la borsa Fendi Peekaboo in uno scatto di Delfino Sisto Legnani pèubblicato su Lampoon Issue 14, a settembre del 2018
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Minimalismo o vocabolario espressivo? La narrazione Fendi è impulso e prodotto

In dinamiche sociali multiple e frammentarie, le declinazioni della Fendi Baguette e della Peekaboo sono apertura alla pluralità sociale e all’adattamento contemporaneo

Fendi Baguette come prodotto culturale e chiave di accesso per costruzioni identitarie 

Il 2022 ha segnato i venticinque anni dalla nascita della Fendi Baguette. Era il 1997. La direttrice artistica Silvia Venturini Fendi – contro le tendenze degli anni Novanta – ideava una borsa dalla forma geometrica ben strutturata dalle dimensioni contenute che battezzò Baguette. Erano gli anni in cui ogni passerella, da Milano a New York, si spogliava dalle paillettes, rouches, e stampe che invece avevano caratterizzato la decade precedente. La silhouette si alleggeriva, i colori iniziavano ad attenuarsi. I capi si distinguevano sia per un senso di utilità e praticità (basti pensare ai pantaloni cargo con tasconi) sia per un senso di divertimento e libertà. Qualità che secondo Silvia Venturini Fendi la Baguette continua a possedere oggi. 

L’idea e il nome che si cela dietro la Fendi Baguette è un’intuizione spontanea: proprio come accade per le baguette francesi, questo modello è pensato per essere portato sotto il sotto il braccio, spuntando dietro la spalla. In tela o canva, in pelli laserate o dipinte, in rafia, imbottite o in vernice: le interpretazioni nel corso degli anni si sono succedute. 

Paillettes, borchie, denim, frange, dettagli gioiello sono elementi interpretativi della borsa che è entrata nell’immaginario collettivo come un modello culturale, sintesi di anni memorabili che ne fissano i caratteri della tradizione artigiana e ne prolungano l’autenticità nel tempo. 

Fendi e l’archetipo culturale del sistema moda: identità, valori, trasformazioni

A partire dal 1918, quando Edoardo Fendi e Adele Casagrande aprirono la prima boutique di borse e pellicce in via del Plebiscito a Roma, il successo fu immediato. In novant’anni di storia, e in periodi di cambiamenti, Fendi ha risposto mostrando alternative e soluzioni fedeli alla propria missione estetica, e arricchendo il concetto collettivo di bellezza. Dagli anni Trenta, la casa di moda romana ha costruito il suo DNA con modelli che hanno ridefinito il concetto di borsa. La nascita e l’evoluzione della Fendi Baguette simboleggia quella dialettica tra identità e moda intesa come processo culturale e sociale. 

Hand in Hand: la Baguette come strumento che celebra l’eccellenza della tradizione artigiana italiana

Nella storia dell’evoluzione identitaria della Fendi Baguette e testimonianza dell’elaborazione e perfezionamento della stessa, il progetto Hand in Hand nasce dalla volontà di Silvia Venturini Fendi di rendere omaggio a questo modello, coinvolgendo trenta maestri artigiani provenienti da venti regioni diverse. Una nuova storia sintetizzata in un nuovo libro che, come suggerisce il titolo, vede la reinterpretazione di questo modello frutto della collaborazione di mani differenti. Per ogni regione italiana, una Baguette: il progetto infatti, mira alla produzione di una borsa dedicata a ogni regione, e pensato secondo le tecniche artigianali locali. Sono state realizzate sinora 400 pezzi, 20 copie per ogni borsa, modelli densi di tradizioni e significati. 

La prima borsa realizzata per il progetto Hand in Hand è quella presentata durante la sfilata Autunno Inverno 2020-2021 della regione Toscana. Specializzati in piccola pelletteria, gli artigiani toscani hanno creato questo modello senza cuciture e modellato a mano secondo la tecnica del cuoio artistico fiorentino partendo da un unico pezzo di pelle. La produzione finale vede manufatti unici che esaltano la maestria dell’artigianato locale e delle radici italiane, passando dall’eccellenza orafa siciliana ritrovata nella versione in argento e corallo, all’ispirazione dei mosaici di Ravenna con micro tessere tagliate a mano, passando per la tradizione della Tarsia sorrentina che vede il ritaglio di piccoli tasselli di legno di diverse tonalità che compongono pregiate creazioni artistiche.

Silvia Venturini Fendi sulla nascita nel 2008 della Peekaboo

Tra i ricami piemontesi, i pizzi pugliesi e le tinture a base vegetale, espressione dell’arte di tessere le fibre di ginestra tipica della Calabria, l’obiettivo di Fendi è quello di tramandare conoscenze e capacità alle nuove generazioni per far in modo che queste lavorazioni non vadano perse. Colori, texture e lavorazioni continuano a prendere vita sulla forma allungata, confermando la Baguette come archetipo ricoperto di pellami di ogni tipo, di perline, di bottoni, di jacquard, e aperto ad ogni possibile nuova declinazione. 

«Bisogna imparare a preservare un prodotto» ha spiegato Silvia Venturini Fendi «ma non basta avere una borsa considerata una it-bag, bisogna proteggerla, ed è un’occasione che può capitare una volta nella vita». In realtà, in casa Fendi, è capitata già due volte: nel 2008 con la Peekaboo. 

La Peekaboo: storia di un intreccio di mani e visioni identitarie 

Intrecciare passato e presente rappresenta una sfida da cui, a volte, le grandi Maison non possono prescindere. Un testamento da lasciare nel futuro, una sinfonia continua in cui risuonano diverse epoche e generazioni. Questo labirinto nella storia della moda, si trasforma per alcuni in un momento di riflessione e di sviluppo creativo, e nel caso di Fendi in un crochet di tradizione e modernità. Tra i prodotti che al meglio rappresentano questa trasmissione di valori e conoscenze c’è quella che è stata definita una tote bag versatile, preziosa e senza tempo. 

La Peekaboo è stata ideata da Silvia Venturini Fendi nel 2008, pensata come un oggetto che accompagnerà la famiglia Fendi per tutta la vita. Entrata sul mercato in punta di piedi, il suo potere è divenuto dirompente: in breve tempo diventa infatti un vero e proprio pezzo da collezione, capace di evocare la bellezza di una borsa vintage con lucchetto ma in una versione più morbida e leggera. Una silhouette caratterizzata dal morbido pannello frontale e dalla preziosa chiusura a girello, reinventata ogni stagione con nuovi colori e lavorazioni che esprimono una creatività in continua evoluzione. 

Con il suo nome giocoso ispirato al gioco per bambini peek-a-boo, I see you, la Peekaboo celebra il minimalismo e incontra il contrasto di texture e colori. L’intimità della borsa di una donna è messa in discussione in un costante richiamo e ripetizione di dentro e fuori, vedo e non vedo. «Chi indossa il Peekaboo è una persona dalle mille sfaccettature» afferma Silvia Venturini Fendi «Ha talenti nascosti, sceglie cosa rivelare di sé e quando. La borsa di una persona è piena di segreti, e quindi l’idea della Peekaboo è una borsa che può essere indossata aperta». Continua Silvia Venturini Fendi «Penso che portare una Peekaboo sia sinonimo di una persona molto forte, potente ed energica che non ha paura di nascondersi. Ha i suoi due scomparti: uno che puoi tenere vicino a te e chiuso, e l’altro che puoi scegliere per rivelare qualcosa di te al mondo».

La Peekaboo ha debuttato in passerella con la collezione Primavera-Estate 2009

«All’epoca c’era un’invasione di borse in passerella» spiega Silvia Venturini Fendi «Quindi volevo creare un modello che solo un vero produttore di pelletteria come Fendi potesse realizzare». La Peekaboo ha debuttato in passerella con la collezione Primavera-Estate 2009 a completamento della collezione prêt-à-porter disegnata dal direttore creativo Karl Lagerfeld. Stagione dopo stagione, grazie ad una profonda ricerca di materiali, la Peekaboo appare in nuove interpretazioni, con nuove decorazioni come la Peekaboo ISeeU dalla forma a fisarmonica con i lati taglienti diagonali o la Peekaboo X-Lite, modello monotasca, fino alle Peekaboo ISeeU Petite e Peekaboo ISeeU Micro declinate in una dozzina di nuance. 

Considerato un oggetto di design data la sua natura scultorea, questo modello parla alla tradizione dell’alta pelletteria artigianale ma anche alla modernità artistica del design italiano. L’intreccio della storia Fendi è rappresentato grazie all’equilibrio tra sperimentazione, creatività e tradizione artigianale. «La struttura della tasca a soffietto e l’hardware della serratura creano un drappo sospeso quando è aperta, delineando il tipico sorriso» racconta Venturini Fendi, quel sorriso che nasce ogni volta che si pronuncia Peekaboo, nome che evoca il gioco del cucù. 

La Fendi Baguette e la Peekaboo

Il discorso narrativo della casa di moda romana è veicolato attraverso la ricorsività di sostantivi quali creatività, tradizione e artigianalità, tratti specifici di un’immagine consolidata attraverso un secolo. La Fendi Baguette e la Peekaboo sono il risultato di una linea di sviluppo della coscienza identitaria del brand che mette in relazione elementi apparentemente distanti – la tradizione e la modernità, l’atteggiamento di custode della tradizione e l’allargamento degli orizzonti – per mostrare in realtà la continuità della propria immagine, nonché la coerenza nella trasmissione dei propri valori. 

Nel 2014 in occasione  dell’apertura dello store Fendi in New Bond Street, dieci donne hanno ripensato e rivisitato la Peekaboo a fini benefici. Dieci donne, dieci borse: Gwyneth Paltrow, Adele, Jerry Hall, Georgia May lagger, Tracey Emin, Cara Delevingne, Zaha Hadid, Naomie Harris, Tanya Ling e Kate Adie. Sono state le prescelte tra le donne più influenti nella moda, design e arte. Il ricavato dell’asta delle Peekaboo è stato devoluto per sostenere i progetti di Camila Batmanghelidih, fondatrice Kids Company. 

Fendi

Il percorso della narrazione stilistica di Fendi è codificato in prodotti che ne rappresentano l’attaccamento alla tradizione artigianale e l’innovazione identitaria. La Fendi Baguette e la Peekaboo sono la lettura, specchio del cambiamento sociale e culturale di un’epoca. 

Cecilia Falovo

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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