Colori a gennaio, il giardino, Lefay a Gargnano
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Lefay, lago di Garda: questione di tonalità tra colori, limoni e nuvole

Il Lefay a Gargnano appare su un pendio scosceso sopra il lago di Garda: la notte, si può comprendere l’edificio contando le luci che ne fermano il profilo

Lefay: l’edificio ispirato alle limonaie tipiche del più vasto lago italiano

La struttura è allungata e sottile nella sua ampiezza – di giorno è poco percettibile, mescolato tra i terrazzamenti degli olivi e le rocce delle Alpi. Il disegno è un’evoluzione su quella che più in basso, sulla, riva del lago, sarebbe una limonaia: costruzioni con le spalle in pietra e il fronte in legno sempre rivolto a sud, al sole, per la protezione degli alberi di limone durante le stagioni meno miti e per la raccolta del calore d’estate. L’identità del luogo si racconta osservandone i colori: appartengono a una sola scala cromatica che passa dall’azzurro argento dell’acqua del lago, al grigio scuro dei pendii, al verde slavato delle olive, il giallo delle bucce agrumate, la panna della nebbia e delle nuvole che si muovono una nelle altre. Il rosa e l’arancio nel travertino rosso delle camere e dei bagni nelle stanze.

La struttura fu costruita nel 2008 in una zona boschiva

Camminando oltre la costruzione, si sale sulla cima di quella che è una collina su un altopiano – da qui si entra nel bosco, dove un sentiero è tracciato con qualche gradino e stecche di legno a protezione sui punti più ripidi: le edere e le felci, lasciano intravedere gli anemoni bianchi, che sia gennaio che sia marzo. Il vento del lago si chiama Pelèr e ricostruisce un microclima che ricorda il Mediterraneo anche se siamo sotto le Alpi, ma che dal Mediterraneo cura le differenze: se sul mare tutto viene avvolto dal solo e dal caldo di arsura estiva, sul lago rimane uno strato di argento come se fosse sempre primavera. Come se la frescura non cedesse mai alcun dominio, tra cedri e bergamotti che invece del fuoco della Calabria, qui trovano solo riflessi di luce. Il rosmarino prostrato è in fiore a gennaio, il ginepro, la marruca, la roverella. 

Lefay Garda: le nuove stanze di 130 metri quadri e il ristorante Gramen. 

Oggi, a gennaio del 2023, possiamo riconoscerne le evoluzioni: una sauna finlandese con una bowindow in vetro che si prolunga sul giardino tra le rose, una piscina interna solo per gli adulti – tutto questo a un piano inferiore appena aperto al pubblico. Al piano superiore, le nuove camere di oltre centro trenta metri quadrati.  Sempre di recente apertura è il ristorante gourmet – il cui nome, Gramen, riprende il nome delle erbe aromatiche di questo luogo: un menù senza carne e senza latticini, che si evolve a seconda della scelta, sia solamente vegano basandosi su elaborazioni vegetali, oppure lavorando su ricette di pesce. L’esperienza gourmet vegetariano rende più apprezzabile il flusso consistente delle portate, abbinate a fermentazioni di erbe del giardino controllate dal sommelier, qui in cucina, e a vini bianchi italiani. Tra quelli locali, prodotti del lago di Garda, da segnalare Lume, vino dolce da fine pasto del Podere Selva Capuzza: realizzato solo con le annate di corretto appassimento nel solaio della cantina. Da notare il burro di cacao e nocciola al posto del burro vaccino.

Una piscina salata: la concentrazione di nell’acqua al dieci per cento

In una grotta illuminata con luce blu e decorata con lastre calcaree, una piscina ha la densità in sale del dieci per cento, simile a quella che si trova nel Mar Morto: le pelli pizzicano se ci sono micro erosioni e si rigenerano, si ritrovano levigate e morbide: lasciandosi andare, distesi, la densità dell’acqua ti sorregge il collo e toglie la tensione ai muscoli.

Lefay è un luogo concepito per la rigenerazione del corpo, oltre che per l’amore fisico.  Vogliamo raccomandare un trattamento con Giuseppe, che in una sessione destrutturante aggiunge cenni di riflessologia plantare. Medicina cinese, e tecnologia occidentale – la parola è già il segno degli anni che stiamo attraversando: l’esperienza olistica. 

Lefay, la Limonaia: una pasticceria senza zucchero

La Limonaia è il ristorante al primo piano, sempre in riferimento alla struttura per la cura dei limoni sul lago. La colazione prevede una stanza dedicata alla panetteria e pasticceria, dove al posto dello zucchero si usa lo xilitolo. Una selezione di formaggi lascia in prima linea il taleggio, il prosciutto crudo rosa chiaro. I cachi mela sottolineano il reperimento della frutta di stagione, come i mandarini. Un banco è dedicato alla frutta secca: zenzeri canditi, albicocca e prugne, bacche di bosco – oltre che alla frutta da guscio. 

Lefay, Via Angelo Feltrinelli 136, Gargnano Brescia

Andarsene via è già come tornare. D’inverno, il lago di frequente è coperto di nebbia: il Lefay sorge poco sopra il livello della coltre – così che l’arrivo e la partenza siano segnate dallo stesso schermo, o specchio, dove il passaggio sembra un portale dimensionale. Ne rimane una bottiglia di olio che ti porti via, come un segno concreto di qualcosa che rimane, se non negli occhi offuscati dal bianco e dal grigio, nel sapore di una montagna affacciata sull’acqua. 

Carlo Mazzoni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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