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Fingers 1999 Marlene Dumas
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Non più la bellezza – sarà la pornografia a salvare il mondo?

La censura digitale colpisce un’intimità che solo in superficie è nudità e sessualità – mentre la mercificazione del corpo sembra applaudita come esempio morale

Qual è la differenza tra pornografia e arte? 

Una questione di umanità. La mostra di Marlene Dumas a Venezia che si concludeva l’8 gennaio, presentava opere con erezioni e membri turgidi, donne inginocchiate con vagina e ano spalancati dalle dita. La mostra presentava opere pittoriche su scene di intimità – un’intimità estrema, non soltanto sessuale. La perdita di un genitore e la contemplazione della sua bara sulla quale sono posati i fiori che si confondono con l’orizzonte. Il ritratto di Marylin Monroe da una foto del cadavere dell’attrice dopo l’autopsia.

La censura delle immagini di nudo su Google e Meta

Poche di queste immagini appaiono su Google o su Instagram: nessuna tra quelle erotiche sopra accennata, ma sì, trovate il cadavere di Marylin. Un’immagine semi pornografica non è divulgabile quanto un corpo aperto dal bisturi dell’anatomo patologo. Su Instagram provate a postare un quadro a sfondo sessuale di Marlene Dumas: con alta probabilità, l’immagine sarà rimossa. Su Instagram, troviamo moltiplicate fotografie di ragazze che ammiccano alla telecamera stringendo il seno o le natiche dentro perizomi, invitando alla mercificazione della sessualità del proprio corpo proclamandosi imprenditrici digitali tra gli applausi dei Boomer. 

Che cos’è la pornografia oggi? 

Sembra che la pornografia comprenda l’esposizione delle parti intime quando il messaggio porta a una pietà umana, a una comprensione e alla espressività della propria anima – mentre rimane plausibile ed eticamente idonea la vanità di un proprio corpo che vuole eccitare un pubblico di sconosciuti per avere tanti cuori.

Marlene Dumas a Palazzo Grassi, Venezia

Un critico d’arte mi dice che la mostra della Dumas a Palazzo Grassi è stata una rassegna commerciale delle sue opere – perché ovvio, dice, il sesso vende. Opere con riferimenti sessuali attirano il pubblico in una maniera più efficace di lavori di meditazione metafisica. Possiamo essere d’accordo: il sesso vende, è vero. Che forse sia una deriva finalmente positiva? In questa epoca dove la digitalizzazione sta annientando la nostra vita quotidiana, non è forse un’ancora di salvataggio la semplice, continua e costante voglia di sesso? Il sesso ci rende più umani e meno digitali. Anche se ci eccitiamo davanti a video sul supporto digitale, il finale rimane fisico, sudaticcio, animale, becero – ovvero, umano. All’opposto di quella proiezione di noi stessi che vogliamo mostrare tramite le immagini che postiamo. Che sia forse proprio la pornografia e il sesso che la pornografia invita a trovare, la migliore ancora di salvezza per i nostri istinti sinceri, a questa nostra civiltà dedita al consumo, allo spreco, all’autocompiacimento frigido?

Matt Smith e il teaser di House of the Dragon

L’estate scorsa, a fine agosto, stava per cominciare la serie di House of the Dragon. Tra i protagonisti c’era Matt Smith: l’attore sembrava quasi in polemica con la regia e con la produzione domandandosi, pubblicamente e vagamente nauseato, come mai ci fosse bisogno di così tanto sesso in uno show televisivo. È stata forse una delle idee promozionali più riuscite? La prima puntata raggiungeva un primato di pubblico: dieci milioni di spettatori, la serie è stata il titolo più visto dagli abbonati di HBO. Vedendo lo spettacolo si attendeva sesso all’esagerazione – così non è stato. Le scene di sesso in cui Smith era convolto non superano le dita di una mano – in ogni senso, per chi vuole coglierlo.

Il sesso non occasionale, ma promozionale

Poco sesso, quasi fosse un bluff – mentre al contrario: la prima puntata ha rilasciato una delle scene di massima crudezza sia psicologica sia fisica che la televisione abbia prodotto, quando la regina muore di parto. Ci sono state critiche e ricorsi per troppa violenza umane – ma ai fini di accattivare il pubblico, si parlava solo di sesso. Se notate, c’è una simmetria su questo, tra la serie HBO e la mostra della Dumas.

Il sesso vende, continuerà a vendere, continuerà a interessarci

Soprattutto il sesso della nostra fantasia, il sesso che non ha limiti, il sesso che porta fuori dal letto coniugale, il sesso che permette la sfida di quello che non si può vivere tutti i giorni. Il sesso fuori dagli schemi: un uomo eterosessuale può definirsi tale se non ha mai provato almeno una volta nella sua vita un’esperienza omosessuale? Matt Smith è un attore eterosessuale che ha recitato in almeno due film con scene di forte contenuto omosessuale: Matt Smith non ha mai smesso in una soltanto di queste scene omoerotiche, la sua carica virile.

La pornografia contro i social media

Forse è una controprova di tanto è la censura che subiamo da parte di Meta – forse Meta sa che se ci eccitiamo troppo, invece che scrollare al prossimo video, finiamo ad asciugarci la pancia con l’asciugamano e dopo ci viene sonno. È una guerra persa – la pornografia continuerà a interessarci di più che ragazzini muscolosi e ragazzine rotonde, a torso nudo o a tette strette, che ballano in sincronia prima di farsi un selfie allo specchio.

La pornografia come ambito di sincerità?

Sarà la pornografia a salvare il mondo, non più la bellezza. Quella che è una volta era perversione, adesso è forse un luogo sicuro per l’espressione della nostra specificità umana. Il sesso rimane oggi il campo in cui ci riveliamo per quelli che siamo: noi, gente a cui interessa scopare. Noi abbiamo voglia di spendere di più, ci divertiamo di più, se ci eccitiamo. Ci sentiamo più sicuri di noi stessi se qualcuno vuole eccitarci. Quando siamo eccitati, siamo più sinceri. In questo mondo di finzione e autocompiacimento digitale, nella nostra sincerità – qualunque essa sia – c’è la nostra salvezza. 

Carlo Mazzoni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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