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Horti, Pavia: rallentare il passo tra arte e patrimonio naturale rinnovato

La riqualificazione del parco dell’Almo Collegio Borromeo: arte, biodiversità, inclusione sociale e impegno etico. In dialogo con il Rettore Alberto Lolli

Almo Collegio Borromeo: il Rettore Alberto Lolli spiega la sua nascita gli obiettivi 

Il Collegio Borromeo è un collegio universitario di merito, nato nel 1561 con l’intento di dare l’opportunità a ragazzi di talento ma privi di mezzi di poter studiare. Nel cuore di Pavia, sin dai tempi del suo fondatore Carlo Borromeo, il collegio ha come missione la formazione degli studenti che lo abitano. Il progetto originario del collegio fu affidato all’architetto Pellegrino Pellegrini detto il Tibaldi, la realizzazione, dopo oltre vent’anni e diversi cambi di rotta, si concluse nel 1588 quando vi entrarono i primi alunni. Le prime Alunne furono ammesse solo nel settembre 2009. Nei secoli il Collegio Borromeo fu visitato dalle figure più illustri della cultura europea come De Montaigne e Stendhal e citato in opere dall’importanza storica come nei Promessi Sposi. Il primo a citare  il collegio nel suo Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri fu nel 1568 Giorgio Vasari: «Pellegrino bolognese, pittore di somma aspettazione e di bellissimo ingegno […] Finalmente ha dato principio in Pavia per lo cardinale Borromeo a un palazzo per la Sapienza».

Horti: natura, arte contemporanea ed etica 

In origine gli alunni della struttura coltivavano gli orti adiacenti e le piantagioni fornivano loro sostentamento. Per lungo tempo questi tre ettari e mezzo sono rimasti incolti a causa dei cambiamenti del modo di vivere la quotidianità. Oggi questi campi sono rinati grazie all’idea del Rettore Alberto Lolli, che tenendo a cuore lo storico obiettivo del Collegio ha ideato Horti, un progetto multiforme che coinvolge natura, arte ed etica rendendoli fruibili dalla collettività. 

«Ho pensato» afferma il Rettore Lolli «che non tutte le cose si devono sottostare necessariamente alla logica di un profitto della proprietà privata. Ci sono alcune cose che strutturalmente non appartengono a chi le possiede, ma appartengono a tutti. E credo che quel bene debba essere ragionato in questa logica».

Nel parco riqualificato si intrecciano natura, arte contemporanea ed etica: «Il senso della ricchezza vera: se uno trattiene per sé non ha nulla. Io credo che la natura non appartenga esclusivamente a qualcuno, che la bellezza non appartenga esclusivamente a qualcuno, che l’arte non appartenga neppure a chi la genera, è per tutti. E per questo abbiamo immaginato che questo spazio dovesse curare il tema della natura e il tema dell’arte e dovesse essere aperto a tutti.»

Ci sono voluti circa quattro anni per la creazione dell’intero plesso, «Il processo è stato lungo e devo riconoscere anche piuttosto faticoso. Per fare una cosa bella è normale la fatica, quindi i sacrifici diciamo sono una fatica che si fa volentieri quando si è guidati da una passione e quando anche si è guidati da una comunità».

Horti: una pluralità di persone, competenze, passioni 

Horti, dal latino hortus a segno della memoria storica del luogo, è una parola plurale che racconta un duplice aspetto: i diversi elementi che si intrecciano e la moltitudine di personalità che hanno partecipato e partecipano alla creazione del progetto. 

«Ciò su cui voglio insistere è che Horti è una parola plurale: c’è una pluralità di persone, competenze, passioni che si sono incrociate all’interno di questo progetto. Ciò di cui mi sto accorgendo è che le persone che lo stanno attraversando, e non sono poche perché siamo arrivati ad oltre sessanta mila visitatori in pochi mesi, è che i visitatori formano una comunità valoriale, persone che si aggregano attorno a questi valori della bellezza e della giustizia».

Il progetto sviluppato insieme a Università di Pavia, Orto Botanico e Oasi di Sant’Alessio

Il progetto si compone anzitutto della riqualifica del territorio per la valorizzazione e la salvaguardia della biodiversità. Il piano di lavoro scientifico è stato sviluppato insieme all’Università di Pavia, all’Orto Botanico e all’Oasi di Sant’Alessio. 

All’interno del parco sono stati ricostruiti degli habitat per permettere un’attrazione faunistica del luogo, partendo dalla costruzione di nuovi percorsi d’acqua ad implementare il bacino dello stagno lacustre; inoltre, sono state piantate nuovamente migliaia specie di piante per favorire l’approdo e la conservazione della fauna locale. «Il parco si è rinnovato dal punto di vista naturalistico, con una ricchezza di piante, con una ricchezza acqua e anche con la strutturazione di alcune case per gli insetti, di alveari, di arnie e di mangiatoie che permettessero alla fauna di nutrirsi».

Le opere donate da Fondazione Pomodoro: una mostra d’arte contemporanea permanente en plein air 

Sotto un cielo di stelle o sotto i raggi del sole, il parco naturalistico ospita più di dieci opere d’arte contemporanea tra sculture e pitture murali, installate tra le architetture storiche ed archeologiche. Le opere sono state donate da Fondazione Pomodoro, che si è occupata anche della gestione e dell’organizzazione di queste: «Abbiamo un’opera del maestro Pomodoro e alcune opere che lui ha collezionato di altri artisti italiani. Insieme abbiamo anche scelto di realizzare alcune opere d’arte in alcuni punti significativi del parco con artisti e interpreti del nostro tempo contemporaneo che sono andati ad arricchire la collezione en plein air di questo parco».

La giustizia sociale in dialogo con arte e natura 

«Non si può parlare di bellezza naturalistica e di bellezza artistica senza parlare di giustizia sociale: un mondo bello non è un mondo fatto solo di cose belle, ma è anche un mondo fatto di relazioni giuste». Il continuo dialogo tra le bellezze naturalistiche e le bellezze artistiche deve crescere anche attraverso la formazione sociale e culturale di ogni singolo individuo: Horti.Etica è la terza coniugazione del progetto ed è nata spontaneamente: «Horti.Etica è il nostro impegno profondo per la condivisione di valori etici in rete con tutto il territorio, promuovendo l’inclusione sociale, la solidarietà, la difesa della sostenibilità e l’equità». Il parco in tutte le sue declinazioni è gestito da ragazzi in riabilitazione dalla tossicodipendenza, da detenuti e da una cooperativa che aiuta da ragazzi autistici.

Una promessa educativa: qui ti diamo un mondo migliore

Il progetto mira non solo a valorizzare gli aspetti tangibili della natura, ma anche a migliorare l’interiorità di chi abita il mondo. Una delle missioni che il Rettore propone è l’idea che chi attraversa il parco, sia per lavorare sia per visitarlo, cambi il proprio passo fisico, soffermandosi sulla contemplazione dell’ambiente che lo circonda abbandonando il passo frettoloso che spesso porta a scelte superficiali e inconcludenti: «L’idea che chi entra nel parco cambi il passo interiore, quindi sappia guardare gli altri in un altro modo è fondamentale. Spero che il parco dia la possibilità di allontanarsi dalla fretta quotidiana e restituisca un cuore diverso. Difatti, il motto che portano sulla casacca tutti quelli che lavorano nel nostro parco è ‘Qui ti diamo un mondo migliore’. Horti è una promessa educativa: è la sfida da cui siamo partiti come collegio, perché chi lo attraversa viva questo passo differente, e quindi diventi formativo perché è quel passo lo porta fuori dal parco fondamentalmente».

I tempi della natura in divenire

«Il parco ha dei tempi che non sono i nostri tempi. Ha i tempi della natura anzitutto, quindi in divenire: se oggi dovesse entrare nel parco comprenderebbe immediatamente che tutte queste piante che abbiamo piantato hanno bisogno di molto tempo per crescere. È un parco in divenire in questo senso, ha ancora bisogno di crescere. E lo stesso vale per la parte artistica: abbiamo delle grandi progettualità, delle collaborazioni future con artisti, e quindi la collezione va ad ampliarsi ed ingrandirsi per essere ancora più preziosa. Naturalmente anche dal punto di vista culturale, il ciclo che abbiamo solo cominciato proseguirà insieme ad altri momenti formativi sia per bambini sia per adulti».

Il compito formativo e la proposta culturale: il Centro Studi Horti 

Il progetto include anche un Centro Studi, coordinato dalla Professoressa Clelia Martignoni dell’Università degli Studi di Pavia, che si propone di trasmettere saperi e riflessioni interdisciplinari grazie a iniziative e incontri organizzati durante l’anno. Lo scorso 3 dicembre si è tenuta la seconda conferenza del ciclo sul tema dell’Abitare Sostare Andare a cui hanno preso parte Francesco Remotti, antropologo, Silvana Borutti, filosofa, e Clelia Martignoni Italianista. 

Il Collegio si apre alla città e a tutti i visitatori offrendo un luogo che trasmette il compito formativo della riflessione per imparare a percepire il linguaggio dell’arte, dell’ambiente e della natura, ma anche quello del sociale utile per interpretare il difficile mondo in cui viviamo. 

Alberto Lolli 

46 anni, è il Rettore dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. Profondo conoscitore del mondo giovanile, è un interprete attento della cultura contemporanea. La sua ricerca si raccoglie attorno alle esperienze di vita comunitaria con particolare attenzione a quelle dei giovani, alcune delle quali accompagna con cura e passione.

Horti, Almo Collegio Borromeo di Pavia 

Horti è aperto al pubblico dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00 e l’ingresso è gratuito. 

Noemi Soloperto

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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