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Lorenzo Villoresi: materie prime e ispirazioni, tutto inizia con un Pot Pourri

Il Loto blu scoperto in Sri Lanka proietta Lorenzo Villoresi verso nuove sperimentazioni. Una conversazione sulla Maison, sull’industria dei profumi che cambia, sul valore delle materie prime che resta 

L’evoluzione dell’industria dei profumi secondo Lorenzo Villoresi: le materie prime naturali e quelle create in laboratorio, le combinazioni delle biotecnologie 

Lorenzo Villoresi. Il settore dei profumi sta vivendo una rivoluzione, grazie alla ricerca e alla selezione delle molecole. Si generano in laboratorio specialità spesso non presenti in natura. Parallelamente, c’è una continua ricerca di materie aromatiche naturali, estratte o distillate da piante, fiori e semi. Le biotecnologie hanno permesso di replicare in modo simile al naturale alcune materie aromatiche, come il patchouli, a costi più contenuti rispetto all’essenza ottenuta dalla pianta. In questo modo si sono rese disponibili materie prime di alta qualità a prezzi più accessibili, contribuendo a rendere il settore più competitivo a livello economico. 

C’è una tendenza verso fragranze più androgine, in parte per evitare connotazioni sessuali marcate e in parte per rispondere all’attuale libertà di espressione odorosa che ha abbattuto capisaldi e paratie concettuali tradizionali. Sono stati introdotti nuovi ingredienti e fragranze che cercano di replicare l’odore del fiume, del mare, della giungla o della foresta equatoriale. Sono stati effettuati esperimenti di estrazione anche nello spazio. La ricerca si concentra sempre più sulla creazione di effetti speciali, per fare sì che le fragranze si impongano in un mercato saturo di centinaia o migliaia di profumi che aumentano ogni anno. 

L’arte tradizionale del profumo cercava di tradurre una visione in fragranza. L’approccio artistico sembra essere meno presente nei profumi contemporanei, dove l’accento è spesso posto sul fattore sorpresa sull’esigenza primaria di differenziazione sul mercato.

In alcuni paesi, come l’India, ci sono ancora tradizioni regionali. Ad esempio quella degli attar, co-distillazioni di sandalo e fiori locali, che in India variano da regione a regione – consuetudine che rimane viva in una dimensione locale anche vasta. Al di là di queste peculiarità autoctone, il settore dei profumi ha un andamento più globalizzato.

Il viaggio come fonte di ispirazione per la creazione di profumi per Lorenzo Villoresi – materie prime dallo Sri Lanka 

CC L’ispirazione arriva anche dal confronto con culture del profumo diverse rispetto a quella occidentale. Mi hai raccontato di un recente soggiorno in Asia.

Lorenzo Villoresi. Durante una visita in Sri Lanka, mi hanno impressionato alcune materie prime come il Champaca rosso, il Loto blu, il Frangipane. Grazie a mio figlio Alessandro, che si sta formando a Grasse, sono venuto a conoscenza dei miti sul Champaca blu. Alcune leggende locali narrano che questo fiore cresce soltanto in paradiso. Inoltre ho avuto modo di sentire per la prima volta il profumo del Loto blu, dalla fragranza in parte simile alla viola mammola, con sfumature verdi acquatiche leggermente cipriate. Nonostante le dimensioni limitate dell’isola, essa è ricca di materie aromatiche, soprattutto chiodo di garofano, pepe, cannella e altre spezie, tutte utili alla creazione dei veri Pot Pourri, sempre più richiesti. 

Cos’è un vero Pot Pourri – La definizione di Lorenzo Villoresi

CC. Come è fatto un vero pot pourri?
Lorenzo Villoresi. Per vero pot-pourri si intende un insieme di piante o parti di esse, messe a macerare dentro grandi orci di terracotta invetriati all’interno, insieme a essenze e, a seconda delle tradizioni, strati di sale oppure resine odorose. Un procedimento che richiede attenzione, tempo e cura manuale.

Lorenzo Villoresi: dagli inizi della carriera alla Maison Lorenzo Villoresi

CC. Hai iniziato la tua attività attraverso dei viaggi.
Lorenzo Villoresi. Fin da ragazzo sono stato affascinato dai viaggi in Medio Oriente. Andavo lì per curiosità e in seguito, ai tempi dell’università, per approfondire i miei studi in filosofia antica e filologia biblica. Era anche una scusa per esplorare, per capire terre e culture diverse. Mi avevano colpito i racconti dei miei genitori, che avevano vissuto al Cairo negli anni Cinquanta. In Egitto e in Marocco mi sono reso conto per la prima volta di quanto il mondo del profumo in Medio Oriente fosse diverso da quello occidentale. Più ricco. Un universo di odori – che mi viene da definire ‘narrativi’ e identitari – erano parte integrante della vita quotidiana. Dall’acqua di rose o di fiori d’arancio per il narghilè, al caffè al cardamomo; dal tè alla menta alle sigarette all’ambra, tutto era un continuum di profumi. Nei negozi si vendevano essenze di ogni tipo, sigarette profumate e spezie.

La casa Lorenzo Villoresi nasce ufficialmente nel Maggio del 1990, ma l’attività era iniziata nel 1989 con l’Atelier dei profumi, nella mia abitazione in via de’ Bardi a Firenze. L’attività si nutriva delle esperienze e di quanto riuscivo a reperire durante le mie peregrinazioni in Medio Oriente, frammiste a elementi squisitamente toscani e fiorentini legati a secoli di prassi artistica, quali la radice dell’iris o sentori di cipresso e di mirto. Piper Nigrum, tuttora un best seller, prende forma in quegli anni. Il pot-pourri che preparavo in orci di terracotta qui nelle cantine e nei locali della casa di famiglia a Colonnata ha dato il là a una parabola di ricerca e sviluppo, sospesa tra legacy ancestrale e un’evocazione. 

Profumo personale: come si realizza una fragranza su misura secondo Lorenzo Villoresi

CC Hai raggiunto la notorietà per i profumi personali. Che cosa significa profumo personale?
Lorenzo Villoresi. La creazione di quello che si può definire un profumo su misura richiede una comprensione e un coinvolgimento personale. Le preferenze odorigene spesso hanno radici che si perdono in esperienze passate, riportano alla luce influenze familiari e uno spettro di memorie positive o negative che sono strettamente legate agli odori, a quegli odori e non ad altri. Le persone che si avvicinano all’idea di un profumo personalizzato sono dedite e interessate a questa dimensione peculiare e irripetibile. Cercano una fragranza più o meno composita o venata di contrasti e chiaroscuri che rifletta appieno la loro individualità. 

Il profumo su misura dovrebbe essere l’equivalente dell’haute couture in ambito moda, poiché alla creazione della fragranza si aggiunge talvolta la personalizzazione del packaging in ogni dettaglio, curando al massimo secondo il gusto del committente, il design della bottiglia, il colore del flacone, il tappo e altre differenziazioni. Niente standard, ma un’unicità capace di racchiudere il senso distintivo di una personalità, la summa di un sovrapporsi di ricordi e madeleines, la trama di una completezza raggiunta o di un’incompletezza da risarcire e da proiettare verso ulteriori superamenti. Ogni flacone, accessorio e astuccio viene creato da artigiani locali.

Il successo di Teint Neige e i nuovi profumi di Lorenzo Villoresi

CC Quale profumo tra gli altri è stato un successo?
Lorenzo Villoresi. Negli anni ho potuto notare che Teint de Neige, un nostro famoso profumo cipriato-floreale, ha sfidato le tendenze convenzionali ed è riuscito a crescere in popolarità attraverso il tempo. Un dato che marca una grande differenza rispetto ai lanci di profumeria convenzionale, che di solito registrano un drastico calo d’ interesse dopo un breve periodo. Un risultato che mi ha fatto riflettere sulla profumeria artistica, che possiede un potenziale unico nel tempo. Sto lavorando a nuove fragranze, per le quali sto usando materie prime come il Loto, il Champaka e il Frangipane dei quali parlavamo prima. Sto anche mettendo a punto una nuova fragranza per la casa. 

I figli di Lorenzo Villoresi e il Museo nella sede di Via de’ Bardi a Firenze che permette di vedere da vicino e toccare con mano le materie prime

Lorenzo Villoresi. Il futuro è legato ai miei tre figli. Alessandro sta studiando profumeria a Grasse. Non ho mai insistito affinché abbracciasse questo universo professionale, è stata un’esigenza che ha espresso in indipendenza, come una sorta di vocazione che ha quasi sorpreso mia moglie Ludovica e me stesso. Da lui oggi arrivano molte ispirazioni, opinioni e proposte di ricerca mai abbracciate prima. Arturo, il mio minore, si occupa di gestione aziendale e ci sta supportando in vari campi, sempre presente e interessato all’attività di famiglia. Gemma, la più giovane, ha appena iniziato l’università e come i fratelli ha respirato a fondo l’universo della nostra attività. 

Il Museo che abbiamo aperto nella nostra sede di Via de’ Bardi a Firenze coinvolge appassionati, esperti e studenti. Un aspetto che affascina i visitatori è la possibilità di vedere e toccare piante e materie prime che per molti sono una sorta di fantasma, pura suggestione. Il museo, con il giardino di piante aromatiche, non mira a presentare la nostra storia – non siamo egoriferiti e ossessionati dal brand!   Propone un approccio diretto al mondo del profumo e all’universo delle fragranze.  Inoltre sto preparando un nuovo libro, dopo quelli usciti alcuni anni fa, sempre su argomenti legati al mondo del profumo. 

Ad oggi siamo presenti in oltre sessanta paesi. Le nostre collezioni sono presenti soprattutto in Europa e in Medio Oriente, con alcune esperienze e sviluppi in Asia. Inoltre, grazie al crescente interesse verso la nostra Maison sia nei paesi del Golfo, sia negli Stati Uniti, stiamo esplorando nuove opportunità. Ad esempio, dato il cambiamento drastico nel panorama globale e l’aumento sensibile delle vendite online, sta emergendo l’esigenza di stabilire una base a New York per migliorare la distribuzione in America, considerando le sfide legate a tempi e distanze.

Profumo solido: le sperimentazioni di Lorenzo Villoresi

CC Il profumo che hai pensato tante volte di approcciare ma che non hai mai fatto.
Lorenzo Villoresi. Un desiderio che avevo coltivato a lungo è stato quello di creare un profumo solido, progetto riuscito dopo una lunga ricerca e oggi molto apprezzato anche come accessorio da viaggio. Quando sono affascinato da un odore che mi colpisce magari per caso o da una particolare lettura o aspetto culturale, cerco di inseguirli e catturarli trasformandoli in fragranza. Un po’ come il mito di Shangri-La, un volo d’immaginazione libera e svincolata da tutto che poi diventa realtà. 

Sostenibilità nell’industria profumiera – dal reperimento delle materie prime al packaging riciclabile

Ludovica Passi Villoresi. Le visite alle piantagioni e alle coltivazioni hanno rivelato un nuovo interesse per il benessere delle persone coinvolte nella filiera produttiva, comprese le comunità locali, con un impegno a garantire condizioni di lavoro congrue e civili. Alcuni cercano nuove materie prime in collaborazione con ONG per preservare l’ambiente e il benessere delle comunità coinvolte. L’interesse per la sostenibilità è diventato una tendenza per le aziende, in primis per evitare pubblicità negativa. 

Nel nostro caso, ci stiamo concentrando su ogni dettaglio del packaging, come la scelta di materiali riciclabili. Evitiamo trattamenti che compromettano o limitino il processo di riciclo. Quanto alle materie prime, abbiamo una filiera certificata. La sostenibilità è vista come parte integrante della qualità, ma la sua attuazione può variare a seconda dei casi. La sostenibilità origina un processo che coinvolge tutta la catena di produzione. Il nostro impegno va oltre il packaging, poiché siamo produttori e di conseguenza gestiamo una filiera completa.

Lorenzo Villoresi

Lorenzo Villoresi (Firenze, 5 aprile 1956) è un artista-profumiere e imprenditore italiano, fondatore dell’azienda omonima. Nato in una famiglia cosmopolita e multiculturale, Lorenzo Villoresi ha fondato la Maison di profumeria artistica a Firenze nel 1990, ma la sua passione per i profumi è iniziata molto prima. Durante gli studi di filosofia ha viaggiato per il mondo, scoprendo e studiando materie aromatiche e iniziando a creare fragranze su misura. Ogni aspetto della produzione viene tuttora svolto internamente e richiede un’attenzione e una cura meticolose, utilizzando ingredienti di alta qualità per le fragranze e i materiali più pregiati per gli accessori. Il Museo Villoresi offre un percorso multisensoriale alla scoperta del profumo e delle materie aromatiche. Il progetto è nato per divulgare la conoscenza del mondo del profumo dal punto di vista storico-antropologico, geografico, botanico, economico e scientifico. Il cuore dell’esposizione è l’Osmorama, una vasta collezione di ingredienti aromatici antichi e moderni, che consente ai visitatori di sentire gli odori delle singole materie.

Lorenzo Villoresi  (Firenze, 5 aprile 1956) è un artista-profumiere e imprenditore italiano, fondatore dell’azienda omonima.

Nato in una famiglia cosmopolita e multiculturale, Lorenzo Villoresi ha fondato la Maison di profumeria artistica a Firenze nel 1990, ma la sua passione per i profumi è iniziata molto prima. Durante gli studi di filosofia ha viaggiato per il mondo, scoprendo e studiando materie aromatiche e iniziando a creare fragranze su misura.

Il Museo Villoresi offre un percorso multisensoriale alla scoperta del profumo e delle materie aromatiche. Il progetto è nato per divulgare la conoscenza del mondo del profumo dal punto di vista storico-antropologico, geografico, botanico, economico e scientifico. Il cuore dell’esposizione è l’Osmorama, una vasta collezione di ingredienti aromatici antichi e moderni, che consente ai visitatori di sentire gli odori delle singole materie.

Cesare Cunaccia

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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