nuovi talenti e il Prix Maison Ruinart, il premio che ogni anno viene consegnato ad un fotografo emergente, le cui opere vengono in seguito esposte presso le più importanti fiere artistiche. 

Il sostegno delle arti si declina, nella visione di Ruinart, in ogni sua forma e senza alcuna esclusione. Anche le arti gastronomiche, dunque, entrano di diritto dell’universo creativo della Maison. Food For Art è il nome dell’iniziativa in cui la ricerca gastronomica e artistica si incontrano nella regione della Champagne: ogni anno sei chef dal profilo internazionale mettono la loro cucina al servizio della visione dell’artista selezionato per la Carte Blanche. Quest’anno il tema è la nobilitazione della semplicità in paesaggi di gusto, come il cartone che, manipolato da Eva Jospin, diviene un intreccio di luoghi fisici e dell’anima.

Maison Ruinart: terroirsavoir-faire e sostenibilità 

La possibilità del riciclo dei materiali ha sempre affascinato Eva Jospin: «Nel processo creativo è un materiale che si ricicla, e io stessa riciclo molto i miei lavori. Ricompongo, decompongo un’opera che servirà come sfondo per la successiva. Ri-trasformo in permanenza le mie opere, e ciò è possibile col cartone, al contrario di marmo o metallo. È anche questa fragilità del materiale che permette di lavorare così tanto e di ricomporlo così tanto». L’attenzione ad un’arte sostenibile, che rinnova e ricicla sé stessa, è tra i motivi che hanno spinto Maison Ruinart a scegliere l’artista francese. Tra gli elementi imprescindibili all’interno della costellazione valoriale dell’azienda troviamo infatti il terroir, ovvero il legame con il suolo, il savoir-faire e la promozione della biodiversità del suolo. Le iniziative portate avanti comprendono l’impegno al rimboschimento del territorio su larga scala, la riduzione dell’utilizzo dei prodotti chimici, l’abbandono degli erbicidi, il conseguimento della doppia certificazione Viticoltura Sostenibile in Champagne ed High Environmental Value (HVE) e l’uso di confezioni dal design sostenibile. 

Eva Jospin e Ruinart a Miart

Le opere d’arte realizzate dagli artisti del programma Carte Blanche sono esposte ogni anno in oltre trenta fiere in diversi siti del mondo a simboleggiare la varietà delle forme d’arte. Quest’anno Maison Ruinart è stata presente anche a Miart 2023, la fiera d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano e diretta da Nicola Ricciardi.

In questa occasione, Lampoon ha colto l’invito di Ruinart a Miart, per una visita una visita alle opere di Eva Jospin, in mostra alla Lounge Ruinart. Una promenade en Champagne: tra sculture, bassorilievi, ricami e disegni, si poteva comprendere il trionfo che la natura ottiene nella regione dello Champagne. Maison Ruinart ne raccoglie il frutto da secoli. L’Ephemeral Restaurant è stato allestito da Ruinart nella veranda del Caruso, al Grand Hotel et de Milan: il il menu vuole studiare la rispondenza tra cibo e Champagne. Insieme alla direzione di Lampoon, tra gli ospiti seduti a un tavolo imbastito per 26 persone, c’erano Émilie Fouilloux, Caterina Ravaglia, Teresa Missoni.

Stella Manferdini

EVA JOSPIN, ARTISTA SELEZIONATA PER ATELIER RUINART 2023, FOTO DI LAURE VASCONI
EVA JOSPIN, ARTISTA SELEZIONATA PER ATELIER RUINART 2023, FOTO DI LAURE VASCONI
IL LABORATORIO DI EVA JOSPIN, ATELIER RUINART 2023, FOTO DI LAURE VASCONI
IL LABORATORIO DI EVA JOSPIN, ATELIER RUINART 2023, FOTO DI LAURE VASCONI

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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