Protege Noctem di Mattia Balsamini, le fotografie analogiche raccolte in un libro che racconta l’inquinamento luminoso causato dalle ALAN (artificial lights at night)
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Mattia Balsamini alla fine del buio: le luci artificiali distruggono l’ecosistema

L’inquinamento luminoso comporta la perdita del buio, delle stelle, del sonno, degli animali notturni – Protege Noctem è il progetto fotografico di Mattia Balsamini, che raccoglie i dati sugli effetti delle ALAN

Inquinamento luminoso: quali le cause e cosa sono le ALAN – ALAN, artificial lights at night?

Il progetto fotografico Protege Noctem di Mattia Balsamini racconta gli effetti dell’inquinamento luminoso – la crisi ambientale provocata dalle luci artificiali. Le ALAN (artificial lights at night) rilasciano uno spettro blu che sta alla base di problemi legati al funzionamento dell’ecosistema. Disturbi del sistema endocrino che regolano il ritmo circadiano del sonno, malattie quali depressione, cancro soprattutto del seno e della prostata, diabete sono alcune delle conseguenze di cui si ha ormai evidenza scientifica. Colpiscono non solo gli umani ma anche gli animali, come gli uccelli che si muovono secondo i flussi migratori e sono confusi perché non riescono a riconoscere la luna, si perdono e muoiono, i dati del loro sterminio sono raccolti in un laboratorio di Citizen Science in Germania. 

La fotografia sperimentale di Mattia Balsamini tra surreale e documentario

La ricerca fotografica di Mattia Balsamini si è stabilita in una dimensione sospesa tra il surreale e il documentario – sia che si tratti di progetti personali o di collaborazioni con istituzioni come il MIT, la NASA, l’Istituto di Medicina Forenisca di Zurigo. Le sue immagini sono intrinseche di suggestioni, e le tematiche che analizza hanno a che fare con la scienza. «Ho un’idea di fotografia a cavallo tra il funzionale e il surreale. La pratica fotografica è contemporaneamente un mezzo e un fine». Il fine è la creazione di progetti informativi su temi legati al tecnico-scientifico. Una fotografia che può essere definita sperimentale; le immagini prese singolarmente vivono di un’ «impalpabile magia sospesa, di un desiderio di voler capire ma non fino in fondo – altrimenti la magia potrebbe scomparire».  

«Mi sento legato alla ricerca di bellezza classica che l’immagine fotografica sembra avere nel DNA». L’ultimo progetto di Mattia Balsamini, nato dalla collaborazione con il curatore e scrittore Raffaele Panizza, si intitola Protege Noctem, se la notte scomparisse – è stato realizzato grazie a un grant che ha finanziato quello che originariamente doveva essere progetto long form online fatto di immagini, testi narrativi, audio e video recordings attraverso cui raccontare l’ultima frontiera della crisi climatica: la perdita del buio, della visione delle stelle e le conseguenze che questo provoca sull’ecosistema.

Protege Noctem di Mattia Balsamini, le fotografie analogiche raccolte in un libro che racconta l’inquinamento luminoso causato dalle ALAN (artificial lights at night)

Il progetto di Mattia Balsamini è stato poi presentato nella forma editoriale e pubblicato nel febbraio 2023 dalla casa editrice indipendente Witty Books. «Il libro si articola tramite registri narrativi e stilistici diversi sia nell’ambito visivo che nella scrittura», combinando una narrazione surreale ed evocativa con un’informazione affidabile sul tema scelto, che è la filosofia alla base del lavoro di Mattia Balsamini. «Desideravo condensare molte delle mie ossessioni visive nell’ambito dell’astrazione in quello della rappresentazione della tecnologia in modo più distaccato e chirurgico e nel reportage più tradizionale ed imperfetto». Le fotografie analogiche si alternano in ritratti di persone, luoghi ed esperimenti attraverso cui la scienza studia, raccoglie dati, in una luminosità asettica che si contrappone alla continua cattura della notte rimanente. «La scrittura di Raffaele Panizza ha un registro empatico, detenendo però le informazioni chiave, i dati, le statistiche – rimanendo quindi informativa»

Mattia Balsamini, fotografia analogica al servizio della scienza, un piano per rendere visibile il buio

«Una delle difficoltà di questo lavoro è stato rendere apparente un tema nascosto. Abbiamo deciso di procedere per situazioni emblematiche, dividendo il macro problema in micro problemi». Il risultato finale è come il sovraccarico di luci non naturali affligga animali, piante, umani, e tutto lo spazio circostante. Pianificare la ricerca secondo le varie testimonianze è stato funzionale all’approfondimento del problema. Ogni elemento è stato curato anche attraverso pratiche differenti, dalle video interviste alle rappresentazioni sonore, così come anche l’uso della fotografia si è modulato a seconda delle esigenze, con più o meno attenzione alla resa visibile dei soggetti. Alcune immagini sono state commissionate ad astrofisici, biologi o scienziati. 

Mattia Balsamini su luce-sonno-veglia – l’analisi del sonno di Christian Cajochen, direttore del Centro di Cronobiologia di Basilea

La scomparsa della notte è una tematica ancora relativamente nascosta per cui un’alleanza tra figure interne di riferimento, cittadini, fotografo e curatore era necessaria. Tra le testimonianze conosciute e riportate nel suo progetto quella che più ha interessato Mattia Balsamini è stata l’analisi sul sonno: «nel cercare gli esponenti di rilievo nell’ambito dello studio del sonno abbiamo conosciuto Christian Cajochen, direttore del Centro di Cronobiologia di Basilea. Nelle giornate passate nel bunker in cui realizzano esperimenti sul rapporto luce-sonno-veglia siamo rimasti impressionati dagli studi sui cicli circadiani della cellula e la diminuzione drastica di ore di sonno negli ultimi trent’anni, per cause tecnologico/culturali». Il sonno cent’anni fa aveva una durata media di nove ore, oggi si è ridotto a sette. Il buio vive sempre meno, e la sua condizione è sempre più irreversibile e ridotta. 

Nel progetto fotografico di Mattia Balsamini, il tempo è l’altro elemento, assieme al buio. «L’immagine ha bisogno di essere letta velocemente. Desideravo fosse sia lenta sia riflessiva, sia rapida». I temi che affronta Protege Noctem appartengono a questa velocità, e di conseguenza anche la pubblicazione del libro con la casa editrice doveva essere al passo per essere un racconto più fedele possibile al presente, «volevo fosse una traccia di questo tempo». 

Inquinamento luminoso: anche in Italia un cielo sufficientemente puro non esiste più

Nel 2016 è stato pubblicato un atlante online (World Atlas of night Sky brightness) che mostra quante aree del globo terrestre siano illuminate di notte, e il suo costante aumento. Il museo di astronomia più grande al mondo si trova a Shanghai, dove oggi il 95% delle stelle è invisibile ad occhio nudo. Il telescopio Galileo Nazionale del nostro istituto di astrofisica è stato costruito alle Isole Canarie perché anche in Italia un cielo sufficientemente puro non esiste più. Queste sono le rapide conseguenze di cui stiamo parlando, ma c’è anche una prospettiva di futuro, in cui il fotografo non sembra riporre troppa speranza. Si chiama in campo la Commissione Europea per mettere in atto un piano ambizioso che riduca significativamente l’uso della luce artificiale esterna entro il 2030, come scrive il Parlamento europeo nel suo documento intitolato Biodiversity Strategy 2030: Bringing nature back into our lives.


«Basta poco per limitare il nostro impatto. Senza regolamentazioni si rischia che i tempi siano troppo lenti. Metterci a confronto in una sorta di downshifting intenzionale con il buio, non è facile da accettare ma è necessario, non solo per preservare la nostra salute e quella delle altre specie, ma anche per proteggere la scomparsa di un intero mondo di poesia, mistero e immaginazione, che ci stiamo precludendo». 

Mattia Balsamini, una biografia del fotografo della notte 

Fotografo del buio e della notte, Mattia Balsamini (1987, Pordenone) in condizioni di scarsa visibilità è riuscito a raccontare verità nascoste. L’ultima sua ricerca sembra appartenere a una sorta di trilogia legata alla notte, iniziata con il primo libro In Search of Appropriate Images (2020) realizzato durante il periodo della pandemia. C’è un desiderio di vedere, ma non troppo.

Sin da piccolo affascinato dal realismo al limite del magico nella pittura e condizionato dalla collezione di letteratura in casa i suoi genitori, si appassiona alle immagini e grazie alla generazione di suo padre alla fotografia. Ha passato più di un’estate lavorando per un fotografo still life del suo paese per poi decidere di lasciare l’Italia per andare a studiare fotografia in America. Dal 2008 studia presso la Brooks Institute di Los Angele e nel 2011 comincia a lavorare come assistente ed archivista nello studio di David LaChapelle.

Claudia Bigongiari

Protege Noctem, fotografia di Mattia Balsamini
Protege Noctem, fotografia di Mattia Balsamini
La fotografia sperimentale di Mattia Balsamini tra surreale e documentario
La fotografia sperimentale di Mattia Balsamini tra surreale e documentario

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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