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Erbe selvatiche della Sardegna
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Rituali pagani, medicina popolare e cosmesi esperienziale: la Sardegna di In Aéras

Alla Galleria Rossana Orlandi sarà presentata in anteprima la collaborazione tra In Aeràs e il duo di designer e architetti Palomba Serafini per la Milano Design Week 2023

In Aéras e Palomba Serafini insieme per la Milano Design Week

Il 20 aprile alla Galleria Rossana Orlandi sarà presentata la collaborazione tra In Aéras e il duo di designer e architetti Palomba Serafini. Frutto della collaborazione sarà una collezione di candele di design ispirate gli oggetti dei culti pagani sardi, che verrà presentata a Milano durante la Design Week 2023. «Per rivestire le creazioni utilizziamo l’argilla di riciclo, questi oggetti diventano rituali. Roberto e Ludovica sono tornati in Sardegna per questo progetto, e In Aéras è il mio viaggio di ritorno in Sardegna. Lo abbiamo fatto insieme e loro hanno lavorato sulla ritualità. Queste candele potrebbero trovarsi sepolte di fianco ad un nuraghi. Le forme sono pure ed ancestrali, come è ancestrale tutto ciò che In Aéras trasporta nei prodotti. In Aéras nasce per lavorare sul benessere come design». 

In Aéras, la Sardegna e la magia: le tradizioni popolari dei guaritori ‘Sa Prenda’ o ‘Mamutzones’

Alla Sardegna appartiene una storia di magia popolare che include pratiche di stregoneria e guarigione. I guaritori tradizionali della Sardegna sono conosciuti come ‘Sa Prenda’ o ‘Mamutzones’. Si ritiene che abbiano il potere di guarire le persone grazie al loro legame con la natura, gli elementi e il rapporto con gli antenati.

I Mamutzones sono noti per i costumi caratteristici – maschere e campane – e per le danze rituali durante le cerimonie di guarigione. Secondo la tradizione, i costumi sono fatti di pelli di animali. Le maschere sono utilizzate per nascondere l’identità durante le cerimonie di guarigione, e aiutano a connettersi con il regno spirituale.. Nonostante la persecuzione della Chiesa cattolica, la magia popolare sarda è sopravvissuta fino ad oggi.

L’Italia, il folklore, le streghe e i benandanti dall’inquisizione ad oggi

Durante l’Inquisizione, che durò dal Sedicesimo al Diciottesimo secolo, la Chiesa perseguitò i guaritori. Molti furono arrestati, torturati e giustiziati. Le loro conoscenze e tradizioni andarono perdute o rese clandestine. In alcune regioni, come la Sardegna e la Sicilia, i guaritori svilupparono una miscela unica di cattolicesimo e tradizioni popolari, spesso tramandate attraverso le famiglie o le piccole comunità. I guaritori erano talvolta chiamati ‘benandanti’, o ‘buoni camminatori’, per la capacità di entrare in uno stato di trance e combattere gli spiriti maligni. Oggi le pratiche di guarigione in Italia sono più associate alla medicina alternativa e alla salute olistica, e i rimedi e pratiche tradizionali sono riscoperti e studiati per i potenziali benefici sulla salute. 

Sebbene l’eredità dell’Inquisizione getti ancora ombra su queste pratiche, c’è un crescente riconoscimento dell’importanza di preservare le tradizioni curative delle diverse culture e regioni italiane, soprattutto da un punto di vista antropologico.

I disturbi che possono essere guariti con rimedi naturali secondo la tradizione dei guaritori

Si ritiene che i guaritori della Sardegna siano in grado di trattare includono un’ampia varietà di disturbi: problemi respiratori come tosse, raffreddore e asma; problemi digestivi come indigestione, gonfiore e costipazione; condizioni della pelle come eczema, psoriasi e acne. I rituali comprendono massaggi per trattare problemi muscolo-scheletrici come mal di schiena, artrite e strappi muscolari ma anche pratiche più spirituali legate alla sfera emotiva che comprendono la meditazione per aiutare le persone ad affrontare l’ansia, la depressione e il lutto.

In Aéras: le piante medicinali della Sardegna e luoghi spirituali sacri

La flora sarda comprende specie di piante da cui è stato attinto nel corso dei secoli per le proprietà medicinali. Rimedi a base di erbe, massaggi, lavoro energetico e cerimonie rituali. I guaritori incorporano anche la divinazione e altre pratiche spirituali nel loro lavoro per ottenere una visione dei bisogni e fornire una guida nel loro percorso di guarigione. Anche i luoghi hanno carattere spirituale e sacro. I riti avvengono in ambienti naturali, come grotte, foreste e sorgenti sacre, perché si ritiene siano fonte di energia. 

La Sardegna raccontata da Alice Ziccheddu, fondatrice di In Aéras

In Aéras è una parola sarda che deriva dal latino – in aere – significa nell’aria. È un espressione utilizzata spesso in sardo, che indica non solo l’aria ma anche tutto ciò che l’aria trasporta, che noi stessi trasportiamo se abbiamo delle arie. Anche in italiano si usa dire ‘tu hai le arie di tua mamma’ o ‘hai le arie di tua nonna’. «In Aéras nasce dal mio animo selvaggio, dalle mie ricerche in campo olistico e dai tanti viaggi in giro per il mondo, ma soprattutto dall’aria respirata nella mia isola: carica di odori, di silenzio, carica visioni sconfinate e di un orizzonte solo di mare – racconta  Alice Ziccheddu. «In Aéras nasce dalle parole di mia nonna ‘Abbaida in chelu, sas aéras joghende’ (guarda nel cielo, l’aria sta giocando) – mi diceva mentre mi indicava giochi di luce stroboscopici in cieli sardi, carichi dell’energia che precede temporali lontani, mentre l’aria cambia odore e la natura pervade tutto, potente. È un rimando a ciò che ci compone e a ciò che portiamo con noi, con la nostra figura, le nostre emozioni. Qualcosa di più ampio che risiede nello stile di vita delle persone sarde legate ai ritmi della natura. La figura dell’aria che annuncia temporali, la pioggia o l’odore dell’aria come cambia quando cambia il tempo. È un invito a osservare, ad essere nel tempo, a trasportare ciò che l’aria trasporta».

Il brand di cosmesi In Aéras

«La Medicina popolare si tramanda in prodotti e rituali, una duplicità che va di pari passo. C’è un aspetto mistico che nella medicina occidentale moderna ha perso. Con questo progetto ho voluto riscoprire una ritualità che mi è sempre appartenuta. Per fare questo ho viaggiato tanto e scoperto le ritualità di altri paesi e altre culture. Tutte le piante che utilizziamo sono piante della medicina tradizionale sarda da tempi immemori e sono abbinate tra di loro in tre viaggi olfattivi, tre collezioni».

Le piante di In Aéras sono le stesse delle guaritrici della tradizione sarda

«Le erbe selvatiche sono cresciute nel tempo vicino ai nostri campi e si sono impadronite dei nostri terreni. Partiamo dalla raccolta spontanea e andiamo a completare le produzioni con le coltivazioni. Perché in base alle annate ci sono diverse tempistiche di raccolta che noi seguiamo e non forziamo. Dobbiamo essere pronti anche a produzioni nel caso le stagioni siano troppo irregolari. I nostri laboratori hanno esperienza decennale nell’ambito delle erbe officinali sarde in studio, produzione e salvaguardia di specie endemiche, nell’estrazione di principi attivi». 

In Aéras utilizza le piante officinali sarde che fanno parte di un atavico patrimonio collettivo, i cui usi sono ampiamente documentati da studi sulle tradizioni della popolazione e le cui virtù sono ampiamente riconosciute in campo fitoterapico. 

L’iperico, o ‘erba di san Giovanni

L’iperico, cresce in Sardegna allo stato spontaneo in ambienti freschi e ombrosi. Se ne utilizzano le sommità fiorite, che secondo le antiche usanze vengono raccolte in particolare il 24 Giugno, giorno dedicato a San Giovanni. La tradizione popolare vuole che le erbe raccolte in questa notte abbiano un potere particolare e tutte le loro proprietà siano esaltate alla massima potenza. Tradizionalmente l’iperico veniva utilizzato per trattare ferite e ustioni, grazie al suo potere antinfiammatorio e cicatrizzante. Ha infatti fortissime proprietà calmanti, lenitive, emollienti oltre ad essere considerato uno tra gli antirughe più potenti presenti in natura.

La raccolta dell’Elicriso di In Aéras

Dal dal greco Eliochryson, ‘Sole d’Oro’, è legato ai rituali del fuoco e alle feste di San Giovanni, diffusi in tutta l’isola da tempi immemori. L’essenza dell’Elicriso che simboleggia la luce, ha il potere di rischiarare e rasserenare. «Le piante che noi utilizziamo nelle nostre formulazioni sono le stesse della tradizione delle guaritrici che applicano i canoni della medicina popolare. La raccolta dell’elicriso è una vere e propria meditazione all’aria aperta. La raccolta avviene solo quattro/cinque giorni l’anno. L’Elicriso fiorisce pochi giorni l’anno a ridosso del solstizio d’estate, 21 giugno. Solo in questi giorni i fiori hanno una maggiore concentrazione balsamica.Devono essere raccolti e essere distillati entro tre ore dalla raccolta. Abbiamo  campi sia selvatici che coltivati e raccogliamo entrare le tipologie di pianta, ma preferiamo le piante selvatiche perché hanno una potenza maggiore. La raccolta avviene tutta a mano con un falcetto affinché non si stressi troppo il fiore perché altrimenti decade la sostanza attiva. La cosa che lo rende estremamente prezioso oltre ai benefici che possiede questa pianta è il fatto che per ottenere 100 ml di olio dobbiamo distillare 120 kg di fiori. È prezioso come l’oro. La specie che noi distilliamo è una delle più antiche del Mediterraneo, è la variante sardo-corsa che risale al periodo in cui la Sardegna e la Corsica erano attaccate. Parliamo di millenni passati».

La valenza erotica del Mirto e la sfera femminile

Così diffuso in Sardegna tanto da diventare pianta emblematica dell’isola, il mirto, viene associato da tutte le tradizioni mediterranee ai concetti di bellezza e femminilità. Le civiltà antiche utilizzavano le fronde di mirto nei riti propiziatori come purificante per festeggiare gesta eroiche o riti nuziali. Nel medioevo, gli antichi speziali distillavano con i loro alambicchi i suoi fiori e preparavano l’acqua mirabilis detta ‘Acqua degli angeli’, usata nell’isola per rendere la pelle tonica e conservarne la bellezza. Nella tradizione popolare sarda il mirto viene utilizzato per purificare gli ambienti, bruciando le foglie si sprigiona un olio essenziale dalle proprietà antimicrobiche e antisettiche. Tra i principi attivi del mirto troviamo attività antisettica, antimicrobica, aromatizzante, astringente ed antiossidante.

«Il mirto è legato alla ritualità femminile. È una pianta protettrice delle energie femminili, aiuta a regolare il ciclo ormonale e a equilibrarlo.  Da qui la linea balance – riequilibrante. Svolge un’azione riequilibrante, calmante e lenitiva anche a livello del derma cutaneo. Il mirto è molto diffuso, è una pianta simbolo della Sardegna. Quello che mi ha sempre affascinato è la vicinanza alla sfera femminile si dice che la Venere di Botticelli nella prima bozza venisse fuori dal mirto. La Sardegna è da tradizione una società matriarcale, le dee madri più importanti del Mediterraneo sono state trovate in Sardegna. C’è una tradizione di culto dei pozzi sacri. Il culto dell’acqua è molto legato alle figure femminili e alle dee che venivano chiamate sacerdotesse. In Sardegna c’è una lunga cultura di società matriarcali».

In Aéras e le donne guaritrici nella cultura popolare

«Ho vissuto con il mito delle mie nonne. Sono state anche loro guaritrici, e il molto di In Aéras è legato a questo. Una mia nonna era una guaritrice, dicevano che avesse questo potere nelle mani. Quando ero piccola venivano tante persone a trovarla per farsi massaggiare o aiutare per qualche cosa. Lei era il punto di riferimento in paese per chi aveva distorsioni o problemi muscolari. Mentre l’altra nonna era una figura spirituale, un supporto psicologico per tutto il paese. Lei viveva al centro del paese, c’era sempre anche da lei un sacco di gente. Sono state figure di riferimento per me. Quello che mi hanno lasciato è un patrimonio di tradizioni da preservare, da tramandare. È una missione. Tramandare i rituali legati alla natura ci fa capire l’importanza del rapporto che dobbiamo avere con la natura stessa, rispettandone i ritmi e i cicli e vivere secondo la lentezza che abbiamo perso».

Molte delle pratiche curative tradizionali in Sardegna sono state tramandate da generazioni di donne. Le donne erano spesso le prime a prendersi cura delle famiglie sarde ed erano responsabili della salute e del benessere dei loro cari. Di conseguenza, hanno sviluppato una profonda conoscenza dei rimedi erboristici, delle pratiche di guarigione naturale e dei rituali spirituali. Sebbene anche gli uomini svolgessero un ruolo nelle pratiche di guarigione tradizionali, spesso erano le donne a essere più rispettate e apprezzate per le loro conoscenze e competenze. In alcuni casi, le donne guaritrici erano note per avere poteri speciali, come la capacità di comunicare con gli spiriti o di vedere il futuro. Oggi c’è un crescente riconoscimento dell’importante ruolo svolto dalle donne nelle tradizioni curative sarde e un rinnovato interesse nel preservare e promuovere queste tradizioni per le generazioni future.

Il racconto di Alice Ziccheddu: il rituale di San Giovanni o rituale dei fuochi

«Le piante sono legate alle nostre tradizioni culturali e fanno sì che un popolo diventi tale anche grazie ai rituali che lo legano alla natura. Una delle tradizioni che mi hanno tramandato che mi è più cara è legata alla notte di San Giovanni. Durante la notte di San Giovanni, che è il protettore del fuoco, ci si riunisce tra quartieri per raccogliere le prime sterpaglie che si seccavano prima dell’estate piena e durantela notte si accendono fuochi molto alti in giro nel paese. Per i bambini venivano accesi fuochi più piccoli. Si saltava mano nella mano con il proprio vicino o amico, che in quel momento si chiamava ‘compagno’, per prendere i poteri del fuoco e vincere la paura. Per noi era un gioco, non vedevamo l’ora».

Il packaging e il design di In Aéras, con la fondarice Alice Ziccheddu

«La deformazione professionale – racconta Alice Zicceddu fondatrice di In Aéras e consulente in esclusiva per un brand del Made in Italy, come head of Design – della moda torna nella progettazione e nella cura dei dettagli. Abbiamo accorpato per ogni linea che definiamo collezione, tre piante medicinali, tre attivi botanici, ovvero la trasposizione dell’energia della pianta in estratti che sono particolarmente vivi e dialogano con la nostra pelle e i nostri sensi. È la forza della pianta. Ogni linea gira attorno a tre di questi attivi che dialogano sia per forza che per aspetto energetico ed emozionale. È un rituale perché avendo abbinato le erbe di attivi botanici affinché creassero per noi dei viaggi emozionali, fanno sì che la gestualità di applicazione di questi prodotti faccia diventare quel momento un rito»

Domiziana Montello

Le creazioni di Palomba Serafini per In Aéras
Le creazioni di Palomba Serafini per In Aéras
Vegetazione selvatica e erbe medicinali nei campi di In Aéras, Sardegna
Vegetazione selvatica e erbe medicinali nei campi di In Aéras, Sardegna
Campagna In Aéras, Sardegna
Campagna In Aéras, Sardegna 2020

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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