Zizania Aquatica sfusa
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Innovazioni e biodiversità in ambito cerealicolo: la zizzania acquatica

Nel mondo il 60% delle calorie vegetali deriva da tre cereali – ma ne esistono altre migliaia. Proprietà e metodi di coltivazione della zizzania acquatica, dall’America al pavese con Rebel Grains, parlano i fondatori Alessandro Bossi e Giovanni Savini

Innovazione e biodiversità nell’alimentazione vegetale

L’alimentazione si sta spostando verso una dieta vegetale e con una diminuzione di alimenti di origine animale per favorire la salute degli individui e per salvaguardare l’ambiente. La differenziazione e l’innovazione che è stata attuata fino ad oggi ha spinto sui cibi sostitutivi della carne, che rappresenta il primo elemento da eliminare in una condotta alimentare vegetariana. Il problema maggiore è costituito dalla necessità di varietà di valori nutrizionali atti a sopperire la mancanza di elementi nutritivi. Rebel Grains è una startup italiana nata con l’obiettivo di portare in commercio cereali non convenzionali dimenticati dal mercato, promuovendo un’alimentazione varia e favorendo l’ambiente attraverso la biodiversità. 

Riso, mais e grano – i cereali più consumati, me ne esistono migliaia

«Nel mondo il 60% delle calorie vegetali deriva da tre cereali. Abbiamo voluto inserirci in questo mercato. Non solo sviluppare varietà per quanto riguarda i sostitutivi della carne, ma creare varietà all’interno del mondo dei cereali. Oggi nel mondo noi consumiamo sostanzialmente riso, mais e grano. I cereali sono decine di migliaia. Nell’ambito di una dieta che deve diventare sempre più vegetale c’è spazio per poter portare varietà del punto di vista cerealicolo» racconta Alessandro Bossi, cofondatore di Rebel Grains. 

La produzione e l’impatto ambientale costituiscono uno degli argomenti di analisi e sviluppo per Rebel Grains: «Mangiando vegetale mangeremmo sempre di più gli stessi cereali – che sono sempre gli stessi tre. Andando così ad impoverire l’ambiente in cui viviamo. C’è interesse a portare varietà per quanto riguarda il numero di cereali e a promuovere la biodiversità e il consumo di cereali che fino ad oggi non venivano consumati», continua Bossi. 

Azienda Agricola Mora, nel Pavese

«Il nostro nasce come progetto di ricerca di cereali non convenzionali e di sviluppo di supply chain nel mercato che supporti questi cereali. Poi all’interno di Rebel Gains il capitale è detenuto anche da Azienda Agricola Mora, che è un’azienda agricola basata a Pavia che produce cereali. Una parte del progetto è relativo allo sviluppo di progetti agronomici per coltivare questi cereali più vicino possibile al luogo di consumo; ma primariamente noi siamo fermamente convinti che se non c’è opportunità di mercato per un determinato prodotto, che nel nostro specifico caso sono cereali ad oggi consumati in maniera limitata, tutto quello che è la catena del valore antecedente non si svilupperà». 

Alessandro Bossi e Giovanni Savini – Rebe Grains

Alessandro Bossi e Giovanni Savini hanno creato Rebel Grains dopo aver analizzato e compreso un vuoto nel mercato, che oltre ad avere la necessità di essere colmato ha bisogno di innovazione. Il settore alimentare è legato ai tradizionali metodi di consumo e pertanto di produzione. se noi consumatori consumiamo sempre le stesse cose anche i produttori sono interessati a far sempre lo stesso. «Questo input di diversità se non arriva dal consumatore, se non arriva dalla politica, in qualche modo deve arrivare: se ci sono dei vuoti di mercato, ovvero delle situazioni in cui si mangia sempre la stessa cosa che impoverisce la dieta e l’ambiente, perché non fare dell’innovazione? È da lì che è partita l’innovazione» racconta Giovanni Savini. 

Che cos’è la Zizzania Acquatica 

La Zizzania Acquatica è una pianta erbacea, acquatica ed annuale appartenente alla famiglia delle Poaceae. È ricchissima di proteine e fibre e, rispetto ad un classico riso bianco, contiene il 100% in più di proteine ed il 300% in più di fibre; inoltre, ha un basso indice glicemico. Questo cereale nasce in Nord America nei grandi laghi americani, nonché negli Stati Uniti e in Canada: nel corso degli ultimi decenni, anche grazie al suo utilizzo il giorno del Ringraziamento, alcuni produttori hanno provato ad estendere la coltivazione della pianta a diverse latitudini in diverse zone del Mondo, ma in Italia non è ancora coltivata. 

Zizzania Acquatica: luoghi e metodi di coltivazione 

«Se non c’è un attore di mercato che promuove la commercializzazione di determinati cereali non esiste la catena del valore. Rebel Grains è qui proprio per questo: nessuno promuove su larga scala la commercializzazione di prodotti basati su cereali non convenzionali. Ci possono essere degli adattamenti climatici da fare, nel caso specifico della Zizzania non crediamo – e gli esperimenti che stiamo facendo ci confermano questa cosa – che sia impossibile coltivarla su larga scala da noi da un punto di vista climatico. C’è però una importante barriera di mercato, perché nessuno ha sviluppato il mercato per questo prodotto. Sviluppare il mercato vuol dire fare comunicazione, creare il bisogno, far capire che il cereale è interessante e buono, venderlo in maniera accattivante» sostiene Alessandro Bossi. 

Zizzania Acquatica – proprietà

Giovanni Savini aggiunge: «L’esperimento l’abbiamo provato anche su base locale, non a tutto campo, quindi non in maniera estensiva. La Zizzania Acquatica ha delle qualità in termini di differenziazione di essicazione delle sementi, che si possono seminare in questo paese, ma dà anche delle opportunità perché il fabbisogno idrico questa pianta ce l’ha nella fase invernale; di conseguenza, mentre il riso si semina a metà maggio e giugno, la Zizzania – che viene chiamata anche riso selvatico o riso selvaggio – in realtà è molto più simile ad un frumento, perché viene seminata in fase autunnale – invernale.

La sua germinabilità è mantenuta solo se il seme viene coperto di acqua e subisce la gelata. In quella fase mantiene la sua germinabilità, che poi appena inizia la primavera parte, quindi in una fase molto differente dal riso. E anche questo dà un vantaggio, perché il riso seminandolo tardi ha bisogno di diserbanti poiché tutte le male erbe che nascono prima del riso, crescono e si sviluppano molto più velocemente. Una pianta che invece viene seminata come l’orzo, come la zizzania, a primavere è già cresciuta e non c’è necessità di diserbanti, perché le erbe che crescano hanno meno chance rispetto a questa pianta che cresce molto in altezza». 

Limiti e vantaggi della coltivazione della Zizzania in Italia

L’impatto ambientale della coltivazione della Zizzania Acquatica in Italia sarebbe positivo e favorirebbe la diversificazione delle colture dei campi, a Pavia impiegati solo per la coltivazione di riso e mais. Permetterebbe, inoltre, di tornare alla sommersione invernale delle campagne, metodo agricolo che non viene più attuato.

«La PAC aiuta chi fa sommersioni invernali. Ormai gli agricoltori hanno perso l’abitudine di seminare il riso in acqua, di conseguenza non vogliono più acqua in inverno, ma in fase di semina nel mese di giugno la vogliono tutta. Pertanto, se si concentra tutto il fabbisogno idrico in una zona come quella della Pianura Padana nel mese di giugno è un disastro. Ce ne siamo accorti l’anno scorso e anche quest’anno: le campagne sono asciutte, la falda è bassissima e non si può sperare che nell’arco di dieci giorni si riporti alla sommersione. Se il clima aiuta e c’è pioggia è bene, altrimenti è complicato. La possibilità di tornare ad avere delle culture invernali e quindi di avere acqua in inverno fa bene all’ambiente e fa bene anche alle tasche degli agricoltori» racconta Savini. 

PAC – La Politica Agricola Comune: 2023 – 2027

Dal 1° gennaio 2023 è entrata in vigore la nuova legislazione istituita per garantire il futuro dell’agricoltura e della silvicultura e ottemperare al Green Deal europeo, nonché delle proposte per trasformare le politiche dell’Unione Europea in fatto di clima, energia, trasporti e fiscalità. La PAC cerca di garantire un futuro sostenibile per gli agricoltori europei, fornendo un sostegno mirato a piccole aziende agricole del territorio. 

«La politica sta facendo dei passi in avanti. Anche grazie al cambiamento climatico si sta chiarendo che il ruolo della politica è fondamentale per educare l’agricoltore. Però di strada da fare ce n’è un po’ ancora. Le rotazioni sono l’aspetto più interessante che io vedo all’interno di questa nuova politica. Più che un’opportunità diventa quasi un obbligo nei confronti degli agricoltori, che per recuperare del reddito aderiscono a quelle che sono le misure, gli eco-schemi e gli impegni che vengono richiesti dalla PAC, che sono misure di tipo ambientale. Fino a dieci, quindici anni fa l’agricoltore percepiva dei titoli e poi poteva fare quello che voleva, adesso gli vengono dati molti meno sussidi in maniera standard e statica e gli viene chiesto di impegnarsi con determinate misure per ottenere più titoli economici. Tra queste c’è il discorso della rotazione, c’è il discorso dei sovesci invernali; ovvero della possibilità di ridurre l’utilizzo di fertilizzanti utilizzando dei seminativi, che sono azoto fissatori, seminando in invero e successivamente rigirando, in primavera viene evitato un giro di concimi. Quindi sicuramente ci sono delle misure che aiutano da un punto di vista reddituale dal punto di vista degli agricoltori» sostiene Giovanni Savini. 

I limiti del territorio Pavese 

Il cofondatore di Rebel Grains Giovanni Savini si occupa anche di consulenza agricola e opera principalmente nel territorio Pavese. Analizzando limiti e opportunità della zona ha appurato le problematiche derivanti dal malfunzionamento della gestione dei terreni e delle colture:

«Il problema della realtà pavese è che non si sono fatti investimenti per salvaguardare e ottimizzare l’efficienza idrica della nostra zona. Di conseguenza io faccio spesso questo paragone che è molto semplice, ma esplicativo: l’acqua che noi vediamo tutti gli inverni transitare dal fiume Ticino, noi la vediamo bellissima, andiamo a fare una pasteggiata fa freddo e non pensiamo mai all’estate. L’acqua che noi vediamo attraversare durante la stagione invernale non la fermiamo, non facciamo dei bacini, non ottimizziamo niente. Poi a giugno sento tutti gli agricoltori che si lamentano perché non c’è più acqua e si contendono due gocce di acqua che arrivano dai laghi. Le potenzialità sono nell’andare a creare degli investimenti che poi permettano di mantenere dell’acqua dell’interno, perché d’inverno si butta via l’acqua ed è necessario conservarla per la stagione più calda». 

Le innovazioni che sono state create in ambito idrico, però, sono costose e possono essere attuate solo da grandi aziende in grado di poter sostenere delle spese onerose. «Ci sono dei sistemi di irrigazione interrata fissa che sono investimenti da centinaia di migliaia di euro: immaginate dei tubi interrati fissi che usano una percentuale di acqua molto inferiore rispetto a quella della classica sommersione e permettono quindi di usare meno acqua per andare ad alimentare localmente nel centimetro la pianta e in quel caso il seme che ha bisogno di acqua. Ecco questo è l’investimento, ma è un investimento enorme che possono fare solo alcuni. In questo senso la politica potrebbe aiutare un po’ di più e andare incontro».

Noemi Soloperto

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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