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La botanica, da studio per la medicina a arte: la passione degli Asburgo in mostra

Intervista ad Andreina Contessa, Direttore del Museo storico e il Parco del Castello di Miramare in occasione della mostra Ars Botanica. Giardini di carta 

Il Castello di Miramare, da residenza privata a Museo statale

Simbolo mitteleuropeo affacciato sul Golfo di Trieste, il Castello di Miramare nasce sul promontorio di Grignano come ideale buen retiro per l’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo e la sua consorte, Carlotta del Belgio. Progettato, a partire dal 1855, dall’ingegnere austriaco Carl Junker – gli interni sono a cura degli artigiani Franz e Julius Hofmann – l’edificio si presenta in stile eclettico, come professato dalla moda architettonica dell’epoca. Modelli tratti dai periodi medievale, gotico e rinascimentale, si fondono assieme, trovando riscontro nelle dimore che all’epoca i nobili erano soliti far edificare in paesaggi alpestri sulle rive di laghi e fiumi. Castello e parco restarono possedimento degli Asburgo fino all’annessione di Trieste al territorio italiano nel 1918.  Divenuti proprietà demaniale, ospitarono dal 1931 al 1937 il duca Amedeo di Savoia-Aosta e la sua famiglia. Adibito poi a scuola per ufficiali nazisti durante il secondo conflitto mondiale, il complesso fu, tra il 1945 e 1954, quartiere del Governo Militare Alleato. L’apertura al pubblico risale al 2 giugno 1955; oggi il Castello e il suo parco sono un Museo statale dotato di autonomia speciale; a partire da giugno 2017, Andreina Contessa ne è il direttore. 

Massimiliano d’Asburgo, Imperatore del Messico: la fucilazione che ispirò Manet per L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano 

«Al mio arrivo, il castello conservava una grande tradizione espositiva incentrata sulla figura storica di Massimiliano d’Asburgo e sulla sua tragica storia dinastica», precisa la dott.ssa Contessa. Storicamente, su iniziativa di Napoleone III, l’arciduca divenne Imperatore del Messico nel 1864. Gli eventi politici collegati a questa carica lo portarono ad essere catturato e fucilato, non ancora trentacinquenne, dai repubblicani di Benito Juàrez il 19 giugno 1867 a Querétaro. L’episodio ispirò Manet a realizzare i quattro olio su tela denominati L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano (1867-1868); inoltre, Carducci nelle Odi barbare gli dedicò la poesia Miramar e Franz Liszt compose una marcia funebre in suo onore, inserita poi inserita al nº 6 del Terzo Anno delle suite Années de Pèlerinage. 

Andreina Contessa, Direttore del Museo storico e il Parco del Castello di Miramare: un luogo da conservare e valorizzare 

«Per quanto riguarda le sale del castello, mi accorsi che le opere e gli oggetti che vi si trovano non erano corredati da nessuna didascalia, nessuna scheda informativa. Così si è scelto di descrivere le peculiarità degli elementi che compongono la collezione, cercando di comprendere come si sia sviluppata. Il parco versava invece in una condizione di emergenza che ha richiesto due anni di lavori per essere sanata. Molte zone erano state chiuse al pubblico perché prive di cura, tra cui il Viale dei Lecci, oggi riaperto, che rappresenta il principale ingresso al complesso di Miramare. In quest’ottica, è stata fondamentale la collaborazione con il Corpo forestale della Regione Friuli-Venezia Giulia. Abbiamo ricercato l’orangerie, restaurato il Bagno ducale, stiamo ultimando il Castelletto, ed è stata inaugurata l’ala novecentesca del castello, legata al Duca d’Aosta. A partire dalle estati del periodo pandemico, è nata anche una collaborazione con il Teatro Rossetti così da poter favorire un’offerta culturale variegata e il coinvolgimento di un pubblico diversificato. Un valore guida in questi interventi è stato per me il concetto di accessibilità, a livello spaziale ma anche sensoriale». 

La collezione di Massimiliano d’Asburgo e Carlotta del Belgio: il gusto per l’innovazione e la fotografia 

Personalità colte e appassionati collezionisti, Massimiliano d’Asburgo e la principessa Marie Charlotte di Sassonia-Coburgo-Gotha sono stati depositari di un gusto per l’arte squisitamente ottocentesco. Le opere, gli oggetti di pregio e i manufatti – ancora oggi esposti – rappresentano al meglio la loro curiosità e virtuosismo culturale. «Trattandosi di un museo storico è complesso modificare l’allestimento, che cerchiamo di valorizzare e conservare al tempo stesso. Tra le numerose opere e oggetti d’arte, tendiamo a selezionarne uno che rappresenti al meglio il gusto dei due collezionisti e la loro passione per ciò che, al tempo, era considerato come scientificamente innovativo. In questo senso, il megaletoscopio – un grande visore ottico che consentiva l’illuminazione notturna, ancora oggi esposto nel castello – ci racconta della passione di Massimiliano per la fotografia. Alcuni dei suoi diari di viaggio sono interamente fotografici, come nel caso della sua visita a Gerusalemme. Questo si lega anche alla volontà di Massimiliano di conoscere il mondo e maturare buone alleanze diplomatiche. Finanziò spedizioni attorno al globo e collezionò molti oggetti esotici e rappresentativi a livello etnografico. Abbiamo ritrovato una sua collezione fotografica che stiamo catalogando. Alcuni scatti hanno come oggetto Miramare. Questo ci ha permesso di comprendere come inizialmente fosse il castello, soprattutto per quanto riguarda il giardino storico». 

La passione per la botanica di Ferdinando Massimiliano d’Asburgo e Carlotta del Belgio

Le biografie di Ferdinando Massimiliano d’Asburgo e Carlotta del Belgio sono caratterizzate da un elemento in comune: l’interesse per la botanica. Una passione che si è tradotta nella creazione del Parco del Castello di Miramare, in qualità di giardino sperimentale. Oggi l’ingresso è gratuito e annualmente si registrano più di ottocentomila visitatori. Ci si domanda come sia stato progettato e suddiviso nei suoi ventidue ettari di estensione questo Museo verde. «Oggi il parco ha raggiunto un ottimo equilibrio armonico che si basa sul recupero delle sue peculiarità progettate, a partire dal 1856, sotto la guida di Carl Junker – mentre per la parte botanica Massimiliano d’Asburgo si rivolse  inizialmente al giardiniere Josef Laube, sostituendolo in seguito con Anton Jelinek. L’intervento comportò una modifica permanente del territorio e l’andamento della costa, anche attraverso la creazione di una serie di rocaille. L’idea era quella di mettere insieme varie tipologie di giardino, da quello all’italiana a quello inglese. Viali alberati, laghetti, percorsi geometrici e sinuosi, parterre terrazzati che si estendono fino al mare. Oggi il parco è sempre godibile grazie alla presenza di specie sempreverdi; inoltre, prevediamo due fioriture annuali, una primaverile e una estiva, che tengono anche conto della sostenibilità idrica: molte piante provengono dal Sud del mondo e richiedono un’irrigazione irrisoria nei periodi più torridi. In più, sono a disposizione dei visitatori delle navette elettriche che permettono di raggiungere le aree più remote del parco ecologicamente». 

La mostra Ars Botanica. Giardini di carta curata da Andreina Contessa

La passione per specie rare ed esotiche ha condotto Massimiliano d’Asburgo e Carlotta del Belgio allo studio della botanica, testimoniato dai testi conservati nella Biblioteca del Castello di Miramare. Da qui, la volontà di rendere pubblico per la prima volta questo tesoro librario con la mostra Ars Botanica. Giardini di carta, curata da Andreina Contessa. L’idea di valorizzare questa collezione si riflette nel giardino che circonda il Castello. «Due anni fa abbiamo iniziato un processo di restauro dei testi presenti nella biblioteca, trovando libri come un catalogo pubblicato nel 1863 dove vi sono capitoli interamente dedicati alla botanica e al giardinaggio. Molte pubblicazioni portano il monogramma della principessa Carlotta, si presuppone che li abbia acquistati o li abbia portati con sé dalla sua casa natale in Belgio quando si sposò sedicenne. Un altro testo di botanica, con firma autografa di Massimiliano d’Asburgo, riporta l’anno in cui l’arciduca era appena dodicenne; all’interno vi sono anche fiori  raccolti ed essiccati tra le pagine. 

I tesi in mostra, da quello dedicato ai Jardin des Plantes di Parigi fino a quello di Pierre-Joseph Redouté dedicato alle rose e ritoccato ad acquerello

Tutto ciò denota una forte passione per la flora che entrambi nutrivano sin da giovanissimi. Vi sono poi testi rigorosi tra cui uno dedicato al Jardin des Plantes di Parigi che pubblicava annali collezionati da Carlotta. Ars Botanica. Giardini di carta è una mostra diffusa che riflette su come una disciplina legata inizialmente allo studio medico delle proprietà curative di alcune piante, si affermi nel tempo in qualità di scienza autonoma strettamente legata all’atto artistico, sia descrittivo che legato al gusto per la natura morta in pittura. L’Ottocento in questo caso è interessante per i diversi tipi di stampe a colore che caratterizzavano le pubblicazioni di botanica e la nascita di riviste tematiche sempre più accessibili a un pubblico ampio». 

«In mostra ci sono esemplari estremamente lussuosi, destinati solo ai regnanti, come una delle cinque copie nel mondo  del testo di Pierre-Joseph Redouté dedicato alle rose e ritoccato ad acquerello. Celebre pittore e botanico francese, era stato il maestro di disegno della madre della principessa». 

‘Botanica per signore’: les fleurs sont chic

L’esistenza di Carlotta del Belgio è stata segnata apparentemente da momenti idilliaci tanto quanto cupi – a seguito degli eventi in Messico soccomberà a una perdita di lucidità che, al tempo, la condusse ad essere diagnosticata come folle. La Biblioteca del Castello di Miramare conserva la predilezione della principessa di Sassonia-Coburgo-Gotha per il filone di gran moda nell’Ottocento, la cosiddetta “botanica per signore”. Qui si esprime al meglio la sua sensibilità estetica che si ricollega al noto tema del fiore in poesia, collegato alla bellezza femminile e alla caducità esistenziale – basti pensare all’apertura del componimento poetico di Cielo d’Alcamo, scritto nella prima metà del XIII secolo: Rosa fresca aulentis[s]ima ch’apari inver’ la state, le donne ti disiano, pulzell’ e maritate

La che diventa moda nell’Ottocento e gli escamotage per spiegare l’apparato sessuale delle piante: L’horloge de la flore

Prosegue Andreina Contessa, «alcuni testi presentano immagini di fiori – tra cui dalie, giacinti, peonie, agapanthus – tagliate graficamente con un gusto incredibilmente moderno. Inoltre, dato che la botanica nell’Ottocento divenne di moda tra le signore di tutta Europa, fu necessario trovare un escamotage per spiegare con garbo l’apparato sessuale delle piante collegato alla loro riproduzione. Nascono così libri molto minuti, che potevano entrare nelle tasche delle gonne, in cui vengono spiegati questi concetti ritenuti imbarazzanti sotto modalità di racconto familiare, ad esempio un fratello che si rivolge alla sorella. In uno di questi testi esposti in mostra, una pagina riporta la curiosa dicitura “L’horloge de la flore”, attraverso cui si indicano gli esatti orari mattutini in cui una margherita o una camelia avrebbero dischiuso la loro corolla. Il mondo floreale diviene quindi depositario di significati simbolici destinati alla sensibilità femminile». 

Il Castello di Miramare, un Castello in fiore – esempio di biodiversità e sostenibilità ambientale

Il Castello di Miramare, con il suo Museo e Parco, è anche un monito rispetto all’urgenza in materia di biodiversità e sostenibilità ambientale. Questi temi attuali sono oggetto di sensibilizzazione anche verso le più giovani generazioni attraverso progetti educational. Inoltre, Andreina Contessa, ha creato la piattaforma di incontri denominata Tavolo verde, al fine di promuovere la riflessione sul parco storico e i Musei verdi con altri direttori di istituzioni pubbliche autonome italiane, come il Giardino di Boboli ma anche Capodimonte, Caserta e Tivoli. «Con l’iniziativa Castello in fiore si vuol evidenziare come all’interno del castello non vi sia sala, oggetto od opera d’arte priva di un rimando interno alla dimensione vegetale. Questo tema rappresenta un fil rouge essenziale per il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare che ci proietta nel contemporaneo, data l’urgenza collegata alla sostenibilità ambientale. A metà settembre, abbiamo organizzato e ospitato il Convegno Internazionale e Interdisciplinare Musei verdi, la bellezza sostenibile: conservazione, conoscenza e gestione di un giardino storico nell’epoca della sostenibilità. Miramare quindi può essere un luogo di incontro non solo rispetto alla sua offerta cultuale ma anche per affrontare questioni e progettualità legate a questi temi che, sul piano della didattica, saranno affrontanti in uno spazio dedicato all’interno delle nuove serre del giardino e nelle cucine del castello». 

Andreina Contessa

Vive a Trieste, dopo ventisette anni in Israele, dove ha ottenuto un Ph.D. presso il Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università Ebraica di Gerusalemme, e poi un post-dottorato a Princeton. Direttore e curatore museale, storica dell’arte e studiosa di arte medievale e arte ebraica, esperta di museologia, catalogazione digitale e multimedialità. Negli ultimi anni si è occupata di sostenibilità e gestione del verde storico. Attualmente è Direttore del Museo storico e il Parco del Castello di Miramare, che ospita – fino all’ 11 giugno – la mostra Ars Botanica. Giardini di carta, da lei curata.

Federico Jonathan Cusin

Libri di botanica, Collezione Caastello di Miramare
Libri di botanica, Collezione Caastello di Miramare
Fiore essicato in un libro della collezione di Massimiliano D'Asburgo
Fiore essicato in un libro della collezione di Massimiliano D’Asburgo
Vista Castello di Miramare dul Golfo di Trieste
Vista Castello di Miramare ful Golfo di Trieste

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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