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Fendi Roma, dettaglio
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Anna Fendi, e quella F che sta per Famiglia

99 anni di Fendi: tra la solidità dell’immagine della famiglia, i cambi ai vertici aziendali e l’apertura di Montenapoleone: alcune parole di Anna Fendi

Fendi, 99 anni e l’anno prossimo, il centenario nel 2025

Si parla di Fendi, più del solito, in questi ultimi mesi. Sono 99 anni dalla fondazione della casa – l’anno prossimo il centenario: nel 2025, si prevede un volume ancora maggiore di parole e attenzione. A rimanere solida nell’immaginario collettivo è la radice di Fendi: quella F che diventava doppia per un gioco di Karl Lagerfeld; quella F che, in un vocabolario applicato all’industria della moda, sta per Famiglia.

Le cinque sorelle Fendi in Becoming Karl Lagerfeld

Cinque sorelle sono le figlie di Adele Casagrande sposata con Edoardo Fendi. Le riconosciamo nella prima puntata di Becoming Karl Lagerfeld adesso in streaming con Daniel Bruhl nei panni del tedesco di Amburgo: seduto a un caffè di Parigi incontra i suoi principali committenti. Le sorelle appaiono in un frame veloce, cigni dal collo lungo, vita stretta e posa, tra parole, idee diverse, agitazioni pragmatiche che sembrano vezzi ma che contano i fatturati di quello che sarà un impero. 

Anna Fendi sposò Giulio Venturini, una casa alla Camilluccia

Palazzo della Civiltà Italiana – sono seduto a tavola alla destra di Anna Fendi – il rumore della festa e un poco di musica. Io miglioro la capacità di lettura del labiale, per parole dette da una voce che è sospiro. Concentrato e torto, il collo inizia a tirare. «Nostra madre ci diceva solo che un errore era ammesso, due no». Le sorelle Fendi pensavano che le idee di Lagerfeld fossero in anticipo, che i compratori potessero non comprendere. «Disegnava i suoi modelli davanti a noi – se solo coglieva una nostra insicurezza, accartocciava il disegno e lo gettava – poi dopo, quando lasciava la stanza, Carla raccoglieva il bozzetto, lo stirava e lo archiviava»

Anna Fendi sposò Giulio Venturini. «Rimasi vedova quando avevo 40 anni», il sorriso si spegne, ma presto si riprende. «Comprai una casa alla Camilluccia, il quartiere di Roma. Fu uno sforzo economico per me. Iniziai a ristrutturarla: il corpo centrale, la casa di guardia, altri volumi nel terreno di pertinenza. Ho vissuto lì per anni – poi una mattina decisi di andarmene. Di lasciare quella casa alle mie figlie. Volevo che le mie tre figlie vivessero insieme, restassero unite. Non portai via niente – altrimenti, non sarei mai uscita. Volevo che le mie figlie prendessero in mano la casa che avevo creato, così come mia madre fece con noi sorelle per la sua azienda, con la sua casa».

Matriarcale: Fendi una famiglia di donne, quattro generazioni, 

Una famiglia di donne alla terza generazione. Le figlie di Anna Fendi. Maria Teresa si occupa del Festival di Spoleto, del McKim Medal gala, della Fondazione Carla Fendi a patrocinio dell’arte – di pochi giorni fa il conferimento del premio a Kamrooz Aram, il sostegno finanziario per cinque mesi all’American Academy. Silvia «è una di quelle figlie che non ha mai dato un problema», ha preso il suo posto in Fendi, ha disegnato la Baguette e la Peekaboo, oggi è a capo dello stile uomo e degli accessori di Fendi – «volevo che andasse avanti lei, con Karl Lagerfeld, quando trovammo l’accordo con i francesi. Era il suo momento, volevo lasciarla fare, non avrei potuto né voluto lavorare con lei». Ilaria si occupava di Fendissime – che prese le stanze di Palazzo Ruspoli in via della Fontanella Borghese – per poi dedicarsi all’agricoltura in biodinamica nella tenuta i Casali del Pino.

Quarta generazione. Silvia Venturini Fendi ha due figlie, Delfina Delettrez Fendi e Leonetta Luciano Fendi. La linea matriarcale del cognome che persiste. A sua volta Delfina ha una figlia primogenita Emma – e poi arrivano i maschi. A loro è dedicato uno dei profumi per i quali siamo arrivati a Roma. Sette profumi come i colli di Roma.

Orangerie nell'Orto botanico di Roma, alle pendici del Gianicolo, nell'antico parco di villa Corsini
Orangerie nell’Orto botanico di Roma, alle pendici del Gianicolo, nell’antico parco di villa Corsini

I sette profumi di Fendi, dedicati ai componenti della famiglia

Il profumo firmato da Anna Fendi trova la base nelle rose – ad Anna Fendi il roseto Barni dedicò una rosa. Il profumo di Silvia è una complicazione di pepe rosa e incenso; Delfina un bergamotto quasi in purezza; Leonetta e i profumi di Ponza, il fico e il fiore d’arancio. L’ultimo, o forse il primo, una dedica alla nonna fondatrice, Adele Fendi, tra la mirra e l’ambra. Siamo a cinque donne, cinque profumi su quattro generazioni. Il sesto profumo è per la quinta generazione, per Tazio e Dardo, i gemelli, figli maschi di Delfina, i primi maschi a entrare nel racconto. Il settimo profumo è firmato da Kim Jones, designer inglese che firma la collezione donna. 

Anna Fendi ha una parola buona – e sospirata, per tutti. Per Kim Jones come per Piero Tosi o per Luchino Visconti – quando Roma era lo scenario per la borghesia che scardinava un’aristocrazia millenaria. Una sera a Palazzo Farnese da Fabrizia Borghese, Anna Fendi riuscì di contare 37 donne che indossavano abiti di Capucci – abiti che servivano per sedere su un trono.

Pierre-Emmanuel Angeloglou prende il posto di Serge Brunschwig: il nuovo amministratore delegato di Fendi

Alla sinistra di Anna Fendi siede il nuovo amministratore delegato di Fendi, Pierre-Emmanuel Angeloglou, che ha preso il posto di Serge Brunschwig. Il cambio ai vertici manageriali era atteso e previsto, dal mondo dell’editoria di moda – così come in molti chiacchierano di un cambio eclatante alla direzione creativa. 

Fendi a Milano in Montenapoleone: il palazzo all’angolo, un albergo e un ristorante

Intanto a Milano, tre giorni fa è andata in scena la sfilata uomo di Silvia Venturini Fendi. Intanto a Milano, si legge Fendi tra l’angolo tra Via Montenapoleone e Corso Matteotti. L’intero palazzo sarà preso da Fendi: come a Roma, un piano sarà un albergo, un altro sarà un ristorante. L’apertura prevista per l’anno prossimo, il centenario.

Fendi fu tra le prime firme a presentarsi a Milano in sfilata e per molti anni, Fendi ha portato Karl Lagerfeld a Milano – oggi si impone alla porta di accesso a Via Montenapoleone. Imporsi non è una parola a caso: arrivando da San Babila, si legge Fendi su tute le vetrine, sulle finestre – sulle impalcature, più in alto, in immagine di 10 metri per 10 metri, la campagna per la Peekaboo con Kate Moss e sua figlia. 

Anna Fendi, Villa Laetitia, i bicchieri di Fendi casa, le pellicce, le sfilate

Anna Fendi parla di architettura, design e decoro. Villa Laetitia, le case a Cortina e una casa a Parigi, che è stata venduta, sua malgrado. I bicchieri di Fendi Casa sono ancora un suo disegno, una sfera e un cono incastrati in due colori. La settimana scorsa, Anna Fendi è stata l’ambasciatrice del Grand Prix storico di Roma, allo Stadio dei Marmi. Il cameriere riempie il bicchiere di vino – sull’etichetta della bottiglia, c’è il suo nome, Anna Fendi «Non produco anche il vino, ma ne curo una selezione».

Le pellicce andavano sdrammatizzate, dovevano perdere quel senso di ostentazione. Oggi parlare di pelliccia sui giornali è un tabù – ma Fendi dalle pellicce è cominciato e oggi Fendi sostiene i giornali di tutto il mondo. Superando la pelliccia da animale selvatico – questa certo, non è sul tavolo – la pelliccia rientra nello stesso problema della filiera alimentare della carne: il punto grave è l’allevamento intensivo e non tutelato, non l’allevamento di per sé.

«Andammo in America, e cambiò tutto. Eravamo già state a Parigi, avevamo preso un volo ed eravamo partite – ma fu il mercato americano a metà degli anni Settanta a dare la svolta a Fendi». Le sfilate divennero eventi mediatici – da quella collettiva su Canale 5 da Piazza di Spagna, Donna sotto le stelle, dove Andreotti diede disdetta all’ultimo, a quella più iconica sulla muraglia cinese nel 2007, passando per la GNAM e per la Fontana di Trevi da Fendi restaurata. 

Delfina si avvicina, le dà un bacio, le ripete quanto le vuole bene e quando è felice che passeranno alcune giornate insieme, questa estate, tutta la famiglia. Lo si può ripetere come una poesia o una filastrocca – nella moda, Fendi sta per famiglia.

Nel parco della casa in campagna di Silvia Venturini Fendi
Nel parco della casa in campagna di Silvia Venturini Fendi

Carlo Mazzoni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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