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Psicologia online: pro e contro della divulgazione sulla salute mentale

L’Ordine degli Psicologi del Lazio ha pubblicato un vademecum per i professionisti che utilizzano il web nella propria attività – superare lo stigma del malessere psicologico, evitando superficialità online e autodiagnosi

Bernardo Paoli, psicoterapeuta, docente e autore – la community online

«Mi ricordo ancora quando da piccolo nessuno, per vergogna, osava avvicinarsi alla stanza dello psicologo che all’Asl del mio paese era proprio accanto a quella del medico. I social hanno aiutato a superare gli stereotipi legati alla psicoterapia. Hanno contribuito a dare un’immagine dello psicologo più appetibile e più vicina alla nostra quotidianità. Anche il fatto che alcuni influencer abbiano iniziato a condividere con le proprie community il fatto di andare in terapia ha accelerato questo processo», spiega Bernardo Paoli, psicoterapeuta, docente e autore.

Bernardo Paoli ha raccolto online una community, con cui interagisce, raccogliendo domande e diffondendo spunti di riflessione. «Scrivendo lunghi dialoghi terapeutici sui social, ho attirato l’attenzione di alcune case editrici come Giunti e Mondadori che mi hanno proposto di pubblicare con loro». 

Bernardo Paoli – contenuti legati alla psicologia e alla crescita personale

«L’impegno è aumentare nelle persone la capacità di fare autocritica, di offrire strumenti di riflessione e autoanalisi. Pensiamo ai casi in cui una persona è vittima di violenza psicologica e, leggendo i post degli psicologi sui social, inizia a mettere in dubbio il senso e la tollerabilità della propria relazione. Poi, naturalmente, il problema è sempre la dose: anche un eccesso di analisi o di autocritica può portare al disequilibrio. Tutto quello che diventa mainstream può finire per rappresentare una criticità». Qualche esempio? «Tutti sembrano avere problemi di autostima, o soffrono della sindrome dell’impostore, o ancora vedono comportamenti patologici dappertutto».

Psicologia sui social: aspetti positivi e negativi

Il punto di partenza da cui parte Bernardo Paoli: «Dall’altra parte dello schermo non ci sono persone sprovvedute, incapaci di comprendere il contesto in cui una comunicazione viene fatta, ma persone che sanno interrogarsi e che comprendono la differenza tra un post e una seduta di psicoterapia». I social possono ampliare le potenzialità di un incontro con lo specialista. «I pazienti possono portare in seduta uno spunto di riflessione che hanno letto sui social. I miei ex pazienti leggono i contenuti che pubblico, riportando così alla memoria i temi di cui abbiamo discusso, continuando a fortificare la propria crescita personale». 

Paoli non è preoccupato dall’estrema sintesi cui è costretto sui social media. «Il problema della sinteticità riguarda tutta la comunicazione, non solo quella relativa alla psicologia. Le comunicazioni brevi sono assimilabili agli aforismi: perle che rispondono a un’esigenza umana antichissima. La prima testimonianza scritta dei proverbi risale ai Sumeri, nel Diciottesimo secolo avanti Cristo, quando troviamo questo avvertimento: Chi possiede molto denaro può essere felice, ma chi non possiede nulla può dormire». Come le comunicazioni sintetiche sui social, così anche i proverbi e gli aforismi hanno da sempre attirato qualche critica. «Parlano di verità contraddittorie, trattandole però come incontrovertibili: un proverbio dice una cosa, un altro sostiene la tesi contraria. Questa contraddittorietà fa da specchio alla conoscenza umana, che è multiforme, complessa e, appunto, contraddittoria». 

Tra i possibili svantaggi nell’uso dei social c’è «una tendenza alla iper-patologizzazione, diffusa anche tra alcuni psicoterapeuti e scuole di psicoterapia, che porta a vedere ovunque persone borderline, ossessive, fobiche, paranoiche. Per questo preferisco parlare non di disturbi di personalità ma di inclinazioni psicologiche, ovvero di priorità che motivano le persone a compiere le proprie scelte. Queste priorità – a mio avviso ce ne sono nove principali (tra queste: protezione, primeggiare, senso del dovere, rispetto dei valori) – possono portare sia all’equilibrio che al disequilibrio».

Francesca Picozzi, psicologa clinica e consulente sessuale: parlare ai giovani di salute mentale, superando le tendenze all’autodiagnosi

«C’è disinformazione – ammette Francesca Picozzi, psicologa clinica e consulente sessuale – accompagnata spesso da un’estremizzazione del proprio vissuto per cui la tristezza diventa depressione, la disattenzione diventa un disturbo dell’attenzione, gli sbalzi d’umore bipolarismo». La tendenza all’autodiagnosi Picozzi l’ha trattata anche in Parlarne aiuta, il suo primo libro uscito per Longanesi nell’aprile di quest’anno: «Ho riflettuto su come questa tendenza all’autodiagnosi possa essere la necessità di dare un nome alla propria angoscia e insofferenza, che, se resta informe e caotica, crea così tanto disagio da preferire un titolo sbagliato piuttosto che la mancanza di una diagnosi». 

Prosegue Francesca Picozzi: «Tratto due tipologie di contenuti: in quelli più ironici rappresento uno spaccato di realtà, come ad esempio come ci si sente in seduta quando lo psicologo rimane in silenzio, e in quelli più informativi parlo di un aspetto, come può essere l’ansia. Faccio sempre presente che le risposte non si trovano sui social, ma nello studio, da un professionista. Se mi rompo una gamba certamente il video su Youtube su come bendare bene una ferita può essere utile, ma la soluzione è andare da un ortopedico». 

Francesca Picozzi è approdata sulla piattaforma social cinese a novembre 2020, quando ancora i professionisti della salute scarseggiavano. «La mia idea era quella di parlare di salute mentale ai giovani, utilizzando la loro lingua. Da subito ho riscontrato entusiasmo».

Federica Mancuso: la psicologia comporta una complessità difficile da gestire online

Federica Mancuso, psicologa, ha preso posizione contro persone dalle dubbie competenze che propongono sui social risposte ai più diversi quesiti e dilemmi esistenziali. «Spesso al centro ci sono temi delicati, complessi da affrontare, come narcisismo, personalità borderline e autostima. Se si spacchettano questi temi, se ne perde la complessità». Una complessità non facile da gestire online. «Occorre semplificare i concetti perché arrivino a più persone possibili, con il rischio di provare a dare soluzioni per acquisire più seguito. Si rischia una banalizzazione e una iper-semplificazione di concetti articolati», aggiunge Mancuso, confessando una certa conflittualità nel proprio rapporto con i social. «Mi sono avvicinata ai social per creare una base di awareness, per costruire un biglietto da visita digitale. All’inizio ho seguito le regole per creare contenuti accattivanti, percepivo però una perdita di autenticità e una resistenza nel creare contenuti dove fornire consigli o risposte pronte. Ora ho stabilito di condividere soprattutto spunti di riflessione da coltivare nel privato, di farne un luogo di stimoli per pensare». 

Linee guida nella divulgazione di argomenti di salute mentale: lo psicoterapeuta Michele Spaccarotella

Lo psicoterapeuta Michele Spaccarotella «La psicologia ha beneficiato della possibilità di allargare il proprio raggio di “ascoltatori”, promuovendo una maggiore cultura della prevenzione e del benessere». Qualche accorgimento va però tenuto a mente. «Quando si fa divulgazione scientifica sui social bisognerebbe sempre rispondere ad alcune domande: è utile per il pubblico quello che sto proponendo? Con questo contenuto sto apportando un contributo valido alla popolazione generale e alla comunità professionale? Come reagirebbe un mio utente/paziente alla visione di quello che sto pubblicando? Avere alcune linee guida che possano orientare il proprio operato sulle piattaforme a disposizione può evitare o quantomeno ridurre alcuni ‘scivoloni’». 

L’Ordine degli Psicologi del Lazio ha pubblicato un vademecum per i professionisti che utilizzano il web nella propria attività

Proprio con l’intento di fornire un sostegno, a marzo l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha pubblicato un vademecum per i professionisti che utilizzano il web nella propria attività. Tra le raccomandazioni quella di ridurre al minimo le informazioni relative alla propria vita personale, evitando l’esibizione di aspetti esteriori, come corpo e simboli di status sociale. E di fronte alla proposta di tecniche per contrastare stati di malessere psicologico, come possono essere i cinque passi per superare la fine di una relazione? L’Ordine è prudente: “Occorre in queste comunicazioni una estrema cautela. La psicologia è scienza-professione della complessità, e ogni generalizzazione rischia di finire con il banalizzare problemi che in realtà sono diversi da quel che appaiono a prima vista; diffondere iper semplificazioni basate sul senso comune più che sulla conoscenza rigorosa del funzionamento della mente umana è sbagliato e controproducente, tanto per il pubblico che per l’immagine sociale della nostra famiglia professionale”. 

Federica Mancuso

Psicologa, laureata in Psicologia Clinica e Tutela della Salute, specializzanda in psicoterapia presso Istituto Aspic. Attraverso il proprio canale Instagram cerca di sfatare i falsi miti sulla professione.

Bernardo Paoli 

Psicologo e psicoterapeuta. Docente di psicologia della decisione e della creatività e di tecniche di cambiamento rapido per Edulia di Treccani e per la Scuola Holden.. È autore di alcuni libri di saggistica e di divulgazione psicologica, fra cui La sottile arte di incasinarsi la vita (Mondadori, 2019) e il Manuale delle tecniche psicologiche (Giunti, 2022). 

Francesca Picozzi

Psicologa clinica e consulente sessuale. È tra i profili TikTok più seguiti sui temi della salute mentale, soprattutto dai più giovani. Autrice di Parlarne aiuta. Il libro per capire che forma ha la tua ansia (Longanesi, 2023).

Michele Spaccarotella

Psicologo psicoterapeuta, autore dei libri Il Piacere Digitale (Giunti, 2020) e Bolle di Tsunami (L’Erudita – Giulio Perrone, 2022).

Elisabetta Molteni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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