David Sedaris, Happy go lucky
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Odio le coppie sposate – David Sedaris si racconta, una vita senza l’amore del padre

«Volevo che i gay avessero il diritto di sposarsi solo perché poi potessero sputarci sopra» – David Sedaris: l’omosessualità, il rapporto con il padre, il suicidio della sorella, il compagno Hugh, la scrittura

Il nuovo libro di David Sedaris, Cuor contento il ciel lo aiuta, edito da Mondadori: l’omosessualità, il rapporto con il padre, il rapporto con il fidanzato Hugh

Nel suo ultimo libro, Cuor contento il ciel lo aiuta, edito da Mondadori – il dodicesimo – David Sedaris parla del rapporto con il padre: «Soprattutto dei suoi ultimi giorni: aveva la demenza e si era scordato di essere una persona orribile, comportandosi in modo decente, per un po’. Mi ha tagliato fuori dal testamento, giusto qualche mese prima di morire. Mi ha detto: ti rimetto nel testamento, solo se prometti che Hugh non toccherà un soldo di quel che ti lascio. Hugh è il mio compagno, stiamo insieme da più di trent’anni. Lui sapeva che io non avrei mai promesso una cosa del genere e io sapevo che lui non mi ci avrebbe rimesso, nel testamento. Voleva soltanto che dicessi sì, okay, farò come dici: per lui sarebbe stata una vittoria, sarebbe finalmente riuscito a piegarmi».

L’omosessualità e la famiglia, la storia di David Sedaris: crescere con tanti fratelli ha i suoi vantaggi

M.I. Questa richiesta gliel’ha fatta perché via della sua sessualità?

David Sedaris «Mio padre non nutriva molto interesse per la diversità. Ha sempre visto l’amore che mi lega a Hugh e non è mai riuscito a comprenderlo». Tendiamo spesso a emulare i modelli che ci vengono proposti in famiglia, ma lei mi sembra di capire se ne sia discostato. Continua David Sedaris «Mio fratello, ad esempio, ha ricreato il matrimonio dei miei genitori. È che sa, vedere nostro padre non far altro che chiamare nostra madre idiota, stupida, cretina che non sa niente ha lasciato delle tracce – per alcuni di noi era inevitabile. Nostra madre subiva e non so spiegarmi perché sia rimasta, forse per noi figli».

David Sedaris, dove nasce la letteratura comica: l’infanzia, il circo e il rapporti con la famiglia 

David Sedaris «Il mio primo ricordo d’infanzia è il circo. Ci andai con la mia famiglia, dovevo avere tre o quattro anni. Ricordo ancora la musica, le luci, gli odori, i colori. Fu magico. Ho anche lavorato al circo, da ragazzo, facevo il tuttofare. Allora vidi un po’ di dietro le quinte: una quantità di uomini e donne dell’Est Europa, nella maggior parte dei casi nuda – li vedevo cambiarsi, e non si facevano tanti problemi a mostrarsi come mamma li aveva fatti».

M.I. Nei suoi libri e nei testi che recita a teatro, spesso parla della sua famiglia. Eravate in otto, aveva cinque tra fratelli e sorelle. Sua madre era una donna espansiva, affettuosa, mentre suo padre non lo era affatto.

David Sedaris. «I miei genitori avrebbero dovuto divorziare, anzi non avrebbero dovuto proprio sposarsi. Non credo che mio padre sapesse realmente cosa fosse, l’amore, e non penso che sia mai stato capace di provare un sentimento del genere – negli anni, mi sono scoperto ad avvertire un forte dispiacere, per lui: vivere privi di amore dev’essere tremendo».

«Casa nostra era sempre molto affollata e quando ne avevo bisogno potevo nascondermi: se pigliavo un brutto voto o combinavo qualcosa a scuola, sapevo come rendermi invisibile agli occhi dei miei – che comunque erano sempre occupati ad avere a che fare con un altro di noi figli. Avevo meno pressione addosso dei miei coetanei. Tra di noi andavamo a periodi. Prima andavo d’accordo con uno e detestavo l’altra, poi andavo d’accordo con l’altra e ne detestavo un altro ancora. È un meccanismo che va avanti ancora oggi».

David Sedaris e i rapporti con i suoi fratelli e sorelle: la lite con la sorella Lisa

M.I. Con quale dei suoi fratelli non va d’accordo in questo periodo?

David Sedaris «Con mia sorella Lisa. Perché è una stronza. Ha litigato anche con Amy – un’altra sorella: Lisa è fuori controllo. È una discussione in cui non posso essere coinvolto, tra l’altro, e me la sto godendo come fosse la miglior serie tivù di sempre. Hanno litigato per l’eredità. Mio padre ha lasciato in eredità dieci milioni di dollari, ma come dicevo mi ha tagliato fuori dal testamento. Quando i miei fratelli e sorelle si sono incontrati per parlarne, Amy ha detto che secondo lei avrebbero comunque dovuto dividere la somma con me, essendo stato tagliato fuori per delle ragioni assurde, ma Lisa si è messa di traverso e ha detto di no».

David Sedaris
David Sedaris

David Sedaris, affrontare il suicidio della sorella Tiffany attraverso il racconto nelle sue opere

M.I. Sua sorella Tiffany, si è suicidata nel 2013

David Sedaris «Ho parlato spesso di lei nei libri e a teatro. Il suo suicidio era inevitabile ed eravamo bene o male preparati. La domanda su Tiffany non era se si sarebbe suicidata, ma se sarebbe stato un mercoledì o un giovedì. Se hai una malattia mentale e non prendi le pillole che ti sono state prescritte, un epilogo del genere è probabile. Quando morì lessi i suoi diari e, per essere onesto, pensai che se avessi avuto una testa come la sua mi sarei suicidato anche io. Era estremamente paranoica, convinta che tutti cercassero di raggirarla, di rubarle dei soldi – soldi che non aveva, non possedeva granché. Aveva spesso relazioni tanto intense che puntualmente finivano in modo violento, tra l’altro, e non riusciva a tenersi un lavoro. Quando la famiglia si riuniva in casa d’uno di noi, si infilava in bagno, apriva il cassetto dei medicinali e riempiva la borsa con tutto quello che trovava. Ogni tanto era difficile avere a che fare con lei, ma era anche molto divertente. Se l’avesse conosciuta avrebbe detto oh, guarda tu quant’è simpatica questa donna e poi, dopo qualche minuto, si sarebbe detto che doveva fuggire, allontanarsi dalla pazza che aveva di fronte e che delirava in modo tanto pazzo».

M.I. Chi è il più divertente della sua famiglia?

David Sedaris «Mia sorella Amy».

M.I. Pensavo avrebbe detto che fosse lei – in fondo, fa l’umorista.

David Sedaris «No, io sono al terzo posto – al secondo c’è Paul».

Gli esordi di David Sedaris: scoperto in un locale di stand-up comedy a a Chicago e l’arrivo a New York

David Sedaris «Negli anni le persone che si sono vantate di avermi scoperto sono tante. In quel periodo facevo qualsiasi tipo di lavoro e tutti saltuariamente: imbianchino, carpentiere, elettricista. Dopo quegli spettacoli a Chicago le cose cambiarono prima lentamente e poi, d’un tratto, molto velocemente. Mi trasferii a New York e mi venne affidato un programma radio nazionale e passai da un pubblico di cinquecento, seicento persone a dieci milioni. Allora cambiò tutto. Il programma radio non era in diretta e mi ascoltai a casa, subito dopo la messa in onda il telefono cominciò a squillare e andò avanti per molte ore. Agenzie pubblicitarie, produttori cinematografici, editori, agenti letterari: volevano tutti che firmassi con loro. Sono passato da sognare a vivere il sogno nel giro di niente. Fu in quel periodo che iniziai a scrivere per il New Yorker, che era ciò che desideravo davvero, e che mi chiamò quello che dopo sarebbe diventato il mio editore americano». 

M.I. Quale fu la sfida più grande di quel periodo?

David Sedaris «Trovare qualcuno di cui potessi fidarmi. All’inizio non avevo un manager. Mi chiamò anche il manager di Dolly Parton, che incontrai nei giorni successivi. Mi portò nella villa di Parton, ostentando un lusso non suo e promettendomi cose grandise, ma io provai solo imbarazzo: per me, era un atteggiamento strano. Rifiutai la sua offerta. Mi fidavo solo delle stesse persone di cui mi fido oggi: me stesso e Hugh, il mio ragazzo. Il mio desiderio più grande era leggere le mie storie ad alta voce, di fronte a un pubblico. La parte migliore del mio lavoro erano gli spettacoli a teatro. Ora sto per cominciare un tour negli Stati Uniti e visiterò quarantacinque città in tre settimane. Ho tantissimo materiale nuovo, cose che prima non ho mai letto in pubblico, e sono molto curioso di vedere, finalmente, come verranno recepite». 

David Sedaris e il lavoro: quando è in tour regala le sue camere d’albergo 

David Sedaris «La parte peggiore del mio lavoro è viaggiare. Voli cancellati, treni in ritardo, macchine che si perdono: a volte è insopportabile. Per fortuna, ho un agente che si occupa di queste cose: chiamo e lui risolve subito. Una volta il mio volo venne cancellato, glielo dissi, lui in qualche minuto mi richiamò e mi disse di salire su una macchina, che sarebbe venuta a prendermi e che mi avrebbe portato in un aeroporto privato dove avrei preso un jet, fu incredibile. Niente code o controlli di sicurezza o file. L’auto mi portò direttamente all’aereo, salii e partimmo quando glielo dicemmo noi, noi passeggeri. Un sogno, ma dovetti pagare io, diecimila dollari per un volo di quarantacinque minuti. Mi successe ancora un altro paio di volte. Due anni fa mi trovavo in una città assediata da un uragano e di aerei di linea non ne partirono così presi un jet privato assieme al produttore dei miei show. L’aereo poteva portare fino a otto persone e però noi eravamo solo in due, allora gli proposi di ospitare sei persone che fossero rimaste bloccate in aeroporto, persone scelte a caso dal nostro volo precedente e che avevano bisogno di partire. Però lui mi disse di no, c’era il rischio che parlassero troppo. È qualcosa per cui mi sento in colpa ancora oggi: sarebbe stato bello portare qualcuno con noi, non solo gli avremmo dato la possibilità di partire, ma avremmo anche fatto fare loro un’esperienza che di certo non avrebbero mai vissuto. Quando sono in tour, so che la stanza d’hotel è pagata anche per la notte ma che io la occuperò sono durante la mattina, ché lo show è nel pomeriggio e devo ripartire la sera per un’altra tappa, spesso mi porto appresso le chiavi e le do alla prima bella coppia che incontro, dicendo loro che la stanza è pagata, che io non potrò usarla e che sarebbe un peccato se andasse sprecata».

Le cose che David Sedaris non ha mai fatto: il sogno di vivere in un paese del Sud  dove le persone sono espansive, non come nel Regno Unito

David Sedaris  «Vivere in un Paese del Sud. Le persone lì sono più calorose, espansive. Nel Regno Unito, spesso non salutano neanche. Una volta trovai una borsetta in strada – mi capita spesso di fermarmi, camminando in città, e raccogliere i rifiuti che incontro per poi buttarli nel primo cassonetto: cercare di tenere la città mi piace. Trovai questa borsetta e dentro c’erano i documenti della proprietaria e così, dopo averla rintracciata, andai fino a casa sua. Suonai il campanello, venne fuori una donna e le chiesi se fosse lei Julie Thompson, ma la donna mi disse di no. Le dissi che avevo trovato la sua borsetta, quindi lei mi disse che sì, in realtà Thompson era lei, solo che alla gente che veniva a bussare alla sua porta diceva sempre di no, di essere la domestica, ché non le andava di chiacchierare con i venditori porta a porta. Le porsi la borsa, però lei mi disse che non la voleva, che non la interessava più. Figurarsi, anche io non la volevo, era una borsa brutta e logora, ma dovetti portarla con me, ché lei non volle saperne di tenerla. Ecco, ci pensa? Uno sconosciuto raccoglie la sua borsa, si prende il disturbo di portargliela a casa e lei manco lo ringrazia».

David Sedaris e il compagno Hugh: Sedaris definisce la loro coppia a come una di quelle che non si sposerà mai 

David Sedaris «Odio le coppie sposate. Questo è mio mariiito, Gaaary: ha presente quelle persone che parlano così? Oh, aspetta, chiedo a mio mariiito, Fraaank. Dio mio, le detesto. Volevo che i gay avessero il diritto di sposarsi solo perché poi potessero sputarci sopra. Noi stiamo assieme da trentadue anni. Tanto, credo che lo lascerò a breve – ride. Ci sono molte persone che si lasciano perché uno dei due dice di aver bisogno di trovare sé stesso, e io vorrei dire lui che no, non è così speciale e non troverà nulla di bello – semplicemente rimarrà da solo. Ecco, penso che uno debba lasciare il partner per delle ragioni reali: mi ha tagliato una gamba, ha stuprato mia sorella davanti a me, cose così. Dovesse farlo mentre io sono in vacanza, stuprarla, intendo, penserei: okay, va bene. Però se lo fa davanti a me non va bene. Ecco la cosa buona di uscire con un uomo gay: non stuprerà tua sorella – ride».

M.I. Lei crede che l’anima gemella esista? Hugh è la sua anima gemella?

David Sedaris «Avevo un’amica all’università, era lei la mia anima gemella – è solo che sono gay e quindi non potevamo far sesso,che peccato. Dipendeva solo dalla sessualità. Tant’è che spesso chiedo a Hugh: pensi che incontrerai mai l’amore della tua vita? Nel caso me lo presenti?ride».

M.I. Allora chi è Hugh?

David Sedaris «La persona migliore che abbia mai incontrato».

M.I. Ultima domanda, la faccio a tutti, questa. Immagini di avere novant’anni e immagini che sia domenica mattina: dov’è, cosa fa, con chi è?

David Sedaris «Sarò alla mia scrivania, e starò scrivendo, come sempre. Magari sarà solo un diario, magari sarò solo un vecchio che non capisce più niente, ma starò certamente scrivendo, fosse soltanto per me».

David Sedaris

David Sedaris, autore di dodici libri, il più recente dei quali è Cuor contento il ciel lo aiuta (Mondadori, 2023). Collabora con il “New Yorker” e con BBC Radio 4. Nel 2019 è stato inserito dall’American Academy of Arts and Letters. È stato insignito del Thurber Prize for American Humor, del Jonathan Swift International Literature Prize for Satire and Humor e del Terry Southern Prize for Humor. È considerato il più importante scrittore umoristico del panorama letterario internazionale.

Mattia Insolia

David Sedaris, Cuor contento il ciel lo aiuta
David Sedaris, Cuor contento il ciel lo aiuta

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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