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Il Parco Agricolo Sud è un area naturale protetta della Lombardia che racchiude una grande zona ad
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Luci e ombre della legge per la nuova governance del Parco Agricolo Sud

«Nessuna minaccia all’integrità del Parco», assicura il primo firmatario della legge, ma le debolezze si nascondono nei finanziamenti e nella carenza di personale

Approvata dal Consiglio regionale della Lombardia la legge per la nuova governance del PAS

La proposta di legge sulla nuova governance del Parco Agricolo Sud ha completato il suo percorso legislativo: il 1° dicembre il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la nuova legge, a sette mesi dalla sua presentazione e dopo le proteste di 43 sindaci dei comuni del Pas e dell’opposizione. La gestione sarà affidata a Regione Lombardia e dunque il Pas non sarà più prerogativa della Città metropolitana di Milano. Il nuovo ente non ha ancora uno Statuto ma sarà formato da undici componenti: il presidente e due membri nominati dalla Comunità del Parco; tre da Regione Lombardia, due dalle associazioni di categoria – Coldiretti e Confagricoltura; uno da Città metropolitana, uno dal Comune di Milano, e uno delle associazioni ambientaliste.

Franco Lucente, primo firmatario della legge ed ex sindaco di Tribiano

«La situazione così com’era non era più sostenibile: i problemi burocratici sono stati segnalati soprattutto dagli agricoltori e dalle associazioni di categoria, Coldiretti e Confagricoltura, che sono state ascoltate nel corso della discussione di questo progetto di legge e che hanno manifestato apertura per un cambiamento». Franco Lucente, primo firmatario della legge ed ex sindaco di Tribiano – comune nel sud-est milanese – spiega a Lampoon le ragioni che hanno portato la giunta di centrodestra a proporre il progetto di legge. «Anche l’opposizione sapeva e sosteneva che la governance del Parco non andava bene. In commissione abbiamo presentato quattro emendamenti su richiesta del Partito Democratico. Solo uno non è stato presentato, quello del direttore del Parco». Il direttore quindi non sarà più incaricato dal Consiglio etropolitano d’intesa con la Giunta regionale, ma verrà nominato dal Presidente del Parco d’intesa con la Giunta regionale.

La riforma Del Rio del 2014 ha reso inefficace la figura del direttore del Parco Agricolo Sud

Dall’entrata in vigore nel 2014 della riforma Del Rio – la legge che ha rivoluzionato la struttura e le casse degli enti provinciali costituendo le città metropolitane – la figura direttiva del Parco non è più efficace, per ammissione anche di Paolo Lozza, ex rappresentante delle associazioni ambientaliste nel Consiglio del Parco: «Il direttore è una figura assente dal 2014. Un Parco regionale non può avere un direttore che se ne occupa solo mezza giornata a settimana. Chi ha addotto queste motivazioni per giustificare la legge sul Parco ha ragione». Allo stesso tempo, Lozza sottolinea che «il parco è stato gestito da Città Metropolitana con qualche pecca e soprattutto con pochi soldi. La maggioranza in Regione, ha pensato di risolvere questi problemi cambiando la governance, creando un nuovo ente gestore che dovrebbe risolvere questi problemi. Peccato che il nuovo ente non avrà le risorse monetarie in più per gestire il parco». 

Il nuovo ente per la governance previsto dalla legge non avrà le risorse monetarie in più per gestire il parco

«Oggi – spiega Lozza – i pochi soldi sono utilizzati nella maniera più efficiente possibile, approfittando dei servizi di Città Metropolitana: la gestione del personale, i servizi amministrativi, i servizi legali sono tutti servizi che Città Metropolitana fornisce al Parco Sud. Domani, con un ente esterno a Città Metropolitana, questi costi bisognerà affrontarli. Farlo con lo stesso bilancio non sarà semplice, a meno che nello stesso statuto, Città Metropolitana insieme al Comune di Milano decidano di stanziare risorse più ingenti». La legge prevede un contributo aggiuntivo di 300 mila euro all’anno, per tre anni, da parte di Regione Lombardia. 

Un contributo aggiuntivo di 300 mila euro all’anno da parte di Regione Lombardia, ma non c’è chiarezza sulle coperture

Per quanto riguarda le coperture, non c’è ancora nulla di certo: «Si deve chiedere all’assessorato al Bilancio», spiega Lucente, che assicura: «Le coperture ci sono». Sui finanziamenti si gioca la possibilità del nuovo ente di fare il salto di qualità e assicurare più sostegno, come promesso, agli agricoltori. «Sì, la legge dice che la Regione mette 300 mila euro in più per tre anni, poi non si sa. Anche perché le quote che metteranno il Comune di Milano e Città Metropolitana saranno di meno. In sostanza la cifra totale sarà la stessa», ribatte Lozza.

La mancanza di personale qualificato e gli interrogativi legati al consumo di solo 

Se, come sostiene Lucente, non esistono minacce dirette – provenienti dai commi della legge regionale – sul consumo di suolo, secondo Lozza questa minaccia risiederebbe nel depotenziamento dei servizi amministrativi e legali che dovrà affrontare il nuovo ente: «Se arriva, ad esempio, una richiesta di parere sulla strada Vigevano-Malpensa, il parco non riuscirà a fare un ricorso al Tar perché a causa della carenza di personale si dovrà chiedere un aiuto esterno. Il parere non è vincolante, ma tre anni fa il Parco Sud insieme a quello del Ticino e altri soggetti riuscirono a impugnare la delibera del Cipe presso il tribunale». Quando sarà il momento per il PAS di dare un parere su un piano del governo del territorio – il documento programmatico dei comuni che decide la programmazione urbanistica di un comune – l’esperto ambientale sostiene che «con la nuova governance non ci sarà abbastanza personale qualificato, ci sarà il silenzio-assenso e chi vorrà costruire troverà terreno spianato».

L’esempio dello scorrimento veloce tra Melegnano e Magenta, potenziamento della TOEM

Si dibatte ancora sul piano delle ipotesi, perché in questa fase di progettazione non esistono minacce dirette all’integrità del parco, né si conoscono le caratteristiche del nuovo ente gestore, che saranno più chiare con la pubblicazione del nuovo Statuto. Un esempio dal passato arriva dal progetto di superstrada di 40 chilometri a scorrimento veloce tra Melegnano e Magenta, nato come potenziamento dell’anello tangenziale esterno di Milano, la cosiddetta TOEM. Secondo l’Associazione Parco Sud Milano, la sua realizzazione avrebbe sottratto al Parco circa 57 ettari, ovvero più di mezzo milione di metri quadri di superficie a favore del cemento, ma l’opera è stata ridimensionata a riqualificazione della SP 40 ‘Binaschina’, limitatamente alla tratta di connessione tra la A1 e la A7. «C’è ancora poco di progettuale, c’è uno studio di riqualificazione e fattibilità. Tra le ipotesi fatte c’è anche la costruzione di un’autostrada a sud».

Un futuro diverso per il PAS, in base al colore politico

La visione sul futuro del Parco agricolo si differenzia ancora di più per colore politico. Il Parco ha un’estensione di 47 mila ettari di terreno, l’80% è della superficie è di proprietà degli agricoltori: «Abbiamo evitato che fosse realizzata l’unione del Parco Agricolo sud Milano con il Parco Nord Milano, due parchi di vocazione diversa: una urbana, l’altra agricola. Sono convinto che si debba ampliare la zona boschiva e si debba consentire più piantumazione, ma differenzierei le aree boschive dalle aree naturali sulle quali sono molto critico. Ci sono altre zone individuate come aree naturali sulla quale non viene permessa una certa coltivazione», spiega Lucente. La proposta di realizzare un’area circolare che colleghi il parco nord al parco sud era stata una proposta avanzata dall’amministrazione Sala, prima e dopo la rielezione dell’ottobre 2021.

La necessità di collegare il PAS alla rete di distribuzione 

Il progetto di legge insiste sulla tutela della vocazione agricola del territorio, ma mancano ancora alcuni collegamenti fondamentali con la città: i ‘nuovi milanesi’ non conoscono a sufficienza la produzione locale, in un momento storico in cui è in continua crescita l’attenzione alla produzione chilometro 0. Il consigliere Lucente annuisce: «Città Metropolitana oggi si occupa di due temi importanti: l’edilizia scolastica e le strade. Da oggi il PAS sarà gestito da Regione Lombardia come tutti gli altri parchi regionali. Con la possibilità all’interno dello Statuto di inserire un meccanismo che colleghi l’azienda alla rete di distribuzione delle città».

Franco Lucente

Avvocato, ex sindaco di Tribiano. Consigliere di Regione Lombardia, dove ricopre dall’aprile 2018 il ruolo di Capogruppo di Fratelli d’Italia.

Emanuela Colaci

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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