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Vivere a Milano nel bosco verde che non c’è

Da NoLo a Barona i nuovi progetti immobiliari, pubblici e privati, puntano sul verde come elemento di attrazione per gli acquirenti, ma sono reali? A quali costi?

Vivere nel verde a Milano, davvero si può?

Milano Sud, quartiere Barona. Dove un tempo c’era l’ex fabbrica Galbani, ci sarà un nuovo borgo residenziale. Si chiamerà Forrest in Town. Il nome spiega l’intenzione alla base del progetto. Una foresta in città: il verde è l’elemento che più caratterizza il complesso, al momento in fase di costruzione. Ma sarà anche un posto dove potersi riposare e staccare dal caos della città (‘for rest’, ‘per il riposo’). 

Al numero 5 di via Simone Martini si può avere un assaggio di come si vivrà in uno degli appartamenti disponibili: realizzati con materiali naturali, secondo i dettami della bioedilizia. Pietra e legno, per la maggior parte. Ci sarà una coorte interna con orti e giardini in mezzo ai palazzi in stile casa di ringhiera, con un arredo “country chic”, recita la pagina online. Forrest in Town è firmato dall’architetto Daniele Fiori e dal suo studio DFA Partners. Si aggiunge a varie proposte in coso d’opera che ambiscono a trasformare il modo di vita dei milanesi. Niente più traffico e treni in ritardo ma in mezzo alla natura, circondati dagli uccellini e dal silenzio. Anche in Barona.

Al centro di Forrest in Town, fisicamente e metaforicamente, ci sarà il giardino condominiale: una corte di 4500 metri quadri. Alberi e fiori, ma non solo: anche un’area di coltivazione fuori suolo, aeroponica, per ortaggi e verdure a uso dei condomìni. E inoltre: un’area per l’attività sportiva, servizi come conciergerie, locker room e spazi commerciali. Per prendersi cura davvero di chi abiterà in questa foresta cittadina.

Gentrificazione green a NoLo

Andando verso Nord, a poco più di 10 chilometri di distanza da Forrest in Town, c’è un altro cantiere. Dove via Teocrito incrocia via Val Gardena, a due passi da viale Monza, le gru stanno costruendo un nuovo complesso residenziale. Si chiama Teocrito56. L’area è di 5500 metri quadri, quasi la metà dei 10 mila di Forrest in Town. Prima che aprisse il cantiere, a giugno 2022, qui c’era uno spiazzo inutilizzato. Un’area in disuso, bonificata ad hoc. Il progetto è della società di sviluppo immobiliare Borio Mangiarotti, sviluppato da AA Architetti Associati. Di nuovo, è il verde uno degli elementi trainanti, con un giardino condominiale di circa 3mila metri quadri.

Per Forrest in Town la fine dei lavori è prevista per la metà del 2023. Per Teocrito56 la consegna degli appartamenti è fissata invece nel 2024, al momento si stanno completando le fondamenta. 

258 mila euro per 60 metri quadri

Sulle 50 unità abitative di Teocrito56 ne sono già state acquistate circa il 30%. Le vendite sono partite intorno a giugno, insieme all’inizio dei lavori. La metratura degli appartamenti va da un minimo di 60 metri quadri a un massimo di 170, per un prezzo di 4300 euro al metro quadro. Un bilocale quindi varrà 258 mila euro e un quadrilocale 731 mila euro. Non si arriva al milione. Il valore degli immobili nella zona di Teocrito56 – viale Monza, all’altezza di Gorla e Turro – sul sito di Immobiliare.it viene stimato tra i 3400 e i 3800 euro al metro quadro. Il profilo dell’acquirente degli appartamenti in via Teocrito, finora, corrisponde essenzialmente a un buon mix di coppie e famiglie, spiegano sempre da Borio Mangiarotti. A questi si aggiunge una piccola percentuale di giovani single. 

Per Forrest in Town, sul sito di Dils, società di servizi immobiliari che si occupa del progetto, si parla di superfici che vanno dai 62 ai 183 metri quadri. Bilocali e trilocali con la possibilità di avere un silenzioso giardino privato – dove trascorrere i propri momenti di relax nella privacy più totale – e la townhouse con sviluppo cielo-terra, si legge sempre sulla pagina online del progetto. Con prezzi dai 356 mila euro a poco più di un milione. Nessun edificio di Forrest in Town supererà i tre piani di altezza: lo sviluppo del progetto è orizzontale, in controtendenza con l’ascesa verticale che Milano ha intrapreso negli ultimi anni.

Il verde e l’edilizia pubblica

I complessi residenziali di via Teocrito e della Barona sono privati. Ma anche la sfera pubblica sta puntando sulla promessa di vivere nel verde per vendere appartamenti. Lo ha fatto ad esempio Fondazione Housing Sociale, costituita da Fondazione Cariplo con la partecipazione di Anci Lombardia e Regione Lombardia. È nato il progetto 5Square, sviluppato dalla società di investimenti Redo Sgr, che gestisce il FIL (Fondo Immobiliare Lombardia).

Ci troviamo di nuovo a Sud, nel quartiere Vigentino. In via Antegnati, dove al posto di cinque enormi edifici abbandonati da decenni, opera del controverso e defunto imprenditore Salvatore Ligresti, padrone della zona, è nato un progetto di social housing con il verde a due passi. 5Square sorge infatti alle porte del Parco Agricolo Sud, uno dei principali polmoni di Milano. Se si attraversa la strada c’è la campagna. 

Gli appartamenti, dal monolocale al quadrilocale, sono stati pensati sia per la locazione che per la vendita a prezzi calmierati. Tre edifici sono destinati all’affitto: 500 euro al mese per 75 mq. Due all’acquisto, a partire da 1890 al metro quadro. Tutti venduti. I piani terra hanno giardini privati, la piazza interna è attrezzata a giardino condominiale. Sulla carta era prevista la possibilità di utilizzare elettrodomestici in comune per abbattere i costi e di fruire di servizi di comunità, come consultori e poliambulatori ma nella realtà le cose sono andate diversamente. Il Giorno ha raccolto le polemiche dei residenti: rane e cimici nelle cantine, pompe di calore malfunzionanti. 

Verde e riqualificazione urbana

Le iniziative al Vigentino, alla Barona e in Teocrito, per quanto diverse e destinate a pubblici differenti, oltre al verde sono accomunate dall’intento di una rigenerazione urbana. Sia Teocrito56 che Forrest in Town vanno ad agire su due zone milanesi in forte riqualificazione. Il primo entra nel perimetro del quartiere di NoLo, entità urbana di recente invenzione che raggruppa varie aree intorno a viale Monza. I tempi in cui veniva considerata periferia poco appetibile sono ormai lontani. 

Vicino alla foresta della Barona, sorgerà invece a breve una fermata della nuova linea metropolitana M4, all’altezza di San Cristoforo sul Naviglio. La zona è al centro di varie operazioni immobiliari, alcune sempre con DFA Partners protagonista. Come Garden in Town, ancora una volta su un’ex area industriale. Qui, l’edificio sarà unico: cinque piani per 65 appartamenti. E la riqualificazione di tre opifici: l’Opificio Lombardini, l’Opificio Magolfa e l’Opificio Carlo D’Adda.

A Milano solo il 13,8% della superficie comunale è destinata a prati e alberi

La ricerca di natura, aria e spazio coinvolge tutta Milano. A Crescenzago ad esempio, sta sorgendo, sempre grazie a Redo Sgr, Green Between, progetto di housing sociale che promette servizi in comune, 800 metri quadri di orti e frutteti, bioarchitettura, 4600 mq di superficie verde piantumata, energia pulita.

Una conferma del fatto che, vittime di un’aria sempre più irrespirabile e reduci da due anni di pandemia, i milanesi, di qualunque classe sociale, sentono l’esigenza di abitare una città meno densa, più aperta alla natura e alla sostenibilità. Purtroppo questo si scontra con i dati. Come testimonia un rapporto Istat sui cambiamenti climatici pubblicato lo scorso marzo, Milano destina infatti a prati e alberi appena il 13,8% della superficie comunale, contro il 35,8% di Roma e il 31,5% di Napoli e in città ogni persona ha a disposizione 18,2 metri quadrati di verde. 

Che dunque si tratti di edilizia semi pubblica o privata, a prezzi calmierati o inaccessibili a molti, poco cambia. Perché fino a che l’aumento di spazi, di giardini e di biodiversità non sarà per tutti, ma solo per quei pochi che riusciranno a ritagliarsi un triangolo di natura posticcia in una città sempre più grigia e verticale, a Milano il verde rimarrà un’utopia.

Forrest in Town

Un progetto sviluppato dall’architetto Daniele Fiori – con il suo studio DFA Partners, Boffa Petrone & Partners, Studi Petrozziello, Stiel, Hortensia, MDR Engineering e Gruppo Building SPA – che punta sul concetto di slow-living e su un ampio spazio verde al centro degli edifici residenziali.

Teocrito56

Un’iniziativa di Borio Mangiarotti e AA Architetti Associati. Anche questo progetto scommette sul verde del giardino condominiale come uno degli elementi di attrazione per gli acquirenti.

5Square

Dietro 5Square c’è il gestore di fondi immobiliari Redo Sgr. Qui, l’elemento del verde va al di là degli spazi comuni, contando sulla vicinanza al Parco Agricolo Sud di Milano.

Giacomo Cadeddu

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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