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In Via Montenapoleone il primo negozio Gucci aperto da Guccio Gucci nel 1951
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La nuova boutique Gucci in Montenapoleone – le ramificazioni milanesi del brand fiorentino

Le boutique di Gucci a Milano: da Gucci in Galleria Vittorio Emanuele II, a via Verri allo storico negozio di Montenapoleone. Il terzo inaugurato in Italia dopo Firenze e Roma

Il rinnovato flagship store di Gucci in via Montenapoleone

Il pannello scultoreo con la scritta Gucci illuminata a led, che all’inizio del cantiere nascondeva le vetrine era diventato parte di Via Montenapoleone. Una macchia rossa a colorare la via. La boutique, chiusa per la prima volta a luglio 2022 per una ristrutturazione, è stata ora inaugurata.

Gucci ha inaugurato la boutique in Galleria Vittorio Emanuele II: l’albero di Natale e le luci a Corvetto

Sempre nel 2023 Gucci ha inaugurato i nuovi spazi in Galleria Vittorio Emanuele II, a pochi passi dalla boutique precedente. Lo store in Galleria conta oltre 900 metri quadrati e offre una selezione di abbigliamento prêt-à-porter per uomo e donna, valigie, borse, scarpe, gioielli e accessori. Gli spazi erano già di Massimo Dutti, e la maison guidata da Kering se li è aggiudicati per 4,5 milioni di euro. Di Gucci è anche l’albero che illumina per questo Natale la cupola di Galleria Vittorio Emanuele II. Il gruppo Kering ha sostituito Swarovski che da otto anni addobbava l’albero con i cristalli. Non solo dell’albero, Gucci per questo Natale illumina anche le strade del quartiere Corvetto: viale Enrico Martini, via Mompiani, via dei Panigorla e via dei Cinquecento. Oltre le strade la maison fiorentina illumina anche tre facciate di tre istituti scolastici della zona con l’installazione ‘The gift of love’

L’investimento di Gucci per questo Natale 2023 dovrebbe ammontare a oltre un milione di euro. La cerimonia di accensione dell’albero ha visto la presenza oltre che del Sindaco Sala anche del Ceo di Gucci Jean Francois Palus e di Margherita Buy e Anna Dello Russo. Non sono mancate le polemiche soprattutto sui social di chi non ritiene l’albero di pacchi bianchi e argento di Gucci all’altezza dei precedenti di Swarovski. L’albero della maison fiorentina è una montagna di quasi nove metri di pacchi decorati con il morsetto simbolo del brand dai colori freddi che poco sposano le atmosfere natalizie. Al posto del puntale la scritta Gucci.

Gucci di Alessandro Michele: la boutique di Montenapoleone è stata la prima rinnovata secondo il gusto e l’estetica dell’allora nuovo direttore creativo Alessandro Michele

Lo storico flagship di Via Montenapoleone era stato il primo store progettato per Gucci dall’ex direttore creativo Alessandro Michele, che ha lasciato l’azienda a novembre 2022. Al tempo dell’inaugurazione del 2015 il concept store ospitava le prima collezioni di Michele per l’autunno/inverno 2015-16. Il flagship store di Gucci in Via Montenapoleone era stato rinnovato secondo l’estetica bohémienne dell’allora direttore creativo. Il tema del viaggio era il richiamo principale all’interno della boutique, un rimando alla storia di Gucci: i bauli utilizzati come elementi decorativi.

«Il design del negozio è uno degli strumenti con cui stiamo affermando la nuova identità Gucci – spiegava già nel 2015  Marco Bizzarri, Presidente e Ceo di Gucci. «Non è un caso che lo stiamo presentando nel nostro flagship store di Montenapoleone, a Milano». Le boutique sono strumenti di comunicazione per veicolare i valori dei brand. L’allestimento cambia ogni volta che cambia il direttore creativo affinché tutto sia coerente con la nuova visione personale che lo stilista porta al brand. La nuova identità di Gucci con a capo Sabato De Sarno, si distacca completamente da quella di Michele, ricordando invece nella pulizia e linearità dei tagli l’epoca Tom Ford. 

 Il primo negozio Gucci a Milano: storia della boutique Gucci in Via Montenapoleone

Guccio Giovanbattista Giacinto Dario Maria, partì a soli diciassette anni da Firenze per cercare fortuna nelle capitali europee, prima a Parigi e poi a Londra. La bottega del padre che vendeva cappelli di paglia era fallita e fu costretto ad emigrare. Nella City trovò impiego come facchino all’Hotel Savoy. Dall’osservare e portare i bagagli e i guardaroba dei clienti dell’albergo sviluppò buon gusto e sensibilità per la qualità e lo stile. Tornato in Italia avviò, in Via Della Vigna Nuova 7 a Firenze, la sua prima bottega di oggetti da viaggio, pelletteria, valige e selleria per l’equitazione. L’attività proliferò tanto che Guccio Gucci portò i migliori artigiani a lavorare per la sua azienda che da Azienda Individuale Guccio Gucci divenne un’impresa di famiglia. Nel 1938 inaugurarono il primo negozio a Roma. 

Il primo negozio Gucci a Milano fu inaugurato in via Montenapoleone nel 1951 da Rodolfo Gucci, uno dei tre figli di Guccio Gucci. Dopo Milano, nel 1952 ci fu anche l’apertura del primo negozio fuori dall’Italia, a New York. L’apertura oltreoceano venne coordinata dai tre figli Aldo, Rodolfo e Vasco Gucci. Quando la borsa con il manico di bambù apparve per la prima volta al braccio di Ingrid Bergman nel film Viaggio in Italia (1954) di Roberto Rossellini, Gucci divenne uno status symbol. Guccio Gucci morì improvvisamente nel 1953 a 72 anni. L’azienda ormai nota tra le star di Hollywood e la casate reali venne portata avanti dai figli Rodolfo e Aldo che fu anche proclamato primo ambasciatore italiano nella moda dal presidente John Fitzgerald Kennedy. 

L’ufficio stile di Gucci da Roma a Milano

Nonostante Gucci sia stata fondata a Firenze, dal 2009 l’ufficio stile si trova a Roma. Recentemente la maison Gucci ha dichiarato che sposterà gli uffici stile da Roma a Milano nel marzo del 2024. Per questo cambiamento verranno trasferiti a nord quasi tutti i dipendenti dell’azienda, che non contenti dello spostamento hanno annunciato lo sciopero. Il brand ha dichiarato che dei 219 lavoratori, 153 verranno trasferiti a Milano in Via Mecenate, nella prima metà del prossimo anno. In merito alle proteste dei dipendenti in corso a Roma, Gucci ha dichiarato «che questo trasferimento è stato annunciato ai sindacati all’inizio di ottobre. Non comporta alcuna riduzione del personale e sarà effettuato nel pieno rispetto delle normative vigenti. A questo proposito, l’azienda ha introdotto una serie di misure, che comprendono sia incentivi economici che sostegno attivo, volte a facilitare la ricollocazione di tutti i dipendenti coinvolti».

Gucci Hub di Via Mecenate: un complesso ex fabbrica di aeronautica per gli uffici di Gucci a Milano 

Il Gucci Hub in Via Mecenate (aperto nel 2016) è ad oggi la struttura più rilevante per il brand nella città meneghina che ospita in 378.000 metri quadrati uffici, showroom di tutto il mondo, sfilate e studi grafici e fotografici.

Ex-fabbrica aeronautica Caproni, costruita nel 1915, il complesso ha ripreso vita nel 2014 quando Gucci lo scelse come sede dei propri uffici. Il restauro ha recuperato il patrimonio architettonico preesistente e al contempo gli ampi spazi hanno soddisfatto le esigenze di un headquarter lavorativo. In un dialogo tra volumi, luce naturale, spazi esterni e verde, il restauro è riuscito a valorizzare i caratteri formali dell’architettura industriale degli anni Venti. Il complesso è al 100% sostenibile e certificato Leed Gold, ed è uno dei luoghi FAI Fondo Ambiente Italiano. Al centro svetta una torre di sei piani costruita ex-novo, con le pareti in vetro, che insiste su una superficie di oltre 3mila metri quadri. L’Hangar, che una volta veniva utilizzato per l’assemblaggio dei velivoli Caproni, è stato recuperato e oggi ospita le sfilate del marchio del Gruppo Kering, tra cui la prima sfilata di De Sarno. Per la sfilata dello scorso settembre, intitolata ANCORA, Sabato De Sarno aveva progettato di filare in Brera ma causa maltempo gli invitati e gli addetti ai lavori sono stati dirottati last-minute nell’headquarter di via Mecenate. 

A Firenze resta per Gucci la città di riferimento per la manifattura: Gucci ArtLab

Nel 2018 ha inaugurato Gucci ArtLab, uno polo di creatività, artigianalità e innovazione. Uno stabilimento di oltre 37 mila metri quadrati e con 950 dipendenti, dotato di tecnologie che escono dalle strade ordinarie della moda. Gucci ArtLab unisce due comparti strategici, la pelletteria e le calzature, che hanno in comune la materia prima ma non le tecniche produttive. È la prima volta nel settore del lusso. L’Art Lab è nato per fare sinergie e per innovare prodotti e processi, un centro di sviluppo prodotto e un laboratorio dove vengono realizzati e testati i prototipi degli articoli in pelle e delle calzature. Nel Gucci ArtLab i collaboratori lavorano direttamente con gli artigiani e i colleghi delle fabbriche e in cui la supply chain è integrata in tutti gli aspetti. È il primo spazio del suo genere al mondo, un luogo che unisce moda, artigianato e innovazione, in cui i designer entrano con un’idea ed escono con un prodotto finito.

È stato il più grande investimento industriale fatto da Gucci nella sua storia; si stima una somma di cento milioni. Quando Marco Bizzarri, Presidente e CEO, arrivò da Gucci tre anni prima dell’inaugurazione del Gucci ArtLab, il responsabile dell’area calzature gli propose di tagliare il 30% dei laboratori esterni di produzione, lasciando senza lavoro cinquemila persone. Con l’arrivo di Alessandro Michele come direttore creativo, il marchio crebbe a ritmi sorprendenti in soli due anni, soprattutto grazie alla vendita di scarpe e borse che arrivarono a pesare il 70% del fatturato.  Questa crescita diede la spinta a creare il Gucci ArtLab.

Gucci Garden: l’indirizzo fiorentino nella Maison è galleria, negozio, ristorante ma prima di tutto esperienza

Ideato sempre dall’ex direttore creativo Alessandro Michele, Gucci Garden è stato inaugurato nel 2018, sette anni dopo l’inaugurazione del Gucci Museo. Lo spazio all’interno dello storico Palazzo della Mercanzia di Firenze ospita una boutique con articoli appositamente disegnati per il Garden, il ristorante Gucci Osteria da Massimo Bottura, chef premiato con tre stelle Michelin, e un’area espositiva Gucci Garden Galleria curata dal critico Maria Luisa Frisa. La Gucci Garden Galleria incarnava la visione della Maison di Alessandro Michele rendendo omaggio all’archivio Gucci con le campagne pubblicitarie, le lavorazioni artigianali e oggetti vintage.

Eredità di Alessandro Michele è anche la sala Guccification, dedicata alla doppia G della Maison e un vocabolario che ha reso Gucci più moderno e attrattivo per le nuove generazioni – #Guccy, #Guccify e #Guccification lanciate da Michele sui social network.  Al secondo piano della galleria le due sale De Rerum Natura richiamano i musei di storia naturale ed esplorano la passione di Alessandro Michele per gli animali e i giardini, è possibile vedere capi d’abbigliamento vintage e contemporanei, statuette di animali in argento prodotte dalla Maison negli anni ’50, e materiale grafico originale di Vittorio Accornero, al quale era stato affidato il compito di creare lo stampato Gucci Flora nel 1966. Un luogo che crea un racconto dinamico della storia di Gucci. 

Domiziana Montello

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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